PIERO DEL MONTE A SANTA MARIA

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1986
Monte Santa Maria Tiberina
Monte Santa Maria Tiberina

PIERO DEL MONTE A SANTA MARIA  Marchese. Signore di Monte Santa Maria Tiberina, Reschio, Lippiano, Rasina, Montemigiano, Marzana.  Figlio di Guido Collotorto del Monte a Santa Maria, fratello di Angelo del Monte a Santa Maria, di Giovanni del Monte a Santa Maria e di Ugolino del Monte a Santa Maria.

  • 1391 (ottobre)
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1354
Lug.FirenzeComp. venturaToscanaPodestà di Firenze. Impedisce in Valdarno il passaggio alla Grande Compagnia di fra Moriale.
1355
Mag.Toscana

Viene investito a Siena dall’ imperatore Carlo di Boemia dei feudi di Monte Santa Maria Tiberina, di Marzana, di Lippiano, di Reschio e di Sorbello. Da questo momento i membri della sua famiglia, con l’eccezione del ramo di Petrella, possono fregiarsi del titolo di “marchesi del Monte di Santa Maria”.

1366Toscana

Ricopre l’incarico di capitano di Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) per conto dei perugini. Rimane alla guardia di tale località.

Mar.EmiliaPodestà a Bologna per il primo semestre.
Lug.UmbriaAllorché Branca Guelfucci assume il potere in Città di Castello, la sua famiglia si impadronisce di Montemigiano. Tiene il controllo di tale località fino al 1371 allorché, tramite il legato pontificio, il vescovo di Cuma Enrico,  la restituisce alla Santa Sede.
1371ToscanaSenatore di Siena. Santa Caterina da Siena gli invia tre lettere nelle quali lo esorta alla penitenza ed alla concordia con i congiunti.
1375
Feb.ToscanaA metà mese viene nuovamente eletto senatore di Siena.
1376ToscanaSi fa notare a Siena per il suo spirito di giustizia.
1377
Gen.UmbriaInforma Città di Castello di una congiura organizzata da Branca Guelfucci ai danni del partito popolare al momento al potere nella località. Come premio sono liberati tutti gli uomini di Santa Maria Tiberina e di Lippiano coinvolti a vario titolo in essa.
………….ToscanaPodestà di Firenze nonostante che non sia stato ancora armato cavaliere.
1378
Mar.EmiliaCapitano del popolo a Bologna.
…………….C. di CastelloMonte a Santa MariaUmbriaLa carica non gli impedisce di lottare per Città di Castello contro Taddeo del Monte a Santa Maria ed i fuoriusciti locali ribellatisi al comune per appoggiare la causa di Branca Guelfucci. Coopera con il figlio nella zona di Rasina attirandosi l’odio dei congiunti.
Ott.UmbriaA Perugia allo scopo di stipulare un trattato di alleanza con il comune e di conciliazione con i parenti ed i comuni vicini. Ottiene dai perugini un contingente di 20 fanti per la protezione di Monte santa Maria Tiberina.
1380
PrimaveraPerugiaCortona300 cavalli e 300 fantiToscana

Si unisce con Guglielmo Ferrebach;  effettua una scorreria nel territorio di Cortona ai danni di Bartolomeo Casali. Si infrappone Siena e vi è una rappacificazione tra i contendenti. E’ ricondotto dai perugini con il figlio Giovanni con 300 cavalli e 300 fanti.

Giu.Monte a Santa MariaC. di CastelloUmbria

Ha un breve conflitto con Città di Castello. Entra nel contado di tale comune. Lo affiancano milizie di Antonio da Montefeltro, gli Ubaldini ed Ugolino di Frontone; preda il territorio fino alle mura cittadine della Porta al Prato. L’attacco viene respinto.  Affronta poi il marchese di Civitella Taddeo del Monte a Santa Maria. Il figlio Ugolino erige una forte bastia ai danni del castello di Civitella. L’assedio ha esito positivo. Intervengono i perugini. Piero del Monte a Santa Maria  stipula con il comune una tregua di cinque anni.

1381
Gen.Monte a Santa MariaCittà di CastelloUmbriaGli è tolto dai tifernati, aiutati dai fiorentini e da Gubbio, il castello di Tocerano, posto di fronte a quello di Monte Santa Maria Tiberina.
Mar.UmbriaInvia un palio a Perugia in occasione della festa di Sant’Ercolano.
Mag. nov.PerugiaC.di CastelloUmbria

