I Gonzaga: L’arte Della Guerra E La Strategia Della Sopravvivenza

La dinastia Gonzaga costruì quattro secoli di potere attraverso il servizio militare, posizionando comandanti in ogni esercito rinascimentale mentre governava Mantova.

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La Dinastia Militare dei Gonzaga: Quattro Secoli di Guerra Strategica nell’Italia Rinascimentale

Il Contesto Storico e le Origini della Potenza Militare

Da modesti signori di campagna, i Corradi di Gonzaga, originari dell’area rurale tra il Po e l’Oglio, divengono una potente famiglia signorile che riesce a dominare Mantova per quattro secoli, assurgendo con il tempo al rango di potenza europea, ad imparentarsi con la famiglia imperiale, a fondare una corte che attira pittori (Leon Battista Alberti, il Mantegna), letterati (Torquato Tasso), musici (Claudio Monteverdi): una signoria che lascia una forte impronta nella storia politica, artistica e culturale sia italiana che europea. La dinastia dei Gonzaga conquista il potere e lo mantiene attraverso una gestione spregiudicata del “mestiere delle armi”. Preso il controllo della città e del vicino territorio nel 1328, con un colpo di mano violento ai danni dei Bonacolsi, i suoi membri divengono marchesi con Gian Francesco, duchi e marchesi del Monferrato con Federico II: è la loro opera a trasformare, nel corso del XV e del XVI secolo, la città di Mantova da semplice comune a cuscinetto strategico indispensabile, secondo le circostanze, ora all’una, ora all’altra potenza.

Geograficamente incuneati tra i giganti aggressivi dell’epoca — il ducato di Milano a ovest e la repubblica di Venezia a est — i Gonzaga capiscono presto che la loro sopravvivenza dipende dalla capacità di rendersi necessari. Non potendo competere per demografia o ricchezza con i potenti vicini, si specializzano nella fornitura di condottieri esperti nelle varie armi (cavalleria pesante, fanteria, cavalleria leggera). La famiglia diviene in tal modo una vera e propria fucina di comandanti e di capitani generali: mentre il signore regnante in Mantova mantiene un precario equilibrio diplomatico (spesso una neutralità “interessata”), i fratelli minori, i cugini ed i figli naturali militano con le loro compagnie a favore ora dell’una come dell’altra potenza, siano esse, in un primo momento, il ducato di Milano o la republica di Venezia e, successivamente, l’Impero, la Francia, la Spagna o il papato. Questa ramificazione permette alla casata di avere “un piede in ogni staffa”; garantisce, inoltre, che, qualsiasi sia l’esito finale di una guerra, vi è sempre un Gonzaga nel campo dei vincitori a proteggere gli interessi dei congiunti al servizio dei perdenti.

TABELLA GENEALOGICA DEL RAMO PRINCIPALE

LUDOVICO I 1334-1382 Padre di Francesco I. Uccide i fratelli Ugolino e Francesco per usufruire da solo del potere. Padre di Francesco I. Sposa Alda d’Este. Capitano del popolo di Mantova

FRANCESCO I 1366-1407 (marzo) Figlio di Ludovico I. Padre di Gian Francesco. Sposa Agnese Visconti (uccisa con l’accusa di adulterio) e Margherita Malatesta. Conte di Mantova

GIAN FRANCESCO 1395 (giugno)-1444 (settembre) Figlio di Francesco I. Padre di Ludovico II e di Carlo. Sposa Paola Malatesta. Marchese di Mantova

LUDOVICO II 1414 (giugno)-1480 (giugno). Figlio di Gian Francesco. Fratello di Carlo. Padre di Federico I, Giovanni Francesco e Rodolfo. Sposa Barbara di Brandeburgo. Marchese di Mantova

CARLO 1417 (maggio)-1456 (dicembre) Figlio di Gian Francesco. Fratello di Ludovico II. Sposa Lucia d’Este e Ringarda Manfredi

