GUIDO TORELLI Di Mantova

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Condottieri di ventura

1984      GUIDO TORELLI  Di Mantova. Conte di Guastalla e di Montechiarugolo, marchese di Casei Gerola, signore di Cornale, Zeccone, Settimo, Martorano, Lemignano, Basilicagoiano, Mariano, Tortiano. Padre di Cristoforo e di Pietro Guido, suocero di Pietro Maria dei Rossi.

1379 – 1449 (luglio)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1397
…………….. Mantova Milano Lombardia

Segue Francesco Gonzaga in un’incursione a Luzzara e Suzzara per impedire ai viscontei di penetrare nel serraglio di Mantova.

Estate Lombardia

Prende parte alla difesa di Governolo con Marsilio Torelli. Passa poi alla guardia di Mantova con Galeazzo Torelli; esce con il congiunto dalla città e, alla testa di 200 cavalli e di 100 fanti, assale nottetempo il campo di Ugolotto Biancardo posto a Castelletto. Nel combattimento sono catturati 100 cavalli tra i quali tre nobili veronesi.

1402
Sett. Lombardia

Aderisce ai Visconti. Presenzia a Milano ai funerali di Gian Galeazzo Visconti.

1403
…………….. Milano Chiesa Emilia

Segue Ottobono Terzi, da cui è legato da vincoli di parentela, contro i pontifici. Prende parte alla difesa di Parma.

Ago. Emilia

Con Bartolomeo Gonzaga e Bonifacio di Valle scorre a Felino: la località viene data alle fiamme.

…………….. Emilia

E’ investito dal Terzi della signoria di Guastalla e di Montechiarugolo.

1404
Apr. Terzi Rossi Emilia

Coadiuva il Terzi in Parma contro Pietro dei Rossi.

…………….. Mantova Padova Veneto

Appoggia Francesco Gonzaga  ai danni dei carraresi.

1405
Gen. Veneto

Entra in Verona con il Gonzaga: è catturato da Giacomo da Carrara.

Mar. apr. Parma Rossi Maresciallo Emilia

Affronta i Rossi. Si unisce con Jacopo Terzi e si accampa a Porporano con 300 cavalli, 200 fanti e più di 500 fanti cittadini. Raggiunto da ulteriori rinforzi incomincia a battere il castello con le artiglierie;  ne ottiene la resa a patti dopo un giorno. Si reca poi attorno a Mamiano con 4000 uomini;  si impossessa anche di tale località ai primi di aprile; conquista Pariano e la bastia di Lesignano de’ Bagni, ove viene abbattuta la chiesa con l’eccezione del campanile, e San Michele di Tiorre; assedia Castrignano. Deve desistere dalla continuazione delle operazioni a causa della neve.

1406
Feb. Emilia

Gli sono donati in Parma dal Terzi case e poderi appartenenti a seguaci dei Rossi.

Ott. Emilia Viene infeudato di Guastalla dal marchese di Mantova.
1407
Ott. Emilia

E’ investito dal duca di Milano Giovanni Maria Visconti di Montechiarugolo, La Villa, Monticelli, Montorano, Marano, Tortiano, Basilicagoiano, Pegorale e Lesignano de’ Bagni.

1408
…………….. Parma Ferrara Cremona Emilia

Ricopre l’incarico di governatore di Reggio Emilia. Fronteggia le truppe di Niccolò d’Este; danneggia il territorio di Scandiano e la campagna di Sesso, costringe Guido da Fogliano a ricorrere all’aiuto di Muzio Attendolo Sforza. Informato che sta per giungere Taliano Furlano con 60 cavalli prepara 300 cavalli ed invia i saccomanni a depredare le terre nemiche per indurre il capitano avversario ad uscire dalla rocca di Scandiano.

Giu. Emilia

Varca il Po a Torricella e si porta a Scandolara Ravara. E’ messo in fuga a Castelponzone da Pietro Fusi: tra i suoi uomini sono uccisi 200 soldati e ne sono catturati altri 300 tra cavalli e fanti.

1409
Gen. Veneto

Scorta il Terzi a Padova.

Primavera Emilia

Si rinchiude in Reggio Emilia di fronte all’ offensiva dello  Sforza.

Mag. Emilia

Accompagna il Terzi per un incontro con il marchese di Ferrara Niccolò d’Este, stabilito al ponte della Vallesella o Pontalto presso Rubiera. Allorché il signore di Parma vi è ucciso dallo Sforza e da Micheletto Attendolo cerca di raccogliere gli uomini della scorta per resistere all’impeto degli estensi; circondato da ogni parte è costretto ad arrendersi con 35 cavalli. Viene condotto a Modena.

Giu. Ferrara Terzi Emilia

E’ rilasciato previa la consegna in ostaggio del padre Marsilio, della moglie Orsina Visconti e del figlio Cristoforo che sono tutti condotti a Mantova. Ha dagli estensi il compito di conquistare il castello di Pariano, difeso da 100 cavalli, per impedire che dalla località continuino a pervenire soccorsi ai difensori di San Polo d’Enza.

…………….. Emilia

Con la vittoria finale degli estensi rientra a Guastalla.

1411
Mag. giu. Ferrara Rimini Romagna

Coadiuva le truppe dell’ antipapa al recupero di Forlì caduta in potere di Giorgio Ordelaffi; a fine mese fa esporre sopra la torre del comune ed alle porte cittadine i vessilli estensi. Si adopera per riconciliare  guelfi e ghibellini e fa decapitare nella pubblica piazza due fautori degli Ordelaffi (Ugolino e Pietro Maldenti). A giugno consegna la città ai rappresentanti dell’ antipapa Giovanni XXIII. Combatte Carlo Malatesta;  con Uguccione Contrari tenta di togliere a quest’ultimo San Giovanni in Persiceto.

