Una dinastia feudale tra alleanze mutevoli e faide di sangue
La fortuna della casata inizia nel secolo XII grazie a Guido I da Fogliano, considerato il capostipite. I suoi legami con altre realtà feudali del territorio emiliano si rafforzano allorché lo stesso Guido sposa una sorella del papa Innocenzo IV, della nobile famiglia ligure dei Fieschi. Tra il Trecento e il Quattrocento il casato dei da Fogliano è una delle grandi potenze feudali dell’Emilia, capace di alternare fedeltà guelfe e ghibelline a seconda della convenienza del momento e di contendere a lungo la signoria di Reggio Emilia a rivali come i Gonzaga, gli Scaligeri e gli Estensi. Il loro dominio, fondato su un fitto reticolo di castelli tra Carpineti, Scandiano, Dinazzano e Casalgrande, si intreccia con le vicende delle maggiori signorie del nord Italia: i della Scala di Verona, i Gonzaga di Mantova, i Visconti di Milano. E’ una famiglia segnata da tradimenti interni, prigionie, esecuzioni sommarie e omicidi tra consanguinei, ma anche da momenti di grande prestigio, come testimonia il celebre affresco di Simone Martini nel Palazzo Pubblico di Siena dedicato a uno dei suoi membri più noti. Le schede che seguono ricostruiscono, sulla base delle informazioni pubblicate sul sito condottieridiventura.it i legami di parentela e le vicende dei principali esponenti della casata, dalla generazione dei quattro fratelli attivi a inizio Trecento (Giberto, Guidoriccio, Giovanni Riccio e Guglielmo) fino a Carlo, ultimo dei da Fogliano signori di Reggio. Chiude la rassegna Corrado da Fogliano, alias Corrado Sforza, appartenente alla stessa famiglia nobile di Reggio Emilia, figlio di Marco e di Lucia Terzani, amante per lunghi anni quest’ultima del condottiero Muzio Attendolo Sforza: fratello uterino, quindi, di Francesco, Alessandro, Giovanni e Leone Sforza. Da qui la decisione da parte dei cronisti coevi di rammentarne spesso le gesta come Corrado Sforza.
GIBERTO DA FOGLIANO
Di Reggio Emilia. Ghibellino. Url della biografia: https://condottieridiventura.it/giberto-da-fogliano-ghibellino/.
Figlio di Niccolò e di Caterina della Scala, figlia di Alberto. Fratello di Giovanni Riccio, Guglielmo, Guidoriccio, Tommaso e Matteo. Padre di Ludovico (morto per le ferite riportate in combattimento durante la prigionia a Mantova), Bernardino (annegato nel crollo di un ponte levatoio durante un assalto a Reggio Emilia), Daria (andata sposa ad Azzo da Sesso, ad un certo punto della sua vita considerata “Impudica”), Guido Savina, Matteo (uomo d’armi), Francesco (altro uomo d’armi, muore impiccato). E’ anche padre di una figlia monaca lasciata morire in miseria dai fratelli e di un’altra da lui stesso uccisa. Muore probabilmente nel 1372.
