MAFFEO DA PONTECARALI

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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Condottieri di ventura

1531      MAFFEO DA PONTECARALI  (Maffeo da Pontecarale) Di Brescia.

+ 1345 (ottobre)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1340  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Toscana

Ricopre l’incarico di podestà a Firenze.

Nov. Firenze Rivoltosi  

 

Toscana

Calma le acque in Firenze scossa dai tumulti provocati da Bardi e Frescobaldi ai danni del capitano di guerra Jacopo Gabrielli: con pochi cavalli attraversa il Ponte di Rubaconte ove maggiore è la resistenza dei rivoltosi. Persuade costoro ad uscire nottetempo dalla città per la Porta di San Giorgio senza ulteriori spargimenti di sangue.

1341  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. Firenze Pisa Milano Capitano di guerra Toscana

Ha il comando delle truppe con Corrado della Branca. Muove con 2000 cavalli ai danni di pisani e viscontei; il suo esercito è rafforzato con contingenti provenienti da Siena (200 cavalli e 200 balestrieri), Perugia (150 cavalli), Gubbio (50 cavalli), estensi (200), scaligeri (300), dai Pepoli di Bologna (300), dai guelfi romagnoli (150), dai Tarlati di Arezzo (50 cavalli e 200 fanti), Prato (25 cavalli e 150 fanti), San Miniato (300 fanti), San Gimignano (150 fanti), Colle di Val d’Elsa (150 fanti).

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Toscana

Lascia la Valdarno con 3600 cavalli e più di 10000 fanti. Entra nel pisano, raggiunge Fucecchio e devasta i territori controllati dagli avversari; si impadronisce del fosso Arnonico, dà alle fiamme Cascina, San Savino, Casciana Alta ed altri centri fino al borgo delle Campane a due miglia da Pisa. Ritorna in Val d’ Era e tocca Ponsacco; per la pioggia è  costretto a rientrare a Fucecchio e negli altri castelli della Valdarno.

Sett.  

 

 

 

 

 

Toscana

Mastino della Scala cede ai fiorentini il possesso di Pietrasanta e di Barga. Maffeo da Pontecarali muove ancora contro i pisani che assediano Lucca sia per fare entrare alla difesa della città 300 cavalli e 500 fanti, sia per provvedere con 10000 fiorini al pagamento delle spettanze dei soldati del presidio. Ad un segnale i lucchesi, al soldo di Mastino della Scala, escono dalla città con Ciupo Scolari; soldati fiorentini rompono parte degli steccati, superano i fossati ed entrano in Lucca scarsamente contrastati dalla guardia del campo (500 cavalli). Maffeo da Pontacarali occupa Pietrasanta e Barga; si prefigge di liberare Lucca dall’assedio. Si accampa nei pressi; sul colle delle Donne e su quello di Grignano ha più scaramucce con gli avversari fermi a San Romigno ed a San Gennaro; rifornisce Lucca di denaro.

Ott.  

 

 

 

 

 

Toscana

Si muove nei pressi della chiesa di San Pietro a Vico vicino all’esercito pisano; giunge a San Quirico ed accetta senza alcuna necessità la battaglia campale propostagli da Nolfo da Montefeltro e da Giovanni Visconti da Oleggio: in Lucca, infatti, le scorte di vettovaglie sono bastanti per otto mesi. Scende al piano e si accampa alla Ghiaia sul Serchio; divide l’esercito (2800 cavalli e numerosissimi fanti) in due schiere; la  prima costituita da 1200 cavalli, le truppe senesi e  3000 balestrieri, è capitanata dal  Pontecarali, da Giberto da Fogliano, da Frignano da Sesso e da Benedetto Tedesco; la seconda è agli ordini del borgognone Giovanni della Vallina che ha l’insegna reale. I pisani (3000 cavalli) si dividono in tre schiere: la prima di 800 cavalli e di molti balestrieri genovesi e pisani è comandata da Nolfo dal Montefeltro; la seconda da Giovanni Visconti da Oleggio; la terza di 400 cavalli da Ciupo Scolari (che ha disertato nel frattempo nel campo avversario) e da Francesco Castracani: quest’ ultima ha il compito di impedire che i difensori di Lucca escano dalla città per congiungersi con i fiorentini. Inizialmente la vittoria sembra arridere agli uomini del  Pontecarali; sono catturati Giovanni Visconti da Oleggio, Arrigo Castracani e Baldo Frescobaldi. Il mancato intervento di Giovanni della Vallina vanifica i primi successi; l’azione finale di Ciupo Scolari  provoca la rotta completa del campo fiorentino. Nello scontro muoiono di parte fiorentina 300 uomini tra cavalli e fanti con Frignano Sesso, il borgognone Ghigo da Campese ed altri connestabili borgognoni al servizio degli scaligeri e degli estensi. Il Pontecarali viene fatto prigioniero; è condotto a Pisa con 42 caporali toscani e lombardi; sono pure catturati 1200 cavalli tra francesi e tedeschi rilasciati senza armi.

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Toscana

Rinchiuso in carcere con altri quattro capitani corrompe le guardie e fugge da Pisa.

1342  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.  

 

 

 

 

 

Toscana

Viene nominato podestà a Siena.

1343  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Toscana

E’ riconfermato nel suo incarico.

1344  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Ferrara  

 

 

 

Emilia

Passa al servizio del marchese di Ferrara Obizzo d’Este. Conduce le trattative con i pontifici per il rinnovo del vicariato di Ferrara.

1345  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Ferrara Mantova Milano Maresciallo Emilia

Si muove nel parmense per impadronirsi del castello di San Quirico già appartenente a Cagnolo da Correggio: obiettivo è quello  di fare defezionare l’avversario a favore degli estensi. Attacca Reggio Emilia con Carlotto da Piacenza, Giovanni di Asperg, Arnoldo di Bach; supera il fossato; l’azione si rivela infruttuosa per la cattiva direzione delle truppe; i suoi uomini sono respinti da Filippino Gonzaga. Il combattimento avviene a Porta Bernone; molti sono i morti, i prigionieri e gli annegati nel fossato.

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Emilia

Affronta  viscontei e gonzagheschi a Borgo San Donnino (Fidenza) ed in altri castelli del reggiano.

Ott.  

 

 

 

 

 

Emilia

Prende parte all’assedio di Reggio Emilia. Si ammala di peste e muore.

 CITAZIONI

“Valente e bono cavaliere.” VILLANI

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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