PAOLO SAVELLI Di Roma

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Monumento equestre a Paolo Savelli. Autore: Jacopo della Quercia [chorusvenezia.org]
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PAOLO SAVELLI  Di Roma. Signore di Rignano Flaminio. Figlio di Luca.

1350 ca. – 1405 (ottobre)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1366 Savelli Roma  

 

Lazio

Segue il padre nelle sue scorrerie nella Campagna romana.

1379  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Chiesa Antip.  

 

Lazio

Milita nella “Compagnia di San Giorgio” di Alberico da Barbiano. Si distingue nella battaglia di Marino contro la compagnia dei bretoni.

1381  

 

 

 

 

 

 

 

Ago. Durazzo Napoli  

 

Campania

Prende parte alla battaglia di Sant’Eramo in cui è sconfitto Ottone di Brunswick.

1382 Napoli Angiò  

 

Romagna
1384  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Puglia

Si trova a Barletta con Alberico da Barbiano.

1388 Milano  

 

 

 

 

 

1389  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Presenzia al battesimo di un figlio naturale di Gian Galeazzo Visconti.

Giu. Milano Firenze 200 lance Toscana

Passa con 600 cavalli alla difesa di Siena  minacciata dai fiorentini. Si unisce con i cavalli senesi, devasta il contado di Montepulciano;  contrasta la compagnia dei bretoni e Giovanni Acuto che dalla Val di Chiana sta depredando a sua volta il senese. Affronta gli avversari ad Asinalunga (Sinalonga) e li mette in fuga dopo un combattimento di sette ore al cui termine fa molti prigionieri. Tallona gli avversari quando costoro si spostano in Val d’Arbia.

Lug.  

 

 

 

 

 

Toscana

E’ raggiunto dal nobile perugino Golino di Niccolò che gli conduce 250 fanti per contraccambiare i soccorsi offerti a Perugia da Gian Galeazzo Visconti; invia a sua volta a Perugia 400 cavalli allorché la città è sconvolta da disordini sorti fra la fazione nobiliare e quella popolare dei raspanti.

………  

 

 

 

 

 

Umbria

Si reca a Perugia.  Cerca di impadronirsi di Cortona a spese di Uguccione Casali.

1390  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Umbria e Toscana

E’ segnalato ancora nel perugino per contrastarvi i fuoriusciti; assedia Agello con 400 cavalli e 1000 fanti tra perugini e forestieri. I fiorentini preparano un convoglio di 100 muli carichi di frumento,  avviato da Cortona verso il castello con la scorta di 800 cavalli ungheri e tedeschi e 500 fanti. Il Savelli attacca la colonna; i fuoriusciti escono da Agello e con l’aiuto dei fiorentini accerchiano i suoi uomini e li obbligano a fuggire a Perugia. Inseguito dagli avversari sino a San  Mariano il Savelli  deve lasciare in loro potere  50 cavalli. Rientra a Siena.

Mag.  

 

 

 

 

 

Toscana

Il conte di Virtù dichiara ufficialmente la guerra ai fiorentini; il Savelli muove da Siena contro Firenze con Giovanni degli Ubaldini. Giunge a Lucignano dove ha un trattato; assale il castello con Giovanni Tedesco da Pietramala e vi entra dopo averne data alle fiamme la porta. Fronteggia Cecco di Diana e lo costringe a ritirarsi in Montepulciano; recupera Chiusi e libera la rocca dall’assedio che le è stato posto dagli avversari. Con la morte dell’Ubaldini rimane alla difesa di Siena con Giovanni Tedesco da Pietramala. Con quest’ultimo contrasta i fiorentini con alterna fortuna.

Giu.  

 

 

 

 

 

Toscana

Cattura nei pressi di Marciano Filippo Guazzalotti: Gian Galeazzo Visconti ordina di avvelenare il capitano perché i fiorentini nello stesso modo si sono disfatti dell’Ubaldini. Il Savelli invita a pranzo il condottiero  e gli fa somministrare del vino avvelenato.

