NAPOLEONE ORSINI Conte di Albe e di Tagliacozzo

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NAPOLEONE ORSINI  Conte di Albe e di Tagliacozzo. Signore di Bracciano, Vicovaro, Larino, Castelguglielmo, Castelpagano, San Felice del Molise.

Figlio di Orso, fratello di Roberto, padre di Virginio, genero di Orso.

1420 ca. – 1480 (settembre)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1443 Chiesa Sforza  

 

Lazio

Milita agli stipendi del papa Eugenio IV contro Francesco Sforza. E’ segnalato a Soriano nel Cimino con 300 uomini; si unisce con Antonio Rido, Pietro da Bevagna ed Angelo di Roncone;  assale Toscanella (Tuscania) alla cui difesa si trova il Sarpellione. Assedia la località, abbatte un tratto di mura con le bombarde e tenta un attacco che viene respinto dagli avversari. Gli è suggerito di penetrare nel centro attraverso la rete fognaria: rompe un muro di protezione e fa entrare in Tuscania attraverso le fogne 150 fanti. I soldati  eludono la sorveglianza delle sentinelle. Napoleone Orsini approfitta della mischia che si verifica all’interno ed irrompe a sua volta nella città. Tuscania   è messa a sacco.

1446  

 

 

 

 

 

 

 

Estate Chiesa Sforza  

 

Umbria

Alla testa di 200 uomini cerca di sbarrare la strada a Francesco Sforza che, dalla Toscana, sta rientrando nella marca d’ Ancona.

1447  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Firenze Napoli 400 cavalli Toscana

Si offre senza esito allo Sforza; passa al soldo dei fiorentini per contrastare gli aragonesi in Toscana.

Ott.  

 

 

 

 

 

Toscana

Si trova a Montepulciano con Giovanni da Tolentino.

1448  

 

 

 

 

 

 

 

Estate  

 

 

 

 

 

Toscana

Sempre con Giovanni da  Tolentino fronteggia gli aragonesi in Toscana;  recupera tutti i castelli del contado di Volterra e del pisano caduti in precedenza in potere degli avversari.

…………..  

 

 

 

 

 

Umbria

Sverna con la sua compagnia nel territorio di Gubbio; è ospite di Federico da Montefeltro.

1449  

 

 

 

 

 

 

 

Ago.  

 

 

 

 

 

Toscana

Allo scadere della ferma lascia la Toscana con il Montefeltro: i fiorentini gli rinnovano la condotta per altri sei mesi.

Nov.  

 

 

 

 

 

Lazio

Il papa Niccolò V concede a lui ed al fratello Roberto Monte Gentile in Sabina. Acquista la località con i fratelli Gentile e Roberto da Gian Antonio Orsini.

1450  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Lazio

Termina la ferma con i fiorentini;  l’Orsini rientra nelle sue terre.

Mar.  

 

 

 

 

 

Umbria

Viene nuovamente ospitato a Gubbio dal Montefeltro.

1452  

 

 

 

 

 

 

 

Estate Napoli Firenze 600 cavalli e 200 fanti

 

Toscana

Affianca il duca di Calabria Ferrante d’Aragona contro i fiorentini. Prende parte all’assedio di Foiano della Chiana. Rimane bloccato sotto le mura della località per mezzo mese; un altro mese e mezzo lo trascorre intorno a Castellina in Chianti. A metà agosto gli è consegnata metà paga.

Ott.  

 

 

 

 

 

Toscana

Con il Montefeltro scorre a Galluzzo nei pressi di Firenze, vi cattura cento uomini di taglia e vi razzia numeroso bestiame.

Nov.  

 

 

 

 

 

Lazio

Al termine della campagna rientra nelle sue terre.

1454  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Chiesa Spoleto Umbria Viene inviato dal papa Niccolò V in soccorso di Norcia, assediata dagli spoletini comandati da Everso dell’Anguillara.
Dic. Pitigliano Siena  

 

Toscana

Esce da Castellalto;  si muove con 1000 fanti e 1000 cavalli a favore del conte di Pitigliano Aldobrandino Orsini in lotta con i senesi; tocca Castellardo con Antonello da Forlì e depreda il senese impossessandosi di una grande quantità di bestiame.

1455  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Lazio

Si inimica con Everso dell’ Anguillara per il possesso di Monticelli. Dopo l’uccisione di un suo partigiano raccoglie a Roma a Monte Giordano tremila armati ed assale l’avversario in Campo dei Fiori: solo le pressioni degli emissari pontifici, dei Colonna e del fratello, il cardinale Latino, placano la furia dei suoi seguaci.

