LUCA SAVELLI Signore di Rignano Flaminio e di Ben

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

A –  – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Z

Cerca nel sito:

Condottieri di ventura

1732      LUCA SAVELLI  Signore di Rignano Flaminio e di Benano. Fratello di Giovanni,  cugino di Antonello, genero di Ludovico Orsini.

+ 1515 ca.

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1474  

 

 

 

 

 

 

 

Ott.  

 

 

 

 

 

 

 

Gli è concessa una condotta di cinque cavalli dal signore di Bologna Giovanni Bentivoglio.

1485 Mar. Venezia

 

 

 

 

 

 

 

E’ sospettato dai veneziani di aver pagato la sua compagnia con denaro contraffatto. Due suoi uomini sono arrestati per spaccio di moneta falsa. Fugge in fretta dai territori della Serenissima: i suoi cavalli sono rilasciati e compensati con il ricavato delle proprietà che ha dovuto abbandonare con la fuga.
1486 Mar. Chiesa Napoli  

 

Abruzzi

Il papa Innocenzo VIII fa pressioni su di lui affinché liberi alcuni prigionieri catturati a Sulmona in modo da ottenere, a sua volta, la liberazione del nobile aquilano Francesco Lucullo.

1494  

 

 

 

 

 

 

 

Ago. Napoli Francia  

 

Emilia

Si trova a Parma con Niccolò Orsini, Gian Giacomo da Trivulzio ed il fratello Giovanni.

1495  

 

 

 

 

 

 

 

Sett.  

 

 

 

 

 

Campania

Prende parte alla battaglia di Eboli. Prima dello scontro con Venanzio da Varano cerca di convincere Giovanni Tommaso Carafa a non tentare la sorte con una battaglia campale, di accontentarsi di tallonare gli avversari fino a Salerno e di tagliare loro le linee di rifornimento; di impadronirsi infine di Lagopizzolo e di dare la località alle fiamme per impedire che i francesi abbiano una base logistica. Il suo piano viene rigettato dal Carafa: il Savelli si colloca con i suoi uomini d’arme al centro dello schieramento ed è disfatto dalla cavalleria pesante degli avversari.

1499  

 

 

 

 

 

Umbria

Arresta a Benano, su ordine del papa Alessandro VI, alcuni cittadini che si sono rifiutati di consegnare del foraggio alle truppe di Giovanni Carillo.

1501  

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Savelli Orsini  

 

Umbria

Staziona nel todino con 55 balestrieri a cavallo, scorre nei pressi di Cervetella di Massa e vi razzia più di cinquanta capi di bestiame appartenente ai Monaldeschi della Cervara. Guada il Tevere e raggiunge Corbara.

1503  

 

 

 

 

 

 

 

Feb. Savelli Chiesa  

 

Lazio

In lotta con i pontifici chiede invano soccorsi ai veneziani.

Mar. Chiesa Orsini  

 

Lazio
Giu.  

 

 

 

 

 

Umbria

Fa uccidere dai suoi balestrieri a cavallo il nemico personale Morello da Benano.

Ago. Savelli Monaldeschi  

 

Umbria

Alla notizia della morte del papa Alessandro VI lotta contro Luca Monaldeschi della Cervara. Con Troilo Savelli (350 cavalli) attacca Castel Viscardo; respinto dagli avversari, incendia il borgo di Monte Rubiaglio e ritorna ad assalire Castel Viscardo ove fa alcuni prigionieri. Il bottino viene inviato a Castel Giorgio per indurre i difensori a riconoscergli una taglia per il recupero dello stesso. Si ritira appena è informato che da Orvieto si stanno muovendo 200 fanti e 25 cavalli per prestare soccorso ai suoi rivali.

Nov. dic. Firenze Spagna  

 

Campania e Toscana

Passa agli stipendi dei fiorentini. Viene inviato con Ambrogio da Landriano nel regno di Napoli per combattere gli spagnoli agli ordini del balivo di Caen Giacomo di Silly. Contrasta gli avversari sul Garigliano a sostegno delle truppe francesi. A dicembre si reca a Firenze;  si lamenta con il cardinale di Volterra e con Niccolò Machiavelli per il ritardo delle paghe.

