I Condottieri Savelli di Roma: Una Famiglia in Guerra

Quindici condottieri Savelli dalla Roma medievale alle guerre rinascimentali: battaglie, tradimenti, feudi e morti violente.

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Paolo Savelli, Giovambattista Savelli
Paolo Savell a sinistra, Giovambattista Savelli a destra

Come una famiglia baronale romana costruì, perse e combatté per riconquistare il proprio potere nel corso di due secoli tormentati

I Savelli sono una delle più antiche e potenti famiglie baronali di Roma, la cui storia si intreccia per oltre due secoli con le sorti dello stato della Chiesa, con le lotte di fazione tra guelfi e ghibellini, con gli interessi delle grandi monarchie europee che si contendono l’Italia tra Quattrocento e Cinquecento. La famiglia vanta due papi, Onorio III ed Onorio IV (nonché altri tre pontefici vissuti tra il VI ed il IX secolo). Signori di Palombara Sabina, Castel Gandolfo, Ariccia, Rignano Flaminio, Albano Laziale e di numerosi altri castelli nel Lazio, i Savelli esercitano per generazioni un controllo territoriale fondato sulla forza militare e sul gioco spregiudicato delle alleanze.

Come molte grandi casate romane, la famiglia si divide in rami distinti, oscillando tra l’orbita colonnese-ghibellina e quella orsino-guelfa, cambiando schieramento a seconda delle convenienze del momento. I loro condottieri combattono per papi, re di Napoli, duchi di Milano, veneziani e francesi, sempre cercando di preservare ed ampliare i propri patrimoni feudali. La casata esprime figure di primo piano nell’arte della guerra, uomini lodati e vituperati dalle fonti, capaci di gesti di straordinario coraggio, di altrettanta brutalità e di gretta avidità. Nella seconda metà del Cinquecento il ramo principale (quello di Palombara Sabina) si estingue nella linea maschile; i feudi passano ad altre casate. Di seguito sono riportate le schede dei condottieri censiti nel sito condottieridiventura.it, ordinate cronologicamente per periodo di attività.

JACOPO SAVELLI URL: https://condottieridiventura.it/jacopo-savelli-guelfo/

+1355 ca. Di Roma. Figlio di Pandolfo. Nipote del papa Onorio IV.

“Grande e potente baron di Roma” Sansovino, “Uno dei baroni più violenti” Ciucciovino, “Nipote del pontefice Onorio IV, fu il principale esponente del casato nei primi decenni del Trecento” Vendittelli. Jacopo Savelli è senatore di Roma in più riprese e vicario angioino della città per conto del re di Napoli Roberto d’Angiò. Instabile e violento per indole, si allea prima con i Colonna contro gli Orsini, poi cambia partito, abbraccia la causa imperiale di Ludovico il Bavaro ed è presente alla sua incoronazione imperiale avvenuta a Roma nel gennaio del 1328. E’ tra i principali avversari di Cola di Rienzo, contro cui organizza congiure e fa affiggere manifesti sediziosi. Nel 1348, irrompe con i suoi fautori nel Campidoglio e costringe il tribuno alla fuga. Nominato senatore con Bertoldo Orsini, fa distruggere i documenti del governo di Cola di Rienzo e permette il saccheggio dello stesso Campidoglio. Persevera per decenni come protagonista dei rivolgimenti romani, alternando attacchi sacrileghi (la demolizione del campanile della chiesa di Sant’Angelo in Pescheria nel 1337) ad improvvise riconciliazioni con la Santa Sede. Muore intorno al 1355.

LUCA SAVELLI URL: https://condottieridiventura.it/luca-savelli-guelfo/

+1388 Figlio di Giovanni Battista. Padre di Paolo. Sposa Lieta da Carrara. Signore di Civita Castellana, Tivoli, Montasola