Signore di Reggio Emilia, Carpineti, Dinazzano, Ventoso, San Valentino, Arceto, Sabbione, Scandiano e di numerosi altri castelli del reggiano, Giberto è il più potente e il più spregiudicato dei quattro fratelli da Fogliano. Attivo fin dagli anni Venti del Trecento nelle lotte tra guelfi e ghibellini a Reggio Emilia, passa apertamente al partito imperiale con la discesa in Italia di Ludovico il Bavaro arrivando ad organizzare l’assassinio del rettore pontificio della città. Ottiene più volte il vicariato imperiale e, infine, la piena signoria di Reggio Emilia che mantiene e riconquista a più riprese grazie ad alleanze con gli Scaligeri di Verona, i Gonzaga di Mantova e gli Estensi di Ferrara. E’ catturato in battaglia in almeno due occasioni, la seconda delle quali gli costa la prigionia in una gabbia di legno a Mantova, da cui vede morire il figlio Ludovico. Riconquista comunque potere e castelli fino alla vecchiaia, quando si rinchiude nella fortezza di Reggio Emilia di fronte al ritorno dei Gonzaga. Sconfitto, alla fine, dopo un periodo di tregua, muore, probabilmente nel 1372, in prigione nella stessa Reggio Emilia, dove si trova rinchiuso con i suoi famigliari. Data la natura di tale personaggio ambivalenti sono le citazioni, che lo riguardano, da parte di cronisti e storici più o meno contemporanei alla sua attività. “Valoroso e accorto Capitano del tempo suo”, per Francesco Sansovino nella sua opera “Della origine e dei fatti delle famiglie illustri italiane”. Ben altra immagine è quella fornita da S. e P. Gazata nella loro cronaca riguardante i fatti di Reggio Emilia “Hic vero fuit potentior et nobilior in orbe omnibus suo tempore, quem scelera hactenus commissa ad hunc finem conduxerunt la morte violenta di quattro figli su sei e l’uccisione, da parte sua, di una delle tre figlie” “Chronicon regiense ab anno 1272 ad 1388”.
GIOVANNI DA FOGLIANO/GIOVANNI RICCIO DA FOGLIANO
Di Reggio Emilia. Url della biografia: https://condottieridiventura.it/giovanni-da-fogliano/.
Figlio di Niccolò e di Caterina della Scala, figlia di Alberto, a sua volta, fratello di Mastino. Fratello di Giberto, Guidoriccio, Guglielmo, Tommaso e Matteo. Muore verso il 1350.
Signore di Reggio Emilia e di Carpineti, Giovanni combatte sin dal 1317 al fianco dei fratelli nelle guerre cittadine di Reggio Emilia. E’ tra gli organizzatori dell’uccisione del governatore pontificio Angelo di Sant’Elpidio nel 1327, gesto che apre la strada all’alleanza della famiglia con l’imperatore Ludovico il Bavaro e con i della Scala, signori di Verona e di Lucca. Ottiene insieme al fratello Giberto il vicariato imperiale di Reggio Emilia riscuotendo pesanti tributi dagli abitanti della città. Scacciato in seguito da Reggio, trova rifugio e stipendio presso Mastino della Scala, signore di Verona, che riconosce alla amica casata il possesso di numerosi castelli tra cui Carpineti. Partecipa ancora, già anziano, agli assalti contro Reggio Emilia condotti insieme con i fratelli Giberto e Guidoriccio. Muore verso il 1350.
GUIDORICCIO DA FOGLIANO
Di Reggio Emilia. Url della biografia: https://condottieridiventura.it/guidoriccio-da-fogliano/.
Figlio di Niccolò e di Caterina della Scala. Fratello di Giberto, Giovanni Riccio, Guglielmo, Tommaso e Matteo.1290 ca. – 1352 (giugno)
Guidoriccio è senza dubbio il più celebre membro della famiglia, immortalato nell’affresco che Simone Martini dipinse nella Sala del Mappamondo del Palazzo Pubblico di Siena per celebrare la sua conquista del castello di Montemassi nel 1328. Mantiene per sette anni l’incarico di capitano di guerra della repubblica di Siena, un’incombenza rinnovata semestralmente nonostante ripetute accuse di codardia e persino di intelligenza con il nemico. Conduce assedi in Maremma contro i conti di Santa Fiora e contro Massa Marittima: è armato cavaliere sul campo dopo la vittoria di Giuncarico. Rientrato a Reggio Emilia, alterna periodi di signoria cittadina a fasi di esilio presso la corte scaligera di Verona, per conto dei quali ricopre la mansione di podestà a Padova ed a Verona. Catturato più volte in battaglia, si annovera una sua prigionia a Venezia nel 1338 insieme con diversi membri della sua famiglia. Nel 1343 fa parte dela Grande Compagnia di Guarnieri di Urslingen con il grado di maresciallo. Nel 1351, a seguito della morte a Verona del signore della città Mastino della Scala viene scacciato dalla località con tutti i membri della sua famiglia. Fa ritorno a Siena dove muore a metà giugno dell’anno successivo. E’ sepolto a Camporeggio nella chiesa di San Domenico con solenni esequie che costano al comune la somma di 500 fiorini. Tutte favorevoli le citazioni che lo riguardano specie dagli autori di oggigiorno. “Deve larga parte della sua fama all’attività come comandante militare, tanto vi fu chi vide in lui (Michael Mallett) un precursore di tanti condottieri quattrocenteschi e un rappresentante della continuità nelle tradizioni militari italiane” Francesco Bozzi in “Capitani coraggiosi. I Fogliano di Reggio Emilia, cittadini e nobili veneziani”. A nostro parere il più bello elogio è quello che ne fa Giorgio Batini in “Capitani di Toscana” “Non è toscano, ma è il cavaliere della Toscana, il più bel capitano che abbia mai guidato un esercito in Toscana. Il più bello e il più famoso nel mondo, perché il ritratto non glielo fece un pittore qualunque, ma Simone Martini, e non su un muro qualunque, ma su una grande parete della Sala del Mappamondo del Palazzo Pubblico di Siena, sulla quale..Guidoriccio sta avanzando, da oltre sei secoli e mezzo, all’assedio di Montemassi”.
