NICCOLO DA MONTEFELTRO

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Condottieri di ventura

1162      NICCOLO’ DA MONTEFELTRO  Di Urbino. Conte di Urbino. Figlio naturale di Federico, fratello di Nolfo, nipote di Speranza.

1319 – 1367 (agosto)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

………

Viene mandato in esilio dal fratello Nolfo.

1338
Gen. Forlì Guidi Marche

Al servizio di Francesco Ordelaffi si impadronisce con 200 fanti della fortezza di San Leo controllata da Guido della Petrella: i difensori, a causa della mancanza di vettovaglie, si arrendono nelle mani dell’ Ordelaffi. La fortezza è consegnata da quest’ultimo  consegna a Nolfo da Montefeltro.

1339
Gen. Romagna

Ottiene per trattato Monte Leone in cui si è rinchiuso Nino della Petrella: anche questa  rocca viene consegnata da Francesco Ordelaffi al fratello di Niccolò da Montefeltro.

……… Rimini

 

Romagna Marche

Combatte agli ordini di Masio da Pietramala capitano di Galeotto Malatesta.

1351
……… Chiesa Milano Umbria

Contrasta le truppe dell’ arcivescovo di Milano Giovanni Visconti nell’ orvietano: gli sono riconosciuti 224 fiorini il mese per gli stipendi suoi e per quelli dei suoi soldati.

Nov. Lazio

E’ segnalato nel Patrimonio di San Pietro. Ha ai suoi ordini 90 cavalli (26 poste e 12 ronzini).

1352
Mag. Lazio

Consegna al tesoriere apostolico del Patrimonio Angelo Teverini 50 fiorini, pari al valore di un terzo delle prede da lui acquisite in una precedente scorreria.

1353
Dic. Firenze Vico Lazio

Viene inviato dai fiorentini in soccorso del cardinale legato Egidio Albornoz. Combatte il prefetto Giovanni di Vico con Enrico di Reversich.

1354
Lug. Lazio

Prende parte alla conquista di Viterbo.

1355
Giu. Chiesa

 

Durazzo

Fermo

 

Napoli

Marche

Affronta Gentile da Mogliano con Leggeri Andreotti;  è presente all’ espugnazione di Fermo. A metà mese la città insorge ai danni di Gentile da Mogliano ed introduce al suo interno le milizie pontificie.  Niccolò da Montefeltro, agli ordini di Blasco di Belviso, assedia il signore di Fermo nella rocca del Girifalco. A fine mese l’avversario si arrende. Negli stessi giorni il cardinale Albornoz riconosce come vicario di Urbino il fratello Nolfo; a Niccolò è  impedito di rientrare nella città. Abbandona subito gli stipendi dello stato della Chiesa per affiancare il conte Lando in Campania.

1362
Lug. Firenze Pisa Toscana

Raggiunge a Ponsacco Rodolfo da Varano con 100 cavalli e molti venturieri; occupa Cascina dove si appropria di un buon bottino; si avvicina a mezzo miglio da Pisa; vince un palio corso nei pressi.

Ago. Toscana

Conquista Peccioli; con Ugolino dei Sabatini e Marcolfo dei Rossi pretende dai fiorentini paga doppia e mese compiuto per la  vittoria. Avuta risposta negativa dai priori fonda la “Compagnia del Cappelletto”, forte di 1000 cavalli italiani (in prevalenza romagnoli, umbri, marchigiani; ma anche lombardi e toscani; in misura minore dell’Italia meridionale) nonché di diversi cavalli tedeschi e borgognoni. Viene licenziato.

Sett. Toscana

Si allontana e si raduna con i suoi uomini ad Ossaia.

……… Fuoriusciti Roma Lazio

E’ assoldato dai nobili della Campagna romana per combattere il capoluogo. La città ingaggia mercenari tedeschi ed ungheri, arma 600 cavalli cittadini ed organizza una leva interna che fornisce 22000 fanti.

1363
Mar. Comp. ventura

Compie alcune scorrerie nel territorio dello stato della Chiesa. Il cardinale Albornoz cerca di allontanarlo dall’ Italia centrale e di dirottarlo nel regno di Napoli per prestare soccorso  alla regina Giovanna d’Angiò contro i baroni ribelli; in un secondo momento tenta di assumerlo direttamente ai suoi stipendi. Niccolò da Montefeltro si accorda invece con i fiorentini.

Ago. Firenze Siena Pisa Toscana

Con l’ appoggio logistico dei fiorentini entra ostilmente nel senese ed occupa Pontorme.

Sett. Comp. ventura Siena Toscana

Si ferma ad Abbadia a Isola; i senesi gli inviano come ambasciatori Raimondo dei Tolomei e Sozzo Tegliacci. Non trova l’accordo e dà alle fiamme l’abbazia; si dirige verso la Maremma per fronteggiare le milizie pisane che hanno occupato Figline Valdarno. Tutto è messo a sacco ed incendiato durante la marcia dei soldati; tocca  Paganico, prende a forza Campagnatico e ne fa la sua base operativa per predare il territorio circostante. I senesi gli inviano nuovi ambasciatori e gli offrono denaro affinché si allontani dal loro contado. Alla notizia che un esercito nemico gli sta venendo contro agli ordini di Francesco Orsini lascia alla guardia di Campagnatico 300 soldati e si allontana.

