MARCO PIO Signore di Carpi e Mocogno

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Condottieri di ventura

1492      MARCO PIO  Signore di Carpi, Fossoli, Gargallo, Budrione, Novi di Modena, Migliarina, Cortile, Soliera e Mocogno.  Padre di Giberto e di Ludovico; suocero di Borso da Correggio, di Giovan Francesco Gambara e di Antonio da Montefeltro. Gentiluomo di Venezia.

+ 1494 (marzo)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1450  

 

 

 

 

 

 

 

Ott.  

 

 

 

 

 

Emilia

Si trova a Ferrara allorché Borso d’Este è nominato marchese.

1453  

 

 

 

 

 

 

 

Sett.  

 

 

 

 

 

Emilia

Viene riconfermato nella signoria di Carpi da Leonello d’Este.

1458  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Emilia

A Ferrara per scortare il papa Pio II nel monastero di Sant’Antonio.

Lug. Rimini Napoli  

 

Marche

Agli stipendi del signore di Rimini Sigismondo Pandolfo Malatesta per fronteggiare le truppe di Federico da Montefeltro e di Jacopo Piccinino. Si accampa a Carpegna con Antonello da Forlì: sorpreso dagli avversari, è sconfitto in malo modo.

1459  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Romagna

Si incontra a Rimini con Roberto da San Severino, reduce da un pellegrinaggio in Terrasanta.

1461  

 

 

 

 

 

 

 

Lug. Milano Angiò  

 

Liguria

Fiancheggia i fuoriusciti di Genova contro Giovanni d’Angiò. Si trova a Cornigliano con Paolo Fregoso e Prospero Adorno per sbarrare il passo ai francesi che provengono da Varazze: manca ai ducali il coraggio di affrontare gli avversari per cui gli sforzeschi si ritirano.

1466  

 

 

 

 

 

 

 

Autunno Fuoriusciti Firenze  

 

Emilia

Appoggia nel Frignano l’azione dei fuoriusciti fiorentini ai danni di Piero dei Medici.

1467  

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Venezia Firenze 400 cavalli Emilia

Con il fratello Leonello segue Bartolomeo Colleoni nella sua azione a favore dei fuoriusciti fiorentini. Si posiziona sull’Idice.

Lug.  

 

 

 

 

 

Emilia

Rimane ferito nella battaglia di Molinella.

Dic.  

 

 

 

 

 

Romagna

Si fortifica in Forlì con Pino Ordelaffi, Bartolomeo Colleoni, Gaspare e Gerardo da Martinengo, Costanzo Sforza e Cola da Sermoneta con 800/900 uomini d’arme nell’attesa  che la guerra abbia termine.

1469  

 

 

 

 

 

Emilia

Con il fratello Leonello accusa presso Borso d’Este nove cugini, figli di Galeazzo Pio, di avere ordito con Taddeo Manfredi, marito della sorella Marsabilia, una congiura tesa a favorire Sforza e Medici. Tre di costoro saranno arrestati e decapitati a metà agosto ed a metà settembre; cinque saranno arrestati e rinchiusi in Castelvecchio a Ferrara; il nono si salva perché al momento si trova ad Imola presso il cognato. Dei cinque incarcerati, due evaderanno nel 1472 e gli altri tre sono rinchiusi in carcere duro con gli stessi abiti dei frati minori con i quali sono catturati.  Saranno liberati anni dopo nel 1477 dopo avere rinunciato ai loro diritti sulla signoria di Carpi.

1470  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. lug.  

 

 

 

 

 

Emilia

Aiuta Galeotto della Mirandola a catturare in Mirandola il fratello  Antonio Maria. Con diploma da Trieste è investito con il fratello leonello di Carpi dall’imperatore Federico d’Austria (compresi Fossoli, Gargallo, Budrione, Novi di Modena, Santo Stefano, Migliarina, Caste de’ Sozzi, Cortile, Castel de’ Galli e Soliera). A luglio entrambi ottengono la riconferma dei loro feudi anche da Borso d’Este.

…………. Viene contattato dagli sforzeschi per passare al servizio del duca di Milano.
1471  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Lazio

A Roma, per la cerimonia in cui Borso d’Este è nominato duca di Ferrara.

Giu. Venezia  

 

50 lance  

 

E’ condotto con 150 cavalli per un anno di ferma ed uno di rispetto. Gli è assegnato uno stipendio annuo di 4000 fiorini.

1473  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Ferrara  

 

 

 

Emilia e Campania

A Bologna per le nozze di Antonio Maria della Mirandola con una figlia di Sante Bentivoglio; accompagna indi a Napoli Sigismondo d’Este che si reca nella città a prelevarvi Eleonora d’Aragona promessa sposa di Ercole d’Este. A Napoli prende alloggio presso il conte di Sant’Angelo.

Autunno  

 

 

 

 

 

Emilia

Fa tagliare un argine sotto Casalgrande per condurre l’acqua a Carpi: è danneggiato in tal modo il territorio di Reggio Emilia.

