PIERO DEL MONTE A SANTA MARIA

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1470
Pietro-del-monte

PIERO DEL MONTE A SANTA MARIA  (Piero Montano, Pietro Guagni) Marchese. Del ramo di Città di Castello. Figlio di Ugolino, padre di Francesco.

+ 1509 (maggio)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1478
Sett. Firenze Napoli 200 fanti Toscana Milita agli stipendi dei fiorentini contro gli aragonesi. Viene inviato con 200 fanti alla difesa di Monteluco della Berardenga.
1482
Ago. Firenze Venezia Chiesa Romagna

Combatte veneziani e pontifici nella guerra di Ferrara. Prende parte all’ assedio di Forlì.

…………… Romagna

Sulla fine dell’anno si trova alla guardia di Castrocaro Terme. Con il commissario Sigismondo della Stufa ha l’incarico di controllare i movimenti di Girolamo Riario.

1484
Sett. Firenze Genova Liguria

Fronteggia i genovesi.

1485 Toscana E’ inviato a Montepulciano con Pietro Paolo della Sassetta e Camillo Vitelli.
1486
Apr. Firenze Chiesa Toscana

Si fortifica in Montepulciano.

1487
Primavera Firenze Genova Liguria

Prende parte alla guerra di Sarzana. Interviene con altri condottieri in soccorso dei difensori della rocca di Sarzanello.

1488
Gen. Umbria

Si sposa a Perugia con Sveva Oddi.

Ott. Umbria A fine mese gli Oddi sono scacciati da Perugia dai loro rivali nel predominio della città, i Baglioni e riparano a Castiglione del Lago. Piero del Monte a Santa Maria, genero di Simone Oddi, invia in soccorso dei parenti 300 cavalli e numerosi fanti reclutati tra la gente della Val di Pierla.
1490/ 1492 Lombardia Intrattiene rapporti di amicizia con Leonardo da Vinci alla corte del duca di Milano Ludovico Sforza (scambio di vedute su problemi legati alla balistica ed alle armi della fanteria). E’ pure amico di Galeazzo da San Severino con il quale scambia opinioni su altri temi come l’arte della scherma e l’equitazione.
1494
Sett. Firenze Francia Romagna

Ritorna agli stipendi dei fiorentini. Staziona al campo aragonese di Lugo;  chiede denaro per le paghe dei suoi uomini.

1495
Lug. Firenze Pisa Toscana

Fronteggia i pisani ed i loro alleati veneziani. E’ segnalato a Rosignano Solvay con il commissario Piero Capponi.

1496
Apr. Toscana

Francesco Secco lo invia con Cristoforo Albanese in soccorso della Verrucola che sta per cadere in potere di Lucio Malvezzi. Sale sul monte; con la sconfitta di Buti lascia l’impresa e ritorna al campo di Pontedera con Ercole Bentivoglio.

Dic. Toscana

Appoggia Ranuccio da Marciano in un attacco improvviso a Pisa. Supera alcune trincee, entra nel borgo di San Marco attraverso le siepi ed i muretti;  la vittoria sembra vicina. Interviene la guarnigione francese di stanza nella cittadella ed i fiorentini sono costretti a  ritirarsi.

1498
Giu. Firenze Pisa 500 fanti Toscana
Ago. Toscana

Segue con 25 uomini d’arme Paolo Vitelli all’assedio di Pisa.

Nov. Toscana

Si muove nel pisano con 500 fanti;  si scontra con le truppe di Bartolomeo d’Alviano.

1499
Giu. Toscana I pisani continuano il conflitto anche senza l’ausilio dei veneziani. Piero del Monte a Santa Maria affianca il Vitelli alla conquista di Cascina.
Lug.

Si discute a Venezia sulla possibilità di nominarlo capitano generale della fanteria e di strapparlo in tal modo alla concorrenza fiorentina.

Ott. Toscana

Con Pirro da Marciano ha l’incarico di catturare a Settimo, nel suo padiglione, Vitellozzo Vitelli sospettato di tradimento con il fratello Paolo: il condottiero di Città di Castello riesce a porsi in salvo a Pisa con l’aiuto dei soldati della sua compagnia.

