IACOPO CORSO

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Castello di Dosso Maggiore, Brendonico
Castello di Dosso Maggiore, Brendonico

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

IACOPO CORSO  (Jacopo di Bozi, Giacomo della Fica)  Detto Jacometto. Corso. Di Bozio.

+1529 (novembre)

Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1478
Ago.FirenzeNapoli30 fantiToscanaViene inviato alla difesa di Cacchiano con Cornelio Peruzzi. Ciascuno dei due capitani dispone di venti provvigionati e di dieci schioppettieri. Alla difesa della località si trova anche Pier Giovanni Ricasoli. I fiorentini si arrendono di fronte agli aragonesi dopo nove giorni di assedio.
1484
Ago.VeneziaMilita al servizio dei veneziani. Gode di una provvigione.
…………..Combatte nelle compagnie dei Vitelli.
1500
…………..FranciaSforza
Apr.PisaFirenzeToscana
1503
Ott.Con il fratello Lanfranco ottiene il permesso di potere allontanarsi dalla Corsica e di trasferirsi con la famiglia a Firenze o nel veneziano.
1507
…………..GenovaFranciaLiguriaHa l’incarico di luogotenente nella compagnia di Corrado Tarlatini.
Apr.Capitano g.leLiguria

Viene preposto con 8000 fanti alla difesa di Genova,  attaccata dai francesi dello Chaumont, del la Palisse e di Francesco Gonzaga (800 lance, 1800 cavalli leggeri, 6000 fanti svizzeri e 6000 di altre nazionalità). L’assalto nemico parte dalla certosa di Rivarolo Ligure sulla sponda sinistra del Polcevera: gli svizzeri effettuano ripetute offensive in due ore e subiscono gravi perdite ad opera dei balestrieri. Ai francesi riesce, tuttavia, di collocare due pezzi di artiglieria in alto e di colpire con tiro efficace alle spalle i difensori. Nello stesso tempo è sferrato un nuovo attacco generale: i genovesi si danno alla fuga con la perdita di 300 uomini. Viene convocato un consiglio di guerra; il giorno seguente i genovesi aggrediscono gli avversari  mirando a prendere di rovescio tutta la linea nemica ed il campo di Sampierdarena. Iacopo Corso ha una scaramuccia con Mercurio Bua; costui finge di ripiegare, si fa inseguire e gli uomini del Corso cadono in un agguato teso loro da 3000 fanti tedeschi. Non è  in grado di mantenere le file nelle ordinanze ed i fanti genovesi si danno alla fuga. Alla fine prende il largo anch’egli sui monti vicini con Corrado Tarlatini e Pietro Gambacorta. La campagna dura solo otto giorni e termina con la resa a discrezione di Genova.

Ott.Francia450 fantiToscana ed EmiliaMilita agli stipendi dei francesi. A metà mese si trova a Pontremoli con 800 fanti. I suoi uomini pongono i loro accampamenti fuori Porta Nuova fino a Vigato; si comportano male nei confronti della popolazione. Due giorni dopo giunge a Parma. Nella città viene ospitato nel palazzo di Galeazzo Pallavicini. Ha ora con sé 900 fanti tra balestrieri, lancieri e schioppettieri. Li conduce al prato della Nunziata ed addestra la sua compagnia con la simulazione di scaramuccia. Nell’occasione i fanti alloggiano nei borghi e nei villaggi vicini e vivono a spese della popolazione. Trascorrono altri due giorni e prosegue con le sue compagnie verso Lodi per timore di qualche azione offensiva da parte degli imperiali.
Nov.250 fantiEmiliaA metà mese rientra a Parma alla testa di 400 fanti. Trova in questo caso ospitalità nel convento degli Umiliati a Codiponte. I fanti vengono alloggiati in parte nel palazzo della Scrittura verso San Vitale, in parte nel Maleficio; 150, inoltre, si accampano nel castello, mentre altri ancora trovano posto nel convento francescano di San Giovanni di Codiponte e nelle botteghe del nuovo ospedale. A fine mese vi è la rassegna della sua compagnia di fronte a Gian Giacomo da Trivulzio ed a Galeazzo Pallavicini. Poiché le paghe sono scarse e molti sono licenziati, l’organico si ridimensiona a 250 fanti. Il Pallavicini fa avere ai suoi uomini le masserizie (in termini di letti, tavole, tovaglie ecc.) necessarie per il loro acquartieramento.
1508
Gen. feb.Emilia e LombardiaE’ convocato a Milano. Lascia Parma con Galeazzo Pallavicini. Rientra a Parma e da qui prosegue verso Mantova.
Mar. apr.FranciaImperoTrentino

Affianca Gian Giacomo da Trivulzio contro gli imperiali;  sostiene in Trentino l’azione dei veneziani. Alla guardia dei passi di Brentonico con Dionigi Naldi e Vincenzo Vitelli, vi viene sorpreso da numerosi fanti tedeschi provenienti da Calliano. Abbandona le postazioni dopo avere dato alle fiamme molte abitazioni.

Mag.Trentino

Con Mancino da Bologna prende parte all’attacco contro Castel Pietra: ha il comando di 2500 fanti tra spagnoli, francesi ed italiani che agiscono a fianco di altri 1700 fanti, 100 uomini d’arme e molti balestrieri a cavallo capitanati da Giovambattista Caracciolo.

