LATTANZIO DA BERGAMO

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LATTANZIO DA BERGAMO  (Lattanzio Bonghi) Di Bergamo. Giureconsulto. Conte.

1480 – 1510 (ottobre)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1496
Dic. Venezia Firenze Toscana

Viene inviato in Toscana in soccorso dei pisani. Si porta a Lari e con Giovanni da Ravenna fronteggia le truppe di Ranuccio da Marciano.

1498
Sett. 42 cavalli leggeri Toscana

Si trova ancora nel pisano con i suoi balestrieri a cavallo.

Nov. Toscana

E’ segnalato a Massacroce (Massa) nel lucchese; con Franco dal Borgo cerca di svaligiare dodici uomini d’arme sforzeschi. Il tentativo non riesce per cui si vendica spogliando delle armi 60 fanti lucchesi che sono intervenuti a favore degli avversari.

1499
Feb. Toscana

Scorre in maremma con Piero Gambacorta, Francesco Zofa e Gorlino Tombesi; giunge fin sotto Volterra e razzia cinquecento capi di bestiame.

Mag. Pisa Firenze Toscana

Alla conclusione del trattato di pace fra veneziani e fiorentini passa al soldo dei pisani. Il suo comportamento nella guerra è lodato a Venezia, in Collegio dei Pregadi, dal provveditore Piero Duodo.

Ago. Toscana

Alla difesa di Pisa allorché la città è investita da Paolo Vitelli. Il condottiero fiorentino si impadronisce della fortezza di Stampace: Lattanzio da Bergamo è ferito due volte ad un braccio ed una terza volta alla gamba da un colpo di archibugio che gli uccide la cavalcatura su cui sta per salire.

1502
Dic. Urbino Chiesa Marche

Milita al servizio del duca Guidobaldo da Montefeltro. Gli è   riconosciuta una provvigione mensile di 15 ducati. Combatte i pontifici e prende parte alla difesa del castello di San Leo con Ottaviano Fregoso. Ha l’incarico di governatore.

1503
Gen. Marche

Viene assediato in San Leo dalle truppe di Cesare Borgia. Invia messaggi a Venezia.

Feb. Marche

Da San Leo compie alcune scorrerie di alleggerimento nel Montefeltro.

Mar. apr. Marche

La popolazione non ne vuole più sapere dell’assedio; Lattanzio da Bergamo esce dalla rocca con Girolamo degli Ubaldini e Giovanni da Brescia e coadiuva con 150 fanti i difensori di Maiolo. Entra in questa fortezza e mette in fuga i pontifici che si rifugiano a Talamello. Ritorna in San Leo; il Montefeltro gli invia alcune bombarde.

Sett. Romagna

Con Palmerio Tiberti attacca Montiano da Cervia.

Ott. Romagna

A Sogliano al Rubicone: viene accusato velatamente dai veneziani di non aver  dato loro soccorso in un tentativo della Serenissima di occupare Cesena ai danni del Borgia. Attacca con 700 fanti feltreschi, 150 cavalli e due falconetti Santarcangelo di Romagna;  penetra nella località che si arrende a patti dietro la consegna di 2000 ducati. Nonostante ciò il centro è messo a sacco per volere di Giovanni Rossetto. Saccheggia il porto di Cesenatico con Ottaviano Fregoso; con il Tiberti minaccia Cesena; gli abitanti armano 600 uomini che  assalgono Lattanzio da Bergamo. Il condottiero fa impiccare per i   piedi (dopo averli fatti in precedenza frustare sul petto e sulla schiena) alcuni prigionieri.

Nov. Romagna

A Cesenatico. Si ferma a Savignano sul Rubicone con 300 fanti in attesa dell’arrivo di altri 700 fanti feltreschi con i quali coadiuvare i veneziani all’ assedio di Faenza. I suoi uomini, nel frattempo, effettuano alcune scorrerie nei territori vicini per cui è aspramente criticato dagli alleati. Da ultimo passa all’assedio della città con 1000 fanti e 70 cavalli; Faenza si arrende nello stesso mese.

1504
Gen. Chiesa Borgia Romagna

Ha con Giulio Vitelli il compito di assediare la rocca di Cesena. Raduna alcuni fanti a San Marino e nel Montefeltro; le operazioni di arruolamento sono rallentate dalla mancanza di denaro.

Mar. Romagna

Prende parte all’assedio della rocca di Cesena.