1504  

 

 

 

 

 

 

 

Mag. giu. Firenze Pisa 70 lance Toscana

Fronteggia nella maremma senese Rinieri della Sassetta che sta tentando di raggiungere Pisa.  Si sposta a Poggibonsi ed a Cascina con Ludovico della Mirandola. Allorché il della Sassetta riesce a riparare nel territorio di Piombino è spinto dai fiorentini verso Bibbona per impedire eventuali scorrerie dell’avversario da quel lato. A giugno reclama per il ritardo delle paghe. Sempre nel mese ha l’incarico con Marcantonio Colonna e Musacchino di Musacchio di scorrere a Riglione e di devastarne le campagne. I tre condottieri si avvicinano alle mura fuori della gittata dell’artiglieria senza trovare alcuna opposizione nei pisani.

Ago.  

 

 

 

 

 

Toscana

Si fortifica sul Cecina per bloccare un’eventuale azione diversiva dei pisani allorché Bartolomeo d’Alviano giunge in maremma con la propria compagnia.

1505  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Toscana

Esce da Cascina con 400 cavalli e 500 fanti per trasportare vettovaglie a Ripafratta, espugnare Filitello (Filettole) e razziare a Barbaricina il bestiame appartenente ai pisani che sta pascolando al di là del Serchio (quattrocento capi). Torna lentamente a Cascina per farsi attaccare dagli avversari che sa inferiori di numero. Al suo inseguimento vi sono Corrado Tarlatini e Rinieri della Sassetta (quindici uomini d’arme, 40 cavalli leggeri e 60 fanti) che lo intercettano al ponte Capellese sull’Osoli. I fiorentini, impacciati dalla strettezza dei luoghi, dalla presenza dei somieri e dal bestiame razziato sono sbaragliati; molti soldati che si danno alla fuga sono svaligiati dai contadini. Il Savelli rimane ferito nel combattimento. Tra i suoi uomini vi sono 50 morti ed altri altri 370 sono catturati con la perdita di cinque bandiere compreso il suo vessillo.

Sett. Toscana Segue Ercole Bentivoglio contro Pisa. Prende parte all’assalto alle mura cittadine dal lato di Porta Calcesana con le lance spezzate a cavallo, i fanti del marchese Galeotto Malaspina e di Carlo da Cremona e gli uomini d’arme di Annibale Bentivoglio.
Ott. Toscana La sua compagnia è alloggiata nel territorio di Buggiano.
1506  

 

 

 

 

 

 

 

Mar. Toscana Di guardia a Pescia. Assale una colonna pisana reduce da una scorreria in Val di Nievole. Recupera il bestiame predato e si impadronisce di trenta cavalcature. Dodici sono i prigionieri. Insegue i fuggitivi fin sulle porte di Lucca ferendo molti altri avversari.
Mag.  

 

 

 

50 lance Toscana

Presenzia alla rassegna dei suoi uomini (50 lance ed alcuni cavalli leggeri) con i quali ritorna nel pisano per depredarne il territorio.

1508  

 

 

 

 

 

 

 

Feb. Firenze Pisa Toscana Al campo di Cascina. Dà il guasto al contado pisano con i suoi uomini d’arme affiancando il commissario Niccolò Capponi.
Mag.  

 

 

 

 

 

Toscana

Prende parte all’assedio di Pisa.

1509  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Lazio

E’ assoldato dai veneziani con Giulio Orsini, Renzo di Ceri e Troilo Savelli (2000 cavalli e 3000 fanti) per combattere le truppe della lega di Cambrai: il papa Giulio II lo obbliga a non partire e, sotto pena di scomunica, gli vieta di restituire l’acconto ricevuto.

