LUIGI DA SAN SEVERINO

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Condottieri di ventura

1826      LUIGI DA SAN SEVERINO  (Luigi da Cosenza) Conte di Mileto. Signore di Rocca Imperiale, Nardò, Copertino, Pisticci, Mozzanica, Lugano, Sale, Mortara, Pandino, Mendrisio e Fontanella. Padre di Francesco, Amerigo e Bernabò.

+ 1447 (aprile)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1412 Brescia  

 

10 lance Lombardia

Milita agli stipendi del signore di Brescia Pandolfo Malatesta.

1417  

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

 

 

Gli viene restituita Mileto da Giovanna d’Angiò.

Mar.  

 

 

 

 

 

 

 

La regina gli fa pure restituire le terre di Diano, Marsico Nuovo e Polla.

……….. San Severino Lecce  

 

Puglia

Combatte il conte di Lecce Giovanni Antonio Orsini del Balzo.

1419  

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.  

 

 

 

Maresciallo  

 

Viene nominato maresciallo del regno e capitano di Nereto.

1420  

 

 

 

 

 

Puglia

Viene eletto dalla sovrana capitano e castellano di Nardò.

1421 Angiò Re d’Aragona Napoli  

 

Calabria

Contrasta in Calabria gli aragonesi. Preposto alla difesa di Cosenza si congiunge con Francesco Sforza e Micheletto Attendolo  contribuendo a battere nelle vicinanze gli avversari in uno scontro al cui termine  sono catturati Taliano Furlano, Fiasco da Giraso e Cesare da Martinengo.

1422  

 

 

 

 

 

 

 

Su consiglio di Muzio Attendolo Sforza si riconcilia con Giovanna d’Angiò.

1423  

 

 

 

 

 

 

 

 

Ott.  

 

 

 

 

 

Abruzzi

Affianca Muzio Attendolo Sforza nella sua azione negli Abruzzi volta a liberare L’Aquila dall’ assedio che vi è stato da Braccio di Montone.

Dic. Milano Re d’Aragona  

 

Campania

Passa agli stipendi del duca di Milano Filippo Maria Visconti che lo invia in soccorso della regina di Napoli Giovanna d’Angiò: assedia in Napoli don Pietro d’Aragona.

1424  

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Napoli Re d’Aragona  

 

Lazio ed Abruzzi

Si muove tra Rieti, Cittaducale e Cicolano; punta su Rocca di Mezzo per congiungersi con Jacopo Caldora con cui affrontare Braccio di Montone.

Giu.  

 

 

 

400 cavalli Abruzzi

Partecipa alla battaglia di L’Aquila dove ha il comando di 400 cavalli, 300 fanti e 1300 fra celate e targoni. Nello schieramento si colloca all’ avanguardia con i carriaggi ed ha la conduzione della sedicesima schiera. Entra nel contrattacco finale con le squadre di riserva assieme con Paolo Tedesco e Federico da Matelica;  riesce ad impadronirsi dello stendardo dei bracceschi. Con la vittoria si porta a Gagliano Aterno dove libera per 11000 fiorini Niccolò Fortebraccio.

Lug. Chiesa  

 

150 lance Lazio

A Gallicano nel Lazio al fianco del papa Martino V: si scusa con l’ambasciatore fiorentino Rinaldo degli Albizzi per avere prima accettato, e poi rifiutato, il soldo della repubblica a causa delle minacce della regina di Napoli.

Nov.  

 

 

 

 

 

 

 

Restituisce ai fiorentini la somma di 775 ducati (di cui 615 per la prestanza) da essi anticipata nell’ estate per averlo al loro servizio.

Dic.  

 

 

 

 

 

Umbria

Si trova con 100 cavalli negli accampamenti invernali di Paciano e del Chiugi.

1425  

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Umbria

Convocato a Perugia dal legato pontificio si accampa  con i suoi uomini a Ponte San Giovanni; scorta il vicario ad Assisi e rientra a Perugia.

Ago. Perugia Comp. ventura  

 

Umbria

Viene assoldato dai perugini per contrastare un’azione offensiva di Ludovico dei Michelotti, di Jacopo Caldora. di Ludovico Colonna e di Antonuccio dell’Aquila. E’ segnalato a Ponte San Giovanni ed a San Bevignate.