FEDERICO I 1441 (giugno)-1484 (luglio) Figlio di Ludovico II. Fratello di Giovanni Francesco e di Rodolfo. Padre di Francesco II e di Giovanni. Sposa Margherita di Wittelsbach. Marchese di Mantova

GIOVANNI FRANCESCO 1443-1496 Figlio di Ludovico II. Fratello di Federico I e di Rodolfo. Padre di Federico, Ludovico, Pirro e Febo. Sposa Antonia del Balzo. Capostipite del ramo di Sabbioneta e di Bozzolo

RODOLFO 1446-1495 (luglio). Figlio di Ludovico II. Fratello di Federico I e di Giovanni Francesco. Padre di Luigi. Sposa Anna Malatesta (uccisa con l’accusa di adulterio) e Caterina della Mirandola. Capostipite del ramo di Luzzara e di Castiglione delle Stiviere

FRANCESCO II 1466-1519 Figlio di Federico I. Fratello di Giovanni. Padre di Federico II. Sposa Isabella d’Este. Marchese di Mantova

GIOVANNI 1474-1516 Figlio di Federico I. Fratello di Francesco II. Sposa Laura Bentivoglio. Capostipite del ramo di Vescovato

FEDERICO II 1500-1540 Figlio di Francesco II. Fratello di Ercole e Ferrante. Sposa Margherita Paleologo. Marchese e duca di Mantova, marchese del Monferrato.

IL RAMO DI MANTOVA

Il ramo principale, detentore del titolo prima di capitano del popolo, poi di marchese e infine di duca, rappresenta il vertice politico della famiglia. Per i suoi membri la guerra è spesso subordinata alla ragion di stato.

Francesco I Gonzaga

Figura emblematica della transizione tra Trecento e Quattrocento, Francesco I incarna la politica pendolare della famiglia. Sposa Agnese Visconti (figlia di Bernabò) per siglare l’alleanza con la potente signoria di Milano, portando il “biscione” nello stemma di famiglia. In ogni caso la sua lealtà è pragmatica e spietata. Con l’avvento alla signoria milanese del conte di Virtù Gian Galeazzo Visconti (impossessatosi del potere a spese dello zio Bernabò) non esita a far decapitare la moglie con l’accusa di adulterio. Presto si alienaquest’ultimo per riorientare la sua politica verso Venezia. La sua vita è un continuo destreggiarsi tra le superpotenze del nord Italia. Seguendo l’esempio del, padre Ludovico I fa uccidere il fratello Febo, al fine di mantenere saldo nelle sue mani il controllo della signoria.

Gian Francesco Gonzaga

Figlio di Francesco I, è l’artefice della prima grande ascesa dinastica. Ottiene dall’Imperatore Sigismondo il titolo di marchese nel 1433. Condottiero tra i maggiori del suo tempo, è ricordato per avere incaricato il Pisanello ad affrescare una sala del palazzo Ducale di Mantova e per avere invitato nella città Vittorino da Feltre, che vi fonda la Cà Zoiosa, scuola celebre per la sua capacità di coniugare gli ideali umanistici con la fede cristiana. Gli ultimi anni della sua vita sono, tuttavia, poco felici: deve assistere, infatti, alla feroce rivalità che divide i figli Ludovico e Carlo e, nello stesso tempo, dover subire un ridimensionamento nel controllo delle sue terre a causa della sua politica filoviscontea perdente nella guerra con i veneziani.

Carlo Gonzaga

Fratello cadetto di Ludovico II e figlio di Gian Francesco. Grande di corpo, assai eloquente, condottiero consapevole del suo rango, uomo turbolento e di poca fede. Si rivela incapace di soddisfare la sua insaziabile sete di dominio nei vari tentativi da lui perpetrati di conquistare il potere, sia a Milano (capitano del popolo della Repubblica Ambrosiana) come a Mantova a spese del fratello. In quest’ultima lotta si dimostra particolarmente crudele nell’episodio relativo all’occupazione temporanea di Sabbioneta, allorchè invia al congiunto con le orecchie tagliate tutti i difensori del presidio locale.