1511
Gen. Firenze Chiesa Venezia Emilia Giunge a Parma con Muzio Colonna alla testa di 157 uomini d’arme e di 125 arcieri a cavallo per un totale di 628 cavalli. I suoi uomini, per la maggior parte, indossano una livrea di velluto e broccato d’oro; provengono da San Michele ed alloggiano in Codiponte. La loro rassegna avviene davanti allo Chaumont ed al cardinale Ippolito d’Este. A fine mese un uomo d’armi fiorentino è ucciso da Astolfo Tagliaferri. Gli armati del Savelli e di Muzio Colonna si impadroniscono delle rocchette ed assalgono il palazzo dell’uccisore (che peraltro si è già dato alla fuga). Devono intervenire Gian Giacomo da Trivulzio e lo Chaumont per calmare gli animi.
1512  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. mag.  

 

Romagna Lombardia

Partecipa alla battaglia di Ravenna. Si congiunge in un secondo tempo con le truppe del la Palisse per contrastare svizzeri e veneziani.

Giu. lug.  

 

 

 

 

 

Lombardia Toscana

E’ segnalato alla difesa di Bergamo con Silvio Savelli; allorché la città si solleva per l’attacco  dei veneziani se ne allontana per trasferirsi alla guardia di Pavia. Assalito ancora da   svizzeri e veneziani, ottiene un nuovo salvacondotto da Renzo di Ceri, promette di non affrontare le truppe della Lega Santa per quattro mesi e può in tal modo ritirarsi. Abbandona Pavia con Alessandro da Trivulzio alla testa di 160 cavalli e di 100 balestrieri a cavallo: giunto però a Cremona le sue milizie (come quelle di Musacchino da Musacchio) sono svaligiate ad un ponte sul Po dai fanti veneziani. Si consegna allora (luglio) a Giampaolo Baglioni per timore di non cadere nelle mani degli svizzeri. Lasciato libero di muoversi, raggiunge Pescia.

Ago. Firenze Spagna Chiesa  

 

Toscana

Viene preposto alla difesa di Prato con 60 uomini d’arme, 150 cavalli leggeri e 2000 fanti raccogliticci pistoiesi e pisani per contrastare il viceré di Napoli Raimondo di Cardona in marcia verso Firenze con 200 lance, 5000 fanti spagnoli e due cannoni: obiettivo di quest’ ultimo è quello di restaurare alla signoria della città i Medici. Il Savelli si trova subito senza polvere da sparo perché i partigiani dei Medici intercettano le munizioni che gli sono state inviate da Firenze. Raimondo di Cardona chiede vettovaglie per le sue truppe: poiché queste vengono rifiutate ordina di battere le mura di Prato con i suoi pezzi di artiglieria alla Porta del Serraglio. Viene aperta una piccola breccia nelle mura di Prato; sono uccisi due fanti fiorentini; nella breccia si gettano i fanti spagnoli mentre altri soldati scalano le mura con tanto furore che i difensori si danno alla fuga gettando via le armi. Il Savelli si rifugia nella rocca; la città viene messa orendamente a sacco e gli spagnoli fanno strage della popolazione (la stima dei morti varia, secondo gli autori, da 2600 a 5600); ai cittadini che si salvano sono poste taglie per 50000/60000 ducati; sono fatti prigionieri anche il commissario cittadino e molti ufficiali della repubblica.

1513  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Lazio

Si trova a Roma;  con altri condottieri Orsini e Colonna coopera a sedare nella città i disordini sorti per la morte del papa Giulio II.

Giu. Milano Francia  

 

Lombardia

Partecipa alla battaglia di Novara.

1515  

 

 

 

 

 

 

 

Muore. Sposa Donata Orsini, figlia di Ludovico.

 CITAZIONI

“Vecchio e poco esperto capitano.” VILLARI

“Condottiere vecchio ma che né per l’età né per l’esperienza era pervenuto a grado alcuno do scienza militare.” GUICCIARDINI

 

Print Friendly, PDF & Email
Previous articleLUCA SAVELLI Guelfo
Next articleLUCA SCHIAVO
Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
Print Friendly, PDF & Email