Lug.  

 

 

 

 

 

Toscana

Con il richiamo in Lombardia delle milizie viscontee fronteggia gli avversari con poche forze: i senesi sono obbligati a consegnargli 4000 fiorini ed a promettergliene altri 3000 per potere raccogliere nuove truppe. Si dirige a Casole d’Elsa e ritorna indietro con risultati di nessun rilievo.

Ago.  

 

 

 

 

 

Toscana

I fiorentini si ritirano nell’ aretino; il Savelli  si mette al loro inseguimento e li sorprende  di notte al Sambuco. Sconfina ancora nell’aretino e sconfigge nuovamente i fiorentini a Rigomagno. Nello scontro è catturato Cecco di Diana con 125 uomini che sono condotti a Siena; 35 sono i morti tra i nemici. A metà mese si batte per sette ore con Giovanni Acuto e Carlo Visconti: entrambi i contendenti si dichiarano vincitori.

Sett.  

 

 

 

 

 

Toscana

I fiorentini ricevono nuovi rinforzi; il Savelli deve ripiegare a Siena inseguito dagli avversari fino a Porta Camollia: il popolo esce da Siena e respinge gli avversari.

Ott.  

 

 

 

 

 

Toscana

Con Giovanni Tedesco da Pietramala reprime in Siena un tumulto provocato da Donadeo Malavolti: il ribelle è ucciso; alcuni suoi fautori sono catturati e giustiziati. Il Savelli è nominato vicario ducale nella città: in tale veste fa impiccare un capitano senese che, catturato dai fiorentini, è stato liberato solo per consegnare una lettera alle autorità cittadine.

1391  

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Toscana

Si trova a Siena con Andreasio Cavalcabò allorché il comune cede la propria sovranità al conte di Virtù.

Lug.  

 

 

 

 

 

Piemonte Lombardia

Affianca Jacopo dal Verme a Castellazzo contro Giovanni d’Armagnac e Giovanni Acuto in Lombardia. Prende parte alla difesa di Soncino: costretto a ritirarsi a Paterno, è sconfitto dall’Acuto nonostante il sostegno ricevuto da Facino Cane.

1394  

 

 

 

 

 

 

 

Lug. Colon. Chiesa  

 

Lazio

Appoggia Giovanni Colonna nel suo ingresso in Roma; raggiunge il Campidoglio: si scontra con gli abitanti ed è obbligato a ripiegare.

1395  

 

 

 

 

 

 

 

Sett.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Assiste a Milano nella chiesa di Sant’Ambrogio alla cerimonia in cui Gian Galeazzo Visconti viene nominato duca.

1396  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Milano Firenze 500 cavalli Toscana

Contrasta ancora i fiorentini agli ordini di Alberico da Barbiano. Dal senese irrompe nel fiorentino e porta le sue scorrerie fin sulle porte del capoluogo; continua le depredazioni in Val di Chiana, a Montepulciano e nell’aretino.

Ago.  

 

 

 

 

 

Toscana

Jacopo d’Appiano lo invia in soccorso di Biordo dei Michelotti a Perugia con 200 lance: ritiene opportuno di non muoversi.

Nov. dic.  

 

 

 

200 lance Toscana

Si sposta con 200 lance alla difesa di Pisa minacciata dai Gambacorta. I lucchesi, su richiesta dei fiorentini, tentano di bloccare la sua avanzata a Pietrasanta con steccati e bertesche; i pisani, agli  ordini di Luca di Canale, lasciano Pisa, rovinano gli apprestamenti e gli permettono di raggiungere la città dove è alloggiato nel palazzo di Jacopo d’Appiano.

1397  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Toscana

E’ respinto un suo attacco portato di sorpresa a San Miniato.

Mar.  

 

 

 

 

 

Toscana

Cavalca nel fiorentino.