Si fermano a San Giustino, nel territorio di Città di Castello, le compagnie di Giovanni degli Ubaldini e di Giovanni Ordelaffi. Approfittano della loro presenza i nemici di Città di Castello, tra i quali milita il figlio  Ugolino. Il congiunto viene catturato ed è rinchiuso nelle segrete del Palazzo dei Priori della stessa Città di Castello. I perugini ne chiedono la liberazione ottenendo un rifiuto. I tifernati sono preoccupati per le molestie provenienti da Antonio da Montefeltro e dagli Ubaldini della Carda. Piero del Monte a Santa Maria cerca l’intermediazione di Perugia: decide allora di  combattere Città di Castello agli stipendi dei perugini, alleatisi, a loro volta, con il conte di Urbino (luglio). Le truppe avversarie sono comandate da Branca Guelfucci, dai Gabrielli di Gubbio, dal fratello Giovanni del Monte a Santa Maria, dal figlio di quest’ultimo Guido, dal congiunto Carlo e da Giovanni Tedesco da Pietramala.   Con Antonio da Montefeltro ed Ugolino di Frontone entra nel tifernate e devasta il territorio fino alla Porta del Prato del capoluogo. Attacca la testa di ponte del Tevere e tenta di portare soccorso ai soldati perugini che si trovano nel cassero. Gli abitanti di Città di Castello circondano di steccati e di bertesche la fortezza ed impediscono ai difensori ogni sortita. E’ costretto a ritirarsi a causa della resistenza riscontrata. Negli stessi giorni rientra in possesso di Lippiano, non più come feudatario di Città di Castello, bensì ora di Perugia. A novembre è stipulata una tregua tra le parti.

1382
Mag.

Ratifica con Città di Castello, nella cattedrale cittadina, un lodo proposto dai fiorentini. Il figlio Ugolino non viene, tuttavia, liberato dal carcere come previsto dai capitolati di pace.

Giu.Monte a Santa MariaC. di CastelloUmbria

Assolda la compagnia di Guglielmo  Ferrebach (1400 balestrieri ed altri fanti) e riprende il conflitto con Città di Castello. I venturieri attaccano la città ai primi del mese;  vengono respinti fuori la Porta di San Giacomo. Piero del Monte a Santa Maria deve ripiegare dopo avere subito varie perdite. Tenta allora di impadronirsi, nei pressi di Città Castello, di Badia Petroia. Il tentativo di subornarne gli abitanti con lusinghe e promesse non ha successo.

1383
Apr.UmbriaSeguono nuove trattative di pace tra Perugia e Città di Castello con la mediazione dei fiorentini.
Giu. lug.UmbriaIl figlio Ugolino e Geri degli Ubaldini riescono a fuggire dal carcere di Città di Castello ed a riparare a  Monte Santa Maria Tiberina. Assalito, preferisce trovare un accordo con i congiunti e con la stessa Città di Castello.
Ott.Umbria

A fine mese i fiorentini pronunciano un nuovo lodo favorevole ad alcune sue pretese nei confronti dei famigliari. Piero del Monte a Santa Maria riconosce che i castelli di Baciocheto e di Pietra Gialla appartengono al comune di Città di Castello mentre egli rimane signore di Monte Santa Maria Tiberina, Marzana e Rasina. Gli vengono pure riconosciuti 800 fiorini per le sue ragioni.

1384UmbriaSi rinnovano le contese con i famigliari.
1386
……………..Monte a Santa MariaMonte a Santa MariaUmbriaRiprendono le lotte tra i vari rami della famiglia per il possesso di Lippiano. Poiché Città di Castello favorisce i rivali Piero del Monte a Santa Maria inizia a scorrere nel tifernate. Gli avversari per reazione occupano il castello di Tocerano e pongono l’assedio a Rasina. Piero continua la lotta, insidia Creti e Certalto, cerca di corrompere gli uomini di Roccagnano, Carpignano e Quarata. Città di Castello non trova altro rimedio che condannare lui e gli Ubaldini della Carda ad essere dipinti come traditori sulla torre del Comune.
Nov.UmbriaTramite il figlio naturale Neri pone tutto il marchesato in accomandigia di Firenze per 10 anni.
Dic.UmbriaAi primi del mese sono sospese le ostilità. I fiorentini fanno pressioni nei suoi confronti affinché resti in pace con Città di Castello. Simili sollecitazioni vengono esercitate nei confronti dei tifernati.
1387
………………Ubaldini Monte a Santa MariaC.di CastelloUmbria

Affianca gli Ubaldini di Apecchio in lotta contro Città di Castello: per tale fatto è bandito dalla città e vi è  dipinto come traditore con alcuni Ubaldini sulla torre della piazza da Bartolomeo di Bindo e da Brunone di Giuntino. I tifernati si impadroniscono del castello di Tocerano ed assediano Rasina. Intervengono una volta di più i fiorentini che portano la pace tra i contendenti. Gli è restituito il castello di Tocerano.

Nov.UmbriaSi rappacifica con gli abitanti di Città di Castello.
1388
Gen.UmbriaGli è restituito da Città di Castello, con la mediazione dei fiorentini, il castello di Tocerano.
1390
………………Umbria

E’ costretto da Città di Castello a sottoscrivere una pubblica dichiarazione di sottomissione e di accettare che i suoi beni siano posti in accomandigia da parte del comune.

Nov.

Firma un trattato di accomandigia con i fiorentini.  Ha l’obbligo di consegnare a fine giugno di ogni anno un palio per il giorno di San Giovanni Battista.

1391
Ott.Muore nei primi giorni del mese.

 CITAZIONI

“Omo onorevole e bene acompagnato, di savio e buono aspetto.” D. DI NERI

“Si fece conoscere per uomo molto severo.” LITTA

“Il suo nome figura fra i destinatari del diploma di Carlo IV emesso a Pisa nel 1355, il che non gli impedì di esercitare.. incarichi nelle città cosiddette guelfe.” ASCANI

Fonte immagine in evidenza: wikimedia

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