1509
Mag.MantovaVenezia500 fantiLombardiaHa il comando di 500 provvigionati.
1510
Mar.Veneto

Si trova a Valeggio sul Mincio con 300 fanti e 500 guastatori, utilizzati per rafforzare le difese della località. Conquista Legnago e ne passa alla guardia con 400 fanti.

Mag.500 fantiVenetoE’ segnalato prima a Verona e, successivamente, a Badia Polesine. E’ pronto ad irrompere nel Polesine.
Giu.FranciaVenezia99 fantiVenetoAl campo di Minerbe con 99 provvigionati. Aruola nuove truppe anche tra gli avversari scontenti delle loro condizioni economiche.
Ago.60 fantiVeneto

Alla difesa di Porto e di Legnago con 60 fanti, su una condotta prevista di 300 uomini: molti sono, in effetti, i disertori nella sua compagnia.

Sett.250 fantiVenetoAlla guardia di Montagnana. Viene sconfitto a San Zeno, dove tra i francesi risultano uccisi 150 uomini.
…………..200 fantiVenetoAncora a Porto ed a Legnago. I francesi gli riconoscono una pensione annua di 400 lire tornesi.
1512
Apr.VenetoA Legnago.
Lug.Veneto

Abbandona Legnago e si arrende nelle mani degli spagnoli del viceré di Napoli Raimondo di Cardona: il resto della guarnigione patteggia con i veneziani.

1514FirenzeToscanaSu proposta di Niccolò Machiavelli è nominato capitano delle fanterie e delle ordinanze di Firenze.
1515
Ago.Toscana

A Firenze alla rassegna dei suoi uomini: non appena nella città sorgono alcuni movimenti sediziosi entra nella cittadella con numerosi fanti.

1517
Ago.FirenzeComp. venturaToscanaSi sposta alla difesa di Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) con 3000 fanti allorché la città è assalita da Francesco Maria della Rovere.
Sett.500 fantiMarche

Prende parte all’ assedio di San Leo con 500 fanti tra corsi e spagnoli. Con Francesco del Monte a Santa Maria e Meo da Castiglione organizza un assalto notturno alla rocca che viene respinto.

1525
Sett.ImperoFrancia600 fantiPiemonteA Bruggi. ha il comando di 600 fanti con Marco Antonio da Napoli.
1526
Feb.Non prende parte (preferendo rimanere in disparte) all’ammutinamento generale delle truppe ai danni di Fabrizio Maramaldo e di altri capitani a causa del ritardo delle paghe.
Mar.Si offre vanamente ai veneziani.
Giu.ChiesaSienaToscanaCerca di opporsi all’assedio di Siena da parte dei pontifici a causa della sua conoscenza delle fortificazioni cittadine.
Lug.Toscana

A Siena. Le truppe si accampano in un sobborgo senza sbocchi sui fianchi; l’unica via di uscita è occupata dai banchi dei vivandieri per cui lo spazio disponibile per l’uscita delle truppe è di soli quindici piedi. Il disordine nel campo è tale che il papa Clemente VII ordina alle milizie di ritirare le artiglierie. Iacopo Corso ha l’incarico di scortare tale convoglio. Escono da Siena 400 fanti che assalgono le artiglierie in movimento. I buoi che trasportano le artiglierie si innervosiscano  impedendo in tal modo ogni movimento. I fanti corsi si danno alla fuga; quando i vivandieri  vedono arrivare i senesi cercano di raccogliere le loro masserizie contribuendo in tal modo ad aumentare la confusione generale. La vittoria dei senesi è completa. Sono abbandonati sul campo dieci cannoni procurati dai fiorentini e sette dai perugini:  sono tutti portati in trionfo in Siena con i carriaggi. Iacopo Corso ripara a Castellina in Chianti.

…………..ChiesaImperoMilita nelle Bande Nere.
1528
Apr.CampaniaSempre con le bande nere affianca il Lautrec nel regno di Napoli. Ad Acerra.
1529
Nov.FirenzeImperoToscana

Affronta ancora gli imperiali. Viene ucciso da un colpo di archibugio sparatogli da un suo uomo sia per rancori personali, sia per potere incassare la taglia messa sulla sua testa dai senesi. Il fante viene  impiccato subito dopo. E’ sepolto in Firenze nella chiesa dell’ Annunciata. Ritratto da Giorgio Vasari nella sala di Giovanni in Palazzo Vecchio a Firenze.

 CITAZIONI

-“Capitano di valore incredibile.” VARCHI

-“Capitan di fanteria huomo di mirabil prontezza.” GIOVIO

-“Huomo assai intendente delle cose militari.” FOGLIETTA

-“Capitano di valore incredibile.” A. VALORI

-Con Corrado Tarlatini “Viris sane strenuis et industriis.” FLORO

-“Guerriero intrepido e valoroso.” VARESE

-“Jacomo Corso el primo reputato,/ che sempre al suo consiglio ogn’un s’attenne/ con molti condottieri accompagnato (a Siena).” MANGO

-“Iacomo Corso’ el primo reputato/ che sempre al suo consiglio ogniun s’aténe”.” Da “Battaglia di porta Camollia” in GUERRE IN OTTAVA RIMA

-“Capitano ricordato per il suo incredibile valore.” ADAR

Fonte immagine: Trentino

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