MARIANO DA LECCE

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1947

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

MARIANO DA LECCE  (Mariano Prato)

Fratello di Giovanni Bernardino da Lecce. Nipote di fra Leonardo Prato.

  • 1525 ca.
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1510
Gen.VeneziaFranciaVeneto

Affianca lo zio fra Leonardo Prato nel veronese. Il Consiglio dei Savi concede a lui ed al fratello Giovanni Bernardino una provvigione mensile di 10 ducati.

1511
Mag.VeneziaFrancia500 fantiVeneto

Si reca a Venezia; il Collegio dei Pregadi gli affida il comando di 500 fanti da assumere tra i venturieri senza soldo.

Giu.VenetoAl campo con la sua compagnia.
Lug.VenetoIl Consiglio dei Savi gli muta la condotta in 50 balestrieri a cavallo.
1512
Gen.46 cavalli leggeri
Feb.Lombardia e Veneto.

Prende parte alla difesa di Brescia: assalito dai francesi, è fatto prigioniero. Riscattato, può raggiungere senza armi il campo di Albettone.

Mar.50 cavalli leggeriVeneto
Giu.LombardiaEsce da Vicenza con Giovanni Forti per trasferirsi in Lombardia.
Ago.LombardiaAl campo nei pressi di Brescia. Svolge compiti di scorta alle artiglierie utilizzate per l’assedio di Crema.
Sett.Lombardia

Crema si arrende ai veneziani: Mariano da Lecce è dato in ostaggio a Benedetto Crivelli come garanzia per l’ottemperanza dei patti siglati.

Ott.53 cavalli leggeriLombardia
Nov.Lombardia

Giunge ad Orzinuovi; con Alessandro Donato (80 cavalli leggeri) scorta il denaro delle paghe destinato alla guarnigione di Crema. Gli sono saldate le sue spettanze, a fine mese, a seguito di un intervento di Renzo di Ceri e del provveditore della città.

1513
Gen.LombardiaViene lodato per il suo comportamento dal provveditore di Orzinuovi Niccolò Michiel.
Mag.VeneziaSpagna Milano50 cavalli leggeriLombardia
Giu.LombardiaAffianca Renzo di Ceri all’assedio di Castelleone. Si colloca con Maffeo Cagnolo sul dosso del Giandrone.
Ago.Lombardia

I bergamaschi raccolgono 8000 ducati per pagare parte di una taglia imposta dagli spagnoli. Mariano da Lecce è inviato nella città con Marcello Astaldi e Maffeo Cagnolo (500 cavalli) allo scopo di impadronirsi del denaro, catturare il governatore e fare prigionieri 25 cittadini, tra i più in vista di Bergamo. Occupata di prima mattina una porta mal sorvegliata, si spinge nel palazzo del governatore; per la fretta di impadronirsi del denaro è dato il tempo ai cittadini di mettersi in salvo. Rientra a Crema.

Sett.Lombardia

Si muove verso Bergamo. Con Cristoforo Albanese attacca Silvio Savelli fermatosi nelle vicinanze del borgo di Sant’ Antonio con 600 soldati tra uomini d’arme, cavalli leggeri e 500 fanti. La resistenza del Savelli ed il sopraggiungere di Cesare Fieramosca mutano  le sorti dello scontro; i veneziani sono respinti con forti perdite.

1514
Apr.Lombardia

Con Alessandro Donato, Andreazzo e Silvestro da Perugia (uomini d’arme, cavalli leggeri e 400 fanti) sorprende a Pandino il Savelli (50 lance, 100 cavalli leggeri e 400 fanti): tra gli avversari si registra la morte di 60 fanti.

Mag.LombardiaA Crema con la sua compagnia di balestrieri a cavallo.
Ago.Lombardia

Con Tullio Astaldi sorprende nei pressi di Ombriano Marcantonio Filitino che sta predando il territorio finitimo; sconfigge ancora gli sforzeschi di Silvio  Savelli.

