LUIGI DA PORTO, di Vicenza

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LUIGI DA PORTO  Di Vicenza.

Condottiere, storico ed autore.

1485 (agosto) – 1529 (maggio)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività Azioni intraprese ed altri fatti salienti
……… Veneto Perde il padre ancora bambino; è affidato con il fratello Bernardino alle cure del nonno paterno Gabriele. I due nipoti sono poi affidati alla nonna Lucia del Sasso (che ha l’incarico di seguire la sua educazione) ed a uno zio paterno Francesco.
1503/ 1505 Marche

Per completare la sua istruzione vive per alcuni anni ad Urbino alla corte di Guidobaldo da Montefeltro.

1505 Veneto

Ritorna a Venezia nello stesso 1505 a causa della peste che ha colpito Urbino.

1506
……… Veneto Si trova nuovamente a Vicenza dove frequenta un circolo accademico-mondano nel quale sono presenti i nomi di maggior spicco della cultura e della nobiltà vicentina.
Mag. Veneto

Ad Abano Terme.

1507
Mag. Veneto Muore la nonna Lucia del Sasso; vive presso un altro zio paterno, Pietro.
1509
………. Venezia Francia
Giu. sett. Impero Venezia Veneto

Accoglie ad Arlesega Leonardo da Trissino che sta per entrare in Padova come capitano dell’ imperatore. A settembre si trova a Vicenza;  assiste all’ingresso nella città di Massimiliano d’Austria.

……… Venezia Impero 25 cavalli leggeri Veneto

Si riavvicina ai veneziani e contrasta gli imperiali. Ha il comando di 25 cavalli leggeri.

Nov. Veneto

Con il recupero di Vicenza da parte dei veneziani gli viene aumentata la condotta.

1510
Gen. 50 cavalli leggeri Veneto

A Lonigo al comando di 50 balestrieri a cavallo.  Affianca fra Leonardo Prato nelle sue incursioni.

Mar. apr. Friuli e Veneto

Si sposta a Gradisca d’Isonzo agli ordini del provveditore generale Alvise Dolfin. Con Baldassarre di Scipione, Vigo da Perugia ed Antonio da Pietrasanta opera nel territorio nemico compiendovi numerose scorrerie. Conquista Vipulzano;  è segnalato alla volta di San Martino e di Crusca, nei pressi di Cormons, ove recupera molte prede. Negli stessi giorni è convocato a Venezia.  Nel Collegio dei Pregadi si presta per una riconciliazione dei notabili udinesi Antonio Savorgnano, Giacomo da Castello ed il Cervignone. Rientra in Friuli;  è rimandata l’offensiva su Cormons per l’ingresso in Gorizia di un notevole contingente di imperiali.

Mag. Friuli

Su incarico del provveditore Andrea Contarini si porta con Vigo da Perugia verso Gorizia per spiare i movimenti dell’esercito nemico. Ha una scaramuccia con gli avversari nella quale sono uccisi diciassette imperiali e cinque veneziani.

Giu. Friuli

A Cividale del Friuli con la sua compagnia; si muove pure nei pressi di Cormons. In un agguato sono uccisi tra gli imperiali alcuni stradiotti e ne sono catturati altri sei.

Sett. Veneto

A Venezia per chiedere che gli sia aumentata la condotta: la sua richiesta è esaminata dal Consiglio dei Savi. Ai suoi ordini militano 48 cavalli leggeri.

Nov. Friuli

Esce nottetempo da Gradisca d’Isonzo per affiancare il provveditore Giovanni Vitturi; attraversa il fiume e si dirige verso Gorizia conducendo le sue scorrerie sino alle porte della città. Fattosi inseguire da 30 cavalli e da 200 schioppettieri boemi conduce gli avversari a San Zenone dove i veneziani si sono posti in agguato. Gli imperiali sono seguiti da altri 200 fanti boemi fra schioppettieri e picchieri: anche costoro sono respinti dalla sua azione congiunta con quella di Teodoro dal Borgo. Nello scontro sono catturati 84 fanti e sedici cavalli.

