Come i Pio difesero Carpi dall’Impero agli Estensi, dividendosi ripetutamente tra i propri rami
I Pio sono una delle casate emiliane che tra Trecento e Cinquecento costruiscono e difendono con le armi una piccola ma tenace signoria fondata su Carpi, con propaggini su Modena, San Felice sul Panaro, Sassuolo e diversi castelli della montagna modenese come Brandola, Mocogno, Marano sul Panaro e Formigine. Ottengono più volte il vicariato imperiale della città di Modena, prima da Ludovico il Bavaro e poi da Giovanni di Boemia, e per gran parte della loro storia restano legati alla parte ghibellina, pur oscillando con pragmatismo tra Impero, Santa Sede, Visconti di Milano, Estensi di Ferrara e Repubblica di Venezia a seconda delle convenienze del momento. I Pio esercitano il mestiere delle armi al servizio delle maggiori potenze ricevendo riconoscimenti, aderenze e concentrazione di ricchezza. Da questi contatti ottengono nel 1405 l’iscrizione alla nobiltà veneziana, nel 1450 il diritto di aggiungere al proprio il cognome di Savoia. Inoltre intrecciano intelligenti legami con famiglie della nobiltà emiliana e lombarda concludendo notevoli alleanze matrimoniali con i da Fogliano, i da Correggio, i Gonzaga, i della Mirandola, gli Estensi. Come accade a molte famiglie della piccola e media signoria padana, i Pio si dividono presto in più rami, tutti discendenti dal medesimo ceppo, ma spesso in aperta contesa tra loro per il controllo di Carpi: una rivalità che culmina, tra il 1496 e il 1500, in uno scontro armato tra cugini per il possesso della città, con case incendiate e centinaia di morti nelle strade.
La cronaca della casata è segnata da una fitta serie di omonimie che rendono la ricostruzione genealogica complessa: si contano almeno due Alberto Pio, due Antonio Pio, due Giberto Pio e due Ludovico Pio attivi in epoche diverse, spesso confusi tra loro dalle stesse fonti cinquecentesche. Alcuni rami della famiglia restano legati a Carpi ed alla sua signoria diretta, altri si spostano al servizio di Venezia, altri ancora, dopo la perdita dei diritti su Carpi, si radicano nella vicina Sassuolo. Di seguito sono riportate le schede dei diciotto membri della casata censiti nel sito condottieridiventura.it, ordinate cronologicamente e per nucleo familiare.
GUIDO PIO
Biografia: https://condottieridiventura.it/guido-pio-signore-di-modena/
Signore di Modena, Carpi e San Felice sul Panaro. Figlio di Egidio. Cugino di Manfredo Pio. Sposa in prime nozze Giovanna della Porta, in seconde nozze una Dainese, in terze nozze Agnese da Varano. Muore a Verona a fine maggio 1337. E’ sepolto nella cattedrale di Modena.
Guido Pio combatte già nel 1311 al fianco del padre Egidio all’assedio di Brescia condotto dall’imperatore Enrico di Lussemburgo. Insieme con il cugino Manfredo scaccia nel 1318 i Bonacolsi da Modena; nel 1319 aiuta il congiunto ad impadronirsi di Carpi. I due cugini ottengono nel 1329 il vicariato imperiale di Modena e di Carpi dall’imperatore Ludovico il Bavaro; nel 1331, lo stesso titolo per la sola città di Modena da Giovanni di Boemia, rivale del Bavaro alla corona imperiale. I due cugini accolgono quest’ultimo personalmente in città. Guido difende ripetutamente Modena dagli assedi degli Estensi; nel 1336, ridotto allo stremo, è costretto a cedere la città ad Obizzo ed a Niccolò d’Este in cambio di 28.000 fiorini. In cambio ottiene la sola signoria di San Felice sul Panaro. Muore nel maggio dell’anno seguente a Verona.