“Soldato ardito e valoroso” Litta, “Assai ricordato nelle istorie delle cose romane del sec. XIV e nella vita di Cola di Rienzo” F. Scifoni (Dizionario biografico universale). Luca, appartenente alla fazione guelfa, risulta una delle figure più attive della scena romana nella seconda metà del Trecento. Alleato del prefetto di Roma Giovanni di Vico, viene scomunicato nel 1344 per avere attaccato i possedimenti della Santa Sede; successivamente si riconcilia più volte con i pontifici, alternando fasi di obbedienza a periodi di ribellione aperta. Nel 1348, collegato con Giordano Orsini e Sciarretta Colonna, costringe Cola di Rienzo a rifugiarsi prima in Castel Sant’Angelo e poi a darsi alla fuga travestito da frate. Nominato con Bertoldo Orsini senatore di Roma, assume il titolo di capitano del popolo e dichiara decaduti i decreti del governo precedente. Sul muro del Campidoglio compare il ritratto di Cola di Rienzo dipinto con la testa in giù assieme con due suoi congiunti. Quattro anni dopo è scacciato da Roma con i suoi fautori dal senatore Rinaldo Orsini. Trascorrono pochi giorni e rientra nella città; il rettore cittadino Giovanni Cerroni si sottrae alla cattura riparando negli Abruzzi. Nell’ottobre 1354 si solleva con i membri della sua famiglia ed i Colonna ai danni di Cola di Rienzo, rientrato in precedenza al governo di Roma con il titolo di tribuno. Il rivale viene catturato dalla popolazione mentre sta cercando di fuggire travestito da carbonaio: è ferito e marchiato a fuoco, gli sono tagliate le mani ed è sventrato, alla fine è condotto alle case dei Colonna per esservi impiccato. Negli anni seguenti il Savelli si segnala perché, unitosi con la compagnia di ventura di Anichino di Baumgarten, depreda la campagna romana. Cambia la situazione ed è inviato dagli abitanti di Roma ad Avignone allo scopo di implorare il papa Gregorio XI a ritornare con la curia nella città eterna. Non mancano nel frattempo suoi conflitti ora con la casa degli Orsini, ora con quella degli dell’Anguillara. Nel 1378 fallisce a Roma un suo tentativo, condotto con il conte di Fondi Onorato Gaetani, di strappare il potere al partito popolare che domina in Campidoglio. La conseguente repressione è spietata nei confronti delle 400 persone coinvolte nel tentativo di rivolta. Eletto nel 1388 governatore di Tivoli dal papa Urbano VI, riesce a respingere dalla città, nella guerra che vede di fronte come avversari papa ed antipapa, un attacco portato dalla Compagnia dei Bretoni. Muore l’anno successivo.

PAOLO SAVELLI URL: https://condottieridiventura.it/paolo-savelli-di-roma/

1340 ca.-1405 (ottobre) Figlio di Luca. Padre di Giovanni Battista, nominato da papa Martino V custode del conclave con il titolo di Maresciallo di Santa Romana Chiesa. Sposa Costanza Savelli, del ramo di Albano Laziale. Signore di Rignano Flaminio, Nazzano, Fianello, Montebuono, Montasola, Cresperia, Cantalupo in Sabina, Forano, Poggio Nativo, Poggio Moiano, Montorio Romano, Castelchiodato.

Unanimi sono gli elogi nei suoi confronti da parte dei commentatori di ogni età, riassumibili tutti nel giudizio espresso dal Laugier “Passava per uno de’ più rinomati Capitani del suo secolo.” Paolo Savelli è in effetti il più celebre condottiero della sua casata per tutto il secolo XIV. Dopo avere seguito il padre nelle sue scorrerie nella Campagna romana, milita nella Compagnia di San Giorgio di Alberico da Barbiano, si distingue nella battaglia di Marino contro la Compagnia dei Bretoni (1379) per passare successivamente al servizio, per quasi vent’anni, del conte di Virtù e duca di Milano Gian Galeazzo Visconti: è chiamato da quest’ultimo a far parte del suo consiglio segreto. Alla testa delle truppe viscontee devasta più volte il senese e l’aretino, sconfigge Giovanni Acuto ed i fiorentini in più scontri. In questo periodo fa avvelenare, durante un banchetto, il condottiero avversario Filippo Guazzalotti, catturato di recente dai suoi uomini. L’ordine gli viene dallo stesso Visconti, che ha così modo di ricambiare un analogo gesto compiuto dai fiorentini ai danni di Giovanni degli Ubaldini. Nel 1404 passa al servizio della Serenissima; divenuto capitano generale, affronta i carraresi conducendo una brillante campagna nel padovano mediante al ricorso di stratagemmi e diversivi che lo rendono celebre. Ferito più volte, non si dà mai per vinto. Muore di peste nell’ottobre 1405 al campo del Bassanello. E’ sepolto con grandi onori a Venezia, alla presenza del doge Michele Steno, nella chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari. Nella sua urna vi è una statua equestre in legno dorato e policromo opera di Jacopo della Quercia.

EVANGELISTA SAVELLI URL: https://condottieridiventura.it/evangelista-savelli-fratello-di-cristoforo

+1462 (maggio) Fratello di Cristoforo.

