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LUCHINO DAL VERME

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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Condottieri di ventura

2119      LUCHINO DAL VERME  (Rinaldo dal Verme) Di Verona. Signore di Monguzzo e Meletole.  Figlio di Pietro, padre di Jacopo, genero di Bonetto da Malvicina, suocero di Rinaldo da Monteverde.

1320 – 1372

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1341
Ott. Verona Pisa Toscana

Partecipa alla battaglia di San Quirico, presso Lucca, nella quale è catturato con il padre Pietro.

1343 Veneto Sposa Jacopa da Malvicina figlia di Bonetto.
1344
Apr. Milano Pisa Toscana Scorre in Lunigiana. Vinti i pisani si trasferisce nel territorio da essi controllato.
Mag. Toscana Da Montefalcone sposta le sue schiere nel lucchese. Giunge al castello di Santa Maria in Monte per attraversare l’Arno.
1350

Con Bonacio Gangalandi ha l’incarico di procuratore per il matrimonio di Guglielmo di Castelbarco con Francesca di Castelbarco.

1351
Estate autunno Milano Firenze Perugia Chiesa Emilia e Toscana

Milita al servizio dell’ arcivescovo Giovanni Visconti. Dalla valle del Reno si porta fino a Sambuca per cogliere di sorpresa Pistoia. Fallito il tentativo, dà il guasto alle campagne fin sotto le mura di Firenze; risale per il Mugello, occupa Barberino di Mugello ed assedia Scarperia. L’avvicinarsi dell’ inverno obbliga i viscontei a levare l’assedio ed a riparare in parte a Marradi ed in parte a Pietramala.

1352
Estate Toscana e Umbria

Occupa Borgo San Sepolcro (Sansepolcro), depreda i territori di Perugia e di Cortona. Si dirige a Gubbio con 800 barbute allo scopo di affrontarvi i pontifici; entra in Bettona. I perugini, spaventati dalla sua azione, arruolano tedeschi, provenzali ed italiani.

Dic. Toscana

E’ ridotto in Sansepolcro. Un terremoto che colpisce la Toscana lo costringe al rientro a Bologna.

1353
Gen. Liguria

A Sarzana, a trattare la pace con i fiorentini per conto di Giovanni Visconti.

1354
Feb.

Viene esiliato da Verona a seguito del fallimento del tentativo di Frignano della Scala di divenire signore della città.

…………. Milano Mantova Emilia

Si colloca a Guastalla con Guglielmo Pallavicini e Giovanni Visconti da Oleggio per contrastare le truppe dei Gonzaga che si sono fermate sul Panaro

1355
Lug. Liguria

Viene nominato governatore di Genova. Rilascia un salvacondotto per 2 galee veneziane che conducono gli ambasciatori del doge Giovanni Gradenigo al re d’Aragona.

1356
…………. Liguria

E’ sempre a Genova.

…………. Piemonte

Ricopre l’incarico di governatore d’Alba.

…………. Capitano g.le

Bernabò Visconti gli affida il comando delle truppe viscontee.

1357
…………. Emilia

Gli è concessa la cittadinanza di Parma.

Dic. Milano Mantova Ferrara Lombardia

E’ inviato contro i Gonzaga alla testa di 500 barbute. Giunge a Guastalla, cavalca a Governolo e si impadronisce del ponte sul Po grazie ad un un trattato con un sacerdote. Nell’anno si sposa con Beatrice d’ Anzola.

1358
Gen. Lombardia

Irrompe nel serraglio di Mantova dopo avere costruito un altro ponte sul Mincio. Si impossessa  del ponte di Borgoforte sul Po ed assedia la rocca. Si sposta nel reggiano e riduce il capoluogo alla desolazione; viene affrontato da estensi e gonzagheschi. Presto il conflitto ha termine.

1359
Mar. Milano Monferrato Lombardia

Stringe d’assedio Pavia con 2000 barbute e 2000 fanti assoldati a Lugo, numerosi frombolieri e guastatori. La città si è  ribellata ai Beccaria per allearsi con il marchese Francesco del Monferrato.

Nov. Lombardia

Battuto una prima volta, continua ad assediare Pavia fino alla sua definitiva resa.

1360
Mar. Lombardia

Rimane alla guardia di Pavia;  vi dà inizio alla costruzione del castello.

1361
Gen. Piemonte

In Piemonte con l’incarico di governatore di Alessandria e di Tortona.

Feb. Milano Monferrato Capitano g.le Piemonte

Viene nominato capitano generale ad Asti e nel Piemonte.