Apr.  

 

 

 

 

 

Toscana

Prende la via del mare e fa un’incursione verso Massa del Marchese (Massa Marittima): il bottino ed il numero dei prigionieri è relativamente scarso.

Ago.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Richiamato in Lombardia, prende parte alla battaglia di Governolo dove ha il comando della prima schiera forte di 2000 cavalli.

Sett.  

 

 

 

 

 

Toscana

A Siena quando il Barbiano lascia la Toscana per essere trasferito in Lombardia.

Nov.

 

 

 

 

 

300 lance

 

Liguria

 

Si trova a Sarzana per appoggiare Benedetto Manguadori nel trattato volto alla conquista di San Miniato.

Dic.  

 

 

 

 

 

Toscana

Con i tre ambasciatori ducali Niccolò Pallavicini, Niccolò Diversi e fra Filippo assicura Jacopo d’Appiano nella  signoria di Pisa.

1398  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Toscana e Liguria

Con Niccolò Diversi si propone di catturare Jacopo e Gherardo d’Appiano nel palazzo del primo. Secondo i piani, dopo la cattura dei due signori della città  il Savelli e Niccolò Diversi avrebbero dovuto cavalcare in Pisa con 900 cavalli. Gli ambasciatori ducali si fanno aprire di notte il palazzo del vecchio signore e gli chiedono a nome di Gian Galeazzo Visconti le chiavi delle fortezze di Pisa, Livorno, Piombino e Cascina. Jacopo d’Appiano ne promette la consegna; la mattina seguente  fa armare il popolo ed assalire il Savelli che è  alloggiato nel suo palazzo. Il condottiero è colto disarmato, è catturato dopo essere stato ferito due volte, è condotto nella cittadella: i suoi uomini sono svaligiati di armi e cavalcature e rinviati in Lombardia. Niccolò Diversi sotto tortura rivela la trama e fa i nomi dei pisani che ne fanno parte. Costoro sono giustiziati; il Savelli è incarcerato a Sarzana.

Feb mar.  

 

 

 

 

 

Liguria Toscana Lombardia

E’ rilasciato a fine febbraio allorché Antonio Porro si reca a Pisa a confermare l’amicizia del duca di Milano con i d’ Appiano: prima di essere liberato il Savelli deve promettere che non si sarebbe mosso contro i pisani, né che li avrebbe molestati con rappresaglie; in caso contrario avrebbe dovuto pagare una penale di 10000 fiorini: mallevadori dell’accordo sono, fra gli altri, Giovanni Colonna, Giovanni da Fighino, Luca di Canale, Antonio Porro, Niccolò Pallavicini e lo stesso Gian Galeazzo Visconti. Ottiene un salvacondotto dai lucchesi per rientrare in Lombardia con la sua compagnia.

1400 Antip. Chiesa  

 

Lazio

Parteggia con Giovanni Colonna e Nicola Colonna per l’antipapa Benedetto XIII contro il pontefice Bonifacio IX.

1401  

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Milano Bologna  

 

Emilia

Combatte nel bolognese le truppe di Giovanni Bentivoglio.

Giu.  

 

 

 

 

 

Emilia

Prende parte alla battaglia di Casalecchio di Reno inquadrato nella terza schiera.

Ago.  

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ chiamato a far parte del consiglio ducale con Carlo e Pandolfo Malatesta, i vescovi di Pavia, di Novara, di Pisa e di Feltre, Francesco Gonzaga, Antonio da Montefeltro, Giovanni Colonna, il Barbiano, Baldassarre Spinola, Leonardo Doria, Jacopo dal Verme, il camerlengo Francesco Barbavara, il cancelliere Giovanni da Carnago, i consiglieri Pietro di Corte e Filippo dei Migli.

Sett.  