MANFREDO PIO
Biografia: https://condottieridiventura.it/manfredo-pio-signore-di-modena/
Signore di Modena, Carpi e San Felice Panaro. Fratello di Bernardino; padre di Galeazzo I, cugino di Guido. Sposa Fiandrina dei Brocchi, figlia di Gandolfo, erede di diritti su Carpi. Muore a Carpi a metà settembre 1348, vittima della peste. E’ sepolto nell’antica Matrice cittadina: vi è effigiato in veste di cavaliere in un sepolcro marmoreo opera di Sibellino de’ Caprari di Bologna.
Manfredo Pio condivide con il cugino Guido gran parte delle imprese giovanili, dalla cacciata dei Bonacolsi da Modena nel 1318 alla conquista di Carpi nel 1319 a spese del guelfo Zaccaria Tosabecchi. Ottiene con Guido il vicariato imperiale di Modena e Carpi nel 1329; più volte guida di persona la difesa della città contro gli assalti degli Estensi e delle compagnie pontificie, distinguendosi nel dicembre 1332 nella difesa di San Felice sul Panaro, dove le sue truppe sconfiggono le milizie estensi e padovane catturandone il capitano generale. A differenza del cugino Guido, Manfredo conserva Carpi fino alla morte che lo coglie nel settembre 1348 a causa della peste. Amico di Francesco Petrarca. “Fu questo signore huomo saggio, e prode nell’armi”. Leandro Alberti in “Descrittione di tutta Italia”.
BERNARDINO PIO
Biografia: https://condottieridiventura.it/bernardino-pio-fratello-di-manfredo/
Fratello di Manfredo, zio di Galeazzo I. Muore nel 1360.
Bernardino Pio ha una carriera militare meno fortunata di quella del fratello Manfredo. Catturato in una scaramuccia nei pressi di Spilamberto nel 1334, riappare vent’anni dopo al soldo dell’arcivescovo di Milano Giovanni Visconti. Nel 1354, al seguito dei viscontei, prende parte con il nipote Galeazzo I ad un’offensiva ai danni di Modena. Si impadronisce di numerosi castelli del circondario. L’anno seguente ha l’incarico di difendere una bastia sul Panaro: deve cedere agli avversari che ottengono la sua resa grazie ad un trattato all’interno della fortezza. Nel febbraio 1356 viene sconfitto e fatto prigioniero dai Gonzaga a San Polo d’Enza. Muore nel 1360.
LUDOVICO PIO
Biografia: https://condottieridiventura.it/ludovico-pio-di-modena/
Di Modena. Figlio di Galeazzo I. Fratello di Giberto I, Marsilio, Giacomo ed Antonio. Muore giustiziato a Siena nel settembre 1362.
Ludovico Pio ha una parabola breve e drammatica. Nell’ottobre 1360 è nominato conservatore di Siena; con Giovanni Salimbeni sottomette Montalcino, impresa che gli permette di ricevere in premio dai senesi 500 fiorini dai senesi. Nel settembre 1362, alla scadenza del suo incarico, un rivolgimento politico porta al potere Francesco Orsini; viene assalito per strada (mentre si sta preparando a rientrare in Carpi), ferito e derubato. Viene accusato di avere tramato con i Salimbeni ai danni del governo cittadino. Dopo sei giorni è condotto al supplizio vestito con una grossa pelliccia ed un grande cappuccio in testa per nascondere i segni della tortura cui è stato sottoposto. E’ giustiziato nella Pusterla sotto il ponte dei Forteguerri. Per decapitarlo sono necessari da parte del boia tre colpi di scure al collo. Il suo corpo viene trascinato e sepolto nella chiesa di Sant’Agostino.
GALEAZZO I PIO/GALASSO PIO
Biografia: https://condottieridiventura.it/galeazzo-pio-di-modena/
Di Modena, ghibellino. Signore di Carpi e di Campogalliano. Figlio di Manfredo. Padre di Ludovico, Marsilio, Giberto I, Giacomo ed Antonio; nipote di Bernardino. Sposa Beatrice da Correggio, figlia di Giberto e vedova del signore di Verona Alboino della Scala; in seconde nozze Agnese dei Rossi. Muore a metà marzo 1367.