Nov. Toscana Di stanza a Cascina, al comando di 250 fanti.
1500 Toscana All’assedio di Pisa con il commissario Antonio Giacomini. Quest’ultimo vuole punire un fante della sua compagnia colpevole di avere ferito in una rissa un altro soldato. Il condottiero difende i suoi uomini. Piero del Monte a Santa Maria ed il Giacomini  vengono a male parole tanto che il condottiero dichiari di non voler più sottostare all’autorità del suo antagonista.  Nasce di seguito una nuova disputa che coinvolge il marchese ed il capitano francese Guerriere (un francese che ha preso a schiaffi un ufficiale della  compagnia di Piero del Monte a Santa Maria). Il Giacomini vuole punire l’autore del fatto; il Guerriere minaccia di abbandonare il campo;  la Signoria consiglia al commissario di agire con prudenza per non offendere la suscettibilità del re di Francia Luigi XII.
1501
Mag. Firenze Perugia Umbria

Viene inviato in soccorso dei fuoriusciti di Perugia contro i Baglioni. Lascia il territorio di Cortona ed entra nel perugino con Ludovico da Marciano e Baldassarre di Scipione per attaccare Passignano sul Trasimeno. Penetra nel borgo; affrontato da Giulio Cesare della Cornia è respinto dal castello dopo tre ore con la perdita di otto uomini d’arme. E’ sconfitto poco dopo anche da Morgante e da Giampaolo Baglioni (250 morti tra i fuoriusciti ed i fiorentini).

Ago. Panciatichi Cancellieri Toscana Coadiuva nel pistoiese i Panciatichi contro la fazione avversa dei Cancellieri i quali, a loro volta, hanno assoldato Ludovico da Marciano. Lo scontro avviene ad Agliana dove i Panciatichi tentano di impadronirsi di una bastia. Molte sono le vittime in seguito alla vittoria dei Cancellieri.
1502
Gen. Firenze Pisa Toscana

Si trova alla guardia di Vicopisano.

Feb. mar. Toscana

Ammalatosi, lascia la fortezza di Vicopisano nelle mani del piemontese Antonio Lardoni. A fine marzo tale capitano ha un trattato con i pisani che possono in tal modo impadronirsi nottetempo della località. Il castellano Giovanbattista Ceffi cede agli avversari anche la fortezza il mattino seguente.

Giu. Firenze Chiesa Toscana Continua a dare il guasto al pisano. E’ segnalato sotto Vicopisano. Alla notizia della ribellione di Arezzo lascia Cascina con Chiriaco dal Borgo per affrontare le truppe di Vitellozzo Vitelli.
1503
Apr. 250 fanti Toscana A fine mese ha l’incarico di assoldare una compagnia di 250 provvigionati. E’ segnalato ad Arezzo.
Ago. Firenze Venezia 300 fanti Romagna

Alla morte del papa Alessandro VI fornisce alcune schiere a Giampaolo Baglioni in lotta contro i pontifici. Con il fratello Carlo è inviato con 300 fanti ed alcuni uomini d’arme a Castrocaro Terme per sorvegliare i confini della Romagna ed impedire colpi di mano dei veneziani su Faenza.

Nov. 500 fanti

 

Romagna

Gli è dato il comando di 500 fanti. E’ bloccato in Castrocaro Terme; invano chiede rinforzi per potersi muovere in soccorso di Faenza. Si sposta allora a Forlì ove è ospitato nel borgo di Ravaldino da Antonio Maria Ordelaffi. Faenza, nel frattempo, è occupata dai veneziani.

Dic. Ordelaffi Forlì Romagna

Viene inviato dai fiorentini a Forlì per prestare soccorso ad Antonio Maria Ordelaffi nell’assedio della rocca di Ravaldino. Gli sono fatte grandi feste dall’Ordelaffi; nella città alloggia nella casa di Giovanni Battista dal Ronco. Rientra dopo breve tempo a Firenze.

1505
Mag. Toscana A fine mese è segnalato a Livorno.
Ago. Firenze Comp. ventura Toscana A metà mese raggiunge a Bibbona il Giacomini con 200 fanti;  si collega con altre compagnie di fanti comandate da Angelo Corbinelli, dal Diavolaccio e da Gian Maria del Bene. Lascia tale località e si colloca sul Pelagello, a dieci miglia da Campiglia Marittima per essere a ridosso della compagnia dell’Alviano che sta avanzando verso Pisa e, nel contempo, per impedire al Baglioni ogni  tentativo di collegarsi con lo stesso Alviano.
Sett. Firenze Pisa Toscana

Con Chiriaco dal Borgo e Zitolo da Perugia (3000 fanti) conduce il primo assalto alle mura di Pisa dalla parte di Porta Calcesana: l’attacco è respinto con perdite relative da 300 fanti spagnoli comandati da Nuno de Ocampo. Le artiglierie aprono una nuova breccia di quarantacinque metri nella cinta muraria verso la torre del Barbagianni. Con gli uomini d’arme di Ludovico Orsini, il del Monte a Santa Maria deve condurre all’attacco la prima schiera. I fanti rifiutano di muoversi;  entrano invece nella breccia Ludovico Orsini, subito ferito ad un piede da un colpo di schioppetto, ed il  del Monte a Santa Maria seguito  da pochi armati.

