MANFREDO PIO Signore di Modena

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MANFREDO PIO  Signore di Modena, Carpi, San Felice Panaro. Padre di Galeazzo, cugino di Guido.

+ 1348 (settembre)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1318  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Emilia

Riammesso a Modena con Prendiparte e Francesco della Mirandola, scaccia i Bonacolsi dalla città.

1319  

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Pio Mirandola  

 

Emilia

Lotta contro i della Mirandola; a metà mese con l’aiuto del cugino Guido e dei Papazzoni si impadronisce di Carpi a spese del guelfo Zaccaria Tosabecchi che precedenza ha occupato con la forza la località provocando la morte dell’arciprete Giliolo dei Brocchi. L’avversario è fatto prigioniero.

Sett. Emilia Francesco della Mirandola, amico del Tosabecchi, raccoglie numerose truppe e si accampa sotto le mura di Carpi. Interviene in soccorso di Manfredo Pio Giberto da Correggio alla testa di numerose milizie bolognesi e romagnole. Francesco della Mirandola si allontana  per trincerarsi in un campo fortificato. L’assedio di Carpi  dura tre settimane.
1321 Pio Ghibellini  

 

Emilia

E’ costretto ad abbandonare Carpi allorché il vicario imperiale  Passerino Bonacolsi riprende il controllo di Modena. La città viene fortificata con un sistema di difese di cui resta la torre che porta il nome del Bonacolsi.

1327 Pio Ghibellini Emilia Alla morte di Passerino Bonacolsi recupera Carpi e Modena.
1329  

 

 

 

 

 

 

 

……… Impero Chiesa  

 

Emilia

Alla testa di 600 cavalli sorprende nei pressi di Rubiera 1000 cavalli pontifici.

Dic.  

 

 

 

 

 

Emilia

Ottiene dall’imperatore Ludovico il Bavaro il vicariato di Modena con Guido Pio.

1330  

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Emilia

Con Marsilio dei Rossi allontana da Modena 600 cavalli imperiali che, con i loro soprusi e le loro ruberie, hanno ridotto la città alla disperazione.

Apr.  

 

 

 

 

 

Emilia

I capitani pontifici cercano di impadronirsi per trattato Formigine: avutone sentore, assale gli avversari con Guido Pio. Gli ecclesiastici sono bloccati in un prato circondato da fossi e paludi: costretti alla resa, vengono catturati Beltramone  e Raimondo del Balzo. Costoro sono ceduti per 6000 fiorini ai Rossi, al fine di ottenere la liberazione di Rolando dei Rossi, a sua volta prigioniero del cardinale legato Bertrando del Poggetto. Manfredo Pio rientra a Modena e si reca nella chiesa di San Giorgio dove deposita i diciassette vessilli conquistati ai nemici al termine della battaglia.

Giu.  

 

 

 

 

 

Emilia

Irrompe nel bolognese, depreda i territori di Piumazzo e Crespellano con 1000 cavalli e 2000 fanti: affrontato dai pontifici forti di 16000 uomini, li sfida a battaglia.

Ago.  

 

 

 

 

 

Emilia

Formigine sta per arrendersi in potere dei pontifici ad opera di Guglielmo degli Adelardi: il Pio interviene rapidamente e mette a ferro e fuoco il contado.

Dic.  

 

 

 

 

 

Emilia

Tenta di impossessarsi con i Grassoni del castello di Vignola.

1331  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Chiesa  

 

 

 

Lombardia

Assediato in Modena e messo in difficoltà dagli estensi, muta partito per riavvicinarsi allo stato della Chiesa. Si porta a Bergamo con Marsilio dei Rossi, Azzo Manfredi e Giovanni da Fogliano e tratta l’alleanza con l’altro candidato alla corona imperiale Giovanni di Boemia.

Mar.  

 

 

 

 

 

Emilia

Ottiene da Giovanni di Boemia il vicariato di Modena con Guido Pio, dietro l’esborso di una grossa somma di denaro che Manfredo Pio estorce, a sua volta, agli abitanti. I nobili del contado, nemici della famiglia, quali i Sassuolo, i Savignano, i Ganaceto, i Garzoni, i Rangoni, i Guidoni hanno l’bbligo di stare lontani dalla città almeno tre miglia, né possono entrarvi se non con il permesso dei Pio.

Apr.  

 

 

 

 

 

Emilia

Spinge la cittadinanza a cedere la signoria di Modena a Giovanni di Boemia;  a fine mese accoglie l’imperatore nella città. E’ infeudato di Carpi e dei pascoli della Gimignola che si estendono da Panzano di Campogalliano sino al mulino della pieve di Carpi. Raggiunge poi  Piumazzo, dove si rompe una gamba cadendo da cavallo.

………  

 

 

 

 

 

Emilia

Toglie ai Grassoni il castello di Vignola.

1332

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

Modena

 

Ferrara Verona  

 

Emilia

Esce da Parma con Pietro dei Rossi e Giberto da Fogliano;  entra in Modena per domarvi un tentativo di rivolta organizzato da Giovanni e da Niccolò da Fredo.

Sett. ott.  

 

 

 

 

 

Emilia

E’ assediato in Modena da Alberto della Scala, Guido Gonzaga e Rinaldo d’Este. Riesce ad allontanare in un primo momento Alberto della Scala dal teatro delle operazioni. Mastino della Scala gli invia contro nuove truppe. La moglie Fiandrina gli cede i diritti su Carpi ed a ottobre inizia a fortificare il castello con una nuova cinta muraria. I lavori saranno completati dieci anni dopo; durante gli scavi delle fondamenta viene trovata una grande statua di Giove che è collocata nella torre bianca (o torre vecchia).

Nov.  