Ludovico II Gonzaga

Conosciuto come il “Principe Prudente” o “il Turco”. Uomo ambizioso e nello stesso tempo, a detta delle fonti contemporanee, affabile, liberale, eloquente, religioso, nonché abile condottiero, prudente, leale, un uomo che pone il proprio onore, la propria fedeltà al servizio degli impegni assunti. Molti sono gli abbellimenti da lui promossi in Mantova. Si circonda, soprattutto, di artisti e letterati come il Mantegna, Leon Battista Alberti, il Platina, il Poliziano e Giovanni Pico della Mirandola. Attraverso il suo matrimonio con Barbara di Brandeburgo (Barbara di Hohenzollern) ottiene il risultato di allargare le relazioni esterne della sua casata. Alla sua morte suddivide il marchesato tra i figli Federico I, Giovanni Francesco e Rodolfo, indebolendo di fatto lo stato gonzaghesco e creando le premesse per un suo frazionamento in piccoli principati e signorie.

Federico I Gonzaga

Nella sua breve vita, come molti altri membri della sua famiglia, si rivela un saggio e valoroso capitano. Nemico dell’ozio. Protagonista in gioventù di una fuga romantica a Napoli con la quale sfida le vigenti logiche matrimoniali. Lascia un buon ricordo di sé come fine intenditore di lettere ed arte.

Francesco II Gonzaga

Forse il condottiero più celebre e discusso della dinastia. Nelle terribili vicende della storia d’Italia dei primi anni del 1500 si ha l’impressione da parte del Gonzaga di una sua continua incertezza. Strette le sue terre tra il ducato di Milano e la repubblica di Venezia, la sua azione (come quella di altri suoi predecessori) è volta a tenere il piede in due staffe o, per lo meno, a consentirgli di avere sempre libera una via d’uscita. Si rivela, inoltre, uomo sostanzialmente alieno da interessi di natura spirituale, impulsivo, improvvisatore, devastato dalla sifilide (numerosa è la lunga fila dei figli naturali), amante dei cavalli e delle giostre. La sua fama è legata alla battaglia di Fornovo del 1495. Al comando della Lega Italica, cerca di fermare la ritirata dell’esercito francese del re Carlo VIII. Sebbene l’esito finale sia incerto (o sfavorevole) perché i francesi riescono a sfondare le linee dell’esercito alleato, Francesco II ne celebra l’evento come un trionfo personale assoluto, commissionando opere d’arte per eternare la “vittoria”. La sua opera come amministratore non ha grande rilievo. Impegnato nelle guerre egli vive a lungo lontano da Mantova. In questo campo ha modo di far valere la sua capacità la moglie Isabella d’Este, che spesso si accolla il governo dello stato mentre il marito guerreggia lontano.

Federico II Gonzaga

Come condottiero non si dimostra dissimile dal padre. Sebbene ottenga il comando delle truppe pontificie, il suo interesse è, soprattutto, politico, da intendersi in senso negativo, caratterizzato come è da furberie e bassezze. Attraverso una spregiudicata strategia matrimoniale e l’alleanza di ferro con l’Imperatore Carlo V, ottiene l’ambito titolo di duca ed acquisisce il marchesato del Monferrato, raddoppiando in tal modo l’estensione dei domini gonzagheschi senza quasi colpo ferire. Mantiene una corte tanto numerosa da sfiorare le ottocento persone. Con questa premessa è comprensibile come le sue necessità finanziarie siano di gran lunga maggiori di quelle dei suoi predecessori. Le sue condotte riescono a finanziare solo una parte delle sue esigenze; per il resto deve attingere alle tasse, mezzo che i genitori hanno sempre accuratamente evitato.

IL RAMO DI SABBIONETA E BOZZOLO

Se Mantova è la mente politica della casata, Sabbioneta e Bozzolo ne sono il braccio armato. Questo ramo cadetto, originato da Giovanni Francesco Gonzaga, produce una stirpe di guerrieri irrequieti, al servizio della Francia o dell’Impero, talvolta in conflitto anche tra loro.