1475 La figlia Emilia si sposa con Antonio da Montefeltro, figlio naturale di Federico.
1476  

 

 

 

 

 

 

 

Ott.  

 

 

 

 

 

Emilia

A Ferrara, è padrino di battesimo di Alfonso d’Este.

1478  

 

 

 

 

 

 

 

Ott. Firenze Chiesa Napoli  

 

Toscana

Segue Ercole d’Este in Toscana al servizio dei fiorentini. Al governo di Carpi resta il figlio Giberto.

1479  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Emilia e Toscana

Transita per Modena;  ne esce per Porta Baggiovara con 5 squadre di uomini d’arme; si sposta in Toscana. E’ battuto e fatto prigioniero sul Serchio da Roberto da San Severino. Liberato, ritorna al campo.

Giu.  

 

 

 

 

 

Toscana

E’ presente alla conquista di Casole d’Elsa ed al successivo scontro tra le truppe gonzaghesche ed estensi provocato da contrasti per la divisione del bottino.

Sett.  

 

 

 

 

 

Toscana

Partecipa alla battaglia di Poggio Imperiale (Poggibonsi): catturato, è liberato poco dopo con Galeotto della Mirandola attraverso uno scambio di prigionieri con Jacopo d’Appiano.

1480  

 

 

 

 

 

 

 

Sett. nov.  

 

 

 

 

 

Liguria e Campania

Affronta i genovesi;  è fatto prigioniero nei pressi di La Spezia in una improvvisa sortita al suo campo di Sarzanello da parte di Agostino Fregoso. Gli viene imposta una taglia di 10000 ducati.  E’ condotto prima a la Spezia e, poi, a Napoli.

1481  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Campania Toscana

Marsilio Torelli dà una garanzia di 7000 ducati a suo favore affinché possa allontanarsi da Napoli e raggiungere Genova (sempre come prigioniero): imbarcato su  una galea riesce a fuggire ed a rifugiarsi a Pisa. Per rappresaglia Marsilio e Guido  Torelli si portano nei pressi di Carpi con 40 balestrieri e venti uomini d’arme;  catturano il figlio Giberto che viene condotto a Montechiarugolo.

Apr.  

 

 

 

 

 

Emilia

Si reca a Ferrara;  vi è sfidato a duello da Marsilio Torelli.

1482  

 

 

 

 

 

 

 

Autunno Milano Venezia  

 

Emilia

A Casaglia, presso Brescello, con nove squadre di cavalli. Al comando  delle artiglierie si distingue alla difesa di Pontelagoscuro.

Nov.  

 

 

 

 

 

Emilia

Alla guardia di Stellata con quattro squadre di uomini d’arme allorché Roberto da San Severino supera il Po alla Vallice su un ponte di barche. Resiste in un primo tempo, colpisce con l’artiglieria le navi della Serenissima.  La precisione dei suoi pezzi fa sì che anneghino molti albanesi e schiavoni imbarcati nella flotta fluviale. I veneziani  con la loro offensiva costringono il Pio a ritirarsi con Gian Giacomo da Trivulzio alla Certosa e nel convento di Santa Maria degli Angeli di Ferrara. Fermo a Stellata continua da tale località a condurre  numerose scaramucce.

Dic.  

 

 

 

 

 

Emilia

Accoglie a Ferrara con altri capitani Costanzo Sforza.

1483  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Emilia

Si trova  a Milano con il duca di Calabria Alfonso d’Aragona.

Feb.  

 

 

 

 

 

Emilia

E’ contattato dai veneziani che gli offrono 40000 ducati per aprire a loro favore un nuovo fronte nel reggiano e nel modenese.

Ago. Chiesa Firenze Venezia 60 lance Emilia

Fa incendiare il mulino di San Martino di Situle e la casa di Lanfranco Bellencini in risposta ai tumulti causati nel modenese dai contadini del territorio.

1487  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Lazio

Accompagna a Roma Ercole d’Este.

1494  

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

 

 

E’ condotto dai francesi per combattere gli aragonesi; un quarto della paga della sua compagnia gli è saldato con il sale di Cervia. Fa testamento e muore a fine mese a Ferrara. E’ sepolto a Carpi nella chiesa di San Niccolò. Fa cingere Carpi di nuove mura e, sempre nella medesima città, costruire una seconda torre, dopo quella di Galeazzo, al castello dei Pio. Sposa  Benedetta del Carretto e Caterina della Mirandola.

 CITAZIONI

“Era molto amatore del culte divino ed era stato uno bone armizere.” BERNARDI

“Valoroso condottiere di gente d’armi.” TIRABOSCHI

“Capitano di molto merito e fedele agli Este..Energico e spregiudicato.” BACCHELLI

“Fu spregiudicato capitano d’armi e gentiluomo raffinato, perfettamente a suo agio nello stile di vita delle corti rinascimentali padane. Fu, ad esempio, a Roma nel 1471 per l’investitura alla dignità ducale di Borso d’Este e gli fece dono di uno splendido codice miniato, la “Cosmografia” di Tolomeo (oggi alla Bibliothèque Nationale de France).” ORI

 

 

 

 

 

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