 

 

 

 

 

Lombardia

A Milano per i funerali di Gian Galeazzo Visconti che si svolgono nel duomo: si trova a fianco della bara sul lato sinistro con i principali capitani.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Con Francesco Gonzaga e Jacopo dal Verme assiste alla cerimonia in cui i rappresentanti di Milano prestano il giuramento di fedeltà nelle mani di Giovanni Maria Visconti.

1403  

 

 

 

 

 

 

 

Lug. Milano Chiesa  

 

Emilia

Con Facino Cane, Filippino Cane e Lancillotto Beccaria scaccia da Bologna l’esercito della lega guelfa riuscito in un primo momento ad entrare nella città.

Ago.  

 

 

 

 

 

 

 

Termina il conflitto, i fuoriusciti rientrano in Bologna ed il Savelli cerca di mantenervi l’ordine ostacolando le lotte tra le fazioni.

Sett.  

 

 

 

 

 

Emilia e Lombardia

A Parma ed a Milano. Presenzia alla stipula di una tregua fra guelfi e ghibellini lombardi.

1404  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Milano Guelfi  

 

Lombardia

Affianca Giacomo dalla Croce a Brescia alla guardia della cittadella con 400 cavalli. Quando Pietro Gambara assale i guelfi a Porta Pile ne esce con i ghibellini, occupa la città e la pone a sacco.

Apr.  

 

 

 

 

 

Toscana

A Pisa per la firma dell’accordo mediante il quale Gabriele Maria Visconti si riconosce nelle mani del Boucicaut vassallo del re di Francia Carlo VII.

Lug. Venezia Padova 600 lance Veneto

Giunge alla bastia di Gambarare acquistata dai veneziani con l’esborso di 6000 ducati al  capitano della fortezza: la prima risposta degli avversari è quella di fargli trovare un fossato, costruito in soli due giorni da 30000 padovani sospinti dalla presenza di Francesco Novello da Carrara e dei figli, largo trenta piedi, molto profondo e munito di trincee con torri. Il serraglio si congiunge ai suoi estremi con le paludi vicine.

Ago.  

 

 

 

 

 

Veneto

E’ sconfitto nella battaglia di Gambarare.

Sett.  

 

 

 

 

 

Veneto

Sorgono dissapori tra il Savelli ed il capitano generale Malatesta Malatesta: la disputa fra i due condottieri  ritarda ogni azione conclusiva contro i carraresi. Per tale motivo si accampa oltre il Brenta di fronte al castello di Limena. Vi è attaccato da Francesco Novello da Carrara, da Niccolò d’Este,  dal Barbiano e dallo Sparapano che lo sconfiggono duramente: padovani ed estensi si appropriano di un grande bottino e, secondo alcuni cronisti, catturano 2500 cavalli; secondo altri il Savelli perde più verosimilmente 600 cavalli e 200 fanti. Nello scontro si batte con il signore di Padova: viene ferito al volto con un colpo di spada che gli spacca la  visiera. Prende allora una grossa lancia e ritorna alla carica contro Francesco Novello da Carrara che, armatosi a sua volta di un’arma uguale, lo scavalca: i suoi uomini lo rimettono a stento in sella cosicché può lasciare il campo. Secondo fonti estensi è fatto prigioniero da Niccolò d’Este anche se trova il modo di fuggire e di negare di essersi mai arreso.

Ott.  

 

 

 

Capitano g.le Veneto

Malatesta Malatesta chiede il congedo a causa della sua salute malferma;  il Savelli è eletto capitano generale con lo stesso stipendio e gli stessi poteri. Attua subito un abile stratagemma. A causa delle forti  nevicate finge di volersi ritirare nei quartieri invernali di Treviso.

Dic.  