Giovanni Francesco Gonzaga (Conte di Rodigo)

Il fondatore del ramo. Terzogenito di Ludovico II, sposa Antonia del Balzo ereditando con il matrimonio legami profondi con il sud Italia. Alla sua morte lascia ai figli Pirro, Ludovico e Federico un territorio strategicamente cruciale nella bassa padana e una vocazione militare che avrebbe segnato la storia della famiglia per generazioni. Di indole pacifica, gli si attribuisce un’attività umanistica, letteraria ed artistica.

Federico Gonzaga da Bozzolo

Figlio di Giovanni Francesco, Federico lega il suo destino alla Francia. Si tratta di un capitano audace, celebre per il suo temperamento focoso che lo porta quasi a duellare, con il fratello Pirro, davanti al re Luigi XII per una questione d’onore. Prende parte alla battaglia di Pavia nel cui corso viene catturato dagli imperiali. Segnalato sempre al fianco del capitano avversario, il Connestabile di Borbone, corrompe alcuni soldati spagnoli e fugge con il Saint-Pol, Francesco di Borbone, allorchè si profila la possibilità di un loro trasferimento in Spagna. Riprende a lottare contro gli imperiali. Durante il conflitto si muove da Bevagna verso Todi: a causa del freddo incontrato nel viaggio, si aggravano le coliche che lo tormentano da tempo. Muore nella seconda località tra atroci dolori. La sua figura incarna l’ideale del cavaliere tutto d’un pezzo al servizio di una corona straniera. Sposa Giovanna Orsini.

Pirro Gonzaga da Bozzolo

Fratello di Federico, di Febo e di Ludovico. Padre di Carlo. Destinato dalla famiglia alla carriera ecclesiastica, alla morte del padre abbandona la vita religiosa per dedicarsi al mestiere delle armi. A causa dlla sua militanza con i francesi gli sono confiscati dagli imperiali i suoi possedimenti feudali, conferiti al nipote Luigi Rodomonte, figlio del fratello Ludovico. Preposto alla difesa di Sant’Angelo Lodigiano, vi viene catturato dal marchese di Pescara Ferdinando d’Avalos. Per la sua troppo rapida resa al nemico, viene aspramente rimproverato dal re di Francia Francesco I. Liberato per l’intervento della madre Antonia del Balzo, si ritira a Gazzuolo. Chiede la grazia all’imperatore Carlo V e combatte a favore degli imperiali contro francesi e veneziani. Sposa Emilia Bentivoglio.

Ludovico Gonzaga da Bozzolo

Si tratta del Gonzaga che deve gestire la difficile posizione della sua famiglia nelle guerre d’Italia del tempo. Se i fratelli Federico e Pirro combattono per la causa francese, egli si mantiene sempre fedele a quella imperiale. Il marchese di Mantova Federico II Gonzaga gli consegna i castelli già appartenenti al fratello Federico, appena morto a Todi. Deve pure affrontare la dolorosa ribellione del figlio Cagnino, schieratosi con gli avversari. Nessuno dei suoi cinque figli maschi gli sopravvive. Nomina allora come suo erede il nipote di nove anni Vespasiano, figlio di Luigi Rodomonte. Sposa Francesca Fieschi.

Luigi “Rodomonte” Gonzaga

Il gigante della famiglia. Figlio di Ludovico da Bozzolo, Luigi è soprannominato “Rodomonte” per la sua forza fisica straordinaria, capace di rompere ferri di cavallo e di abbattere nemici a mani nude. Capitano imperiale, è protagonista del sacco di Roma del 1527. Tra i più animosi nello scatenare i suoi uomini contro i difensori e tra i primi ad entrare nella città, riesce, nello stesso tempo, dopo la resa dei pontifici, ad aiutare il papa Clemente VII nella sua fuga da Roma, travestito da ortolano, ed a portarlo in salvo ad Orvieto. Amico di Ludovico Ariosto e poeta egli stesso, muore giovane colpito da una palla di archibugio alla spalla sinistra all’assedio di Vicovaro. Lascia il figlio, Vespasiano, alle cure della sorella Giulia, vedova di Vespasiano Colonna. Il figlio si rivelerà fondatore della città ideale, Sabbioneta, un progetto realizzato completamente nell’arco di trentacinque anni. Sposa Isabella Colonna. La moglie, per la quale ha combattuto duramente contro lo stesso papa per unirsi con lei in matrimonio, dopo due anni si risposerà con Filippo di Lannoy, principe di Sulmona.