Mag. Orsini Anguillara  

 

Lazio

Si intromettono nei suoi contrasti con l’Anguillara i Borgia, parenti del papa Callisto III, che appoggiano il rivale con i Colonna; gli Orsini si trovano isolati. Anche il cardinale Latino deve allontanarsi da Roma. Con il fratello Roberto sposta il conflitto nel territorio extraurbano.

Lug. Chiesa Comp. ventura  

 

Lazio e Toscana

Contrasta la compagnia di Jacopo Piccinino. Si congiunge nel lago di Bolsena con il resto dell’esercito pontificio e combatte il capitano avversario a Castro.

Nov. Orsini Savelli Colonna  

 

Lazio

Giunge a Palombara Sabina che si è data allo stato della Chiesa;  ne scaccia Jacopo Savelli per impedire che la località cada in potere del cardinale Colonna. Assedia il castello; giungono in aiuto del cardinale il Poiano, Francesco Savelli ed altri capitani della Chiesa.  L’Orsini è costretto a desistere dalle operazioni ed a ritirarsi.

1456  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Lazio

Rinasce la contesa con l’Anguillara a causa della morte di Gian Antonio Orsini e della pretesa del rivale alla contea di Tagliacozzo in quanto il figlio Deifobo ne ha sposato l’unica figlia.

…………..  

 

 

 

 

 

Lazio

Con il fratello Roberto acquista per 8000 ducati dall’ospedale di Santo Spirito in Sassio le terre di Stapacappa e di Sambuco.

1457  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Orsini Anguillara  

 

Lazio

Conquista Monticelli;  si avventa contro Everso dell’ Anguillara. Quest’ultimo lascia Tigliano e si porta a Ronciglione; l’Orsini si pone  a Bracciano.

Sett. Lazio Stipula una nuova tregua con l’Anguillara assieme con il fratello Roberto, il cardinale Latino e l’arcivescovo di Trani Giovanni. Oggetto della contesa è anche il possesso di Caprarola, di Santa Pupa e di Rota.
1458  

 

 

 

 

 

 

 

Feb. Lazio Everso dell’Anguillara si impadronisce nuovamente di Monticelli.
Ago.  

 

 

 

 

 

Lazio

Si riconcilia una volta di più con l’Anguillara su pressione del nuovo papa Pio II. A seguito di una mediazione del cardinale Pietro Barbo (futuro Paolo II) è stipulata tra le parti una tregua di trenta mesi che prevede una penale di 50000 ducati per chi la violi.

1460 Chiesa Angiò  

 

Lazio ed Abruzzi

Difende l’abbazia di Montecassino e San Germano (Cassino) dalle mire del conte di Trivento. Si trasferisce poi negli Abruzzi ove conquista la contea di Albe, gran parte delle terre del conte di Maneri e della contea di Tagliacozzo. Combatte i colonnesi;  perde Avezzano con molti castelli ad opera del Piccinino; si rifugia a Tagliacozzo con 600 fanti e molti cavalli.

1461  

 

 

 

 

 

 

 

Ago. Chiesa Rimini Capitano g.le Marche

Ha il comando delle truppe nelle Marche ed in Romagna contro Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Sett.  

 

 

 

 

 

Marche

Si muove nel Piceno con il legato il vescovo di Ventimiglia Jacopo Feo;  riceve l’ordine di contrastare subito l’avversario; perde tempo e non è in grado di recuperare i pochi castelli occupati dal  Malatesta in conseguenza  della vittoria di Nidastore.

Ott.  

 

 

 

 

 

Marche

Assale inutilmente con 2000 uomini il castello di Barbara.

1462  

 

 

 

 

 

 

 

Lug.  

 

 

 

 

 

Marche

Il Malatesta arretra da Porto Potenza Picena perché bloccato dagli avversari nella sua avanzata verso il regno di Napoli:  l’Orsini lo tallona da vicino e si accampa a Montalboddo (Ostra) in attesa che arrivi in suo soccorso Federico da Montefeltro.

Ago.  

 

 

 

 

 

Marche

Sconfigge il Malatesta al guado del fiume Cesano. Informato dal Fantaguzzo che gli avversari sono usciti da Senigallia per rientrare in Romagna li fa attaccare inizialmente da Antonello da Forlì e da Corrado d’Alviano; prosegue l’azione con il Montefeltro e le fanterie.  Sgomina i malatestiani: nel combattimento è catturato Giovan Francesco della Mirandola con 500 cavalli e 150 fanti. Dopo la vittoria ha una disputa con il  Montefeltro per chiarire a chi spetta la conduzione delle operazioni. Per dirimere la vertenza il papa è obbligato ad inviare il cardinale Niccolò Forteguerra.

Ott.  

 

 

 

 

 

Romagna

Ottiene a patti Montescudo e la rocca di Montefiore Conca con un breve assedio.