Succeduto al padre Manfredo nella signoria di Carpi nel 1348, Galeazzo conduce per quasi vent’anni una politica spregiudicata, passando più volte dal servizio dei Visconti di Milano a quello degli Estensi di Ferrara e viceversa, spesso in aperta ribellione contro entrambi. Nel 1354 combatte al fianco dello zio Bernardino contro Modena; già nel 1358, dopo una serie di assedi e devastazioni reciproche, si riconcilia con il marchese di Ferrara Aldobrandino d’Este cui deve consegnare in ostaggio due figli e restituire Campogalliano. Mantiene, invece, la signoria di Carpi. Nel 1361 ha l’occasione di riprendere il controllo di Campogalliano. Sempre al servizio dei viscontei, nel 1363 subisce una pesante sconfitta alla bastia di Solara. Negli ultimi anni si adopera per una pace stabile con gli Estensi. Muore a metà marzo del 1367. E’ ricordato per il suo valore nel campo di battaglia sia da Leandro Alberti (“huomo molto isperto nell’armi”) che da Pietro Azario in “Liber gestorum in Lombardia”.
GIBERTO I PIO
Biografia: https://condottieridiventura.it/giberto-pio-signore-di-carpi/
Signore di Carpi, Novi di Modena, Fossoli e Rovereto sul Secchia. Figlio di Galeazzo I e di Beatrice da Correggio. Fratello di Marsilio, Giacomo, Antonio e Ludovico. Padre di Alberto I, Marco I, Galeazzo, Verde (sposa il signore di Imola Ludovico Alidosi), Agnese e Niccolò. Marito di Bianca da Casate e di Bianca Fieschi. 1315 – 1389 (gennaio)
Eredita dal padre Galeazzo I la signoria di Carpi e ne condivide per anni il governo con il fratello Marsilio. Sconfitto e catturato nel 1363 alla bastia di Solara, viene presto liberato dal signore di Padova Francesco da Carrara. Nel 1370 combatte al servizio di Bernabò Visconti ai danni di Reggio Emilia; nel 1374, nonostante che i suoi territori intorno a Carpi siano stati devastati dagli Estensi, riesce a farsi riconoscere l’investitura dei propri beni. Nel 1375 stipula a Bologna, anche a nome del fratello, un’alleanza con la lega antiviscontea. Dopo una controversia con lo stesso Marsilio, ricomposta da Niccolò d’Este nel 1383, riceve nel 1387 dall’imperatore Venceslao di Boemia l’investitura di Carpi e delle sue pertinenze. Muore agli inizi del 1389.
GIACOMO PIO/ JACOPO PIO
Biografia: https://condottieridiventura.it/giacomo-pio/
Signore di Carpi e di Budrione. Figlio di Galeazzo I. Fratello di Giberto I, Marsilio, Ludovico ed Antonio. Muore verosimilmente nel 1395.
Podestà di Piacenza nel 1373 per conto del signore di Milano Bernabò Visconti. L’anno seguente, a seguito dell’espulsione da Carpi assieme con il fratello Antonio da parte dei congiunti Giberto I e Marsilio, muta schieramento allineandosi con gli Estensi. Riceve in compenso da costoro l’investitura del castello di Budrione. Ritornato agli stipendi dei Visconti, negli anni successivi presta servizio a loro favore sia come uomo d’arme, sia come podestà di Bergamo. In tali vesti combatte a più riprese i guelfi locali guidati da Merino dell’Olmo, che riesce infine a catturare nel 1383 dopo che il rivale rimane ferito gravemente nel corso di un combattimento. Nel 1387 milita in Friuli per i Carraresi di Padova contro gli Scaligeri ed il comune di Udine. Si distingue nella difesa di Savorgnano e subisce una sconfitta a Godia in cui perdono la vita 1500 uomini tra le due parti. Negli ultimi anni di vita fa incendiare dal castello di Budrione i raccolti nel territorio di Reggio Emilia. Muore, con ogni probabilità, nel 1395.
ANTONIO PIO
Biografia: https://condottieridiventura.it/antonio-pio-figlio-di-galeazzo/
Cittadino di Padova. Figlio di Galeazzo I. Fratello di Giberto I, Marsilio, Giacomo e Ludovico. Muore nel 1410.