Giu. Romagna

Transita per Cesena con 300 fanti feltreschi. Alla porta del fiume ferisce un cittadino che lo ha ingiuriato.

1505
Ago. Tiberti Martinelli Romagna

Aiuta i Tiberti a rientrare in Cesena: molti partigiani dei Martinelli sono uccisi.

1506
Giu Venezia

Gli è dato il comando di 500 fanti.

1507
Feb. Romagna

Si trova a Ravenna con il provveditore della Romagna Domenico Malipiero; ha con sé 250 provvigionati.

Mar. Romagna

Accoglie il papa Giulio II sui confini dello stato veneziano, verso Faenza.

Giu. veneto Lombardia

 

Gli viene dato il mandato di raccogliere nel veronese 600 cernite e di fornire loro un opportuno addestramento che ha come base l’uso dello schioppo e della picca alla maniera svizzera. Gli è concessa una provvigione mensile di 25 ducati. Si colloca alla guardia dei castelli della Ghiaradadda.

Sett. Veneto

Viene lodato dai rettori di Verona per le capacità dimostrate dai suoi uomini.

Nov. Trentino

Lascia Verona e si porta a Rovereto con 300 provvigionati.

1508
Feb. Venezia Impero Trentino e Veneto

Impedisce il passo a milizie tedesche che vogliono entrare nel veneziano. Giunge prima  a Brentonico con Dionigi Naldi e, successivamente, ad Asiago.

Mar. Veneto

Affianca con 600 provvigionati Bartolomeo d’Alviano in Cadore contro gli imperiali;  si colloca sul lato destro dello schieramento con le fanterie di Carlino e di Babone Naldi. Partecipa alla battaglia di Tai di Cadore ed inizia con Carlino Naldi e Piero del Monte a Santa Maria l’attacco finale. Dopo il combattimento, a causa dell’ ingente bottino, lasciano la sua compagnia 300 cernite. Lattanzio da Bergamo entra nel castello di Pieve di Cadore con il del Monte e Sertorio da Collalto.

Apr. Friuli

Giunge a Savorgnano; assale Gorizia alla testa delle milizie di riserva. Alla sua conquista resta nella città per proibirne il saccheggio.

Mag. V. Giulia Slovenia e Croazia

Prende parte all’assedio di Trieste. Quando la città cade nelle mani dei veneziani Lattanzio da Bergamo vi entra con 300 provvigionati  per impedirne il sacco. Ha dal provveditore generale Giorgio Corner l’ordine di muoversi con 900 provvigionati e di conquistare Duino. Sbarca a Cervara, a dieci miglia da Pisino, e comincia la sua azione con l’aiuto di 400 cavalli e di altre truppe scese dalla galea di Girolamo Contarini per un totale di 2000 uomini. Espugna e mette a sacco il castello di Trevisa, ottiene la resa a patti di Pisino dopo un breve bombardamento (anche questo centro è spogliato dai soldati). Con il Turchetto e Girolamo Granchio marcia vero Fiume e vi entra a fine mese con l’ausilio della flotta.

Lug. Veneto

E’ ospitato in Venezia nel suo palazzo da Giorgio Corner; si trova al fianco dell’Alviano al suo solenne ingresso e presenzia alla cerimonia in cui vengono consegnati a tale condottiero lo stendardo ed il bastone di governatore generale. Il  provveditore generale Corner loda l’ operato di Lattanzio da Bergamo.

Ago. Veneto

Gli viene affidata l’istruzione di tutte le cernite del veneziano.

Ott. Romagna

Si sposta a Faenza che è minacciata dai pontifici. Gli è riconosciuta una provvigione annua di 300 ducati.

Nov. Romagna

Gli sono consegnati 1000 ducati per raccogliere nuove truppe.

Dic. Lombardia

Ha l’ordine di reclutare 1000 fanti nel bergamasco.

1509
Gen. 500 fanti Lombardia Viene trasferito da Bergamo a Treviglio con la sua compagnia di 500 fanti.
Mar. Venezia Francia Impero Lombardia

A Cremona. Gli abitanti della Brianza si collegano con i francesi e mettono a sacco molte località dell’alto bergamasco senza trovare resistenza. Lattanzio da Bergamo alla testa di molti valligiani irrompe nella Val Taleggio, sconfigge le bande brianzole e recupera il castello di Pezzino con parte delle prede.

