NICCOLO TERZI_

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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Condottieri di ventura

1947      NICCOLO’ TERZI  (Niccolò Guerrero) Di Parma. Signore di Noceto, Guardasone, Castelnuovo Fogliani, Lusurasco, Saliceto di Chiaravalle, Bagnolo, Noceto, Tizzano Val Parma, Santa Croce e Colorno. Figlio naturale di Ottobono. Nipote di Jacopo e di Giovanni. Detto Guerrero per la sua feroce bravura.

+ 1455 ca.

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1409  

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Parma Ferrara  

 

Emilia

Accompagna il padre Ottobono nel suo incontro con Niccolò d’Este (suo padrino di battesimo) in una località sita sulla strada tra Reggio Emilia e Rubiera: Ottobono è ucciso a colpi di pugnale da Muzio Attendolo Sforza e da Micheletto Attendolo; il Terzi riesce a salvarsi fuggendo a piedi a Salvaterra con Carlo da Fogliano.

Lug.  

 

 

 

 

 

Emilia

Con il Fogliano e 600 cavalli difende Montecchio Emilia dagli attacchi condotti da Muzio Attendolo  Sforza; con la sconfitta passa alla guardia del castello di Porta Nuova a Parma.

Nov.  

 

 

 

 

 

Emilia

Si rifugia da ultimo nella rocca di Borgo San Donnino (Fidenza) con Antonio, Ambrogio e Giberto Terzi. Cerca la protezione di Gabrino Fondulo  cui promette la consegna della fortezza: il signore di Cremona accetta. Incarcera i tre Terzi ed offre la rocca ai Pallavicini che, peraltro, già si sono impossessati della località. Di Ambrogio e  Giberto Terzi non si saprà più nulla.

1412 Brescia  

 

23 lance Lombardia

Milita agli stipendi del signore di Brescia Pandolfo Malatesta.

1420  

 

 

 

 

 

 

 

Ago. Milano Ferrara  

 

Emilia

Con Guido Torelli e Secco da Montagnana esce da Fidenza con 600 cavalli e molti fanti; si ferma sullo Stirone, spedisce pattuglie a Paradigno, a Castelnuovo ed a San Martino, fa prigionieri e razzia bestiame; si colloca all’assedio di Parma.

1424  

 

 

 

 

 

 

 

Gennaio Re d’Aragona Napoli Chiesa Abruzzi Affianca Braccio di Montone contro le truppe della regina Giovanna d’Angiò. Prende parte al blocco di L’Aquila.
Lug. Milano Firenze 500 cavalli Emilia e Romagna

Attraversa il bolognese, ottiene il passo dai pontifici e si trasferisce in Romagna. Appoggia Angelo della Pergola nell’assediare Alberico da Barbiano in Zagonara.

1425  

 

 

 

 

 

 

 

Estate Milano Fuoriusciti Genova Firenze Venezia  

 

Emilia e Liguria

Muove da Piacenza verso Sestri Levante con 5000 fanti e 3000 cavalli per opporsi ai Campofregoso ed ai Fieschi che vogliono fare insorgere Genova con l’aiuto dei fiorentini. Tocca Compiano e si dirige nottetempo verso Varese Ligure. Ha un primo scontro; inseguito dalle truppe di Abramo Campofregoso e dai montanari della Val Sturla sembra arretrare. In effetti si ferma ed invia all’ avanguardia soldati armati alla leggera affinché occupino alcuni colli vicini a Genova mentre Antonio Doria assale la città dal mare. Il Terzi è attaccato  nello stesso tempo  dai Campofregoso e dalla flotta aragonese di  Pietro d’Aragona; deve abbandonare le posizioni più elevate e spingersi con la cavalleria verso il mare, a Sestri Levante, dove la flotta aragonese, che ha avuto la meglio su quella di Antonio Doria, continua a percuotere i suoi uomini con le bombarde e le balestre. Si sparge infine la voce che i nemici stiano per essere rafforzati con nuovi contingenti portati da Gian Luigi Fieschi: i ducali sono messi in rotta con la morte di 700 uomini e la cattura di altri 1200.  Fonti di Genova   riducono in modo notevole le cifre riportate dagli storici fiorentini; in ogni caso il Terzi riesce a raggiungere Chiavari e Genova.

Ott. Milano  

 

400 cavalli Emilia e Romagna

Si trova a Borgo Val di Taro;  con Cristoforo da Lavello si rifiuta di sottostare agli ordini di Francesco Sforza: viene trasferito in Romagna.

1426  

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Emilia

Lascia Parma;  fornisce di un piccolo presidio il castello di Mazzolara appena conquistato da Pietro dei Rossi.