1507
Ott. Venezia

Abbandona gli stipendi dei fiorentini sia perché non si vede remunerato secondo i suoi meriti, sia per una contesa sorta a causa della fuga di un prigioniero. Passa così al soldo dei veneziani che gli riconoscono una provvigione annua di 300 ducati in tempo di pace ed una di 600 ducati in tempo di guerra: nei suoi rapporti con le autorità Piero del Monte a Santa Maria enfatizza l’aspetto disciplinare.

Nov. dic.

Ha l’ordine di mobilitare i propri uomini; si porta nel Casentino con Giovanni dal  Borgo al fine di radunare fanti. Per tale fatto incorre nelle censure delle autorità fiorentine.

1508
Feb. Venezia Impero 750 fanti Romagna e Veneto

Lascia la Romagna e si dirige a Vicenza. Ha inizialmente al comando di 450 fanti; gliene  sono aggiunti presto altri 300. Affianca l’Alviano verso il Friuli dove più pressante è la minaccia degli imperiali.

Mar. Veneto

Sconfigge i fanti tedeschi a Rio Secco (Tai di Cadore); si colloca con Bartolomeo d’Alviano nello schieramento centrale al comando di 500/600 fanti: nell’occasione fa allungare le picche dei suoi fanti di sessanta centimetri rispetto a quelle degli svizzeri. Subito dopo conduce un attacco al castello di Pieve di Cadore e vi entra con Lattanzio da Bergamo.

Apr. Friuli

Giunge a Savorgnano con 2500/2600 fanti; prende parte all’ espugnazione della rocca di Cormons in cui irrompe per primo con Guido Vaina; ha con Romeo Pepoli il comando delle truppe che partecipano al terzo assalto alle mura di Gorizia.

Mag. V.Giulia  Slovenia

Alla testa di 2000 fanti recupera il castello di Vipulzano caduto in potere dei tedeschi per un trattato tenuto con il capitano degli stradiotti Marco Urago, terminato con l’uccisione di 200 veneziani. I suoi uomini riconquistano la località: tutti i difensori  (200 fanti slavi) vengono uccisi con l’esclusione di un parente del capitano di Reifenberg. Il del Monte a Santa Maria si sposta in tale località.

Lug. Veneto

Il suo comportamento viene elogiato nel Collegio dei Pregadi dal provveditore generale Giorgio Corner che lo ospita nel suo palazzo veneziano. Accompagna l’Alviano nel suo solenne ingresso in Venezia e presenzia alla cerimonia nella quale vengono consegnati al  condottiero umbro lo stendardo ed il bastone di governatore generale.

Ago. V.Giulia

Si trasferisce a Trieste con i suoi provvigionati.

1509
Gen. Capitano g.le fanteria Romagna

Con Lattanzio da Bergamo e Giovanni Francesco d’Ascoli ha il compito di raccogliere 3000 provvigionati.

Feb. V. Giulia  e Veneto

Si imbarca per Trieste con i fanti arruolati in Romagna; a fine mese lascia la città e per Udine ritorna nel Veneto.

Apr. Venezia Francia 1000 fanti Veneto e Lombardia

A Nogara ed al campo di Pontevico, inquadrato nella quarta colonna guidata dall’Alviano.

