MERINO DELL OLMO

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1924
Castello di Monasterolo
Castello di Monasterolo

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Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

MERINO DELL’OLMO  (Merino dei Mascaroni o Mascheroni dell’Olmo) Guelfo. Signore di Endine, nella Val Brembana.

  • 1383 (settembre)
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1361
Mag.GuelfiGhibelliniLombardia

Combatte i ghibellini nel bergamasco. Si porta con i suoi fautori al castello di Ranica, ne uccide il proprietario e dà alle fiamme la fortezza. Di seguito espugna il castello di Pizzidente o del Canto Alto e lo mantiene in suo possesso per un certo periodo di tempo. Lo farà demolire allorché sarà costretto ad abbandonarlo.

1378
Mag.GuelfiMilanoLombardiaConquista dopo un lungo assedio il castello di San Lorenzo in Val Seriana.
Giu.Lombardia

Bernabò Visconti gli invia contro un poderoso esercito comandato da Giovanni dell’Ischia e da Giacomo Pio: Merino dell’Olmo contrasta gli avversari ad Alzano Lombardo, a Nese ed a Ranica; tiene testa alle milizie ducali a Stezzano.

1382Lombardia

Nonostante la sua inferiorità di forze sconfigge a Stezzano il Pio, il  dell’Ischia e Giovanni da Iseo, unitosi quest’ultimo con 800 soldati agli altri due capitani viscontei.

1383
Sett.Lombardia

Viene assalito nel castello di Endine da 500 cavalli e da numerosi fanti ghibellini guidati da Pagano di Panico e da Zenone da Cropello; ferito e fatto prigioniero, viene condotto nella rocca di Bergamo dove muore dopo sei giorni compianto anche dagli avversari della sua fazione.

 CITAZIONI

-“Personaggio notevolissimo della vita bergamasca della fine del Trecento, è anche chiamato “signore di Endenna”; in realtà però egli non potè avere questa signoria.” BELOTTI

-“Fra quanti Duci, e valorosi Capitani vedesse ne funesti tempi delle guerre civili condurre sue genti la fattione de Guelfi Merin Olmo hebbe della precedenza il vanto, non v’essendo stato chi, ò più coraggiosamente n’havesse sostenuto le parti, ò più valorosamente le ragioni diffese.” D. CALVI

-“Cavaliere di chiara rinomanza, fu uno dei maggiori sostenitori della parte guelfa, e riuscì sempre vincitore in ogni fatto d’arme; tanto che si disse che le sue schiere non sapevano sfoderar la spada senza combattere, non sapevano combattere senza vincere, non sapevano vincere senza aggiungere alla fazione nuovi trionfi.” ARGEGNI

Fonte immagine in evidenza: wikimedia

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