Nov.Lombardia

Si sposta alla difesa di Bergamo: allorché Renzo di Ceri è costretto ad arrendersi di fronte agli imperiali, Mariano da Lecce viene dato in ostaggio con Alessandro Donato ed Andrea da Gravina per l’esecuzione dei patti siglati.

1515
Apr.Il Consiglio dei Savi gli aumenta la provvigione da 20 a 30 ducati per paga, per otto paghe l’anno.
Dic.VeneziaImpero SpagnaLombardiaAl campo invernale di Rovato con Francesco Rangoni.
1516
Gen.LombardiaStaziona nei pressi di Brescia.
Feb.Lombardia

Con Baldassarre Signorelli e Malatesta Baglioni (cavalli leggeri e 20 uomini d’arme) tende un’imboscata agli avversari al ponte di Bagnolo Mella: l’esito dello scontro è negativo.  L’azione termina con la cattura da parte degli spagnoli di Camillo da Martinengo con altri due uomini d’arme (altri tre sono uccisi).

Apr.50 cavalli leggeriLombardia

Ancora alla guardia di Crema. In appoggio al provveditore Giovanni Vitturi. Con Malatesta Baglioni, Giampaolo da Sant’Angelo e Baldassarre Signorelli prepara un’imboscata a Monticelli Brusati nella quale   cadono 200 fanti: tutti i soldati nemici vengono uccisi, con l’eccezione di 3 militi  dai quali si vogliono informazioni sui movimenti degli imperiali.

Sett.69 cavalli leggeriVeneto

Prende parte all’ assedio di Verona: rimane nei pressi anche quando l’esercito franco-veneziano si sposta a Villafranca di Verona per l’arrivo in soccorso dei difensori di un notevole contingente imperiale.

Nov.VenetoSi allontana dal campo a causa del ritardo delle paghe.
1517
Gen.31 cavalli leggeriVeneto

Al termine del conflitto il suo operato è lodato dai provveditori generale Giovanni Paolo Gradenigo ed Andrea Gritti: i suoi cavalli sono inviati a svernare nel trevigiano.

Mag.Gli è confermata la provvigione assegnatagli in precedenza.
Lug.Il Consiglio dei Savi gli concede una provvigione annua di 300 ducati, da erogarsi sempre in otto paghe.
1518
Sett.Sono ridotte le spese militari, cosicché la sua provvigione viene ridotta a 200 ducati l’anno.
Dic.

Per il prestito di 4000 ducati effettuato a suo tempo dallo zio fra Leonardo Prato a favore della Serenissima gli sono consegnati 1500 ducati, dei quali 500 in contanti, tutti a valere sui beni confiscati ai ribelli.

1520
Mar.10 cavalli leggeri
1521
Ago.VeneziaImpero Sforza50 cavalli leggeriAlla rassegna della sua compagnia.
Sett.EmiliaOltre il Po con Annibale di lenzo allo scopo di controllare i movimenti dei fuoriusciti filosforzeschi.
Ott.LombardiaAgli ordini di Mercurio Bua. E’ sconfitto e catturato con 40 cavalli leggeri dagli imperiali a Robecco d’Oglio.
1525Muore.

 CITAZIONI

-“Giovane valoroso, e di grandissima speranza.” DALLA CORTE

-“Fu capitano de cavalli leggieri dei signori Veneziani.” Da una cronaca di B. Bruccio riportata dalla RIVISTA STORICA SALENTINA

-Con Renzo di Ceri in Lombardia “El signior franco marian da lezzo/tra li nemici col destrier si caccia/ facendo intorno sanguinar il rezzo/ con le sue forte, e poderose braccia;/ come colui ch’in arte tale è avezzo/ e da guerrier ardito si procaccia/ de haver honor, o de  lassar la vita,/ con animoso cor, e fronte ardita si procaccia/ de haver honor, o de lassar la vita/ con animoso cor, e fronte ardita/…./L’ardito, e franco marian da lezzo/ si va cacciando fra la folta turba/ de li elvezzi (gli svizzeri) gagliardi, e molti al rezzo/ ne manda morti, e li vivi conturba.” DEGLI AGOSTINI

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