Mag. Lombardia

Prende parte alla battaglia di Agnadello. Alla testa dell’estrema retroguardia è assalito dai francesi: dispone i suoi uomini a difesa su un argine. Richiede l’intervento dell’artiglieria veneziana per controbattere quella francese. Prima dell’ arrivo dei cinque pezzi che gli sono inviati i fanti di Saccoccio da Spoleto e le cernite, stanchi di sottostare passivamente al fuoco nemico, muovono risolutamente contro l’artiglieria francese ed il nucleo degli archibugieri guasconi che la difende. Anch’egli  sostiene tale azione mentre l’Alviano, con le sue lance, sconfigge la cavalleria nemica. La comparsa di rinforzi condotti dallo stesso re Luigi XII capovolge presto la situazione. I fanti veneziani si trovano soli e ricacciati in un terreno privo di ostacoli e di appigli difensivi. 4000 fanti combattono contro 3000 svizzeri, 2000/3000 guasconi e 1000 uomini d’arme: ciò determina il crollo della resistenza e la morte o il ferimento dei capitani veneziani. Saccoccio da Spoleto e Piero del Monte a Santa Maria restano uccisi sul terreno; Zitolo da Perugia giace a terra crivellato di ferite; dei 1000 uomini della compagnia del condottiero toscano ben 800 giacciono al suo fianco. Il re di Francia, al termine della battaglia, si fa mostrare il  cadavere di Piero del Monte a Santa Maria e gli fa avere solenni esequie. Nello stesso anno della sua morte è pubblicato il suo trattato sull’uso della fanteria “Exercitiorum Collectanea” con titolo “Di quali astuzie noi possiamo servirci quando siamo a piedi e ci aspettiamo un cavaliere”. L’opera ha per oggetto l’utilizzo di picche e di alabarde per respingere gli attacchi della cavalleria pesante.

 CITAZIONI

“E’ più maniero et umano (rispetto a Chiriaco dal Borgo); e fassi più valere da ognuno.” Da una relazione di P. CAPPONI

“Qual fu morto perché vete il re e li andò a quella volta e pocho lontan fu amazato; qual combaté da un Cesare e il re haria pagà una città el fosse stà vivo; l’haria tolto a suo soldo.” Da un discorso di Francesco Gonzaga, prigioniero a Venezia, riportato dal SANUDO

“Uomo di grandissima sperienza non solo nell’armi, ma nelle cose del mondo..Era losco da un occhio, ma di grandissimo valore, di gentil lignaggio e di buona letteratura.” DA PORTO

“Uomo di molta virtù.” BEMBO

“Si dice che nell’età sua fu il primo fante a pie che havesse l’Italia.” SANSOVINO

“Condottieri d’armi..molto rinomato per i suoi stratagemmi.” LITTA

“Il quale è stato uno de’ più segnalati eroi di questa prosapia, ed uno de’ più famosi e celebri Capitani dell’età sua, sì per la lunga esperienza del mestiero della guerra, come anco per le stratagemme.” GAMURRINI

“Distintissimo condottiero d’armi..assai rinomato per i suoi stratagemmi.” BOSI

“Fu ne’ suoi tempi de’ più rinomati Capitani d’Italia.” CRISPOLTI

“Excelso Capitan di fanteria/ costui di gentilezza era una fonte.” SACCHINO

“…il bon guerrier seguia/ che perpar a nemici acio martoro/ con la sua valorosa compagnia./ Lieto n’andava, & fu sì ardito, & forte/ che inanzi che fuggir vuolse la morte./…(Alla battaglia di Agnadello) “Ma il bon pietro dal monte valoroso/ fa tante prove ch’el tacer è bello;/ Ed era tutto quanto sanguinoso/ uccidendo pel campo hor questo, hor quello,/ come tal hor un vento furioso/ arbori, e piante abbatte con flagello,/ così costui le genti in quella guerra/ urta, fraccassa, uccide, abbatte, atterra.” DEGLI AGOSTINI

“Dotò i suoi uomini di picche che superavano di 60 cm. la lunghezza di quelle svizzere, e tentò di istillare in loro quella disciplina che rendeva tanto efficace i quadrati svizzeri.” MALLETT

“Ma il signor Piero del monte fe contese con la sua gente quel baron pregiato/ e fe li francesi assai contesa/ un signor di manfredo hebe chiamato/ ma li suoi fanti il seguia davantagio/ facendo a francesi gran dannagio/ …/ Ma la superchia e molta artelaria/ che gli fu adosso gli misse paura/ che l’aere al ciel niente si vedea/ che la sua gente parea cosa scura/ soleto lui fra tanti remania/ ch’orlando non seria stato ala dura/ al fin de facti gli de (diede) morte amara/ e benché a molti gli costasse cara.” Da “La storia del fatto d’arme di geradadda” in GUERRE IN OTTAVA RIMA

Alla battaglia di Agnadello “Al signor Piero del Monte fu amaro/ Che morto fu in el crudel incendio/ Con molti Condutier pien d’ardire/ Il numero de tutti non si dice.” Da “Guerre orrende d’Italia” in GUERRE IN OTTAVA RIMA

 

 

Immagine: https://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_del_Monte_(condottiero)#/media/File:Coa_fam_ITA_bourbon_del_monte.jpg

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