PIETRO BUSO SCOTTI Di Piacenza

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Condottieri di ventura

1786      PIETRO BUSO SCOTTI  (Pier Maria Scotti) Detto Buso. Di Piacenza. Ghibellino. Conte di Vigoleno e di Carpaneto Piacentino.

+ 1521 (settembre)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

…………  

 

 

 

 

 

Emilia

E’ presto costretto ad allontanarsi da Piacenza per le turbolenze da lui suscitate nella città.

1514

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. mar.

 

Ghibellini

 

Guelfi  

 

Lazio ed Emilia

Da Roma rientra a Piacenza. Si trova in notevoli difficoltà economiche per forti spese che ha dovuto sopportare; è inoltre stizzito perché l’appalto dei dazi cittadini sono stati affittati dalla Camera Apostolica ad una società facente capo a Lazzaro Malvicini ed a Niccolò Scotti dietro il versamento di 25000 scudi. Arma un centinaio di facinorosi, tra cui il fratello Guglielmo,  con i quali assale le case dei rivali per saccheggiarle. Nell’azione sono uccisi numerosi guelfi; questi ultimi prendono a loro volta le armi; sorgono nella città parecchi scontri presso la chiesa di San Simone e nelle vicinanze di quella di San Donnino. A metà febbraio il  governatore pontificio Tommaso Campeggi fa chiudere le porte e rafforzare i posti di guardia. I guelfi si rafforzano sulle torri di Sant’Antonio, di San Francesco, di santa Brigida, di sant’Eufemia e sul terrazzo dei Landi da dove battono con le spingarde le abitazioni dei ghibellini. Questi ultimi concentrano le loro forze nei pressi delle case dei Landi, delle torri della cattedrale e della chiesa di san Pietro in foro. I combattimenti durano alcuni giorni finché su indicazione del Campeggi sia i guelfi che i ghibellini (compreso lo Scotti) lasciano Piacenza per due porte diverse. Il conflitto si trasferisce nel contado. Attaccato da milizie guelfe condotte da Troilo dei Rossi e da Federico Gonzaga da Bozzolo si rifugia a Carpaneto Piacentino. Ai primi di marzo è ratificata la pace tra le fazioni cui non aderisce lo Scotti. Si unisce con altri scontenti; alla testa di mille uomini raccolti a Rivalta opera un nuovo tentativo ai danni di Piacenza. Apre a forza la Porta di San Lazzaro, scala le mura e si impadronisce delle torri di guardia. Chiama da Lodi il condottiero sforzesco Ludovico Vistarini. L’azione termina con un nulla di fatto.

Estate  

 

 

 

 

 

Emilia

Con la protezione di Galeazzo e di Antonio Maria Pallavicini molesta nei suoi territori il cognato Gisello Malaspina che milita nel campo avverso; deruba un carico di frumento destinato a Piacenza e danneggia un acquedotto di proprietà di una chiesa.

………… Milano Francia  

 

Emilia

Passa al servizio degli sforzeschi contro i francesi; continua le sue devastazioni nel piacentino con incendi di villaggi ed uccisione di soldati e di abitanti.

1515  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Emilia

Si impadronisce dei castelli di Predovera, Macerata e Statto che appartengono  al cognato Ludovico Caracciolo.

Mar. mag.  

 

 

 

 

 

Emilia

Alla testa di 3000 seguaci, tra i quali vi sono molti uomini che gli sono inviati dai Landi e dagli Anguissola, toglie a Bertolino Nicelli il castello di Viustino che  cede a seguito di alcuni colpi di artiglieria: ricco è il bottino consistente in notevoli quantità di frumento, vino, fieno e bestiame. Libera la rocca di Groppo dall’assedio che vi è stato posto dai guelfi ed obbliga il Nicelli alla fuga dopo avergli inflitto nuove forti perdite. Ottiene gli stessi risultati in Val di Nure (conquista di Ronco); occupa il castello di Ferriere che consegna ad Antonio Maria Pallavicini.

Giu.  

 

 

 

 

 

Emilia e Toscana

Un breve pontificio pone termine alle lotte tra guelfi e ghibellini. Lo Scotti si rappacifica con Jacopo Anguissola del quale ha saccheggiato in precedenza alcune case. Viene esiliato a Firenze.