Come il fratello Giacomo, anche Antonio Pio è espulso da Carpi nel 1374. Passa al servizio degli Estensi. Si trasferisce quindi a Padova dove nel 1384 ottiene la cittadinanza. Combatte gli Scaligeri per conto dei Carraresi. Nel 1386, agli ordini di Giovanni degli Ubaldini prende parte alla battaglia di Brentelle e, nel marzo 1387, agli ordini ora di Giovanni Acuto, a quella di Castelbaldo. In entrambe le occasioni ha il compito di reggere il gonfalone dei Carraresi con l’emblema del Carro. Nel 1393, sempre a Padova. è segnalato tra i nobili che sostengono la cassa funebre del signore cittadino Francesco da Carrara. Negli ultimi anni ricopre gli incarichi di podestà di Mantova per conto dei Gonzaga e di podestà di Cremona per conto di Gabrino Fondulo. Muore nel 1410.
ALBERTO I PIO
Biografia: https://condottieridiventura.it/alberto-pio-signore-di-carpi/
Signore di Carpi, Brandola, Marano sul Panaro, Spezzano, Formigine, Soliera, Guiglia e di numerosi altri castelli della montagna modenese. Figlio di Giberto I. Fratello di Marco I, Galeazzo II, Verde, Agnese e Niccolò. Muore nel 1412.
Nel 1401 affianca Giovanni Bentivoglio alla conquista di Bologna. L’anno seguente, muta partito ed affronta il Bentivoglio, ora signore di Bologna, per conto dei Visconti. Con Marcoardo dalla Rocca (febbraio) è fatto prigioniero con 400 cavalli a Massumatico. Liberato, a giugno prende parte alla vittoriosa battaglia di Casalecchio di Reno: è armato cavaliere sulla porta del palazzo del comune dal marchese di Mantova Francesco Gonzaga. Alla morte del duca di Milano Gian Galeazzo Visconti, nel 1403 milita agli stipendi del legato pontificio, il cardinale Baldassarre Cossa. Nel 1405 con il fratello Marco viene investito dal marchese di Ferrara Niccolò d’Este, di numerosi castelli della montagna modenese, tra cui Marano sul Panaro, Formigine, Soliera e Brandola. Nel 1406 viene iscritto con i fratelli alla nobiltà veneziana. Nel gennaio 1407 fa arrestare in Carpi i famigliari di Nanni Gozzadini, nonostante che in precedenza abbia loro concesso un salvacondotto. Nel 1408 appoggia il signore di Parma Ottobono Terzi contro gli Estensi; negli anni successivi difende i propri possedimenti dagli attacchi dei Montecuccoli e di Francesco da Sassuolo. Muore nel 1412. Lo storico Lodovico Vedriani, nel suo scritto “Historia dell’antichissima città di Modena” lo giudica “molto riputato per il suo gran valore”.
ALBERTO II PIO
Biografia: https://condottieridiventura.it/alberto-pio-di-carpi/
Di Carpi. Figlio di Marco I e di Taddea Roberti. Fratello di Giovanni, Giberto II, Galeazzo. Signore di Carpi. Padre di Lionello e di Angelo, ucciso in combattimento nel 1451. Sposa Agnese del Carretto e Camilla Contrari. Muore nel maggio 1464.
Avviato inizialmente alla carriera ecclesiastica, con la nomina a protonotario apostolico e canonico della cattedrale di Modena, questo secondo Alberto rinuncia nel 1434 ai benefici ecclesiastici per dedicarsi alle armi. Nel 1437 diventa signore di Carpi. Serve nel corso della sua lunga carriera Bologna, Milano, Venezia, gli aragonesi di Napoli e il duca di Savoia, che nel 1450 gli concede il permesso di aggiungere al proprio il cognome quello sabaudo e lo stemma con la croce bianca in campo rosso. Nel giugno 1451, durante un tentativo di irruzione a Bologna, perde in combattimento il figlio Angelo. Negli ultimi anni della vita ricopre per cinque anni il comando delle truppe bolognesi come capitano generale. Muore nel maggio 1464; secondo lo storico Girolamo Tiraboschi fu “valoroso Condottier d’armi”.