Nov.  

 

 

 

 

 

Umbria

Trascorre i mesi invernali con alcune compagnie di cavalli nel chiugino.

1426  

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Chiesa  

 

600 cavalli Romagna

Accompagna a Forlì con 600 cavalli il nipote del legato di Bologna, il cardinale Luigi di Alleman, che deve incontrarsi con il commissario visconteo Luigi Crotti; si ferma a nord della città tra Pianta e Bagnolo. Luigi Crotti capitola ed i pontifici conseguono Forlì.

Lug. Venezia Milano Impero  

 

Friuli

Con Lorenzo Attendolo ed il provveditore Marco Miani è impegnato in Friuli nella difesa della regione da possibili attacchi delle truppe di Sigismondo d’Ungheria. Cessato l’allarme si collega sotto Brescia con il Carmagnola.

1427  

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Agli ordini del Carmagnola cade in un’imboscata a Gottolengo proposta da Niccolò Piccinino, Guido Torelli, Angelo della Pergola e da Francesco Sforza. L’esito del combattimento rimane incerto specialmente per l’intervento finale di Gian Francesco Gonzaga che vale a riequilibrarne le sorti.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si distingue nella battaglia di Maclodio con Pietro Giampaolo Orsini.

1428  

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug. Bologna Chiesa  

 

Romagna

Staziona in Romagna;  si offre ai bolognesi che si sono ribellati a Martino V.

Ago.  

 

 

 

Capitano g.le 900 cavalli Emilia

E’ assoldato dai bolognesi con 900 cavalli. Interviene il legato pontificio, il cardinale Niccolò Albergati, per chiedere il suo licenziamento. Non se ne dà per inteso ed assale di sorpresa a Medicina il condottiero fiorentino Niccolò da Tolentino che, con 1200 cavalli, ha lasciato la Lombardia per fermarsi nel territorio. Tra gli avversari sono catturati 400/600 cavalli con molti capitani quali Cristoforo Sagramoro e Cristoforo da Tolentino,  condotti a Bologna per essere imprigionati nella torre del Palazzo dei Signori. Il bottino pervenuto nelle sue mani è valutato in 3000 ducati. Assedia  Castel San Pietro Terme con Ludovico e Lionello dei  Michelotti, Ranieri Vibi del Frogia ed Angelo di Roncone: si ferma nel borgo, inizia a bombardare la porta del castello e prosegue le operazioni per un mese.

Sett.  

 

 

 

 

 

Emilia

Desiste dall’ assedio di Castel San Pietro Terme per l’avvicinarsi di Micheletto Attendolo; dà fuoco al suo  accampamento e si sposta  a San Giovanni in Persiceto.

Dic.  

 

 

 

 

 

Emilia

Assediato a sua volta in Bologna da Niccolò da Tolentino e da Jacopo Caldora respinge un attacco pontificio condotto a Porta Galliera in cui vi sono molti morti d’ambo le parti.

1429  

 

 

 

 

 

 

 

 

……….. San Severino Taranto  

 

 

 

Guerreggia Giovanni Orsini del Balzo, divenuto principe di Taranto. Sconfitto, gli sono tolte Rocca Imperiale, Pisticci ed altre terre. E’ appoggiato dalla regina di Napoli.

Apr. Venezia  

 

300 lance e 200 fanti Veneto

Stipula a Venezia nel Palazzo Ducale una condotta di 300 lance e 200 fanti per un anno di ferma ed uno di rispetto: ha il permesso di non fronteggiare i pontifici per sei  mesi; i veneziani gli concedono in prestito 5000 ducati e fanno pressione sulla Santa Sede perché dia il suo consenso.

Estate Bologna Chiesa  

 

Emilia

Ha numerose scaramucce con i guastatori pontifici che vogliono distruggere i raccolti del territorio.

Ott.  