 

 

 

 

 

Emilia

Riceve soccorsi da Carlo di Boemia, da Rolando, Marsilio e Pietro dei Rossi nonché dai Manfredi di Reggio Emilia. Con tali milizie marcia su San Felice sul Panaro.

Dic.  

 

 

 

 

 

Emilia

E’ assediato nel castello di San Felice Panaro; vengono portati per dodici giorni continui assalti  alle mura coadiuvati da numerosi trabucchi e mangani. Giungono in suo soccorso Rolando di Rossi e le truppe di Carlo di Boemia. Invia il guanto di sfida alle milizie estensi e padovane;  nel successivo scontro gli avversari perdono le macchine da guerra, le salmerie e subiscono la cattura di 700 uomini con il capitano generale Giovanni da Camposampiero. La fanteria modenese attende a scannare le cavalcature degli avversari: muoiono d’ambo le parti 800 cavalli e numerosissimi fanti. Alla fine dello scontro il Pio viene armato cavaliere da Carlo di Boemia.

1333  

 

 

 

 

 

 

 

Giu.  

 

 

 

 

Capitano g.le

Emilia

A Bologna con il cardinale del Poggetto e Giovanni di Boemia. Quest’ultimo lo riconferma nel vicariato di Modena e lo nomina suo capitano generale.

1334

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

Modena

 

Ferrara Verona  

 

Emilia

Compone una vertenza sorta tra i Savignano ed i Montorso.

Feb.  

 

 

 

 

 

Veneto

Si reca a Verona per iniziare le trattative di pace con gli scaligeri.

Mar.  

 

 

 

 

 

Emilia

Persuade Simone e Giovanni Boschetti, in lotta con Gualandino di Campiglio per il possesso del castello di Marano sul Panaro, a rappacificarsi: i Boschetti espellono poco dopo dalla località Gualandino di Campiglio e si danno agli estensi.

1335  

 

 

 

 

 

Emilia

Viene assediato nuovamente dagli estensi in Modena ed in Carpi da Rinaldo d’Este, da Alberto della Scala e da Guido Gonzaga.

1336  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Veneto

Ridotto allo stremo e timoroso di una sollevazione popolare, è costretto a recarsi a Verona ove chiede la mediazione di Mastino della Scala: firma la pace con gli avversari.  L’atto è rogato nel palazzo di Alberto e Mastino della Scala. Cede Modena ad Obizzo e Niccolò d’Este; gli vengono riconosciuti 28000 fiorini.  Restano in suo possesso Carpi e San Marino. Convoca il consiglio generale cittadino.

Mag.  

 

 

 

 

 

Emilia

Riceve a Modena Obizzo d’Este;  gli consegna le insegne della città.

……… Verona Venezia Firenze  

 

 

 

1337  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Veneto

Lascia Ferrara e si imbarca con Giovanni Quirico di San Vitale per Venezia, dove segue le trattative di pace tra scaligeri  e veneziani-fiorentini.

1344  

 

 

 

 

 

 

 

Dic. Ferrara Mantova  

 

Emilia

E’ catturato a Rivalta da Filippino Gonzaga mentre sta scortando a Modena Obizzo d’Este.

1348  

 

 

 

 

 

 

 

Sett.  

 

 

 

 

 

Emilia

Muore a Carpi a metà mese vittima della peste. Il suo corpo viene sepolto nell’antica Matrice (detta più tardi Sagra) in un mausoleo di marmo. E’ raffigurato nel sepolcro in tre stati diversi: in vita, sul lato sinistro; morto, ma in attesa fiduciosa del giudizio divino sul destro; nella fase di accesso alla beatitudine, sul frontale. Fa costruire le mura di Carpi. Ricordato d Francesco Petrarca. Sposa Fiandrina dei Brocchi.

 CITAZIONI

“Fu questo signore huomo saggio, e prode nell’armi.” ALBERTI

“Cujus gesta operum et virtutum per Italiam resonant universam.” MORANO

“Del quale magnifico opere et virtù resonano effettuaalmente per tutta Italia. BRATTI

Con Giberto da Fogliano “S’havevano acquistato lode di valenti guerrieri.” CARRARI

“Le fonti lo ricordano come combattente valoroso e politico prudente e accorto; armato cavaliere nel 1332 da Carlo di Lussemburgo, in tale veste è effigiato nel sepolcro marmoreo, opera di Sibellino de’ Caprari di Bologna, nella Sagra di Carpi. Ivi è rappresentato anche san Possidonio, culto specifico dei figli di Manfredo.” ORI

Su una torre di Carpi è riportata la seguente iscrizione commemorativa “1332 die tertia octobris die veneris, die 14lunae in prima/ facie piscium, hora veneris, sol in libra. Dominus/ Manfredus de Piis fecit incipere murari castrum Carpi,/ et in fundamentis inventi fuit imago jovis lapidis/ marmorei, et postea fuit posita super turrim veterem./ Et tunc marchio Rinaldus Estensis, Alberto Scala,/ Guido de Gonnzaga erant in obsidione.

Tra le mensole che sorreggono il suo sepolcro compare la seguente scritta commemorativa “O tu che passi, guarda la dimora di un soldato,/ combattente sollecito del bene comune, percorrendo la/ carriera militare, ho affrontato guerre e per fausto dono/ della fortuna fui vincitore. Nobiltà e virtù amabile/ gentilezza di modo mi hanno accompagnato fino all’estremo/ della vita ma ecco che ora sono coperto da questo rozzo/ tumulo: il 12 settembre 1348 Cristo conduce al cielo/ Manfredo de’ Pii. Prega per lui, o fedele.”

Fonte immagine: wikipedia
Monumento funebre di Manfredo Pio nella Sagra di Carpi

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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