1511
Feb. Friuli

A Cividale del Friuli. Sollecitato dallo zio Antonio Savorgnano, si spinge ad Udine;  finge di far parte di un contingente imperiale per facilitare i disegni del congiunto ai danni dei suoi rivali politici. Si trova così coinvolto nelle faide cittadine che termineranno con molti morti: il da Porto è accusato di avere fatto ubriacare e poi avere strangolato nel sonno due sicari per impedire loro di parlare su tali vicende.

Giu. 42 cavalli leggeri Friuli

Attacca sul Natisone, vicino a Cormons, 400 fanti e 100 cavalli croati reduci da un saccheggio portato nel territorio di Gradisca d’Isonzo: gli imperiali subiscono forti perdite (380 uomini tra uccisi e prigionieri). Nel combattimento è ferito gravemente alla gola da un colpo di picca tanto da essere lasciato per morto sul campo. E’ curato da Marco di Lazara che si trova casualmente al campo; è condotto ad Udine ed a Venezia per ristabilirsi; rimane paralizzato per cui è costretto ad abbandonare il mestiere delle armi. E’ costretto a rimanere  in tale città a causa del lungo periodo d’infermità.

1517 Veneto Può ritornare a Vicenza; gode di una serie di privilegi che gli sono concessi per la sua fedeltà alla Serenissima. Per tale motivo sorgono invidie e rivalità con altre nobili famiglie vicentine.
……… Veneto Ricopre a Vicenza alcune cariche pubbliche anche per conto dei veneziani.
1520
Gen. Veneto

Prende fuoco la sua villa di Chiarugo con danni superiori ai 300 ducati.

Ago. Veneto

A Venezia, per una contesa di carattere civile con Matteo dal Toso.

1522 Veneto Ha l’incarico di vicario ad Arzignano. Segue con attenzione il problema delle fortificazioni di Vicenza.
….. Veneto Il soggiorno in Vicenza si alterna con quello nella villa di Montorso. Spesso si reca ai bagni di Abano Terme.
1529
Mag. Veneto

Muore a metà mese a Vicenza. E’ sepolto nella chiesa di San Lorenzo (o di Santa Corona) nella cappella fatta erigere da Pietro da Porto. Fine letterato. Autore delle “Lettere storiche” (dedicate ad Antonio Savorgnano, fratello della madre), di una raccolta di rime e della novella “Giulietta e Romeo”, ripresa da William Shakespeare, pubblicata con il titolo “Historia novellamente ritrovata dei due nobili amanti, con la loro pretesa morte intervenuta già nella città di Verona nel tempo del signor Bartolomeo della Scala”. Amico di Pietro Bembo (che gli dedica due sonetti) e della poetessa Veronica Gambara. Matteo Bandello gli dedica una novella.

CITAZIONI

“Valentissimo homo.” SANUDO

“Giovinetto di forte e di valoroso animo.” BEMBO

“Pietro Bembo dimostrò sempre molto affetto  verso il da Porto; gli dedicò due sonetti – di cui uno in morte del da Porto – che appunto testimoniano questo legame di stima intellettuale e morale. Possediamo anche dieci lettere del Bembo al da Porto – tutte raccolte nel III libro dell’epistolario bembiano -: in una del marzo 1506, chiede all’amico di intervenire presso il vicentino G.G. Trissino per avere una medaglia, posseduta appunto dal Trissino, con l’effigie di Berenice Gambara, amata dal Bembo. Altre lettere giungono a confortare il da Porto in preda alla malinconia..e a chiedere a Bernardino da Porto notizie sulla salute del fratello..L’attività letteraria del da Porto, tipico personaggio di uomo di corte vissuto tra occupazioni militari e ozi umanistici, sembra essersi svolta tutta negli anni successivi al ferimento e al ritorno a Vicenza.” PATRIZI

 

 

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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