MARCO II PIO
Biografia: https://condottieridiventura.it/marco-pio-signore-di-carpi-e-mocogno/
Signore di Carpi, Fossoli, Gargallo, Budrione, Novi di Modena, Migliarina, Cortile, Soliera e Mocogno; gentiluomo di Venezia. Figlio di Giberto II e di Alda da Polenta. Sposa Benedetta del Carretto e Caterina della Mirandola. Alla morte del padre è associato alla signoria di Carpi dagli zii Alberto II e Galeazzo II. Subentrano nel condominio del feudo i cugini, Lionello, figlio di Alberto II, ed i numerosi figli di Galeazzo II. Nel 1469 estromette dalla signoria di Carpi i cugini figli di Galeazzo II in seguito alla loro presunta complicità in una congiura ordita contro il duca di Ferrara Borso d’Este. Condivide il potere con il solo Lionello, alla cui morte (1477) può di fatto regnare come unico signore. Il primogenito di Alberto II, che ha pochi anni, è da lui affidato per l’educazione ad Aldo Manuzio in Carpi; in un secondo momento viene di fatto allontanato, sempre per motivi di studio, prima a Ferrara e poi a Padova. Sposa Benedetta del Carretto. Padre di Giberto III, Emilia (sposa Antonio da Montefeltro, figlio di Federico), Alda (Giovan Francesco Gambara), Agnese (Francesco Maria Rangoni), Lucrezia (Michelangelo Scotti), Ludovico (condottiero al servizio degli Sforza e dei pontifici), Margherita (Antonio Maria da San Severino), Enea, Ercole, Galeotto, Benedetta (monaca), Ippolita, Violante (monaca clarissa), Smeralda (Ludovico Gozzadini). Muore a Ferrara a fine marzo 1494.
Marco Pio serve nel corso di una lunghissima carriera i Malatesta di Rimini, gli Sforza di Milano, Genova, Venezia e Firenze restando sempre un punto di riferimento della corte estense: accompagna a Napoli Eleonora d’Aragona promessa sposa di Ercole d’Este e nel 1476 fa da padrino di battesimo ad Alfonso d’Este. Nel 1469, insieme al fratello Lionello, accusa nove cugini, figli di Galeazzo II, di avere ordito una congiura con Taddeo Manfredi, marito della cugina Marsabilia l’unica superstite alla strage, a favore di Sforza e Medici: tre dei cugini vengono decapitati, gli altri imprigionati per anni a Ferrara. Più volte fatto prigioniero in guerra, tra cui nel 1480 dai genovesi con una taglia di 10.000 ducati, riesce sempre a riscattarsi o a fuggire. Fa cingere Carpi di nuove mura e costruire una seconda torre al castello dei Pio. Muore a Ferrara a fine marzo 1494 ed è sepolto a Carpi nella chiesa di San Niccolò. “Valoroso condottiere di gente d’arme”, secondo Girolamo Tiraboschi. Diverso il giudizio di Anna Maria Ori, riportato nel “Dizionario biografico degli Italiani”. “Fu spregiudicato capitano d’armi e gentiluomo raffinato, perfettamente a suo agio nello stile di vita delle corti rinascimentali padane. Fu, ad esempio, a Roma nel 1471 per l’investitura alla dignità ducale di Borso d’Este e gli fece dono di uno splendido codice miniato, la “Cosmografia” di Tolomeo (oggi alla Bibliothèque Nationale de France)”.
