MALERBA

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Mura del castello costruito da Lysimachos intorno al 300 a.C.; Kadifekale (Izmir, Smirne, Turchia); costruito nel periodo di Alessandro Magno
Mura del castello costruito da Lysimachos intorno al 300 a.C.; Kadifekale (Izmir, Smirne, Turchia); costruito nel periodo di Alessandro Magno

MALERBA  (Reinhold von Giver) Svizzero o tedesco.

  • 1345 (gennaio)
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1338FirenzeVerona VenetoMilita per i fiorentini contro le truppe di Mastino della Scala.
1339     
Gen.Comp. ventura  Veneto e Lombardia

Con un finanziamento del signore di Verona crea con altri condottieri la Compagnia di San Giorgio. Con Lodrisio Visconti, il conte Lando ed il duca Guarnieri di Urslingen (2500 cavalli, 800 fanti e 200 balestrieri per lo più svizzeri) muove da Vicenza verso il ducato di Milano  retto da Azzone Visconti. Supera l’Adige;  si getta nel bresciano e nel bergamasco.


Feb.   Lombardia

Giunge a Monza, segue a Castelseprio il Visconti e si fortifica in Legnano. Saccheggia Parabiago, dove i viscontei di Giovannello Visconti e di Giovanni Fieschi sono sorpresi nel sonno dai venturieri. Sono trucidati e mutilati dai suoi uomini tutti coloro che cadono nelle loro mani. L’alba del mattino seguente il Visconti lo invia nei pressi di Milano con 700 cavalli per presidiare le rive dell’ Olona e così tagliare la strada ad una eventuale ritirata degli avversari verso il capoluogo. Affrontato da Azzone Visconti, il combattimento viene evitato dal signore di Milano grazie al dono di 10 fiaschi di ducati presentati al condottiero come vino di Malvasia.

Mar.Milano   Al soldo del signore di Milano Azzone Visconti.
1340
Lug. MonferratoSavoia-Acaia Guelfi300 barbutePiemonte

Il podestà di Cuorgné Giovanni Azario contatta il Malerba;  il condottiero, con il permesso di Azzone Visconti, si trasferisce nel Canavese al servizio del marchese Giovanni di Monferrato. E’ condotto per sei mesi con 300 barbute:  ha il compito di depredare le terre del principe Giacomo di Savoia-Acaia. Attraversa la Dora Baltea e devasta i territori dei signori di Vische; dà alle fiamme i raccolti e fa tagliare i vigneti. Mette a sacco Rivarolo Canavese sul torrente Orco.

Ago. sett.   Piemonte Val d’Aosta

Si ritira al di là dell’ Orco, si avventa su Montalenghe, castello dei conti di San Martino. Agli aggressori si uniscono tutti i nemici di tali feudatari, come gli abitanti del vicino villaggio di San Giorgio, che rafforzano i ghibellini con altri 800 uomini, tra balestrieri e fanti. Il castellano è costretto ad arrendersi a patti dopo avere invano aspettato soccorsi per tre giorni. Il Malerba ottiene pure a patti Orio Canavese, minaccia Caluso, espugna Rivarolo Canavese, entra nelle terre del monastero di San Benigno Canavese messe anch’esse a sacco. La Grande Compagnia (è questa la denominazione della compagnia agli ordini del condottiero) si allarga poi tra l’Orco ed il Mallone, si impadronisce di Favria che dà alle fiamme; spoglia Front, obbliga gli abitanti di  Barbania a riconoscergli una taglia. Bloccato dal marchese di Monferrato, allorché sua intenzione è quella di penetrare nella Savoia, devia verso le valli di Locana e di Pont Canavese; prosegue le sue scorrerie nelle campagne di Castellamonte, di Agliè, di Loranzé e di San Martino, bruciando, sradicando alberi, distruggendo case e molini. Tutta l’area tra Cuorgné e Chivasso è in fiamme.

1341
Mar. Piemonte Al termine del semestre di condotta la compagnia viene licenziata. Un centinaio di costoro, che non hanno trovato un altro ingaggio si sente liberia di cercare bottino e prede per conto proprio. Vengono, alfine, presi al loro servizio dai conti di San Martino, che li impiegano contro i già loro colleghi nelle devastazioni del Canavese. Il Malerba rientra a Milano.
1342     
………..Comp. venturaBologna RomagnaFa ora parte della Grande Compagnia di Guarnieri di Urslingen.
Ott. nov.Comp. venturaFirenze Romagna Toscana

Minaccia di invadere il bolognese. Spinto dalle milizie condotte da Giberto da Fogliano si sposta con Guarnieri di Urslingen verso la Romagna, nel cesenate. E’ lasciato con 200 cavalli da Guarnieri di Urslingen di presidio a Cesena. Respinto dalle fortificazioni degli avversari poste sul Lamone, si sposta verso la Toscana. Si scontra con le masnade degli  Ubaldini, che lo obbligano a riparare con Ettore di Panigo a Laterina nel contado di Arezzo. E’ fatto prigioniero dal duca di Atene Gualtieri di Brienne, signore di Firenze, mentre, travestito da frate, sta cercando di raggiungere con Galeotto di Panigo ed il bolognese Berto Bacilieri l’Urslingen in Romagna. Viene liberato in pochi giorni dietro la promessa di non muovere guerra ai fiorentini per un anno, né di ricongiungersi con la Grande Compagnia. Contravviene ad ogni impegno;  si collega in Romagna con  Guarnieri di Urslingen.

1344ChiesaImpero Ottomano Turchia

A causa di un voto fatto nella battaglia di Canegrate anni prima, prende parte alla crociata contro gli ottomani alla testa di 25 cavalli arruolati a sue spese per un anno. Contrasta i turchi presso Smirne al fianco dei veneziani di Piero Zeno e dei genovesi di Martino Zaccaria.

1345     
Gen.   Turchia

Smirne è conquistata;  ciò suscita la reazione degli avversari. Il Malerba viene sorpreso nella chiesa di San Giovanni, vicino alle mura, con il patriarca dei cavalieri gerosolomitani fra Manuele Camosini ed altri 40 cavalli. mentre sta assistendo alla messa. Viene ucciso e decapitato. Secondo altre versioni, catturato dai turchi è fatto sbranare dai cani oppure è scorticato vivo.

 CITAZIONI

-“Corpore praestans et fortis ac bellicae artis peritus.” CORTUSI

-“Viribus et animo praestans.” MERULA

-“Loro capo e connuttore era uno famoso Todesco- Malerva avea nome-, prode de perzona, saputo de guerra. Cavalieri a speroni de aoro ce erano assai. Erance lo conte Olando e lo conte Guarnieri, li quali di puoi fuoro capora de compagnia.” ANONIMO ROMANO

Fonte immagine in evidenza: wikimedia

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