Nov.  

 

 

 

 

 

Lazio e Abruzzi

Lascia la Campagna e la Marittima con alcune squadre di cavalli; si ferma nel contado di Tagliacozzo per opporsi al Piccinino fermo a Celano.

1463  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Lazio

Al comando di 1000 fanti e di dodici squadre di cavalli attacca il duca di Sora Pietro Giampaolo Cantelmi; assale con le bombarde la rocca di Isola del Liri. La località cede per l’azione decisa di pochi uomini che attraversano a nuoto il fiume armati di sole lance.

Giu.  

 

 

 

 

 

Lazio

Conquista in breve tempo Sora (che si è arresa nelle mani del vescovo di Ferrara Lorenzo Roverella), Roccasecca, Arpino; si dirige verso Pontecorvo. La campagna prosegue con la conquista di tutto il ducato di Sora. Il Cantelmi si arrende e consegna tre fortezze al re Ferrante d’Aragona. L’Orsini assale in un secondo momento  Antonio Spinelli, signore di Roccaguglielma.  Si impadronisce al primo tentativo di altri due castelli.

Lug.  

 

 

 

 

 

Campania Lazio  ed Abruzzi

Assale ora con Giovanni Malavolti il duca di Sessa e principe di Rossano Marino di Marzano; con Giovanni Malavolti assedia la Torre dei Bagni. Soggioga Flumeri  e recupera le terre dell’abbazia di Montecassino pervenute in precedenza in potere del conte di Trivento. Giunge a Cassino. Gli si arrende Sant’Elia Fiumerapido; il giorno seguente pervengono in suo potere i castelli di Vallerotonda,  Acquafondata,  Veticosi e  Cerbaro. Si sposta negli Abruzzi: gli si arrende Rocca di Mezzo, invade la contea di Celano ai danni di Ruggero Accrocciamuro;  espugna Ortucchio sul lago Fucino. A fine mese, sempre con il Malavolti, si dirige negli Abruzzi alla testa di sette squadre per rafforzarvi l’esercito regio alle prese con il Piccinino e le milizie di Giovanni d’Angiò.

Ago.  

 

 

 

 

 

Abruzzi

Si muove a San Demetrio ne’ Vestini allorché L’Aquila cede agli alleati aragonesi.

1464  

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Abruzzi

Viene confermata a lui ed al fratello Roberto dal re di Napoli Ferrante d’Aragona la signoria di Albe e di Tagliacozzo.

1464
Sett. Orsini Colonna Lazio Paolo II, appena eletto papa, lo costringe ad una tregua con la fazione dei Colonna capeggiata da Antonio Colonna.
1465  

 

 

 

 

 

 

 

Mar. Napoli  

 

 

 

Abruzzi

Punta su San Demetrio ne’ Vestini, centro afflitto dalla lotta delle fazioni: ne fa uscire il filoangioino Pietro Lalle dei Camponeschi.  La località si dà in dedizione al re di Napoli.

Giu. Chiesa Anguillara  

 

Campania Lazio

A Napoli;  con Niccolò Orsini arresta in Castelnuovo il Piccinino. Sempre nel mese con il Montefeltro ed il legato Forteguerra costringe gli eredi di Everso dell’ Anguillara, Francesco e Deifobo, a cedere ai pontifici in pochi giorni tredici rocche.

…………..  

 

 

 

 

 

 

 

Ferrante d’Aragona gli toglie i feudi di Albe e Tagliacozzo. Questi gli saranno restituiti, più tardi, nel maggio 1466.

1466  

 

 

 

 

 

 

 

Mar. giu. Chiesa Forlì  

 

Romagna

Si trova in Romagna;  ha il compito di minacciare in Forlì Pino Ordelaffi. Rimane nel territorio fino a giugno allorché è convinto dai soccorsi inviati dai veneziani al signore della città (Giovan Francesco della Mirandola e Silvestro da Lucino) ad abbandonare la Romagna. Si trasferisce nel riminese e nel cesenate.

1467  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Campania

Ottiene da Ferrante d’Aragona i feudi di Larino, Castel Guglielmo, San Lattario, Candelaro, Corindola, Castelpagano, Francano, Sant’Andrea, Gaviglia, Corneto, Civitella, Onorio e San Felice.

1469  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Chiesa Rimini  

 

Lazio

Gli è consegnato il vessillo dello stato della Chiesa;  ha l’incarico con Alessandro Sforza (2500 cavalli e 2500 fanti) di combattere Roberto Malatesta.

Ago.  