Ott. Comp. ventura Siena Todi Toscana e Umbria

Risale l’Ombrone, si dirige a Buonconvento, si muove verso la Val di Chiana e si trattiene a Torrita di Siena. I movimenti della compagnia sono controllati dai senesi: il servizio di spionaggio nei suoi confronti costerà alla repubblica 806 fiorini. Giorni dopo mentre la compagnia è in marcia probabilmente per incontrarsi con emissari del comune, è attaccato di sorpresa da 800 cavalli senesi (di cui 400 forniti dai pisani) comandati da Francesco Orsini. Gran parte della compagnia si mette in salvo; Niccolò da Montefeltro è viceversa fatto prigioniero con altri capitani quali Giovanni da Sarteano, Lomo da Jesi, Mastinello da Cagli, Ludovico da Firenze e Giorgio Visconti per un totale di 300 cavalli e di 1000 fanti. Nello scontro sono uccisi più di 100 uomini: è liberato alcuni giorni dopo con la consegna del castello di Campagnatico. Ritorna a Semigni;  spinto  dai perugini si trasferisce nel todino per devastarne il contado.

Nov. Perugia Fuoriusciti Umbria

Viene assunto dai perugini per venti giorni al fine di contrastare i fuoriusciti a Montecontigiano.

Dic. Umbria

Catturato nuovamente in un’imboscata, è liberato su pressione dei soldati della sua compagnia, italiani, tedeschi, ungheri e borgognoni. Dà in ostaggio un figlio.

1364
Mar. Toscana

Nel territorio di Montepulciano.

Apr. Comp. ventura Siena Toscana

Rientra nel senese su istigazione dei fiorentini; si accorda con il comune e promette di non assalirne più il territorio nel futuro; propone pure di entrare agli stipendi di Siena. Anche gli altri capitani della compagnia, come Ermanno di Wartenstein,  Ciupo Scolari e Ugolino dei Sabatini, promettono di volere essere in perpetuo servitori ed amici dei senesi. Il territorio è attraversato da gruppi di 50 venturieri alla volta.

Giu. Comp. ventura Siena Toscana

Infesta il senese con Anichino di Baumgarten.

Lug. Comp. ventura Siena Toscana

Molesta ancora il senese con Alberto Sterz.

……… Comp. ventura Orsini Lazio

Staziona più mesi nei possedimenti di Orso Orsini e dei parenti di quest’ultimo.

1365
……… Viterbo Vico Lazio

Fa dare alle fiamme  il castello di Vico dagli abitanti di Viterbo.

Mag. Lazio

Staziona nelle terre del Patrimonio; la compagnia si sfalda per l’inattività forzata;  nella successiva estate si scioglierà in modo definitivo.

Sett. Comp. ventura Firenze Siena Toscana

Confluisce nella “Compagnia di San Giorgio”, capitanata da Giovanni Acuto e da Ambrogio Visconti.

Dic. Comp. ventura Tarlati Toscana

Molesta le terre dei Tarlati con  Giovanni Acuto ed Ambrogio Visconti.

1366
Gen. Comp. ventura Chiesa marche ed Umbria Scorre nei territori di Urbino, Gubbio ed Orvieto con la “Compagnia di San Giorgio” comandata da Giovanni Acuto. Ne diviene cancelliere; per conto di quest’ ultimo compie pure alcune missioni diplomatiche in diverse città.
Mag. Comp. ventura

Si collega con la sua compagnia a quella di Giovanni d’Asburgo.

Ott. Comp. ventura Chiesa Umbria

Con la sconfitta di Casaglia subita dalla “Compagnia di San Giorgio” nei pressi di Orvieto, Niccolò da Montefeltro è incaricato di condurre le trattative per una composizione tra venturieri e pontifici. Al loro termine promette a nome della  compagnia di sgomberare il territorio dello stato della Chiesa.

1367
Feb. Chiesa Capitano g.le A metà mese viene nominato capitano generale dello stato della Chiesa.
Mar. Chiesa Perugia Umbria

Affianca ancora  Giovanni Acuto; sconfigge i perugini nella battaglia di Ponte San Giovanni.

………

Capitano g.le

Marche

Continua a militare per i pontifici;  gli è riconosciuta una provvigione mensile di 100 fiorini. Può rientrare in Urbino;  vi sposa la cugina Agnese da Montefeltro.

Mag. Umbria

Si ferma nel contado di Todi.

Ago. Lazio

Muore nella fortezza di Belriposo a Viterbo. Lascia come suo erede Gomez Garcia Albornoz, nipote del legato e signore di Ascoli Piceno.

 CITAZIONI

“Nella storia della milizia italiana, meriterebbe un posto d’onore.” FRANCESCHINI

“Was not the successful of soldiers, but he knew Umbria well and helped Hawkwood traverse the region.” CAFIERRO