Milita alternativamente per il duca di Milano Francesco Sforza e per la Serenissima durante le guerre lombarde degli anni Cinquanta del Quattrocento. Cede più volte alle lusinghe del nemico del momento in cambio di condizioni più vantaggiose. Nel luglio 1452 diserta dal campo sforzesco a quello veneziano; nel dicembre dello stesso anno si accorda con Alessandro Sforza. Con la sua defezione permette agli avversari di impadronirsi di una fortezza chiave, la bastia di Abbadia Cerreto posta alla guardia della riva sinistra del fiume Adda verso Lodi. Gli è posta sulla testa una taglia di 5000 ducati per chi lo consegni vivo, di 3000 per la consegna del suo cadavere. Una taglia è pure posta sul suo uomo d’arme, Francesco da Celano, colpevole di avere condotto le trattative. Il ritratto infamante del Savelli, impiccato per i piedi, compare a Venezia sui muri del bordello pubblico vicino a Rialto. Muore a Milano dieci anni dopo in estrema povertà. La corte milanese è costretta a versare ai suoi famigliari 60 lire per fare fronte alle spese funebri. “Somme enormi furono offerte come premio a chi avesse catturato vivo o morto Evangelista Savelli e gli agenti diplomatici di Venezia propalarono per tutta Italia i particolari del suo tradimento nell’intento che nessun altro osasse più assumerlo al suo servizio.” MALLETT

GIOVANNI SAVELLI URL: https://condottieridiventura.it/giovanni-savelli-signore-di-rignano-flaminio-e-di/

+1498 (gennaio). Figlio di Pandolfo. Fratello di Luca, cugino di Antonello. Signore di Rignano Flaminio, Castel Savello e Benano. Sposa una Monaldeschi della Cervara.

“Valoroso condottiero e famoso in quella età nella militia” lo definisce il Sansovino; una valutazione questa che trova un suo riscontro nelle numerose e varie condotte di cui il Savelli usufruisce nel tempo. Milita per i veneziani, a favore dei Colonna contro gli Orsini, per i pontifici ai danni degli aragonesi, e, più tardi, per i fiorentini e per gli stessi aragonesi contro le truppe francesi del re Carlo VIII collegate con gli sforzeschi. E’ un continuo cambiamento di schieramento secondo le circostanze. Si segnala nella battaglia di Poggio Imperiale (1479), dove viene catturato, ed in numerose operazioni in Toscana, Umbria e Lazio. Agli stipendi di Siena, nel 1495 difende brillantemente Montepulciano ribelle ai fiorentini; alla fine viene sconfitto e fatto prigioniero da Ranuccio da Marciano. Nel 1497 si fa notare in Umbria ove, con Prospero Colonna ed Antonello Savelli, si muove in soccorso dei fuoriusciti da Canale contro Todi. Muore ad Orvieto nel gennaio 1498 in circostanze sinistre. il cadavere è rinchiuso in una cassa per essere gettato nel Tevere. Non si conosce la motivazione di tale vendetta, né chi ne sia l’autore.

CRISTOFORO SAVELLI URL: https://condottieridiventura.it/cristoforo-savelli-padre-di-ludovico/

+1500 ca. Padre di Ludovico, Antonello ed Onorio. Fratello di Evangelista. Sposa Porzia Ciccano. Tra il 1446 ed il 1449 milita al servizio del duca di Milano , Filippo Maria Visconti e della Repubblica Ambrosiana, un breve esperimento politico, questo, terminato con la signoria di Francesco Sforza, e sorto alla morte del Visconti allo scopo di difendere lo stato dai tentativi di conquista da parte di altri stati italiani. E’ preposto in più occasioni alla difesa di Parma e di Fidenza. Di seguito se ne perdono le tracce fino al 1482, allorché viene spogliato dal papa Sisto IV dei suoi beni siti ad Albano Laziale. La sua figura rimane in ombra rispetto a quella dei figli, divenuti protagonisti nelle lotte che sconvolgono lo stato della Chiesa tra Colonna ed Orsini. La sua importanza è soprattutto genealogica, per essere padre di tre condottieri particolarmente attivi negli ultimi anni del Quattrocento.

ANTONELLO SAVELLI URL: https://condottieridiventura.it/antonello-savelli-ghibellino/

