MARCO SCIARRA Brigante

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1976
marco sciarra
Torquato Tasso catturato dal brigante Marco Sciarra [wikipedia]

MARCO SCIARRA Brigante. Abruzzese. Originario di Castiglione della parrocchia di Riano presso Rocca Santa Maria nel teramano.

+ 1600 ca.

Anno, mese

 

Stato, Comp. ventura

 

Avversario

 

Condotta

 

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1584 Abruzzi Marche Lazio Si unisce con alcuni banditi. Riesce ben presto grazie alla sua personalità ed al suo ascendente a porsi alla testa di un esercito composto di un migliaio di uomini in grado di resistere per sette anni all’offensiva pontificia. Agisce dagli Abruzzi nelle Marche e nella Campagna romana. Suoi luogotenenti sono il Pacchiarotto, Battistello da Fermo ed il fratello Luca. E’ considerato una sorta di Robin Hood: preleva denaro ai ricchi per donarlo ai poveri operando una ridistribuzione della ricchezza a tutto vantaggio delle classi meno abbienti. Il suo soprannome è “Re di Campagna”. Sisto V, tramite una crudele repressione contro tutta la società rurale che appoggia i banditi, invano cerca di eliminare la sua banda. Il papa muore nell’ agosto 1590 ed il suo successore, Urbano VII, muore all’improvviso  dopo soli dodici giorni di pontificato.
1590
Autunno Lazio Circola con insistenza la voce che alcune centinaia di banditi si stiano preparando ad entrare in Roma per ricattare i cardinali riuniti in conclave. Due formazioni agiscono da alcuni mesi alle porte della città effettuando numerosi saccheggi e scorrerie. Sono guidate rispettivamente da Marco Sciarra e da Battistello da Fermo.
Ott. dic. Lazio Toscana La situazione si aggrava con l’elezione di Gregorio XIV. Si separa dal Piccolomini. Ai primi del mese decide di passare la notte al casale degli Olgiatti. Viene assediato nella foresta della Faiola, situata a poca distanza da Roma  sulla strada per Napoli, in un casale dai soldati toscani e pontifici condotti rispettivamente da Camillo del Monte a Santa Maria e da Virginio Orsini. Lo Sciarra riesce a fuggire dopo una dura battaglia grazie all’intervento della banda di Alfonso Piccolomini. Si dà alla fuga con quest’ultimo oltre i monti della Tolfa, inseguito dalle truppe del Bisaccione. Si accampa a Villa San Giovanni in Tuscia. Si scontra nuovamente con le truppe granducali; si apre un varco verso la salvezza dentro l’inestricabile macchia di Barbarano Romano. Riesce a guadare il Tevere all’altezza di Borghetto. La vigilia di Natale si separa a Contignano dal Piccolomini per ripiegare con i suoi uomini verso Ascoli Piceno.  Inizia per lo Sciarra un periodo di decadenza in cui perde poco a poco l’appoggio della popolazione rurale.
1592

 

Apr. Chiesa

 

Lazio

 

Stabilisce il suo quartiere generale in un castello nei pressi di Cerreto Laziale. Da qui taglieggia i viandanti che percorrono la via Appia. Tra questi sfortunati, secondo la leggenda, vi è anche Torquato Tasso che, riconosciuto dallo Sciarra, è lasciato proseguire nel suo viaggio senza alcun danno. Stabilisce di muoversi  su Subiaco; chiede alle autorità di Cerreto Laziale l’autorizzazione per passare in modo pacifico attraverso il paese. Il permesso non gli è accordato: i banditi si ribellano incendiando alcune case e mettendo la zona sotto assedio. Gli abitanti si ribellano ai loro soprusi; chiamano a loro difesa alcuni uomini armati dai paesi vicini, legano un supporto di materiale infiammabile alle zampe posteriori di una gatta e gettano l’animale  all’ interno dei fienili dove i banditi, accampati, sono immersi nel sonno. L’incendio, allargatosi, minaccia il paese. Gli abitanti ricorrono a Sant’Agata che, si diceva, aveva già fermato in Sicilia la lava dell’Etna diretta su Catania. Il papa Clemente VIII raggiunge in tal modo l’obiettivo di disperdere la banda di Marco Sciarra. Il bandito, abbandonato da molti dei suoi, con 300/500 uomini tra i più fedeli abbandona il Lazio per passare al servizio dei veneziani.

……………………. Venezia

 

Uscocchi

 

Croazia

 

Combatte in Dalmazia i pirati uscocchi.

1595

 

Grecia

 

La Serenissima, per fare cosa grata al pontefice che  vuole Marco Sciarra ad ogni costo in suo potere lo trasferisce con i suoi uomini alla guardia di Candia (Creta).

1600

 

Grecia

 

Muore nell’isola di Creta a causa della peste. Secondo un’altra versione Marco Sciarra nel 1593 non si sarebbe imbarcato per l’isola; sarebbe riuscito a fuggire ed a ritornare clandestinamente con alcuni suoi compagni nello stato della Chiesa. Qui sarebbe stato ucciso nei pressi di Ascoli Piceno, in località la Croce,  da Battistello da Fermo che in cambio avrebbe ricevuto dai pontifici la grazia per sé e per altri banditi.

 CITAZIONI

“Marcus Sciarra, flagellum Dei, et commissarius missua a Deo contra usuraios et detinentes pecunias otiosas”.. così si definiva il bandito che ebbe fama popolare poiché, come riportavano gli “Avvisi”, una specie dei giornali del tempo, Sciarra rubava ai ricchi per ridistribuire ai poveri.” WIKIPEDIA

“Capobandito di una personalità eccezionale, soprannominato “Re di Campagna” dalla popolazione meridionale, per l’autorevolezza raggiunta negli anni precedenti (alla sua alleanza con Alfonso Piccolomini) nel regno napoletano. BENADUSI MAZZOCCA

 

Immagine: https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Sciarra#/media/File:Marco_Sciarra_and_Tasso.jpg

 

 

 

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