Apr. Lombardia

Ancora a Bergamo. Quando Medolago cade nelle mani dei francesi esce dalla città per una sortita; è costretto a retrocedere perché inferiore di forze. Si trova al campo di Pontevico al comando di 2000 fanti (di cui 1500 cernite di Bergamo); è inquadrato nella seconda colonna comandata da Bernardino di Montone. Sostiene con 500 fanti verso Treviglio il Montone in una scaramuccia in cui i veneziani hanno la peggio.

Mag. Lombardia e Veneto

Ha l’incarico di difendere le artiglierie;  subisce alcune perdite in una scaramuccia. Partecipa alla battaglia di Agnadello dove le sue cernite hanno modo di distinguersi per il loro valore. Costretto alla fuga, è inviato verso Crema con 5000 ducati per raccogliervi nuove truppe. Raggiunge Peschiera del Garda;  è preceduto nella città da Soncino Benzoni che fa defezionare Crema dalla parte dei francesi.

Giu. Veneto

Si unisce con Niccolò Orsini, attraversa il Brenta e ripara su Mira e Mestre dove si accampa. Su delega del Consiglio dei Dieci ispeziona le opere difensive della laguna e di Chioggia con il provveditore Alvise Dolfin e quelle del campo di Marghera con Zitolo da Perugia.

Lug. Capitano artiglieria Veneto

Al campo di Mestre; gli sono consegnati 1000 ducati per radunare fanti. A metà mese segue in gran segreto il provveditore generale Andrea Gritti;  con Taddeo della Volpe e Zitolo da Perugia irrompe in Padova per Porta Codalunga, lasciata semiaperta per fare passare tre carri carichi di frumento. In breve la resistenza del governatore imperiale Leonardo da Trissino (300 fanti tedeschi) e di Brunoro da Serego (50 uomini d’arme) viene sopraffatta; anche i difensori della cittadella si arrendono a discrezione; le case dei nobili ribelli vengono poste a sacco. E’ convocato a Venezia e gli è dato il comando di tutte le artiglierie. Si porta a Stra con il Gritti e ne supervisiona le fortificazioni. E’ lodato nel Consiglio dei Savi con Zitolo da Perugia; gli è regalato un palazzo a Padova e gli sono assegnati beni di ribelli per una rendita annua di 200 ducati.

Ago. 800 fanti Veneto

Riceve in Padova Francesco Gonzaga, appena catturato dai veneziani ad Isola della Scala. Nella città ha il comando del colonnello di Santa Croce forte di 2000 fanti.

Sett. Veneto

Nelle operazioni di assedio si colloca a Santa Giustina; esce dal Portello con 200 fanti ed attacca le linee nemiche: si scontra con tre compagnie di fanti francesi e fa numerosi prigionieri, inchioda sette pezzi di artiglieria ed incendia molti barili di polvere.

Ott. Veneto

Si reca a Venezia in Collegio per esporre la situazione di Padova. Riceve molte lodi.

Nov. Veneto

Muove alla conquista di Vicenza; si allontana da Camisano Vicentino e si colloca con le artiglierie davanti alla porta del borgo di San Pietro. E’ aperta una breccia nelle mura con un intenso fuoco di artiglieria: l’attacco portato dalla fanteria è respinto con la perdita di molti uomini. Vicenza perviene nelle mani dei veneziani e si punta all’acquisto di Verona. Si accampa a San Martino Buon Albergo; con l’Orsini e Dionigi Naldi decide di assalire il borgo di San Lazzaro. Da Verona esce una squadra di cavalli per cui stabilisce di ripiegare a Colognola ai Colli.

1510
Gen. Veneto

Alla difesa di Lonigo con l’Orsini ed il Naldi; esegue numerose sortite tra Villanova e Monteforte d’Alpone. Presenzia al consiglio di guerra in cui è presa la decisione di accentrare l’esercito sulla linea difensiva Soave-San Bonifacio.

Feb. Veneto

Si porta a Padova ed a Venezia per verificare lo stato delle artiglierie della Serenissima. Fa una relazione in Senato su questo argomento; sconsiglia pure i veneziani a nominare capitano generale il Gonzaga.

Mag. Veneto

Si sposta alla guardia di Legnago con 250 fanti. E’ costretto a recarsi a Padova a  seguito di alcune coliche: nella città i suoi uomini litigano con quelli del  Naldi.