1362
Sett. ott. Luogotenente Piemonte e Lombardia

Affronta la “Compagnia Bianca” comandata da Alberto Sterz;  con Nicola Unghero respinge gli avversari nel novarese. Ottiene Castelnuovo Scrivia e ne distrugge il castello. Ad ottobre effettua una prima spedizione verso Voghera e Retorbido; dà alle fiamme e distrugge alcune località, cattura Buscaglia da San Nazaro ed altri membri  della sua famiglia che non fa uccidere perché costoro gli promettono la consegna della rocchetta di Calcababbio. L’azione fallisce perché gli abitanti di Voghera, informati della vicenda, arrestano un figlio dello stesso Buscaglia. I prigionieri sono condotti a Tortona dove due contadini sono impiccati. Tocca Pontecurone e muove ancora contro Voghera; vi è una sortita dei difensori; gli uomini del dal Verme retrocedono ad arte ed allontanano gli avversari  dalla città. Il contrattacco visconteo termina con l’uccisione di 100 avversari e la cattura di altri 70 uomini tutti condotti a Tortona. Incendia molti villaggi. Il dal Verme  devasta il vogherese e negli Appennini il territorio di Mondondone. Si impadronisce di tale località e dei castelli di Nibbiola, Sant’Antonino, Stefanago e Castagnolo.

Nov. Lombardia

Alla conclusione delle operazioni si reca a Casteggio, a Pavia ed a Milano con Nicola Unghero. Ritorna a Pavia dove si ammala di peste.

1363
Giu. lug. Lombardia Piemonte

Con la partenza della “Compagnia Bianca” per il pisano recupera in breve tempo diverse località dell’Oltrepo pavese (tra cui Breme e Sale), nonché vaste aree attorno a Tortona e Novara (Sant’Antonino, Nibbiola, Borgo Priolo).

Nov. dic. Lombardia

Gli abitanti di Garlasco si sollevano  e trattano la resa a patti con gli avversari. Pronta è la reazione dei viscontei. Il presidio monferrino fugge nottetempo; e la località è conquistata e messa con ferocia a sacco. Le case sono date alle fiamme e le fortificazioni sono abbattute; sono fatti prigionieri tutti gli abitanti. A dicembre cinque guelfi promotori della rivolta, tra i quali un prete, vengono impiccati per i piedi; altri sono giustiziati ad Orta e molti, infine, sono incarcerati a Pavia.

1364
Feb. Venezia Candia 100 cavalli e 150 fanti Lombardia

E’ firmata la pace tra i Visconti ed i guelfi. Il dal Verme passa agli stipendi dei veneziani con l’approvazione di Francesco Petrarca di cui è amico. Il contratto è stipulato ai primi del mese a Milano a seguito di un incontro con Raffaello Caresini nella sua casa di San Michele al Muro rotto. Gli è concessa una provvigione mensile di 800 ducati ed una condotta di 100 cavalli e di 150 fanti. Ha il compito di portarsi   a Candia (Creta),  che si è ribellata alla Serenissima ad opera di alcuni patrizi veneziani esclusi dalle magistrature cittadine: ai suoi uomini è assicurato il trasporto gratuito all’andata ed al ritorno. A Luchino dal Verme ed ai suoi sono anticipati tre mesi di paga.

Mar. Venezia

Si reca a Venezia.

Apr. mag. Capitano g.le Grecia

Si imbarca per Creta su una flotta di 33 galee che trasporta 1000 cavalli e 2000 fanti raccolti in Lombardia ed in Romagna. Sbarca a maggio nel porto di Fraschia o Frascata; un centinaio di soldati si allontanano per darsi al saccheggio e sono tutti uccisi: lingua e genitali sono loro tagliati e posti per dileggio sul fondo schiena. Luchino dal Verme riordina i suoi uomini e muove contro gli avversari che se ne stanno raccolti sui monti.  La campagna che segue lo sbarco delle truppe del dal verme è rapida e decisiva. Le leve feudali nemiche non reggono il confronto con i mercenari ai suoi ordini, che sono assistiti tra l’altro da contingenti di genieri boemi.  Quando i nemici sono costretti a scendere al piano per la mancanza di vettovaglie li affronta con decisione e li mette in fuga infliggendo loro gravi perdite. Disfatto a Stromboli l’esercito dei coloni, concede il saccheggio dei borghi ai soldati; entra nella capitale Candia con pochi soldati e ne impedisce l’ingresso al resto delle truppe facendo chiudere le porte della città. Vi è una sommossa promossa da Martino da Rimini e da Giovannello Visconti; ai soldati sono consegnate due paghe affinché si calmino; i due condottieri sono  giustiziati ad ammutinamento piegato.

Ago. Veneto

Ritorna a Venezia accolto con grandi feste, la liberazione di prigionieri dalle carceri, le nozze di molte povere nubili con dote dello stato; in suo onore sono  organizzate  giostre in piazza San Marco. Il  nome di Luchino dal Verme è inscritto nel patriziato veneto;  gli è riconosciuta (peraltro già da giugno) una pensione annua di 1000 ducati.

1365 Milano Lombardia

Accoglie a Pavia il conte Amedeo di Savoia che sta per partire per la Grecia per combattere i turchi a favore dell’ imperatore di Costantinopoli.

