PAZZAGLIA_

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Condottieri di ventura

1405      PAZZAGLIA  (Gaspare Pazzaglia, Guidotto Pazzagli) Di Bologna o di Pistoia, secondo le fonti. Signore di Montegiove. Fratello di Giovanni, fratello giurato di Francesco da Bologna.

+ 1443 (giugno)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1441  

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago. Siena Firenze  

 

Toscana

Raccoglie a Fichino 600 fanti che in precedenza hanno militato agli ordini di Baldaccio d’Anghiari; assale nottetempo Simonetto da Castel San Pietro appostato nei pressi; lo sconfigge dopo quattro ore e mezzo catturandogli 40 cavalli.

……… Siena Pitigliano  

 

Toscana

Attacca in Sorano il conte di Pitigliano Aldobrandino Orsini. Corrotto dall’ avversario si fa sorprendere ad arte nel suo campo dagli avversari. Il suo inganno è scoperto per cui passa direttamente al servizio dell’ Orsini.

…….. Pitigliano Siena 800 cavalli e 100 fanti Toscana

Depreda il senese con la sua compagnia.

Nov. Chiesa

Comp. ventura

Sforza

Chiesa

 

 

Umbria

Su invito del vescovo di Orvieto penetra nell’ orvietano ove fronteggia il Sarpellione; ottiene Montegiove;  chiede invano vettovaglie ai perugini. Costoro reagiscono e proibiscono a chiunque, pena la forca, di recarsi al suo campo per acquistarvi il bestiame razziato nel contado. Si reca allora a Perugia per sbloccare la situazione: è qui imprigionato su ordine del papa Eugenio IV. Per la sua liberazione deve consegnare Montegiove ai pontifici.

Dic. Comp. ventura Chiesa  

 

Lazio

Si sposta nel viterbese, depreda il territorio di Bagnoregio (Bagnorea) e si appropria di 5000 pecore appartenenti alla locale comunità ed a quella di Viterbo. Entra in Lubriano con 100 fanti. Proclama di rompere la guerra per conto di Niccolò Piccinino.

1442  

 

 

 

 

 

 

 

 

……… Comp. ventura Sforza  

 

Umbria

Il Pazzaglia è affrontato dal Sarpellione e da Gentile della Sala i quali fanno dichiarare Francesco Sforza signore di Orvieto.

……… Pitigliano Siena  

 

Toscana

Sempre nei mesi invernali appoggia ancora l’Orsini ai danni dei senesi cui toglie Roccalbegno ed il castello di Montacuto.

Mag. Chiesa Sforza  

 

Umbria

Si ferma a Ponte San Giovanni con una grossa squadra di cavalli.

Giu.  

 

 

 

 

 

Umbria

Rimane con Cristoforo da Tolentino alla guardia di Todi. Strazia gli abitanti con angherie e violenze di ogni genere, rapisce donne e bambini che fa prostituire con lauti guadagni. Il Piccinino gli versa 1000 ducati per la sua condotta; nonostante ciò si sparge la voce che voglia passare al soldo di Francesco Sforza. E’ imprigionato in Perugia dal podestà con molti dei suoi uomini; gli altri riparano a Montegiove.

Lug. ago. Comp. ventura Chiesa  

 

Umbria

E’ arrestato anche un fratello del Pazzaglia; ad agosto entrambi sono rilasciati. Si reca anch’egli a Montegiove, cavalca nell’ orvietano ove si impossessa di molti beni e fa numerosi prigionieri;  si porta a Ponte San Giovanni dove mette in ordine la compagnia.

Sett.  

 

 

 

 

 

Umbria

E’ raggiunto dalla moglie proveniente da Firenze.

Nov. Chiesa Sforza  

 

Umbria

Affianca ancora il Piccinino contro lo Sforza. Muove da Gualdo Tadino ed assale Assisi alla cui difesa si trova Alessandro Sforza; si impadronisce delle alture e si avvicina alla rocca con Riccio di Taranto e Niccolò Brunoro. Entra nella città con 300 fanti per un canale sotterraneo di un antico acquedotto: grosse pietre, pali di ferro e legname ostacolano il suo cammino. Perviene nel Mercatale e da qui ritorna alle mura: i suoi uomini sono scoperti da un cittadino o da un soldato: riesce a salire sulle mura nonostante tutto ed a chiamare il Piccinino per l’attacco finale.

1443  

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Firenze Chiesa  

 

Umbria   Lazio e Toscana

Tradisce il Piccinino e passa agli stipendi dei fiorentini; è inviato in soccorso dello Sforza. Marcia di nascosto nel Chiugi con Pietro Giampaolo Orsini ed attacca  Panicale. Respinto, si sposta nel Patrimonio per congiungersi con il Sarpellione e raggiungere più tardi lo Sforza nella marca d’ Ancona. Entra nella maremma ed irrompe nottetempo (forse per trattato) in Scansano.

Feb. Chiesa Sforza  

 

Umbria e Marche

Ritorna agli ordini del Piccinino. Mette a sacco Valfabbrica;  si sposta verso Camerino.

Giu.  

 

 

 

 

 

Marche

Attaccato dallo Sforza a Sant’ Anatolia  (Esanatoglia) vi è ucciso con 150 dei suoi uomini; gravi pure le perdite fra gli sforzeschi. Per alcune fonti viene ammazzato per avere in precedenza parlato con poco rispetto di Sigismondo Pandolfo Malatesta

 CITAZIONI

“Uomo crudelissimo, e rotto alle più sozze nefandezze, tantoché per ingordigia de denaro vi (a Todi) rubava le robe e i fanciulli, prostituendoli a chi gliene offerisse miglior mercato.” CRISTOFANI