PELINO DA COTIGNOLA

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Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

PELINO DA COTIGNOLA Di Cotignola.

+1445 ca.

Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attivitàAzioni intraprese ed altri fatti salienti
1417
Ott.NapoliPerugiaLazio

Partecipa alla battaglia di Toscanella (Tuscania) contro il Tartaglia; colpisce il condottiero con la mazza ferrata e cerca di catturarlo. Entra con i fuggitivi nella località e vi è fatto prigioniero. Il giorno seguente è rilasciato e può rientrare a Viterbo.

1418
…………..Fronteggia Braccio di Montone.
Ago.CalabriaAffianca Francesco Sforza in Calabria.
1420
Ott.CalabriaE’ presente al matrimonio di Francesco Sforza con Polissena Ruffo, contessa di Montalto.
1421NapoliRe d’AragonaCalabria

Accompagna ancora Francesco Sforza in Calabria;  lo coadiuva nel suo sforzo di organizzarvi il partito angioino contro quello aragonese. Alla notizia della presunta morte del suo capitano è l’unico fra i condottieri sforzeschi a non abbandonare il suo soldo per quello del luogotenente aragonese per la Calabria Giovanni di Issera. Segue Francesco Sforza a Rende e combatte i condottieri ribelli.

1424
Giu.NapoliRe d’AragonaAbruzzi

Partecipa alla battaglia di L’Aquila. E’ presente nel contrattacco finale nel quale si fa largo in mezzo alle squadre nemiche gettandone a terra le bandiere ed impadronendosi dello stendardo dello stesso Braccio di Montone.

1437
Lug.FirenzeMilanoToscana e MarcheLascia il territorio di Lucca con 400 cavalli per trasferirsi nella marca di Ancona.
1443
Giu.MilanoLombardiaIl duca di Milano Filippo Maria Visconti concede a Pelino da Cotignola ed a un fratello di vendere alcuni beni che possiedono nel milanese.
1445Muore.

CITAZIONI

-“Ingenti animo vir et manu promptus.” SIMONETTA

-“Di..ardita condotta e..coraggioso nel maneggio dell’armi.” G. BONOLI

-Alla battaglia di L’Aquila “Alloe se mosse quel Francisco conte/ con Pollino e con tre squatre, a non mentyre,/ Girardo (Gheraedo da Cotignola) e Lione (Leone Sforza), per non recepire onte/ Collo standardo loro ebbe a sequire.” VALENTINI

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