1427  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

700 cavalli Lombardia ed Emilia

Si sposta alla difesa di Cremona. Con Cristoforo da Lavello sorprende nei pressi alcuni schiavoni sbarcati dalla flotta di Francesco Bembo;  li mette in fuga infliggendo loro numerose perdite. Cerca di occupare  Montichiari con Guido Torelli;  prende parte alla battaglia di Gottolengo dove sono colte in disordine le milizie del Carmagnola. A Parma.

…………….  

 

 

 

 

 

Lombardia

Presenzia al consiglio ducale in cui con il Barbiano contribuisce a porre in cattiva luce lo Sforza.

Nov.  

 

 

 

 

 

Lombardia

A Milano per la firma della lega tra Filippo Maria Visconti ed il conte Amedeo di Savoia.

Dic.  

 

 

 

 

 

 

 

Viene investito di Guardasone e di Montelungo.

1430
Nov. Milano Firenze  

 

Toscana

Con Peterlino dal Verme giunge in soccorso dei lucchesi. Rifornisce di vettovaglie il capoluogo, vince i fiorentini e recupera Pontremoli.

Dic. Toscana Giunge a Pietrasanta. Combatte nella battaglia del Serchio agli ordini di Niccolò Piccinino. Assieme con Antonio della Pergola ha il comando della prima schiera forte di 400 cavalli ciascuno. L’ insegna dei 2 condottieri è rappresentata da tre rose vermiglie in campo bianco.
1431  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Toscana

E’ segnalato ancora sotto Pontremoli con il Piccinino.

Mar.  

 

 

 

 

 

Toscana Alla riconquista di Pontremoli.
Apr.  

 

 

 

 

 

Toscana

Affianca il Barbiano ed i figli di Angelo della Pergola ai danni dei fiorentini.

Nov. dic.  

 

 

 

 

 

Lombardia

A Milano con Niccolò Piccinino al fine di accogliere nella città  Sigismondo d’Ungheria.  A dicembre  scorta l’imperatore a Piacenza con lo Sforza ed Alberico da Barbiano.

1432  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Affianca l’imperatore a Genova con molte cernite.

Mar.  

 

 

 

 

 

Emilia

Si trova a Parma. Ha il compito dal duca di Milano di adoperarsi con Sigismondo d’Ungheria affinché sia fatta pressione su Antonio Petrucci a non abbandonare il servizio ducale.

Autunno  

 

 

 

 

 

 

 

Viene costretto a restituire al duca di Milano il castello di Mazzolara, già avuto in feudo, e quelli di Vigolone e di Calestano, che gli sono stati ceduti a marzo da Giovanni Fieschi.

1434  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Presenzia nel palazzo dell’ Arengo a Milano al trattato di alleanza stipulato dal Piccinino con il marchese del Monferrato.

Sett.  

 

 

 

 

 

 

 

Con Guido Torelli ha la procura per trattare un’alleanza tra il duca di Milano e quello di Savoia.

Nov. Milano Venezia Chiesa  

 

Emilia

Attraversa il parmense con Luigi da San Severino e Cristoforo da Lavello per dirigersi su Bologna.

1439  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

200 cavalli Lombardia

E’ sconfitto e fatto prigioniero con Antonio da Trivulzio e Giovanni Fratto nella battaglia di Toscolano-Maderno. Ai 3 condottieri è posta una taglia di 10000 ducati, ridotta in un secondo momento  ad 8000. Il Terzi è condotto prima a Toscolano-Maderno; di seguito a Brescia ed a Venezia dove viene trattenuto in carcere fino a giugno. Sarà rilasciato solo con la pace del luglio 1441, in cambio del provveditore Giorgio Corner imprigionato dai viscontei nel 1432. Il duca di Milano rinnova al  Terzi la  condotta in essere.

…………….  

 

 

 

 

 

Emilia

Niccolò d’Este ha gravi controversie per ragioni di confini e per diritti di acque con il Terzi: queste vengono risolte solo verso la fine del gennaio 1440.

Ott.  

 

 

 

 

 

 

 

E’ investito di Colorno dal duca di Milano.

Nov. Luogotenente g.le Viene nominato luogotenente generale delle truppe ducali. Tra i capitolati della condotta vi è il seguente codicillo: il Piccinino informa il Terzi nel corso delle azioni di routine mentre in quelle straordinarie è il Terzi ad avere l’ultima parola.
1443  

 

 

 

 

 

 

 

Ago.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Con Uguccione Contrari e Franchino Castiglione si incontra a Milano con Giovanni della Noce, inviato dal re di Napoli Alfonso d’Aragona per trattare un’alleanza in funzione antisforzesca.

Dic. Chiesa Sforza  

 

Marche

Con Giacomo da Caivana (1300 uomini fra fanti e cavalli) difende con efficacia Monte San Pietrangeli dagli attacchi condotti dallo Sforza.

1444  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Marche

Entra in Fano.

Ott.  

 

 

 

 

 

Umbria

Il Piccinino, in conseguenza seguito della sconfitta di Montolmo (Corridonia), lo invia a Perugia per assoldare truppe.