 

 

 

 

 

Veneto

E’ informato che i carraresi, ingannati dai suoi movimenti, hanno licenziato buona parte delle truppe; ai primi del mese  assale il padovano dopo avere promesso paga doppia e mese compiuto ai suoi uomini se avessero superato ogni ostacolo; è pure promesso un premio di 4000 ducati per chi gli avesse consegnato un passo del serraglio. Si muove da Stra con il alcuni contadini;  conduce con sé numerosi guastatori che costruiscono ponti di legname senza essere avvistati o sentiti dai nemici. Riccio da Camerino varca ad Arino il fossato con i suoi fanti e molti balestrieri: 2000 fanti fanno in tempo a superarlo allorché si presentano sull’argine 200 cavalli guidati da Ugo di Monforte e da Francesco Novello da Carrara che hanno riconosciuto  le bandiere di San Marco. I padovani sono respinti; nel combattimento il Savelli è ferito ad una mano da un verrettone. Entra nel contado di Piove di Sacco e vi ottiene un grande bottino; molti sono catturati nelle case tra uomini, donne e bambini. A Venezia si accendono grandi fuochi per festeggiare il suo nome rd il successo conseguito. Avanza  sino a Sambruson e si impadronisce della torre del Curanello con la bastia di Lova; si attenda a Camponogara, arreca immensi danni a tutto il territorio, invia nel veronese, in soccorso di Francesco Gonzaga 6000 uomini tra fanti e cavalli agli ordini di Giacomo Suriano. E’ attaccato in Camponogara da 16000 uomini capitanati dal Carrara e da Manfredo da Barbiano che lo sfidano a battaglia campale; dimostra di accettare il guanto di sfida; si accorge di essere in inferiorità numerica (ha a disposizione soli 12000 uomini) per cui si fortifica sul Brenta munendo il campo di fossi e sbarre. Il Senato veneziano promette un premio di 10000 ducati ed una pensione annua per chi consegni vivo il signore di Padova; altri premi per 5000 fiorini (con relativa pensione) sono pure garantiti per chi ne catturi i figli. Manfredo da Barbiano, probabilmente corrotto da un  donativo del Savelli di 12000 ducati, che gli sono fatti avere dentro oche e fiaschi di malvasia, non ha il coraggio di assalire il suo campo. Il Savelli approfitta dello sconcerto nelle file carraresi e scorre fin sulle porte di Padova.

1405  

 

 

 

 

 

 

 

Mar. apr.  

 

 

 

 

 

Veneto

Riprende l’offensiva con più forza; si accinge ad aggredire Castelcarro difeso da Francesco Buzzaccarini. Vi concentra le sue truppe con bombarde, mangani, ponti ed altre macchine da guerra. Supera su un ponte il Brenta e si impadronisce del  territorio di Conselve.

Mag.  

 

 

 

 

 

Veneto

Attacca Castelcarro con la flotta di Rosso Marin ed ottiene la fortezza in due giorni di continui combattimenti; tenta inutilmente di impadronirsi di Piove di Sacco.

Giu.  

 

 

 

 

 

Veneto

Si impadronisce di Bovolenta con l’esborso di 8000 ducati; respinto da Monselice, difesa da Luca Lion, si accosta a Padova. Si acquartiera a Terranegra ed a Vo di Zocco,  inizia ad assediare la città, flagellata dalla fame e dalla peste.

Lug.  

 

 

 

 

 

Veneto

Con la caduta di Verona è raggiunto da Jacopo dal Verme; si impossessa delle trincee che proteggono la Porta di Santa Croce a sud di Padova; piazza le artiglierie davanti alla porta e bombarda l’omonimo borgo.

Ago. sett.  

 

 

 

 

 

Veneto

Il campo del Bassanello è attaccato all’improvviso da Francesco Novello da Carrara seguito da 4700 uomini mentre il Savelli, disarmato, è nel suo padiglione intento al gioco delle “tavole”; ferito da un colpo di spada alla coscia sinistra, si dà alla fuga; due bandiere (una sua ed una di San Marco) cadono nelle mani degli avversari. Solo il  ritorno da Monselice di Galeazzo da Mantova con 400 lance  salva il Savelli dalla cattura. Il bottino che perviene nelle mani dei carraresi è valutato in 100000 fiorini; molti sono i soldati che ricomprano a Padova le loro cavalcature e le loro armi. E’ stipulata una tregua di dieci giorni per sotterrare i morti. Con Galeazzo da Mantova, Carlo Zeno e Roberto Morosini il Savelli si incontra con il signore di Padova e Michele di Rabatta per verificare le possibilità di un trattato di pace.