1450 ca.-1498 (aprile) Figlio di Cristoforo, fratello di Ludovico e di Onorio. Sposa Virginia Orsini. Signore di Albano Laziale e di Castel Savello. Così scrive Giampiero Brunelli nel “Dizionario biografico degli Italiani” “In poco più di quindici anni di carriera militare, Savelli si era speso per i Colonna e per la parte ghibellina in tutte le possibili declinazioni della conflittualità fazionaria, dagli episodi di violenza a Roma, fino ai più noti momenti di scontri a livello interstatuale, che coinvolgevano i principali sovrani italiani ed europei.” Giovanissimo, si distingue subito per la sua risposta violenta ai danni degli avversari del momento. Fa ammazzare presso Velletri il bargello pontificio con tre fanti, perché il responsabile della giustizia del distretto di Roma ha fatto impiccare due suoi famigli accusati di furto. Antonello è il condottiero più capace e temuto della sua casata nella seconda metà del Quattrocento: le cronache lo giudicano unanimemente il più dotato tra tutti i Savelli. Schierato con i Colonna e la fazione ghibellina, è per lungo tempo al centro delle lotte baronali laziali. Viene scomunicato dal papa Sisto IV, difende con straordinaria tenacia Albano Laziale dagli assalti congiunti di pontifici ed Orsini. Si segnala in Umbria nelle guerre contro i Baglioni di Perugia, nel Lazio, negli Abruzzi; è presente nel 1494 alla conquista della rocca di Ostia per conto del cardinale Giuliano della Rovere, il futuro papa Giulio II. Guida con il cugino Troilo Savelli l’attacco a Perugia nel 1495, che si conclude in un disastro per i fuoriusciti della famiglia degli Oddi. Nell’aprile 1498 prende parte alla battaglia di Montecelio contro gli Orsini: muore dopo pochi giorni a causa di un colpo di artiglieria; per altre fonti la sua morte è dovuta ad una grave ferita al braccio destro ed ai successivi colpi di mazza ferrata, infertigli dagli avversari, che gli spaccano elmo e testa. E’ sepolto con il fratello Onorio ad Albano Laziale nella cappella dei Ss. Sebastiano e Rocco: la tomba è andata distrutta durante la seconda guerra mondiale.

LUDOVICO SAVELLI URL: https://condottieridiventura.it/ludovico-savelli-figlio-di-cristoforo/

+1500 ca. Figlio di Cristoforo, fratello di Antonello e di Onorio. Il suo raggio d’azione è molto più limitato rispetto a quello dei fratelli. Si tratta di un violento barone di parte ghibellina, sempre pronto ad assalire i membri della cosiddetta fazione guelfa. E’ spesso coinvolto in fatti di ambito limitato nelle regioni in cui è presente (Lazio ed Umbria). Si impadronisce di Cretone a spese di Pier Giovanni Savelli nel 1482; scomunicato, viene subito scacciato dalla località dall’intervento di Paolo Savelli; nel 1485 prende parte a Frascati alla cattura di Girolamo Tuttavilla insieme con i fratelli ed i Colonna. Assale Orte nel 1489, sempre con i fratelli, ed i da Canale; ne viene respinto. Nel 1495 si trova per conto dei ghibellini della regione alla guardia di Todi con 50 cavalli: è costretto ad abbandonare la località ad opera degli Orsini e dei loro alleati, i guelfi locali.

ONORIO SAVELLI URL: https://condottieridiventura.it/onorio-savelli-figlio-di-cristoforo/

+1500 (novembre) Figlio di Cristoforo, fratello di Antonello e di Ludovico. Breve, come la sua vita, è la citazione che lo riguarda, riportata negli “Annali della città di Faenza” da Bartolomeo Righi “Valente condottiero di alcune schiere del duca (Valentino)”, vale a dire Cesare Borgia. Agli stipendi di quest’ultimo, nel 1499 prende parte all’assalto ed alla successiva conquista di Imola. Nel 1500 è impegnato, sempre in Romagna, all’assedio di Faenza: durante un feroce combattimento avvenuto sotto le mura cittadine, rimane ucciso mentre sta tentando di scalarne le mura alla testa della sua compagnia. E’ sepolto insieme con il fratello Antonello nella cappella dei Santi Sebastiano e Rocco di Albano Laziale: andata distrutta nel corso della seconda guerra mondiale.

MARIANO SAVELLI URL: https://condottieridiventura.it/mariano-savelli-signore-di-palombara-sabina/