 

 

 

 

 

 

 

Un lodo del marchese di Ferrara Niccolò d’Este e del marchese di Mantova lo riconosce creditore verso Bologna della somma di 14144 ducati a fronte del saldo di paghe pregresse: il comune si impegna nei confronti dei veneziani che gli anticipano l’ ammontare.

1430  

 

 

 

 

 

 

 

 

……….. Venezia Milano  

 

Lombardia

Recupera parte della Val Camonica  ribellatasi ai veneziani.

………..  

 

 

 

 

 

Lombardia

Con l’intervento di Francesco Sforza a favore di Lucca i fiorentini chiedono invano alla Serenissima il suo invio in soccorso con 500 lance.

1431  

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Firenze Milano Impero Maresciallo campo Lombardia

Contrasta ancora i viscontei agli ordini del Carmagnola. E’ nominato maresciallo di campo assieme con Lorenzo Attendolo, Guidantonio Manfredi e Luigi dal Verme;  gli viene aumentata la provvigione annua di 100 ducati.

Lug.  

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ sconfitto nei pressi di Cremona con Pietro Giampaolo Orsini: ai due capitani sono catturati 1000 cavalli e cento carri che trasportano vettovaglie, sui cinquecento che devono essere condotti al campo.

Nov.  

 

 

 

 

 

Friuli

Fronteggia in Friuli gli ungheri dell’ imperatore Sigismondo che hanno invaso il territorio. Gli avversari sono sconfitti a Rosazzo.

1432  

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Ottiene ufficiosamente in feudo Fontanella a ricompensa del servizio prestato.

Mar.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Viene preventivamente informato sul prossimo imprigionamento del Carmagnola da parte delle autorità della Serenissima.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Prende parte alla difesa di Bergamo. Si unisce con Luigi dal Verme e Pietro Giampaolo Orsini, costruisce un ponte sull’Adda presso Brivio ed attraversa il fiume per invadere il milanese con 5000 cavalli e 4000 fanti. Affrontato da Niccolò Piccinino, è  obbligato a ripiegare ed a distruggere alle sue spalle il ponte.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Segue a Lovere, in Val Camonica, il provveditore Federico Contarini;  con l’appoggio di Bartolomeo da Cemmo riesce, non senza fatica, a domarvi una rivolta filoviscontea.

1433  

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. lug. Milano  

 

1000 cavalli Lombardia e Marche

Gli è concesso ufficialmente il feudo di Fontanella;  a luglio gli è ridotta la condotta di un terzo del suo organico. Rifiuta ogni composizione, preferisce abbandonare il soldo dei veneziani ed accetta quello del duca di Milano che gli riconosce una condotta di 1000 cavalli.

1434  

 

 

 

 

 

 

 

 

………..  

 

 

 

 

 

 

 

Viene insignorito della valle di Lugano nonché di Sale,  Mortara,  Pandino, Mendrisio e Pieve di Balerna.

Ago. Milano Venezia Chiesa  

 

Emilia

Si sposta nel bolognese al comando di 7000 cavalli. Partecipa alla battaglia di Castel Bolognese: gettato a terra da un Manfredi nel corso del combattimento è rimesso in sella dai suoi famigli e continua a combattere fino alla vittoria finale.

Nov.  

 

 

 

 

 

Emilia

Transita per Parma con Niccolò Terzi e Cristoforo da Lavello;  si dirige ancora su Bologna di cui depreda il contado durante la giornata di sosta.

1437  

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Milano Venezia Firenze  

 

Lombardia

Fronteggia sull’ Adda l’esercito veneziano condotto da Gian Francesco Gonzaga. A Medolago sorprende il  Gattamelata impegnato a seguire la costruzione di un ponte di barche proprio in un momento in cui il fiume è in piena. Il condottiero umbro rimane bloccato con pochi soldati sulla sponda lombarda dell’ Adda: Luigi da San Severino lo attacca subito; il Gattamelata riesce a sfuggirgli gettandosi con la sua cavalcatura nel fiume che riesce a guadare con i suoi uomini.

1438  

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Assedia Brescia;  si accampa al monastero di San Salvatore.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Corre il pericolo di essere catturato sotto Brescia, mentre è in perlustrazione con Niccolò Piccinino e pochi cavalli, da una sortita dei difensori presso San Matteo.