GIBERTO III PIO
Biografia: https://condottieridiventura.it/giberto-pio/
Signore di Carpi, Sassuolo, Baggiovara, Montegibbio e di numerosi altri castelli. Figlio di Marco II. Fratello di Ludovico e di Enea, quest’ultimo ferito nel 1496. Sposa: Eleonora Bentivoglio, figlia di Giovanni (signore di Bologna) e di Ginevra Sfora. Padre di Alessandro, Girolamo, Costanzo e Marco. 1455 – 1500 (dicembre)
Capitano di Bologna per conto del suocero Giovanni Bentivoglio a partire dal 1484, Giberto Pio succede al padre Marco nella signoria di Carpi nel 1494 in comproprietà con il cugino Alberto III. La convivenza dura poco: dal 1496 al 1500 i due rami della famiglia si combattono ripetutamente per il controllo della città, con case incendiate, artiglierie schierate nelle strade e circa 300 morti nei soli scontri del luglio 1496. Il duca di Ferrara Ercole d’Este, di cui i Pio sono feudatari, impone più volte tregue e spartizioni, costringendo infine Giberto a cedere i propri diritti su Carpi in cambio di Sassuolo, Montale e di altri feudi minori. Nel 1495 combatte a Fornovo contro i francesi. Muore di male incurabile a Bologna a fine dicembre 1500 ed è sepolto con solenni esequie nella chiesa dell’Annunziata. Ricordato come “Uomo d’armi altero e violento” da Riccardo Bacchelli in “La congiura di don Giulio d’Este”.
LUDOVICO PIO
Biografia: https://condottieridiventura.it/ludovico-pio/
Di Carpi. Figlio di Marco II. Fratello di Giberto III e di Enea. Sposa Ginevra Maggi. Muore nel 1510.
Ludovico Pio combatte al fianco del fratello Giberto III in quasi tutte le vicende della lunga contesa familiare per Carpi: nel maggio 1496 viene scacciato dalla città dal cugino Lionello, che dà alle fiamme il palazzo di Giberto; negli scontri rimangono sul terreno 300 uomini. L’anno seguente aiuta il congiunto a recuperare temporaneamente il controllo della città. Milita per il duca di Milano Ludovico Sforza contro fiorentini e francesi; prende parte alla battaglia di Fornovo nel 1495. Agli stipendi dello stato della Chiesa (1507), è di presidio di Bologna. Nel gennaio 1508 scorta fuori la città i Marescotti, espulsi da Bologna dalla fazione capeggiata da Gaspare Scappi. Nell’ottobre dello stesso anno presenzia alla cerimonia, tenuta dal papa Giulio II, in cui sono consegnate al duca di Urbino Francesco Maria della Rovere le insegne di capitano generale dell’esercito pontificio. Nel dicembre 1509 si reca a Ferrara per consegnare al duca Alfonso d’Este, per conto del pontefice, lo stendardo di gonfaloniere dello stato della Chiesa. Muore nel 1510. “Frequentò Lodovico la corte d’Urbino, ove si distingueva per il suo ingegno, e Baldassarre Castiglione lo pose tra gli interlocutori del “Cortegiano.” Pompeo Litta in “Famiglie celebri d’Italia”.
COSTANZO PIO
Biografia: https://condottieridiventura.it/costanzo-pio-figlio-di-antonio/
Figlio di Antonio, fratello di Vittorio. Muore in battaglia nell’ottobre 1513.
Milita agli stipendi dei veneziani negli ultimi anni delle guerre d’Italia. Combatte nel Polesine, in Romagna e in Lombardia. Nel 1510 affronta francesi ed Estensi. A settembre è ferito ad una spalla da un verrettone mentre sta coadiuvando in un’azione offensiva fra Leonardo Prato. Nel febbraio 1512 prende parte alla conquista di Brescia. Presto i francesi di Gastone di Foix recuperano la località e lo fanno prigioniero. Nell’ottobre dello stesso anno può rientrare vittorioso in Brescia. Sempre al servizio della Serenissima nel 1513 affronta gli spagnoli. A maggio è catturato dagli avversari ad Albaredo d’Adige; rilasciato in breve tempo, a luglio è segnalato con il padre Antonio alla difesa di Padova nel tratto di mura che intercorre tra la Porta di Codalunga e quella di San Giovanni. Ad ottobre segue Bartolomeo d’Alviano nella battaglia di Creazzo; affronta gli avversari nell’ala sinistra dell’esercito veneziano comandato dal padre. Entrambi muoiono nel corso del combattimento. È sepolto a Padova nella basilica di Sant’Antonio. “Huomo chiaro sì per la nobiltà del sangue, come per la propria virtù di lui.” Paolo Paruta in “Historia venitiana”. Lo ricorda nelle sue lettere come “valorosissimo giovane” anche Luigi da Porto, autore della famosa novella “Giulietta e Romeo” ripresa da William Shakespeare.