+1505 ca. Figlio di Jacopo. Padre di Troilo, Jacopo e Paolo. Fratello di Battista e del cardinale Giovanbattista. Sposa Servanzia del Balzo. Signore di Palombara Sabina, di Castel Gandolfo e di Ariccia. Mariano è una figura di rilievo nella seconda metà del Quattrocento. Combatte per gli angioini contro il re di Napoli Ferrante d’Aragona; milita successivamente agli stipendi dei pontifici, che gli affidano l’incarico del comando delle truppe che sorvegliano il palazzo apostolico. Alla morte del papa Pio II tenta di recuperare i castelli tolti al padre Jacopo. Di seguito si colloca al servizio dei papi Paolo II e Sisto IV. E’ in questo periodo che il cardinale Giuliano della Rovere gli concede in feudo Ariccia, pertinente all’abbazia di Grottaferrata. Lo stesso giorno cede la località al congiunto Pier Giovanni Savelli, dal quale riceve in cambio 100 rubbie di terreno (ogni rubbia è pari a 184,3 are, ogni ara a 100 metri quadrati) appartenenti ai castelli di Grotta Scrofana, Santa Maria a Palombara e Torre del Vescovo. Combatte per i pontifici contro i fiorentini, finché nel 1480 è fatto imprigionare da Sisto IV. Riesce a fuggire da Castel Sant’Angelo. Perdonato, è nuovamente incarcerato nella medesima fortezza con i cardinali Giovanni Colonna ed il fratello Giovanbattista: tutti sospettati di stare organizzando a Roma un trattato a favore degli aragonesi. Riesce nuovamente a fuggire da Castel Sant’Angelo e riparare a Rocca Priora. Il pontefice ordina la demolizione del suo palazzo romano sito nel rione dei Monti; gli sono confiscati i beni a favore di Girolamo Riario. Alla morte del papa (1484) rientra in Roma alla testa di armati. Nel 1503 il nuovo pontefice Alessandro VI lo spoglia di Palombara Sabina; riacquista il suo feudo alla morte di quest’ultimo. Muore intorno al 1505.

BATTISTA SAVELLI URL: https://condottieridiventura.it/battista-savelli-signore-di-castelgandolfo/

+1513 (ottobre). Figlio di Jacopo, fratello di Mariano. Signore di Castel Gandolfo. Con i suoi famigliari si accorda con Pierfrancesco Savelli, del ramo di Rignano Flaminio, per quanto riguarda la signoria di Palombara Sabina e di Casperia. Milita al soldo dei senesi contro i fiorentini in occasione della rivolta di Montepulciano. Accordatosi con i pontifici, prende parte nel 1506 ad entrambe le spedizioni volute dal papa Giulio II ai danni dei Baglioni (Perugia) e dei Bentivoglio (Bologna). E’ ferito gravemente alla battaglia di Ravenna contro i francesi comandati da Gaston de Foix (1512). L’anno seguente combatte agli stipendi dei veneziani, agli ordini di Bartolomeo d’Alviano, contro le truppe spagnole guidate da Prospero Colonna e dal vicerè di Napoli Raimondo di Cardona. Si segnala alla conquista di Vicenza. Muore nella battaglia di Creazzo.

LUCA SAVELLI URL: https://condottieridiventura.it/luca-savelli-signore-di-rignano-flaminio-e-di-ben/

+1515 ca. Figlio di Pandolfo. Fratello di Giovanni, cugino di Antonello, genero di Ludovico Orsini, di cui sposa la figlia Donata. Signore di Rignano Flaminio e di Benano. Uno dei condottieri più longevi e attivi della casata, giudicato, peraltro, molto severamente dalle fonti coeve “Condottiere vecchio, ma che né per l’età né per l’esperienza era pervenuto a grado alcuno di scienza militare” Guicciardini. Già ai suoi esordi rivela una natura truffaldina, anche a spese dei suoi più stretti collaboratori. I veneziani, di cui è al servizio, lo accusano di pagare gli uomini della sua compagnia con denaro contraffatto. I suoi pagatori sono arrestati per spaccio di moneta falsa. Luca Savelli fugge in fretta dai territori della Serenissima ed i suoi vecchi uomini d’arme sono risarciti con i beni che il “nobil uomo” ha dovuto abbandonare in tutta fretta. Milita per il re di Napoli contro i francesi (1495); asseconda in varie azioni i membri della sua casata in alcune lotte di fazione; combatte per Firenze contro Pisa ed in altre in numerose campagne, sempre a favore di tale republica (1503-1509). Nel 1512 è segnalato inizialmente agli stipendi dei francesi. E’ preposto alla difesa di Bergamo: assalito dai veneziani condotti da Renzo di Ceri, ottiene un salvacondotto per potersi allontanare senza danni dietro la promessa di non prendere le armi per quattro mesi. Trascorre un mese (agosto) ed è segnalato al servizio dei fiorentini. Si trova al centro della disastrosa difesa di Prato, assalita dalle truppe spagnole del viceré di Napoli Raimondo di Cardona. Gli avversari assalgono le mura cittadine; nello stesso tempo molti difensori del presidio, impauriti, si danno alla fuga gettando via le armi. La città viene messa orrendamente a sacco; gli spagnoli fanno strage della popolazione. La stima dei morti varia, secondo le fonti, da 2600 a 5600. Nonostante lo smacco, il Savelli ha modo di continuare nel suo mestiere senza ulteriore infamia, nè lode. Muore verso il 1515.