GUGLIELMO DA FOGLIANO
Di Reggio Emilia Url della biografia: https://condottieridiventura.it/guglielmo-da-fogliano/.
Figlio di Niccolò e di Caterina della Scala. Fratello di Giberto, Guidoriccio, Giovanni Riccio, Tommaso e Matteo. 1275 ca. – 1355 ca.
Maggiore dei fratelli per età, Guglielmo diviene signore di Reggio Emilia. Ricopre incarichi pubblici già a partire dal primo decennio del Trecento, come capitano del popolo e podestà di Parma: in tale veste rafforza le difese di Borgo San Donnino (Fidenza). Ottiene il vicariato imperiale di Reggio Emilia negli anni Trenta insieme con i fratelli; agli stipendi degli Scaligeri prende parte parte alla guerra di Lucca contro i pisani; catturato, viene presto liberato. Sempre fuori dall’Emilia, nel 1349 milita al soldo di Luigi di Taranto contro il re Ludovico d’Ungheria. Prende parte alla battaglia di Melillo di Napoli contro gli ungheri comandati da Corrado Lupo. Gli angioini caricano la prima linea avversaria; la schiera, invece di resistere all’urto, si apre sui fianchi per fare entrare gli attaccanti. Questi sono così costretti ad affrontare un nuovo fronte che, in breve, preclude loro ogni possibilità di movimento per la cavalleria. Guglielmo da Fogliano viene fatto prigioniero e spogliato delle armi. E’ liberato dietro il pagamento di una taglia e la promessa che non avrebbe più combattuto gli ungheri. Negli ultimi anni della sua vita è ancora impegnato per conto degli Scaligeri contro Bologna; nel 1352 è segnalato nuovamente nel regno di Napoli dove, con Giovanni di Asperg, sconfigge a Cesa in Campania la compagnia di ventura condotta da Bertrando della Motta (nello scontro sono catturati 22 connestabili tedeschi, 300 cavalli e 400 fanti). Muore poco dopo verso il 1355.
FRANCESCO DA FOGLIANO
Guelfo. Url della biografia: https://condottieridiventura.it/francesco-da-fogliano-guelfo/.
Figlio di Giberto. Fratello di Guido Savina, Ludovico, Bernardino, Daria, Matteo e di altre due sorelle. Sposa Elisabella Ordelaffi. Non si conosce il nome dei figli, neppure di quello che ne ha vendicato la morte uccidendo il fratello Guido Savina. Muore impiccato nel dicembre 1372.