Cagnino Gonzaga

Di nome Gianfrancesco, chiamato Cagnino dal padre Ludovico perché, da piccolo, piccolo di statura, si dimostra vivace come un cucciolo. Al contrario del fratello Luigi Rodomonte, sceglie di combattere a favore dei francesi contro gli imperiali. La sua decisione causa una frattura insanabile con il padre, che lo disereda e lo scaccia dai feudi aviti. Spirito ribelle, riesce a litigare con il suo capitano generale, Guido Rangoni, per il possesso di alcuni feudi nel parmense. A seguito di un’inchiesta da parte francese sono licenziati molti fanti facenti parte delle sue compagnie. Per vendicarsi, divulga alcune lettere di Pietro Aretino che mettono in berlina Cesare Fregoso, cognato del Rangoni. Vi è una nuova inchiesta, al cui termine ottiene il permesso di ritornare nei suoi posssedimenti per motivi di salute. Sposa Luigia Pallavicini. Dopo un anno dalla sua morte la donna contrae un nuovo matrimonio con il nipote del papa Paolo III Sforza Sforza di Santa Fiora.

Febo Gonzaga

Fratellastro naturale di Federico, Pirro e Ludovico. Sul piano militare Febo non è da meno dei congiunti. Al servizio dei veneziani, ed agli ordini del marchese di Mantova Francesco II Gonzaga, prende parte alla battaglia di Fornovo con l’incarico di curare l’aspetto logistico delle truppe della Lega Italica. La sua figura dimostra come, nella “ditta” militare Gonzaga, il valore sul campo è in grado di compensare una nascita anche illegittima, garantendo ruoli di comando e matrimoni prestigiosi. Sposa Margherita d’Este.

Ippolito Gonzaga

Figlio di Febo, continua la tradizione militare paterna al servizio dei francesi contro gli imperiali.

Carlo Gonzaga

Figlio di Pirro. Al pari del cugino Luigi Rodomonte, al quale è affidato da bambino, lascia di sé il ricordo di un uomo indomito, autore di imprese che sanno di leggendario. Si rivela un grande cavaliere, specie come quando, passando con il suo destriero sotto una porta ove alla volta è appesa una catena, vi si appende con le mani e, comprimendo con le gambe il dorso della cavalcatura, l’alza da terra. Tutta la sua vita (muore a 33 anni) è spesa nell’esercizio delle armi al servizio degli imperiali.

IL RAMO DI LUZZARA E CASTIGLIONE DELLE STIVIERE

Originato da Rodolfo, figlio di Ludovico III, anche questo ramo si distingue per condottieri solidi e spesso tragici, legati alla difesa dei confini settentrionali dello stato.

Rodolfo Gonzaga

La figura di Rodolfo è una delle più oscure e affascinanti. Eroe di guerra (le sue prime esperienze militari sono in Borgogna al servizio di Carlo il temerario) e diplomatico raffinato in gioventù, si macchia di un crimine orrendo uccidendo brutalmente per gelosia la prima moglie Antonia Malatesta. La sorprende con l’amante, un maestro di danza; la tira fuori dal letto, la conduce nuda nel cortile, la sodomizza in mezzo alla neve, si fa chiedere perdono e la ammazza con un colpo di daga alla testa. Trova la morte sul campo di battaglia di Fornovo nel 1495: nel vivo della mischia, alza la celata dell’elmo per riprendere fiato o per dare ordini; è colpito mortalmente al volto da uno stocco francese. La sua morte danneggia in modo enorme il campo della Lega Italica, per la perdita della vera testa pensante dell’esercito comandato dal capitano generale Francesco II Gonzaga. Sposa in seconde nozze Caterina della Mirandola.

