PETRINO DA TORTONA

0
2295

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

A –  – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Z

Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

PETRINO DA TORTONA  (Petrino di Camera, Parrino da Cortona, Pietro Turco, Perino Turco) Signore di Volpedo e di Quattordio.

  • 1440 ca.
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

…………..UmbriaMilita nelle compagnie di Ceccolo Broglia.
1398
Ott.PerugiaMilano100 lanceUmbriaPassa agli stipendi dei perugini contro i viscontei. Gode di una condotta di 100 lance.
1399
Giu. ago.Umbria

Lotta contro i fuoriusciti perugini. Si trova all’ assedio del castello di Brufa: avuto un pezzo di artiglieria inizia a battere il palazzo di Nutarelle. Vi apre un varco. I soldati vi entrano e lo espugnano uccidendovi 14 difensori. Prosegue le operazioni;  i difensori  si arrendono a patti ai primi di agosto.

1400
Gen.MilanoFirenze100 lanceUmbria

Con la caduta di Perugia passa al servizio  del duca di Milano Gian Galeazzo Visconti. Accusa Muzio Attendolo Sforza di guelfismo e fa in modo che sia licenziato.

…………..Combatte agli ordini di Jacopo dal Verme.
1412Milano

Al servizio del duca di Milano Filippo Maria Visconti: è nominato luogotenente ducale nell’ Oltrepo.  Ottiene in feudo Volpedo a saldo di suoi crediti per 6000 fiorini.

1413
Mag.Lombardia

Affianca il Carmagnola nelle sue campagne. A fine mese è segnalato nel castello di Pavia, con lo stesso Carmagnola  e Moretto da San Nazaro. E’ presente,  come testimone, alla cerimonia dell’ infeudazione di Bussoleto (Villalvernia) e di Carezzano a favore di Guglielmo d’Alvernia, parente sia del Boucicaut che di Raimondo di Turenna.

1423
…………..MilanoFirenzeEmiliaStaziona tra Parma e Reggio Emilia con 200 cavalli di lance spezzate ed altri 600 cavalli che hanno già militato con il Carmagnola.
Giu.Romagna

Raggiunge la Romagna con il commissario Luigi Crotti. Si impegna con il legato pontificio di Bologna, il cardinale di Sant’Eustachio Alfonso Carillo, di togliere ai Manfredi una bastia collocata tra la città e Castel Bolognese.

…………..RomagnaFronteggia i fiorentini.
1424
Gen.Assiste all’atto con il quale viene stipulata l’alleanza tra il duca di Milano ed i Manfredi di Faenza.
Mag.LombardiaNel territorio di Castelleone con 100 cavalli.
Lug.RomagnaAlla difesa di Forlì, assediata da Carlo e da Pandolfo Malatesta.
1425
Ago.RomagnaContrasta nel faentino i fiorentini capitanati da Niccolò da Tolentino.
Ott.Romagna Toscana

Si scontra con gli avversari sulla porta di Faenza; è sbalzato di sella e catturato da Sbardellato da Narni. Riscattato dagli stessi fiorentini, è condotto a Firenze dai Dieci della Guerra che lo incaricano con Palla Strozzi di farsi latore di alcune proposte di pace a Milano. Per rappresaglia il duca di Milano in caso di sua mancata liberazione minaccia di lasciare rinchiuso nei forni di Monza l’ex-signore di Imola Ludovico Alidosi. Quest’ultimo è costretto ad inviare un messaggio (dettatogli dallo stesso duca) riguardante la sua situazione comparata a quella del condottiero.

…………..ToscanaLiberato, ritorna a Firenze con pieni poteri. Trova un clima politico mutato. la repubblica si è alleata con i veneziani contro i viscontei.
1426
Apr.MilanoFirenze Venezia400 cavalliRomagna LombardiaLascia Lugo con Giovanni Bono Trotti per prestare soccorso ai difensori della cittadella di Brescia, assediata dai veneziani.
1427
Mag.Lombardia

Con Alberico da Barbiano è facilmente respinto a Gottolengo da Pietro Giampaolo Orsini. E’ catturato poco dopo, con 150 cavalli, dal Carmagnola in un’imboscata nei pressi di Casalmaggiore.

Lug.Lombardia e Veneto

Appoggia Antonio da Pontedera alla difesa di Casalmaggiore. A seguito di un intenso bombardamento da parte del Carmagnola gli abitanti aprono una porta agli avversari:  Petrino da Tortona è catturato ancora una volta. Condotto a Venezia sarà tenuto in carcere fino al termine del conflitto.

1429LombardiaE’ nominato governatore della Valtellina.
1431
Feb.LombardiaA metà mese viene infeudato di Quattordio dal procuratore del duca di Milano Gaspare Visconti. La cerimonia si svolge nell’abitazione di quest’ultimo sita a Porta Vercellina, parrocchia di San Protaso in Campo.
Lug.MilanoFirenze400 cavalliToscana

Si muove nottetempo con 400 cavalli;  irrompe nel fiorentino con Paolo di Lando ed Antonello d’Asinalunga (400 fanti); si sposta in Val di Chiana. Tocca Pieve al Toppo, supera con fatica lo Spineto finché raggiunge Castiglion Fiorentino. Preposto alla sorveglianza del castello di Caposelvoli, invia, sempre di notte, molti fanti in Val d’Ambra; il mattino seguente esce dalla fortezza, affronta  gli avversari,  li sconfigge catturando 150  uomini con una bandiera del comune di Firenze.

1432
Apr.ToscanaPrende parte alla battaglia di San Romano.
Nov.MilanoChiesaRomagna

Cerca di rimettere in Forlì Antonio Ordelaffi ai danni dei pontifici. Lascia Faenza con Astorre Manfredi, Giovanni da Lugo ed Antongaleazzo Bentivoglio; è avvistato dai pontifici nei pressi di Oriolo (Oriolo dei Fichi). Il castellano della località, alla loro vista, fa sparare alcuni tiri di bombarda con i quali informa i forlivesi del loro prossimo arrivo: i tre condottieri si fermano per timore che sia stato scoperto il trattato per il quale avrebbero dovuto trovare trovare aperta Porta Schiavonia. Subito dopo si reca a Milano a ragguagliare sull’accaduto Filippo Maria Visconti.

1434
Giu.MilanoVeneziaRomagna EmiliaDa Imola raggiunge Bologna con la sua compagnia. Nella città appoggia i Canedoli ai danni di coloro che sono favorevoli alla lega antiviscontea.
1439200 cavalliHa il comando di 200 cavalli
1440Muore. E’ sepolto a Volpedo.

 CITAZIONI

-“Fu fedele soldato del Visconti, per il quale combatté, sia colla spada che colla lancia.” ANGELI

-“Impigro armorum ductore.” CRIVELLI

-Con Angelo della Pergola, Secco da Montagnana, Angelo Belmamolo, Fabrizio da Capua, Bertolino di Zambuono, Guido Torelli “Conductores et armorum viri illustres.” REDUSIO

-Sulla sua tomba compare il seguente epitaffio, riportato su un bassorilievo apprestato dalla Fabbrica del Duomo di Milano a ricordo delle sue donazioni testamentarie “Hic fuit armigerum dux strenuus ille Perinus/ De Terdona olim quo nemo fegatior arte/ Militie, nemo tum quippe fidelior divique Philippi/ Nemo etiam bellis audacior ense vel hasta/ Sive pedes, vel eques forte probevarat in hostem/ Nullus erat gravitate sive pietate vel alma/ Religione prior vitam qui duceret armis.”

Print Friendly, PDF & Email

Rispondi