ANTONIO SAVELLI URL: https://condottieridiventura.it/antonio-savelli/

+1522 Figlio di Pier Giovanni. Fratello di Silvio e di Troiano; cognato di Carlo Orsini. Sposa Battista da Varano, figlia di Venanzio. La sua carriera militare ha inizio in Umbria in due conflitti locali, al servizio prima di Foligno contro Perugia e, successivamente, di Terni contro Spoleto. Particolarmente negativo è l’esito della prima campagna (settembre 1495). Assale Perugia al fianco di 2500 fuoriusciti seguaci della famiglia Oddi contro i Baglioni che ne sono signori. Entrato nella città per la Porta di San Giovanni, la popolazione contrasta gli attaccanti: sono catturati 400 uomini, altri 150 sono uccisi contro soli 6 morti tra i difensori. Al Savelli è uccisa la cavalcatura; riesce a salvarsi a stento alla cattura. Incarcerato dal papa Alessandro VI, viene liberato dal fratello Silvio solo alla morte di tale pontefice (1503). Di seguito, per alcuni anni non si hanno notizie sulla sua attività, se non una sua richiesta (1522) di una condotta di cavalli leggeri alla Serenissima: respinta. Nello stesso anno passa al soldo dei pontifici per affrontare Francesco Maria della Rovere che, alla testa di una compagnia di ventura, tenta di recuperare il perduto ducato di Urbino. Rimane ucciso in un tumulto, che si verifica a Camerino, allorché Giovanni Maria da Varano scaccia dalla città Sigismondo da Varano, appoggiato, viceversa, dal della Rovere.

TROIANO SAVELLI URL: https://condottieridiventura.it/troiano-savelli/

+ 1510 ca. Figlio di Pier Giovanni. Fratello di Silvio e di Antonio; cugino di Troilo. Cognato di Carlo Orsini. Signore di Ariccia e, per un certo periodo, anche di una parte di Palombara Sabina. Le cronache lo ricordano “Condottiero di molto nome”, come testimoniato dal Litta. Al contrario degli altri membri della sua casata è più vicino agli Orsini che ai Colonna. Il suo primo combattimento nei pressi di Frascati (giugno 1485) termina con un bottino del valore di 20000 ducati: i vincitori si appropriano di 100 armature, di 200 cavalcature, di balestre ed argenterie appartenenti ai vari capitani, di 3 bombarde e di altri pezzi di artiglieria. Milita successivamente per lo stato della Chiesa (avversari sempre i Colonna) ed i francesi del re Carlo VIII (aragonesi e veneziani). A metà 1496 muta committente e contrasta i francesi in Puglia e negli Abruzzi. Nel 1498 riprende la lotta contro Colonna e Savelli, alleati a questi ultimi. Si impadronisce della parte di Palombara Sabina appartenente al cardinale Giovanbattista Savelli, fratello di Troilo, Jacopo e Paolo. Con Bartolomeo d’Alviano ne assedia la rocca; assalito dal cugino Troilo è costretto a ritirarsi. Dopo tale data scompare il suo nome dalle storie locali e dagli annali.

SILVIO SAVELLI URL: https://condottieridiventura.it/silvio-savelli-signore-di-ariccia/

+1515 Figlio di Pier Giovanni. Fratello di Antonio e di Troiano. Cognato di Carlo Orsini. Sposa Porzia di Ceri, figlia di Giampaolo e nipote di Renzo. Signore di Ariccia. Nei suoi confronti si trovano un giudizio positivo ed uno sfavorevole, che lo assimila ad altri famigliari colpevoli dello stesso difetto: l’avarizia. “Che si dice esser il miglior omo de la casa” Pietro Giustinian in “Dele historie venetiane”. in contrapposizione a questa è la valutazione espressa nei suoi riguardi dal Giovio “Per altro era huomo nobile e valoroso, poco liberalmente attendeva al guadagno, e frodava i soldati delle paghe loro.” Nemico dichiarato di Cesare Borgia, nel 1501 divulga una lettera in cui sono svelati tutti i delitti e le nefandezze di tale famiglia. Nel settembre 1503, alla morte del papa Alesssandro VI, di casa Borgia, irrompe in Roma, recupera il palazzo di famiglia fatto demolire in precedenza, libera i prigionieri politici da Tor di Nona, tra cui il fratello Antonio. Tutto ciò non gli impedisce, il mese seguente, di difendere, sempre a Roma, lo stesso Cesare dagli attacchi portati dagli Orsini e dai loro alleati, Bartolomeo d’Alviano e Renzo di Ceri. Nel 1505 combatte per i fiorentini nella battaglia di Campiglia Marittima, dove sono disfatti l’Alviano ed i fautori di Piero dei Medici; seguono condotte con gli spagnoli (1510), i pontifici (1511) e, da ultimo, il duca di Milano Massimiliano Sforza, che lo nomina consigliere ducale e senatore di Milano. Nelle successive campagne che, dal 1512 i poi, si svolgono in Lombardia (nel cremasco, nel bergamasco e nel bresciano) si scontra spesso con le truppe veneziane comandate da Renzo di Ceri: qualche volta vincitore, più spesso sconfitto. Muore nel 1515. Matteo Bandello gli dedica una novella.