Giu. 48 cavalli leggeri e 268 fanti Veneto

Con Antonio Pio, Giano Fregoso e Taddeo della Volpe spinge ad attaccare Vicenza; prevale la tesi di Lucio Malvezzi, reso timoroso dalla presenza nella città di Ivo d’ Allègre  e dalla perdita di Legnago.

Lug. Veneto

A Padova, dove dispone di ventisette grossi pezzi di artiglieria. Raccoglie 300 guastatori bergamaschi, controlla i lavori di rafforzamento delle mura e fa murare  Porta  Pontecorvo. Ai suoi ordini sono 50 cavalli leggeri e 296 fanti.

Ago. Veneto

Lascia il campo di Torre, nei pressi di Padova, e si dirige in perlustrazione ad Olmo, vicino a Vicenza.

Sett. Veneto

Tocca Montebello Vicentino; da qui si sposta nel veronese. A Villanova obbliga la retroguardia nemica a ritirarsi; giunge a San Martino Buon Albergo e con Chiriaco dal Borgo e Zitolo da Perugia spinge a bombardare Verona da Porta Vescovo al castello di San Felice. Sono piazzati diciotto pezzi di artiglieria che battono la rocca per otto giorni. Durante le operazioni viene ferito ad una coscia da un colpo di falconetto. E’ subito trasportato a Padova per esservi curato.

Ott. Veneto

Muore. Le sue esequie si svolgono  nella basilica di Sant’ Antonio a Padova dove è sepolto di fronte a Zitolo da Perugia. I veneziani gli fanno erigere una statua equestre a suo ricordo in Bergamo.

 CITAZIONI

” Uomo valentissimo et de optima experentia, cuor e governo.” SANUDO

“Homo gagliardo e industrioso.” MOCENIGO

“Che nella guerra fatta nel Frigoli e nell’Istria s’era francamente e con grande amore adoperato.” BEMBO

Con Zitolo da Perugia “Ambi valorossi et valentissimi homeni et vigilantissimi in ogni loro operatione et pratici di fortifichare citade…Fidatissimo et valentissimo.” PRIULI

“Latantio il sir da bergamo valente/ vedendo di costoro il bon intento/ entrò ne la città (Peschiera) subitamente come franco guerrier pien d’ardimento:/ et havendo assettato quella gente/ fece ale mura bon provedimento/ per tutto; e racconciò l’arteglierie/ dove il nemico, appionar si noma/…/ Qui l’ardito Latantio si vedea/ da la gente francese circondato/ adoperarsi ala battaglia rea/ come un fero leon biscatenato./…/  E il bergamasco ch’é di valor pregnio/ Latantio in l’arme destro più che il pardo/…..valente/ che sempre fu fidel, saggio e prudente/…/ Latantio appresso gambe, e spalle tronco/ con l’alabarda da far temere Giove/ col cagniolino suo fido compagnio/ cridando marco, vittoria e guadagnio.” DEGLI AGOSTINI

“Lactantio da bergamo possente/ giva ferendo come disperato/ ficandosi fra la superba gente/ a molti fa manchar la forza el fiato/ a tal mena man drito a tal fendente/ assa(i) franciosi manda morti al piano/ per li colpi crudel ch’el va donando/ ognuno da le so man giva scampando/…/ Messer Lattanzio have tremila seco/ che davon come torri fermi al piano/ parea iusto un altro achille greco/ tristo a chi pruova suo potente  mano.” Da “La storia del fatto d’arme di Geradadda” in GUERRE IN OTTAVA RIMA

“Questo dì lo excellente Capitan/ Dil Bergamascho Lattantio famoso/ Come vi narro che gli è un capellano/ gagliardo, forte, agile & nervoso/ Et più che cervo corre sopra il piano/ Qual par che non trovò alcuno ascoso/ Con la compagnia avanti hebbe a passare/ Che gian cerchando de scaramucciare.” Da “Guerre orrende d’Italia” in GUERRE IN OTTAVA RIMA

Con Zitolo da Perugia “”Due de lor (i veneziani) primi, e più riputati capitani.” GIOVIO

“Strenuitatis vir non ignotae.” ARLUNO

“Da cui s’erano in quei tempi riportate tante valorose pruove.” VERDIZZOTTI

“Valoroso nostro capitano.” BELOTTI

“Da Bergamo Lactantio/ Sollecitando ogniuno tutto il giorno.” CORDO

“Rari furono i bellici cimenti, nell’infinita congiuntura de que’ tempi accaduti, ne quali Lattantio non insanguinasse valorosamente il brando.” D. CALVI

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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