Ago.  

 

 

 

 

 

Emilia

Ha il permesso di rientrare nel piacentino nonostante la resistenza opposta dal luogotenente pontificio di Piacenza Goro Gheri, che lo reputa uno strumento dei Pallavicini. Vende Vigoleno a Gian Marco Pollastrelli per la somma di 4000 lire imperiali.

1519 Ghibellini Francia  

 

Emilia

Agli inizi dell’anno Giacomo di Sainte-Colombe lo attacca nella sua rocca di Predovera, in Val di Prino, dove dà asilo ad una quarantina di banditi: questa viene espugnata ed i francesi impiccano i diciotto uomini che vi sono trovati. Lo Scotti sfugge alla cattura perché la notte precedente ne è casualmente uscito per suoi motivi personali. Il castello è fatto demolire dal Lautrec.

1521  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Milano Francia Venezia  

 

Emilia

Milita al servizio di Francesco Sforza. Si trova a Motella ed a Verolanuova per raccogliervi fanti; consegnato del denaro alle truppe si sposta a Reggio Emilia.

Giu. lug.  

 

 

 

 

 

Emilia

Prospero Colonna lo invia a Piacenza con altri fuoriusciti;  qui con 200 cavalli leggeri e 300 fanti tiene testa agli avversari. Si impossessa della Val di Nure e taglia le linee di rifornimento al capoluogo. I francesi chiamano a raccolta i suoi avversari di fazione come Paride e Cesare Scotti. Con gli Anguissola organizza un trattato con Tameo da Treviso, connestabile della Porta di San Raimondo di Piacenza che la notte di San Giovanni avrebbe dovuto fare trovare aperto l’accesso alla città. La trama è scoperta da Cesare Scotti; Tameo da Treviso si dà alla fuga; Pietro Buso Scotti si dà alla fuga.  Continua a battere le strade del piacentino. A metà luglio ad Alseno  intercetta due carri che trasportano il denaro destinato alle paghe  della guarnigione francese di Parma. Sono uccisi quasi tutti i fanti della scorta.

Ago.  

 

 

 

 

 

Emilia

Ai primi del mese assale nuovamente Piacenza alla Porta di San Raimondo; questa è data alle fiamme: alcuni suoi uomini scalano le mura cittadine; ne sono respinti dagli abitanti. E’ assediato all’improvviso nel castello di Statto da Girolamo da Trivulzio e da Cesare Scotti: ne esce per una sortita nella quale perde venti uomini. Si dà alla fuga nei monti. Nell’azione è ferito ad un ginocchio (o ad un braccio) da un colpo di schioppetto per cui deve essere trasportato in barella a Reggio Emilia. Si incontra con il Colonna. Non ancora  guarito raggiunge il campo sull’Enza con Bartolomeo da Villachiara e Marcantonio della Motella. Devasta il parmense; espugna i castelli di Vigoleno, Diolo e Tavazzano; ottiene Fiorenzuola d’Arda e Borgo San Donnino (Fidenza); assedia il castello di Agazzano, appartenente a Gaspare Scotti, alla cui difesa si trovano 500 fanti francesi. Assale Castel San Giovanni con Ettore Visconti.

Sett.  

 

 

 

 

 

Emilia

Agazzano si arrende agli sforzeschi. Lo Scotti divide le prede tra i suoi uomini:  giunge anche il Visconti che, vistosi defraudato della sua parte di bottino, lo fa uccidere dai suoi armati con un colpo di spada che gli tronca il capo. Il suo cadavere è gettato fra i rifiuti nel fossato nel castello. Sposa una Malaspina.

 CITAZIONI

“Era di animo vivacissimo, di capriccio volubile; il riposo gli parea morte. Nel mezo della calma sospirava le tempeste, armando il cuore per suscitar col tempo nuove contese, e nuove turbolenze.” DE’ CRESCENZI

“Se aderisse a la fazion gebellina, facendosi capo de’ banditi, el qual è assai temuto; pur el non ha credito con quelli viveno bene, ma solum con tristi. Ad ogni modo, l’è apto a far mutinazione.” ALBERI

“Uomo sanguinario, capo di parte.” LITTA

 

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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