1446  

 

 

 

 

 

 

 

Sett.  

 

 

 

 

 

Emilia

Su ordine di Francesco Piccinino arresta a Pontenure Bartolomeo Colleoni  sospettato di tradimento. Gli è affidato il comando della  compagnia di quest’ultimo;  tenta senza esito di distoglierla dall’ obbedienza del condottiero messo in carcere.

1447  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Con Francesco e Jacopo Piccinino convince Filippo Maria Visconti a non versare allo Sforza, nuovo capitano generale, le provvigioni e le prestanze previste dai capitolati della condotta.

Ago. Milano Venezia 1500 cavalli  

 

Con la morte del  Visconti passa al servizio della Repubblica Ambrosiana per lottare contro i veneziani.

Nov. Venezia Milano  

 

Emilia

Defeziona nel campo veneziano. Attraversa il Po e si dirige a Castelnuovo nel parmense;  contatta gli estensi per impadronirsi di Parma.

1448  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Emilia

Si trova sempre a Castelnuovo. Invia 300 cavalli a Colorno ed altre milizie a Guardasone ed a Tizzano Val Parma seminando il terrore nel parmense; punta quindi su Fidenza con la connivenza di Francesco Piccinino.

Mar.  

 

 

 

 

 

Emilia

Depreda i territori di Pizzolese, San Quirico, Mezzano Inferiore e San Polo.

Mag. lug.  

 

 

 

400 lance e 300 fanti Emilia

E’ segnalato a Colorno;  a giugno si accorda con gli abitanti di Parma. I veneziani gli fanno avere 16000 ducati perché apra un nuovo fronte nel parmense. Il Terzi invia Giovanni Galante a scorrere il contado di San Secondo Parmense ai danni di Pietro Maria dei Rossi. Per risposta il Rossi saccheggia le sue terre di Guardasone con l’ausilio di Carlo di Campobasso: interviene il comune di Parma per cui è trovato un compromesso. Sempre nel periodo (aprile) è condotto dalla Serenissima con 400 lance e 300 fanti: la ferma è stabilita per due anni ed uno di rispetto; tra i suoi uomini d’arme si trovano anche un figlio e Gerardo Terzi.

Sett.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Condivide la tattica prudente di Micheletto Attendolo volta a non attaccare lo Sforza a Caravaggio: il suo consiglio è quello di ripiegare su Treviglio e su Bergamo al fine di tagliare le vie di rifornimento agli avversari. Il suo parere non è accolto ed i veneziani sono disfatti; dopo la battaglia è raggiunto da un messaggio di Francesco Piccinino che offre la pace per conto della Repubblica Ambrosiana. I veneziani,  anche per le difficoltà che vi sono a Milano, preferiscono ad ottobre accordarsi a Rivoltella con lo Sforza.

Nov.  

 

 

 

 

 

Emilia

Le truppe di Parma assediano Colorno.

1449  

 

 

 

 

 

 

 

Inverno  

 

 

 

 

 

Emilia

Alla guardia di Parma con Manfredo e Giberto da Correggio, Ludovico Malvezzi e Pietro Maria dei Rossi (che ha seguito lo Sforza nella sua nuova scelta di campo). Lo Sforza restituisce a Niccolò   Terzi i suoi possedimenti nel territorio di Parma (Guardasone e Colorno) ed in quello di Piacenza (Castelnuovo Fogliani).

……………. Napoli Sforza  

 

Emilia

Non sopporta l’idea di Francesco Sforza come signore di Parma. Fugge presso il re di Napoli.  Gli sono inviati 800 fanti per difendere i suoi possedimenti. Anche Astorre Manfredi dovrebbe venire in suo soccorso; costui si fa invece persuadere da Francesco e da Alessandro Sforza e rientra in Romagna. Alla notizia Niccolò Terzi abbandona Colorno e ripara a Mantova dove è preceduto da moglie e figli.

1450  

 

 

 

 

 

 

 

Lug.  

 

 

 

 

 

 

 

Gli sono confiscati dallo Sforza a favore di Giacomo da Salerno Castelnuovo Fogliani, Lusurasco, Saliceto di Chiaravalle, Bagnolo, Santacroce e Noceto.

1453 Napoli Firenze  

 

Toscana
1455  

 

 

 

 

 

 

 

Muore. Fancesco Sforza confisca ai suoi famigliari la contea di Tizzano Val Parma per concederla a Fiasco da Giraso. Sposa Ludovica da Poppi.

 CITAZIONI

“Capitano di tanta estimazione e grazia presso quel principe (Filippo maria Visconti).” SPINO

“Capitano carissimo al Visconti.” BELOTTI

Con Guido Torelli “Erano de’ principali e de’ più magnifici suoi Capitani (di Filippo Maria Visconti).” PEZZANA

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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