Milita dapprima al soldo del signore di Milano Bernabò Visconti, per poi passare all’alleanza fiorentina e quindi a quella della Chiesa contro i Visconti stessi. Nel 1354 uccide a tradimento il fratello Matteo, signore di Scandiano e Dinazzano, con un figlio impadronendosi in tal modo dei suoi due castelli. Lo coadiuvano nell’azione i fratelli Guido Savina e Bernardino. L’anno seguente prende parte con il padre Giberto all’assalto al convento benedettino dei Santi Pietro e Prospero in Reggio Emilia: viene catturato dalle truppe di Feltrino Gonzaga accorse in soccorso dei monaci. Nel giugno 1372, al comando delle truppe che si oppongono a Bernabò Visconti, è sconfitto e catturato presso Rubiera. E’ condotto a Reggio Emilia ed è trattenuto nella locale cittadella. A dicembre, il giorno di Sant’Ambrogio, viene impiccato ad un merlo della torre di San Bernardo che guarda verso Scandiano: il fratello Guido Savina, infatti, si è rifiutato di consegnare ai Visconti Scandiano e Dinazzano in cambio della sua liberazione. Il suo cadavere rimane appeso alle mura per nove giorni. Sarà tumulato nella cattedrale di Reggio Emilia davanti all’altare di Santa Lucia. Negative le citazioni al suo riguardo, sia quella di Pompeo Litta (Famiglie celebri d’Italia), che quella di Guido Panciroli (Rerum historicarum patriae suae). “Uomo ch’era famoso per le sue scelleratezze”, il primo “Uomo fuor di modo facinoroso, furfante, più ribaldissimo di tutti”, il secondo.
GUIDO SAVINA DA FOGLIANO
Url della biografia: https://condottieridiventura.it/guido-savina-da-fogliano/.
Figlio di Giberto. Fratello di Francesco, Ludovico, Bernardino, Daria e di altre due sorelle rimaste innominate. Padre di Carlo. Sposa Margherita della Palude. Muore assassinato nel suo letto nell’ottobre 1374.
Signore di Scandiano, Paullo, Carpineti, Salvaterra, Dinazzano e di numerosi altri castelli del reggiano. Guido Savina viene catturato una prima volta a Padova nell’agosto 1337 allorché Pietro dei Rossi libera la città, per conto dei veneziani, dal dominio degli Scaligeri. Nel 1355 affianca il padre Giberto ed il fratello Francsco nell’assalto al convento dei Santi Pietro e Prospero. Di seguito milita al servizio del signore di Milano Bernabò Visconti contro le truppe della lega antimilanese. Nell’aprile 1363 è sconfitto e fatto prigioniero da Francesco da Carrara nella battaglia che si svolge alla bastia di Solara. Dopo la cattura del fratello Francesco a Rubiera nel 1372, Bernabò Visconti gli offre la liberazione del congiunto in cambio della cessione dei suoi territori: Guido Savina non risponde alla richiesta e Francesco viene impiccato. L’anno seguente Bernabò Visconti lo investe di ventiquattro castelli, anche a scapito dei figli dello stesso Francesco, e dà in moglie al figlio di Guido Savina, Carlo, ancora impubere, una figlia naturale dello stesso Bernabò, Isotta. Nel 1374, dopo aver riconquistato Scandiano perduta temporaneamente a causa di un attacco della lega antiviscontea, Guido Savina è assassinato nel proprio letto da uno dei figli del fratello Francesco che, in tal modo, riesce ad impadronirsi di Scandiano con il favore degli abitanti. E’ sepolto di notte da pochi fedeli ed il suo cadavere non sarà mai trovato. “Uomo di grande valore”: questo il giudizio unanime sia di Pasquale Litta, che di Corrado Argegni in “Condottieri, capitani, tribuni”.
CARLO DA FOGLIANO
Conte. Url della biografia: https://condottieridiventura.it/carlo-da-fogliano-conte/.