Luigi Gonzaga

Figlio di Rodolfo, rimasto orfano dopo la battaglia di Fornovo, cresce imparando l’arte della guerra. Diviene presto un esperto di poliorcetica (l’arte degli assedi) al servizio di pontiifici, veneziani ed imperiali. E’ il fondatore della linea di Castiglione delle Stiviere, il cui esponente più illustre, a fine secolo, sarà San Luigi Gonzaga. E’ incolpato in più di un’occasione di delitti famosi, come quelli del duca di Urbino Francesco Maria della Rovere e del duca di Parma Pierluigi Farnese. Sa coltivare anche l’amore per le lettere; in più occasioni ha modo di ospitare letterati come Matteo Bandello e Pietro Aretino.

IL RAMO DI NOVELLARA

E’ questo un ramo collaterale antico, che mantiene una forte autonomia ed una spiccata vocazione militare e che spesso opera come “riserva” strategica per i cugini di Mantova.

Giampiero Gonzaga

Conte di Novellara, consolida il piccolo stato attraverso una politica di alleanze locali e condotte militari. E’ il padre di una generazione di soldati che si distinguono nelle guerre feroci della seconda metà del Cinquecento. Padre di Alessandro e di Annibale.

Alessandro Gonzaga

Fratello di Annibale, milita al servizio degli imperiali. E’ ricordato per un episodio di cavalleria avvenuto durante il sacco di Roma. Mentre i lanzichenecchi devastano la città, egli riesce a salvare la marchesa di Mantova Isabella d’Este, sua parente, facendola rifugiare nel Palazzo Colonna e proteggendola dalla furia dei soldati. Una dimostrazione della casa Gonzaga, come i legami di sangue prevalgano sulle logiche di schieramento.

Annibale Gonzaga

Fratello di Alessandro. Al contrario del congiunto milita a favore dei francesi contro gli imperiali. Colpito da una pallottola d’archibugio o da un colpo d’artiglieria, trova la morte in Piemonte nel 1537 in un assalto notturno alla città di Busca.

IL RAMO DI VESCOVATO

Si tratta dell’unico ramo ancora esistente della famiglia Gonzaga. Suo fondatore è Giovanni, fratello di Francesco II.

Giovanni Gonzaga

Uomo d’armi e di corte, Giovanni facilita sempre le iniziative del fratello Francesco II e del nipote Federico II. Generale capace e diplomatico accorto, milita agli stipendi di pontifici, imperiali e del duca di Milano Massimiliano Sforza. Le sue numerose condotte gli permettono di accumulare ricchezze e feudi che permetteranno al ramo di Vescovato di prosperare.

Sigismondo Gonzaga

Figlio di Giovanni, Sigismondo è un militare attivo in Lombardia, noto per le sue azioni di disturbo e reclutamento. Muore giovane, ma fa in tempo a dimostrare il valore della sua linea dinastica.

Alessandro Gonzaga

Fratello di Sigismondo, condivide con lui il mestiere delle armi e una fine precoce. Muore nel 1527 per un colpo di artiglieria.

ALTRI CONDOTTIERI DELLA CASATA

Bartolomeo Gonzaga

Figura arcaica, attiva tra il XIV e il XV secolo, Bartolomeo rappresenta l’epoca dei capitani di ventura “puri”. Esperto nella costruzione di bastie e nelle guerre fluviali, opera in un tempo in cui i Gonzaga stanno ancora costruendo la loro legittimità signorile.

Giulio Gonzaga

Capitano attivo all’inizio del Cinquecento, lega la sua spada alla casa d’Este. Le sue scorrerie nel Polesine contro i veneziani sono documentate come esempi di quella guerra di confine endemica che caratterizza i rapporti tra gli stati padani.

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