1366 Lombardia

I Visconti gli donano un palazzo a Milano e gli concedono in feudo Monguzzo, Meletolo e Castelnuovo di Sotto.

1367 Turchia

Si accinge ad un lungo soggiorno in Oriente nel corso del quale tocca Costantinopoli.

1369 Milano Monferrato Piemonte

Combatte i monferrini nell’ alessandrino di cui distrugge raccolti e vigneti. Occupa Valenza.

1370
Nov. Piemonte

Nel Monferrato;  conquista Casale di Sant’Evasio (Casale Monferrato) dopo un lungo assedio. Durante le operazioni un suo emissario, Giorgio Sacchi, cerca in Piemonte di condurre agli stipendi dei viscontei 100 lance: catturato dagli avversari è riscattato dal dal Verme dietro la somma di 800 fiorini.

1371
Giu. Piemonte

Affronta Lucio Lando nell’ alessandrino.

1372 Impero Costantinopoli Impero Ottomano Siria

Ritorna in Oriente per  combattere  gli ottomani in Siria. Muore. E’ sepolto con solenni esequie a Verona nella chiesa di Sant’ Eufemia degli Eremitani. Francesco Petrarca scrive per Luchino dal Verme il trattato dei “Doveri del Capitano”.

 CITAZIONI

“Huomo di gran prudenza.” CORIO

“Fu cavaliere nel vero senso della parola, generoso coi vinti, non avido di bottino, non sanguinario. Le sue relazioni col Petrarca ne attestano non solo la cultura, rara a quei tempi negli uomini d’arme, ma l’animo buono e gentile.” ARGEGNI

“Prode capitano, uno di quelli che rinnovarono l’organizzazione delle milizie italiane..L’Azario lo dice bello d’aspetto, fiero, irascibile, astuto, infaticabile.” SORBELLI

“Capitano a que’ tempi famoso.” POGGIALI

“Nome di esperimentato guerriero teneva.” MOROSINI

“Strenuissimus et fidelissimus miles.” CARESINI

“Per le cose fatte molto famoso, e celebre.” DALLA CORTE

“Celebre Capitano.” DIEDO

“Egli era per natura d’animo molto bellicoso e ardente, e mirabilmente accorto a schifar gli inganni de nemici e tendere insidie.” SANSOVINO

“Nobilis milex de nobili progenie, veronensis, formosus persona et alacer vultu, tamen ferus aspectu cum irascitur; astutus, fortis et discretus, non vitans labores et tanta facondia preclarus quod par non habetur.” AZARIO

“Di tutti i capitani dell’età nostra è il più esperto e il più valoroso..Bastano i fatti, bastano il parlare, il vestire, i costumi, la condotta, gli esordi, la fine delle nostre guerre a chiarire la differenza che corre dai nostri a quegli antichi conduttori di eserciti. Massimamente per questo io sempre di te mi piacqui, che in mezzo agli onori che ti fruttaron le armi, mai non tenesti le lettere a vile: né dubito punto che se ne avessi avuto il tempo, imitando i nostri maggiori, le avresti coltivate tu pure.” PETRARCA 

“Famoso Capitano di quel tempo.” TARCAGNOTA

“Capitano di gran bravura.” GHILINI

“Prode ma spietato soldato.” MAGENTA

“Con fama d’essere stato uno de’ migliori condottieri de’ suoi tempi.” LITTA

“Celebre condottiere del secolo XIV:” BOSI

“Celebre Generale di quel secolo.” FRIZZI

“Vir impiger.” VERI

“Vir bello insignis, exercitus Venetorum imperator.” PANVINIO

“Valoroso condottiero.” SPRETI

“Di alto grido.” VERDIZZOTTI

“(Si acquistò) fama di valente ed onorato capitano.” SAGLIO

“Illustre Comandante del suo tempo in Italia.” TENTORI

“Uno dei principali condottieri delle truppe milanesi nella seconda metà del Trecento.” BARLUCCHI

“Condottiero di prestigio.” SALVALAGGIO

“Forse il Dal Verme era il solo tra quei capitani, in gran parte ignoranti e bestiali, che avesse qualche intelligenza di lettere e gentilezza di costumi, e ciò si può dedurre dal linguaggio che il Petrarca usa nelle lettere a lui dirette, le quali suppongono in colui che le riceveva una certa cultura di studi.” TABARRINI

“Pietro Azario wrote that he was intelligent, resilient and tireless, but also capable of turning into an animal whwn he was angry (“ferus aspectu cur itascitur”).” BALESTRACCI

Was one of the most respected soldiers in Italy.” CAFERRO

“A skilled Veronese soldier.” CROWLEY

Fu uno dei condottieri più famosi del suo tempo.” WIKIPEDIA

“Capitano veronese..celebre.” TANZINI

 

 

 

 

 

 

Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.