1439  

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago. Milano Cantoni Svizzeri  

 

Svizzera

Con Luigi dal Verme fronteggia gli svizzeri a Bellinzona.

Sett. Milano Venezia Firenze 1000 cavalli

 

Lombardia

Appoggia Niccolò Piccinino nella vittoriosa giornata di Toscolano-Maderno in cui è distrutta la flotta lacuale veneziana ed è catturato Taddeo d’Este.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Opera in Val di Ledro con 600 cavalli.

Nov.  

 

 

 

 

 

Trentino Lombardia

E’ sconfitto da Francesco Sforza e dal Gattamelata sotto la rocca di Tenno: messo in fuga, prende la strada della Val di Sole e della Val Camonica per riparare  a Toscolano-Maderno con soli venti cavalli.

1440  

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Lombardia

I suoi uomini d’arme pongono le loro stanze tra Novara, Rosasco e San Giorgio di Lomellina.

Giu.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Ritorna a minacciare Brescia con Luigi dal Verme e Taliano Furlano; si fortifica con tali capitani tra Orzinuovi e Soncino.  Sconfitto da Francesco Sforza a Soncino, si rifugia a Crema.

Lug.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Contrasta gli avversari nel cremonese e nel cremasco; è inviato  in soccorso dei gonzagheschi.

Nov. Lombardia Spinge gli abitanti delle Valli di Trescore e della Val Cavallina a depredare i contadi di Scanzo, di Rosciate, di Villa d’Almé e quello di Pengo  controllati tutti dai veneziani: sono dati alle fiamme case e vigneti.
1441  

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Raccoglie l’invito dei Suardi ed assale nuovamente il bergamasco con Benedetto da Forlì, gli abitanti della Val Brembilla e quelli della Ghiaradadda: si accampa con costoro tra Lallio e Grumello del Monte. Devasta i raccolti del circondario.

Giu.  

 

 

 

1500 cavalli Lombardia

Coadiuva Niccolò Piccinino a Martinengo con Taliano Furlsno, il Sarpellione  e Luigi dal Verme.

Lug.  

 

 

 

 

 

Lombardia

La vittoria sembra vicina ai viscontei per cui Luigi da San Severino chiede a Filippo Maria Visconti Visconti in feudo Novara; Niccolò Piccinino pretende invece Piacenza e Taliano Furlano Bosco Marengo e Frugarolo: tutto ciò induce il duca di Milano a ricercare la pace con la lega ed a promettere in moglie a Francesco Sforza la figlia Bianca Maria.

1442  

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Milano Sforza  

 

Marche

Interviene nella marca d’ Ancona per combattervi Francesco Sforza.

Lug. Sforza Chiesa  

 

Marche

E’ contattato da Francesco Sforza. Gli è affidato il compito di catturare Niccolò Piccinino capitano generale dei pontifici. Scoperto, defeziona nel campo avversario.

1443  

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago. Milano  

 

 

 

Veneto

E’ inviato da Filippo Maria Visconti a Venezia con Giacomo Becchetti e Niccolò Arcimboldi per stipulare un trattato di alleanza con la Serenissima.

1444  

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si muove attorno a Castelleone con Bartolomeo Colleoni e Luigi dal Verme.

Dic.  

 

 

 

Capitano g.le Lombardia

Il giorno di Natale gli è consegnato il bastone di capitano generale. Fa parte anche del consiglio ducale.

1445  

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Chiesa Bologna  

 

Emilia

Nel bolognese contro le milizie dei Bentivoglio.

Lug. Milano Bologna Capitano g.le Emilia

Con la cacciata da Bologna dei Canedoli e l’assassinio di Annibale Bentivoglio si avvicina al capoluogo con Carlo Gonzaga alla testa di 5000 cavalli. Raggiunto da Galeotto e da Gaspare Canedoli con 400 loro partigiani fa in modo che i fuoriusciti alloggino dalla parte opposta del suo campo in modo da non essere coinvolto nei loro atti di crudeltà. Respinto da San Giovanni in Persiceto assedia Monterone, entra a forza in Sant’Agata Bolognese (dalle bombarde sono uccisi diciotto viscontei), in Crevalcore ed in molti altri castelli. Si sposta a Casalecchio di Reno con 2000 cavalli e molti fanti per bloccare l’acquedotto che porta l’acqua a Bologna; depreda il territorio, razzia bestiame e fa prigionieri; è segnalato a Buonconvento, entra in Argelato.