PAOLO SAVELLI URL: https://condottieridiventura.it/paolo-savelli-figlio-di-mariano/

+1515 Figlio di Mariano, fratello di Troilo e di Jacopo. Sposa una figlia di Antonello Savelli. Paolo combatte nel 1479 per Firenze, poi con il padre a Cesena nel 1494 e quindi per Firenze ancora contro Pisa nel 1498 e nel 1505. Nel 1512 affianca Luca Savelli nella vana difesa di Prato, assalita dalle truppe spagnole del viceré di Napoli Raimondo di Cardona. Un suo ritratto si trova nel Palazzo Ducale di Urbania. Non vi sono citazioni di storici o annalisti contemporanei nei suoi confronti.

JACOPO SAVELLI URL: https://condottieridiventura.it/jacopo-savelli-signore-di palombara-sabina

+1525 ca. Figlio di Mariano, fratello di Troilo e di Paolo. Padre di Giovambattista. Signore di Palombara Sabina, Montorio Romano, Poggio Nativo, Rocca Priora e Castel Gandolfo. “Il quale seguendo l’orme degli antenati e chiarissimi predecessori, venendo a tanta eccellenza, che fatto capitano di gran parte delle nostre genti d’arme (di Firenze), acquistò non minore utilità, che a sé medesimo gloria.” Varchi. Sulla stessa falsariga è il giudizio del Litta “Seguitando le orme dei suoi antenati venne a grande eccellenza nelle armi”. Combatte a favore dei Colonna, indi al servizio di Firenze; è segnalata la sua partecipazione a numerosi conflitti nel Lazio, in Umbria, in Toscana. Nel 1498 si trova alla difesa di Palombara Sabina, assalita dagli Orsini; è poi coinvolto in varie campagne condotte dai fiorentini contro Pisa. Nel 1500 opera in Umbria ai danni di Spoleto; mette a sacco Cesi. Dopo alterne vicende con la Santa Sede (il papa Alessandro VI), nel 1503 si accorda con i pontifici e fronteggia nuovamente gli Orsini. Militando sempre per i fiorentini, è presente alla battaglia di Torre di San Vincenzo (agosto 1505) in cui viene sconfitto Bartolomeo d’Alviano, mossosi in soccorso di Piero dei Medici, desideroso di recuperare alla sua famiglia la signoria della città. Nel 1518 è nominato Maresciallo del Conclave ed in tale veste vede eletti al soglio pontificio i papi Adriano VI e Clemente VII. Muore verso il 1525.

TROILO SAVELLI URL: https://condottieridiventura.it/troilo-savelli-signore-di-palombara-sabina/