ANTONIO PIO
Biografia: https://condottieridiventura.it/antonio-pio-di-carpi/
Di Carpi. Padre di Costanzo, Vittorio e Niccolò; suocero di Ludovico di San Bonifacio. Muore nell’ottobre 1513.
Questo condottiero, appartenente ad un ramo secondario della famiglia Pio, milita per oltre vent’anni agli stipendi della repubblica di Venezia. Nel luglio 1495 si distingue alla battaglia di Fornovo contro i francesi, inquadrato nelle schiere comandate da Antonio da Montefeltro. Quando quest’ultimo non vuole intervenire nel combattimento, perché non ha ricevuto in tal senso ordini al riguardo dallo stratega Rodolfo Gonzaga, disobbedisce alle direttive e si getta nella mischia. Nel 1508 fronteggia gli imperiali ed è presente alla vittoriosa battaglia di Tai di Cadore. Non interviene, viceversa nella battaglia di Agnadello a favore di Bartolomeo d’Alviano, a detta di alcuni storici per la sua pusillanimità; altri pensano che la causa sia stata il tradimento di Giacomo Secco, altri ancora pensano che abbia evitato di impegnarsi secondo gli ordini del capitano generale della Serenissima Niccolò Orsini. Entra in Brescia e viene allontanato dalla città ad opera degli stessi abitanti. Di seguito affianca l’Orsini nel suo ripiegamento verso est ed alla difesa di Padova. Nonostante le critiche ricevute, i veneziani non rinunciano al suo servizio: da parte sua spesso si lamenta con le autorità per il trattamento ricevuto che ritiene inadeguato al suo ruolo, specie dal punto di vita economico. Nel novembre 1511 perde la moglie, morta di peste a Padova nella stessa settimana in cui muore anche il genero il conte Ludovico di San Bonifacio. Nell’ottobre 1513, alla guida dell’ala sinistra dell’esercito veneziano, viene travolto nella disfatta di Creazzo; annega nel fiume Bacchiglione appesantito dalla propria armatura mentre cerca di mettersi in salvo. Muore nello stesso scontro in cui perde la vita in combattimento il figlio Costanzo. È sepolto a Padova nella basilica di Sant’Antonio. Pietro Giustinian, piuttosto indulgente, nella sua opera “Dell’historia venetiana” lo ritiene”Capitano assai chiaro, e nell’impresa di questa guerra non mediocre”.
VITTORIO PIO
Biografia: https://condottieridiventura.it/vittorio-pio-figlio-di-antonio/
Figlio di Antonio, fratello di Costanzo. Muore nell’ottobre 1515.
Milita assieme con i congiunti al servizio della Serenissima. Catturato nel 1509 alla caduta di Peschiera del Garda e di nuovo nel 1513 a San Bonifacio insieme con il fratello Costanzo, Vittorio Pio viene liberato entrambe le volte tramite scambi di prigionieri. Continua a servire Venezia negli anni successivi; è segnalato alla difesa di Padova nel giugno 1514; sempre a Padova, nel febbraio 1515 prende parte ad una giostra organizzata in città da Bartolomeo d’Alviano. Nell’ottobre dello stesso anno segue i veneziani con la sua compagnia all’attacco alla rocca di Peschiera del Garda. Rimane ucciso nel corso di un assalto da un colpo di archibugio.
ALESSANDRO PIO
Biografia: https://condottieridiventura.it/alessandro-pio-signore-di-sassuolo/
Signore di Sassuolo, Brandola, Mocogno, Spezzano, Formigine e di altri castelli della montagna modenese. Figlio di Giberto III, fratello di Girolamo, padre di Giberto IV. Sposa Angela Borgia, cugina di Lucrezia Borgia. Padre di Roberto, Sigismondo e Giberto Pio. 1487 – 1517 (aprile).