Sett. ott.  

 

 

 

 

 

Emilia

Ottiene a patti Castelfranco Emilia dopo avere minacciato di battere il castello con due bombarde. Irrompe in San Giovanni in Persiceto; mette un  presidio nei castelli  conquistati.

Nov.  

 

 

 

 

 

Lombardia ed Emilia

Si reca in Lombardia e lascia il suo posto a Bartolomeo Colleoni. A fine mese rientra nel bolognese con Francesco Piccinino alla testa di 4300 cavalli. Si dirige a San Giovanni in Persiceto e costringe Taddeo d’Este a desistere dall’ assedio di Argelato. Con il rientro di quest’ultimo a Bologna invia la stessa notte alcune bande di cavalli ad una delle porte della città per incendiarvi il casotto del dazio. Taddeo d’Este dà l’allarme con la campana della torre degli Asinelli;  gli uomini di Luigi da San Severino ripiegano.

Dic.  

 

 

 

 

 

Emilia e Lombardia

Fronteggiato da Simonetto da Castel San Pietro, da Taddeo d’Este e da Giovannantonio di Gattamelata rientra in Lombardia con i suoi uomini d’arme.

1446  

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. Milano Sforza  

 

Toscana ed Emilia

Assale Pontremoli feudo di Francesco Sforza. Presto lascia il comando delle truppe a Guglielmo di Monferrato; fronteggia i bolognesi e fa in modo che i fiorentini ritirino le loro milizie dal territorio.

Mag. Milano Venezia  

 

Lombardia

Alla guardia di Pandino.

Ago. Lombardia Si rafforza in Castiglione nel cremonese con Luigi dal Verme ed il Colleoni.
Sett.  

 

 

 

 

 

Toscana Lombardia

Assale ancora Pontremoli con Carlo Gonzaga e Pietro Maria dei Rossi (3000 uomini); richiamato in Lombardia è vinto da Micheletto Attendolo nella battaglia del Mezzano.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Viene assediato in Crema da Tiberto Brandolini.

Nov.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Ha l’ordine di impedire il superamento dell’Adda agli avversari. Tiberto Brandolini e Gentile da Leonessa eludono la sua sorveglianza fortificandosi sulla sponda lombarda del fiume a Spino d’Adda  permettendo, in tal modo, al resto dell’ esercito veneziano di superare l’ostacolo. Luigi da San Severino con Luigi dal Verme e la compagnia del Colleoni assale nottetempo gli avversari. E’ messo in fuga dopo due ore. I ducali subiscono la cattura di 600 cavalli tra cui quella del Campanella e di molte cernite.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ sospettato di essere in contatto con veneziani e fiorentini per passare ai loro stipendi; Filippo Maria Visconti ne è informato da Francesco Sforza.

1447  

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Lombardia Assale un piccolo castello al di là dell’Adda. E’ catturato con alcuni cavalli da soldati usciti per una sortita da Cassano d’Adda.
Apr.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Muore a Milano dopo una lunga malattia causata da una vecchia ferita.

 CITAZIONI

“Huomo di grande autorità nell’arte della guerra.” CORIO

“Valente capitano.” DELLA TUCCIA

“Questo Luigi era molto avveduto sopra gli agguati dell’armigera gente, r con grandi scaltrimenti provvedeva alla custodia della gente.” CAVALCANTI

“Magnae quidem jam tum inter belli duces auctoritatis virum.” SIMONETTA

“Praeclarae jam tum inyet militares duces aestimationis.” CRIVELLI

Alla battaglia dell’Aquila “La sesta decyma, che fé gran guerra,/ Aluyscy de San Severyno, non se tarda,/ Si como homo cche non ày pavento;/ Avea in soa squatra cavally trecento.” VALENTINI

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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