Signore di Palombara Sabina, Castel Gandolfo, Cantalupo in Sabina, Montasola e Poggio Moiano, Troilo è il condottiero più celebre e longevo della generazione immediatamente successiva a quella di Antonello. Figlio di Mariano, nipote di Antonello, cugino di Troiano e Silvio, la sua carriera militare si estende per quasi quarant’anni, dalla difesa di Palombara Sabina (milita agli stipendi dello stato della Chiesa) assalita dagli aragonesi nel 1482, fino (sempre al servizio dei pontifici) al 1517, data della sua ultima campagna svoltasi nelle Marche. Combatte per la Francia, per Foligno e gli Oddi contro i Baglioni di Perugia, per la Spagna, per Venezia, per la Chiesa e per i fiorentini. Nel 1495 viene catturato a Perugia durante l’attacco notturno alla città; rimane prigioniero dei Baglioni per settimane prima di essere scambiato con un da Varano; Giampaolo Baglioni si impossessa della sua cavalcatura e Troilo gli deve offrire 300 ducati per riaverla. Nel 1510 si reca personalmente a Venezia, è ricevuto dal doge Leonardo Loredan nel Collegio dei Pregadi ed ottiene una condotta di 100 uomini d’arme. Combatte nel Veneto in numerose azioni contro i francesi; si segnala a Concordia ed a Mirandola. Viene licenziato nel 1511 per varie motivazioni, che vanno dall’indisciplina (i suoi continui dissensi con il governatore generale della Serenissima Giampaolo Baglioni), all’avidità (non paga i membri della sua compagnia secondo il dovuto) ed ai danni provocati agli alloggiamenti dai suoi uomini d’arme in un quartiere padovano. E’ da sottolineare che, al momento del saldo della sua paga, rilascia una lettera in cui si impegna a rimborsare a rate, in quattro anni, tali danni: la garanzia è sostenuta da un’apposita ipoteca su tutti i suoi beni. Ritorna agli stipendi dello stato della Chiesa: nel 1512 prende parte alla battaglia di Ravenna; l’anno seguente affronta i veneziani agli ordini di Prospero Colonna. E’ l’occasione per sfogare tutto il suo rancore per chi lo ha umiliato in precedenza: mette a sacco il territorio di Piove a Sacco dando alle fiamme ogni edificio pervenuto in suo potere, dagli alberghi agli ospedali. Nella sua ultima campagna nelle Marche (1517) contro Francesco Maria della Rovere si segnala alla difesa di Fano e nella battaglia di Mombaroccio; è, invece, sorpreso di notte dagli avversari a Serra di Sant’Abbondio, dove subisce pesanti perdite. Ammalatosi, rientra a Roma. Muore a dicembre a seguito di un attacco di gotta. Fa restaurare ed affrescare il castello Savelli di Palombara Sabina.

GIOVAMBATTISTA SAVELLI URL: https://condottieridiventura.it/giovambattista-savelli-signore-di-palombara-sabin/

1505 (dicembre)-1551 (luglio) Figlio di Jacopo, nipote di Troilo, suocero di Paolo Vitelli. Sposa Costanza Bentivoglio e Vittoria Savelli. Dei suoi numerosi figli, tre si danno anch’essi al mestiere delle armi, mentre la figlia Battistina sposa il signore di Forlimpopoli Brunoro II Zampeschi. Due, in particolare, gli elogi nei suoi confronti da parte degli storici contemporanei. “Capitano de tempi nostri, percioché fu in questo huomo un bellicoso vigor d’animo, per lo quale riuscendo pieno di gloria e presso ogniuno con illustre fama non meno di virtù che di valore riuscì chiarissimo sopra gli altri” Sansovino ” Usò insieme con tutti i capitani e soldati suoi tanta modestia e così civil modo di vivere, quanto si poteva, non dico sperare, ma desiderare da i più modesti huomini più civili e più religiosi del mondo” Varchi Elogio quest’ultimo, da parte dello storico fiorentino, tanto più rimarchevole dopo l’episodio del settembre 1529, che vede il Savelli contattato dai fiorentini per difendere la repubblica dagli attacchi di pontifici ed imperiali: gli viene pure consegnato del denaro per mettere in ordine la sua compagnia. Il Savelli sceglie, invece, di militare per il papa Clemente VII contro la stessa Firenze. E’ dichiarato ribelle dalla repubblica; a Firenze viene dipinto impiccato per un piede nel palazzo della Condotta. Studioso di lettere classiche, formatosi con gli umanisti Lorenzo Pabilio e Bernardino Martiniano, è allo stesso tempo un uomo d’armi di primo piano. Impara dal padre i primi rudimenti dell’arte militare seguendolo dodicenne (1517) nella campagna contro Francesco Maria della Rovere. Si distingue lottando i lanzichenecchi nel 1527 durante il Sacco di Roma; contrasta gli avversari combattendo prima a Porta Settimiana e poi a Ponte Sisto. Per conto dell’imperatore Carlo V ricopre l’incarico di governatore e di viceré degli Abruzzi (1529); si schiera con il papa Clemente VII contro i fiorentini ed è presente alla battaglia di Gavinana (1530) ed alla capitolazione di Firenze. Si segnala come capitano generale della cavalleria leggera pontificia in varie campagne contro Perugia, Urbino e la lega smalcaldica in Germania (1546); è presente nelle battaglie di Ingolstadt e di Nördlingen dove affronta gli avversari agli ordini di Ottavio Farnese. Per i suoi meriti è premiato dall’imperatore Carlo V con l’infeudazione di Antrodoco ed il riconoscimento di una pensione annua di 1000 fiorini. Nel 1540 entra in Perugia con Alessandro Vitelli per reprimere la rivolta dei Baglioni; è, da ultimo, del 1550 la sua nomina capitano generale delle milizie fiorentine da parte del duca Cosimo dei Medici. Muore a Firenze nel luglio 1551; è sepolto nella chiesa di San Lorenzo accanto alle tombe medicee.

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