Ott.  

 

 

 

 

 

Veneto

Muore di peste al campo del Bassanello. E’ sepolto con solenni esequie a Venezia nella chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari. Nella sua urna vi è un monumento che lo raffigura a cavallo, in legno dorato e policromo, opera di Jacopo della Quercia. Sposa Costanza Savelli, figlia di Antonello.

CITAZIONI

“Buon Romano, grande huomo di guerra.” MARCELLO

“In molte fattioni rendé assai illustre la fama sua..Era di persona alta, di volto bianco, d’occhio e di capelli neri.” ROSCIO

“Di sangue Romano, per molte onorate fazioni famoso.” SABELLICO

“Passava per uno de’ più rinomati Capitani del suo secolo.” LAUGIER

Con Paolo Orsini, Ceccolo Broglia, Brandolino Brandolini, Luca di canale e Ceccolino dei Michelotti “Cohortium praefecti insignes.” PLATINA

Con Ottobono Terzi, Galeazzo Pepoli, Facino Cane, Bertolino da Cremona “Tutti valorosi capitani.” MUZZI

“Di sommo pregio militare adornato.” VIANOLI

“Romani sanguinis viri, et gratissimi in illum Veneti Senatus iuditii obliviscerer.” EGNAZIO

“Unus ex principibus Romae.” REDUSIO

“Vir per omnia suae eaetatis egregius, summus nobilitate Romana.” BILLIA

Con Pandolfo Malatesta, Jacopo dal Verme e Giovanni Colonna “Capitani i più rinomati di quel tempo.” AMIANI

“Principe Romano.” PEZZANA

All’assedio di Padova “Ma savelli che avea sperientemente/ Misurato oggimai quanto ardua impresa/ Fosse il sortire ad esso prevalente/ Per assalto leal, leale offesa,/ Prefissa aveva già solo apparente/ La ritratta, onde storre la difesa;/ Incurrevol di gloria, o di vergogna,/ Qual suole chi a mercé soltanto agogna.” GABARDI BROCCHI

“Di fama non mediocre tra i Capitani..Era alto e di volto bianco: gli occhi, e i capelli hebbe neri.” CAPRIOLO

Sulla sua tomba è inscritto il seguente epitaffio “Hic jacet armi potens Paulus de stirpe Sabella,/ Incolumi quo Roma parens gaudebat alumno./ Hic sibi ad extremum statuebat semina priscae/ Reddita virtutis. Non hic Scipionibus impar,/ Nec Fabriis virtute fuit belloque domique./ Magnus erat vir, Marte ferox, prudensque togatis/ Consiliis. Hic Appuliae victricia campis/ Agmina direxit, Caroli sub nomine regis./ Et cum dux Ligurum Galeazo, justissimus heros/ Crescit in Italia, multa cum laude sub illo/ Hic tulit arma, acies stravit, terrasque subegit./ Postea cum Veneti virtus animosa Senatus/ Carrigeram delere domum cupit, obsidet urbem/ Euganeam, belli ductor, castrisque locatis/ Ad Bassanellum, cum jam prope victor haberet/ In manibus Patavum, melioris ad alta triumphi/ Gaudia, peste suum corpus rapiente, vocatus:/ Phoebus adorato Christi dum volvit ab ortu/ Lustra ducenta unum et centum quater aurens annos/ tertiaque octobris lux infaustissima fulget.”

Immagine: https://www.chorusvenezia.org/opere/monumento-equestre-a-paolo-savelli/357