Alessandro Pio eredita alla morte del padre Giberto, nel 1500, la signoria di Sassuolo ottenuta dalla cessione dei diritti su Carpi. Serve i Bentivoglio a Bologna insieme con i figli Roberto e Sigismondo. Nel 1506 sposa a Ferrara Angela Borgia, giunta in città al seguito della cugina Lucrezia, moglie del duca Alfonso d’Este. La sua signoria su Sassuolo viene ripetutamente contestata: gli è tolta dal duca di Ferrara nel 1507 dopo la sconfitta dei Bentivoglio, dai francesi nel 1510; nel gennaio 1511 è assegnata agli imperiali che dominano in Modena. Nel dicembre 1514 e nel gennaio 1515 riesce a rientrare in possesso di Sassuolo con un colpo di mano notturno. Si reca personalmente a Roma dal papa Leone X per difendere le proprie ragioni. Solo negli ultimi due anni di vita può finalmente esercitare in pace il dominio ereditato dal padre. Muore a fine aprile 1517 a Sassuolo dove è sepolto nella chiesa dei Servi; viene lodato da Ludovico Ariosto.
GIROLAMO PIO
Biografia: https://condottieridiventura.it/girolamo-pio-signore-di-sassuolo/
Signore di Sassuolo. Figlio di Giberto III, fratello di Alessandro Pio. Muore decapitato a Ferrara nell’ottobre 1528.
Al servizio della Serenissima Girolamo Pio prende parte nell’ottobre 1513 alla battaglia di Creazzo, la stessa in cui perdono la vita i congiunti Antonio e Costanzo. Nel 1523, approfittando delle lotte di fazione tra i Caula e i Mari che sconvolgono Sassuolo, si impadronisce della città a spese del nipote Giberto IV, figlio di Alessandro. E’ costretto ad abbandonare la località pochi mesi dopo per l’intervento di Guido Rangoni. Si ritira a Ferrara. Nel 1528, al servizio del duca di Ferrara Alfonso d’Este, si trova al comando della guarnigione di Reggio Emilia. Trama per consegnare ai pontifici la Porta di San Benedetto della città. Scoperto dal capitano della cittadella, viene condotto a Ferrara legato su una mula (agosto); rinchiuso nel castello estense, viene decapitato a fine ottobre dello stesso anno. Niccolò degli Agostini lo ricorda per il suo valore alla battaglia di Creazzo in “Li successi bellici seguiti nella Italia dai fatti d’arme di Geradada del 1509 fino al presente 1521.” “Da Carpi il conte hieronimo animo ardito/fa per la ciuffa meraviglia grande/e quanti tocca manda sopra il sito (a terra)/scorrendo il campo da tutte le bande./Chi rimane morto, e chi forte ferito/e li dava a gustar altro che glande;/cresce l’orgoglio, e la superbia monta/e una giente con l’altra si rafronta.”
LUCA PIO
Biografia: https://condottieridiventura.it/luca-pio/
Muore nel 1595 circa.
Luca Pio rappresenta, tra i membri della casata censiti nel sito, un condottiero attivo nelle guerre che avvengono fuori d’Italia. Trasferitosi in Francia a quindici anni per combattere come venturiere in Lorena, serve poi l’imperatore Ferdinando d’Austria contro i turchi in Ungheria; partecipa nel 1565 alla difesa di Malta durante il grande assedio ottomano. Fatto prigioniero nella guerra di Ginevra al servizio del duca di Savoia, viene liberato e inviato nel 1569 in soccorso del re di Francia Carlo IX ai danni degli ugonotti. Nel 1576 è nominato cavaliere dell’ordine dell’Annunziata. Negli ultimi anni di vita rientra a Ferrara dove diventa governatore di Reggio Emilia; ottiene, per volontà del papa Clemente VIII, il primo posto nel consiglio degli Estensi. Muore nel 1595 circa.