Figlio di Guido Savina. Sposa Isotta Visconti, figlia naturale di Bernabò Visconti. Il matrimonio sarà annullato nonostante la nascita di un figlio. Suocero del signore di Parma Ottobono Terzi. 1350 ca. – 1423 (ottobre)
Signore di Scandiano, Carpineti, Valestra, Casalgrande, Arceto e di altri castelli ereditati dal padre Guido Savina. Scacciato da Modena dagli Estensi nel 1391,si allea con i Visconti di Milano che gli riconoscono il possesso dei suoi beni. Dotato di un animo non dissimile a quello di altri esponenti della sua casata, si macchia di un duplice omicidio ai danni di consanguinei. Nel 1395 uccide a tradimento il parente Niccolò da Fogliano, mentre questi sta uscendo dalla rocca di Rondinara per assistere alla messa; subito dopo fa catturare ed uccidere anche Boccadoro da Fogliano per impadronirsi dei suoi castelli di Viano e di San Romano. Al servizio di Gian Galeazzo Visconti prende parte nel 1402 alla battaglia di Casalecchio di Reno ed alla successiva conquista di Bologna. Alla morte del duca di Milano passa al soldo di Firenze e degli Estensi. Con il tempo diviene uno stretto alleato del signore di Parma, il condottiero Ottobono Terzi, di cui diviene anche suocero, condividendone l’ascesa e il tramonto: è, infatti, presente al fianco del Terzi quando costui viene ucciso a tradimento da Muzio Attendolo Sforza nel 1409. Riesce nell’occasione a salvarsi fuggendo a piedi: nella successiva campagna perde in breve tutti i suoi beni e i suoi castelli per mano del signore di Ferrara Niccolò d’Este. Trascorre gli ultimi anni della vita a Quercioli, ridotto in condizioni ben lontane da quelle della sua famiglia in origine. Le fonti citate lo definiscono “l’ultimo de’ Fogliani, a’ quali fosse permessa la violazione di tutte le leggi dell’umanità” Pompeo Litta. Con la sua morte “si può dire che fosse il fine della riputatione e della grandezza del suo sangue” Francesco Sansovino.
CORRADO DA FOGLIANO, detto anche Corrado Sforza
Url della biografia: https://condottieridiventura.it/corrado-da-fogliano/.
Come si è anticipato usurpazioni, delitti e vendette si seguono nella fase finale di questa casata, che appare già in rovina nei primi anni del 1400. Ne emerge, alla fine, Corrado, ultimo esponente di rilievo della casata, figlio di Marco e di Lucia Terzani, concubina per un decennio (1401-1411) del condottiero Muzio Attendolo Sforza dal quale ebbe otto figli. Nello stesso 1411 la donna sposa Marco da Fogliano, appartenente alla nobile famiglia di Reggio Emilia, che si trova al servizio dello stesso condottiero. Nascono tre figli, tra cui Corrado e Rinaldo, entrambi militanti agli ordini del fratello uterino Francesco Sforza, e Bona Caterina, moglie di un altro condottiero sforzesco, Troilo da Rossano. Sposa Gabriella Gonzaga, vedova di Giberto da Correggio e figlia naturale del marchese di Mantova Ludovico. 1410 – 1470 (dicembre)
Marchese di Viguzzolo e signore di Castelnuovo Fogliani, Corrado segue sempre da vicino per tutta la vita le sorti militari e politiche del fratello Francesco Sforza. Combatte sempre al suo fianco fino alla conquista del ducato di Milano da parte del congiunto; partecipa alla battaglia di Caravaggio e a numerosi scontri contro i veneziani ed il marchese del Monferrato; rimane gravemente ferito da uno spiedo alla testa nel 1453 durante la riconquista di Castelleone. E’ investito del feudo di Viguzzolo, ottiene la cittadinanza di Milano ed è inviato in più occasioni come ambasciatore sforzesco presso il re di Francia Luigi XI. Regge il governatorato di Savona e quello di Genova per conto del nipote Galeazzo Maria Sforza dal 1468 fino alla morte. Muore a Milano alla fine del 1470; viene sepolto nel duomo cittadino. Capostipite del ramo dei Fogliani Sforza d’Aragona. Molti sono gli elogi di vari commentatori nei suoi confronti: si va da Pier Candido Decembrio (“Fece valoroso e fedel servizio in molte guerre”), a Francesco Sansovino (Il quale esercitandosi nella militia, seguì le bandiere del detto Sforza”), alla più recente valutazione espressa da Vittorio Spreti nell'”Enciclopedia storico nobiliare italiana” “Mostrò sempre fedele attaccamento allo Sforza, e molta avvedutezza e prudenza”.