 

 

 

 

 

Umbria Marche e Romagna

Esce da Foligno, entra nella marca d’ Ancona, perviene sotto Rimini per assediare tale città. Lascia il borgo di San Giuliano per accamparsi nei pressi, sul vicino monte, alla notizia dell’arrivo dell’esercito del  Montefeltro. Prende parte alla battaglia di Mulazzano in cui è battuto in modo pesante dal Montefeltro e da Roberto Malatesta. E’ ferito in modo grave; nel combattimento fra i suoi uomini sono catturati 300 lance con il figlio Virginio. I morti, raccolti e seppelliti dopo la battaglia dai frati di Santa Colca, sono 300.

1470  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Romagna

Con Alessandro Sforza, Ercole d’Este e Braccio Baglioni contrasta gli avversari a San Martino.

………….. Viene contattato dagli sforzeschi per passare al servizio del duca di Milano.
1471  

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Lazio

A Roma. Con Costanzo Sforza presenzia alla cerimonia in cui Borso d’Este viene creato dal papa Paolo II duca di Ferrara. Ha il compito di calzare gli speroni al neo duca.

1474  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Chiesa Todi  

 

Umbria

Con Giulio Cesare da Varano conquista Todi dopo un breve assedio.

1478  

 

 

 

 

 

 

 

…………..  

 

 

 

 

 

Umbria

I suoi uomini hanno le loro stanze nel todino e nel perugino.

Ago.  

 

 

 

 

 

Lazio

Nel suo castello di Bracciano si svolge l’incontro tra gli ambasciatori francesi Tristano di Clermont e Gabriele Vives da un lato ed i plenipotenziari della lega antipontificia ed aragonese che si muovono a favore di Lorenzo dei Medici: è levata dalla sede una protesta contro la corruzione della curia romana di Sisto IV.

1480  

 

 

 

 

 

 

 

Sett.  

 

 

 

 

 

Lazio

Muore a Vicovaro agli inizi del mese. Nel 1470 avvia la trasformazione della rocca di Bracciano. Scrivono sonetti in suo onore M. Pietro Bart. e Carlo Passi. Sposa Francesca Orsini di Monterotondo, figlia di Orso.

 CITAZIONI

“Clarissimus nostri temporis et hodierne militie imperator.” GHERARDI

Con Roberto Orsini “I quali diventarono nella militia tanto famosi, che ad un tempo furono generali capitani.” SABELLICO

“Fu di maniera che egli superò tutti gli altri di questo nome nella famiglia Orsina: percioché nella pace vivendo esso con sommo splendore, grati ad ogniuno e honorati da tutti, come signor di incomparabil fortuna, non cedeva punto alle grandezze e alle magnificenze de prencipi segnalati de suoi tempi. Nel muover l’imprese, considerava sempre se le conditioni della pace erano molto più dure che quelle della guerra, e misurando le forze, non pur sue, ma quelle ancor del suo nemico, preponeva spesso una honesta quiete a un pericoloso disturbo..Fu di maravigliosa prudenza nell’ordinare e di inaudita prontezza nel fare essequire..Operò..cose utili e gloriose, alla patria e a lui honorate e illustri, con le quali fu riputato uguale a gli antichissimi Capitani.” SANSOVINO

“Questi, che ‘n trattar l’armi ardito, e saggio/ Par mai non hebbe, e ‘n cortesia, e ‘n valore,/ Tal fu de l’età sua vivo splendore,/ Ch’a Febo tolse, non ch’ad altri, il raggio./ Raro Duce d’un tanto alto legnaggio;/ Raro, a cui la militia il primo honore/ A grand’huopo di Pietro il successore/ Desse, per tor da se l’hostile oltraggio./ Quinci gli illustri fatti, il cor, e ‘l senno,/ Tante a lui lodi dar pronta cagione/ Porser, quante mai dar a un tal si danno;/ E perché ‘l in ogni parte suone,/ Trasser il suo bel nome, e tal il senno,/ Quel che ‘n forze ei non pò, Ne pò leone.” C. PASSI, da un sonetto raccolto dal SANSOVINO

“Capitano generale della Chiesa sotto diversi pontefici; Napoleone si distinse tra i piccoli condottieri militari del suo tempo più per la sontuosità del modo di vivere che per le effettive doti militari.” PANUNZI

“Fu huomo di onoratissime qualità.” GAMURRINI

“Fu il più potente e magnifico barone Romano del suo tempo.” TOMASSETTI

Con Everso dell’Anguillara e Federico da Montefeltro “Ductores summos viros.” FABRONIO

Con Everso dell’Anguillara, Antonio Caldora ed Orso Orsini “Tutti huomini di grandissima sperienza nelle cose della guerra.” DE LELLIS

“Captain of the papal troops under three successive popes and builder massive fortress that still stands at Bracciano.” SHAW

 

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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