Dic.

Viene contattato dai veneziani per combattere le truppe dell’imperatore Sigismondo d’Ungheria.

1414
Ott. Lombardia A metà mese si trova nel castello di Abbiategrasso. Con Gaspare Visconti assiste alla ratifica dell’ investitura di Gattinara e di Villanova a favore del signore di Crescentino Jacopo Tizzoni.
1415
Gen. Milano Lombardia

Passa al servizio del duca di Milano Filippo Maria Visconti che, a fine mese, nel castello di Porta Giovia gli riconferma i feudi di Montechiarugolo e di Guastalla, che gli sono già stati riconosciuti a suo tempo da Giovanni Maria Visconti e dal Gonzaga.  Testimoni dell’infeudazione sono Jacopo dal Verme ed Ottone da Mandello. E’ pure presente con Filippo Arcelli ed il Carmagnola alla cerimonia in cui, nel castello di Porta Giovia, Gabrino Fondulo viene investito di Castelleone e della contea di Cremona. A Milano abita a Porta Ticinese, nella parrocchia di Sant’Eufemia.

Sett. Piemonte A fine mese si trova nel castello di Bassignana ove Lancillotto Beccaria si riconcilia con il duca di Milano tramite l’intermediazione del vescovo di Novara Pietro Visconti e di Sperone da Pietrasanta.
Ott. Piemonte

Ha il compito di tenere in deposito Novi Ligure a fronte del pagamento di 15000 fiorini dovuti dal Visconti a Lancillotto Beccaria per l’acquisto di Bassignana.

1416 Milano Pallavicini Emilia

Appoggia i viscontei contro Rolando Pallavicini.

1418
Feb. Torelli Mantova Emilia

Gian Francesco Gonzaga gli toglie Guastalla per trattato; riacquista il centro su pressione del duca di Milano.

Ott. Lombardia

Si trova a Pavia;  con il Carmagnola regge il freno della mula del papa Martino V, eletto pontefice dal concilio di Costanza.

1420
…………….. Milano Ferrara Brescia 500 cavalli Emilia

Si unisce con 500 cavalli ed alcuni fanti ai Pallavicini ed ai Terzi per molestare il parmense controllato dagli estensi.

Mar.

Una volta di più viene investito di Guastalla e di Montechiarugolo dai Visconti.

Ago. Emilia

Conduce nuove scorrerie a Parma verso Porta Nuova, Porta San Michele, Sorbolo e Reggio Emilia. A fine mese con Niccolò Terzi e Secco da Montagnana esce da Borgo San Donnino (Fidenza) con 600 cavalli e molti fanti e si ferma sulle sponde dello Stirone; invia pattuglie a Paradigno, Castelnuovo e San Martino, attraversa un canale a Gainago ed assedia Parma.

Ott. Lombardia

Partecipa alla battaglia di Montichiari.

Nov. Emilia

Prende possesso di Parma e di parte del reggiano appena cedute ai ducali dal marchese di Ferrara.

1421
Mar. Lombardia A metà mese a Milano, nel castello di Porta Giovia, è segnalato come testimone al rinnovo da parte di Filippo Maria Visconti di alcuni beni feudali a favore di Luigi dal Verme (Pianello Val Tidone, Pecorara e Borgonovo Val Tidone).
Mag. Milano Genova Liguria

Scende nella Riviera di Ponente;  da Albenga minaccia Genova.

Nov. Liguria

I genovesi si arrendono a patti. Guido Torelli scorta il doge Tommaso Campofregoso fino alla galea che lo porterà nei suoi domini di Sarzana.

1422
Mar. Liguria

Il marchese Bonifacio di Ceva viene eletto governatore di Genova: il Torelli è nominato suo consigliere con il vescovo di Pavia Pietro Giorgi, Sperone da Pietrasanta e Franchino Castiglione.

Dic. Liguria

E’ sostituito nel suo incarico dal solo Carmagnola: è tanto offeso da questa situazione che lascia Genova senza aspettare l’arrivo del nuovo governatore.

1423
Mag. Milano Firenze Emilia

Varca il Po, attraversa il parmense; entra all’ improvviso in Forlì e vi cattura Lucrezia Ordelaffi. E’ nominato governatore della città per conto di Niccolò d’Este: ciò provoca l’intervento dei fiorentini a favore del signore di Imola Ludovico Alidosi, nonno di Tebaldo Ordelaffi, destinato alla signoria della città.

Nov. Milano Re d’Aragona Capitano g.le

Ha il comando della spedizione nel regno di Napoli a favore della regina Giovanna d’Angiò invece del Carmagnola.

Dic. Liguria Lazio e Campania

Salpa da Genova al comando di una flotta di 13 galee, di altrettante navi e di altre imbarcazioni il cui costo di allestimento è valutato in 200000 genovini; alla flotta viscontea si uniscono 6 galee ed una galeotta provenzali ed altre 2 galee armate a Genova a spese del duca di Milano. Ottiene a patti Gaeta da Antonio di Luna, occupa Procida, Castellamare di Stabia      ( gli abitanti gli aprono le porte cittadine dopo aver ucciso il governatore catalano), Sorrento e Massa Lubrense. Sbarca le truppe a Napoli vicino alla chiesa di Santa Maria del Carmelo, si accampa davanti alla Porta del Mercato ed assedia nella città l’infante don Pietro d’Aragona.

1424
Apr. Campania

Può entrare in Napoli a seguito di un accordo con Jacopo Caldora; si impadronisce del castello di Porta Capuana;  assedia gli ultimi difensori aragonesi in Castelnuovo. Gli sono concessi in premio molti feudi come il principato di Capua; ha pure il titolo di “primo barone della Puglia”; ottiene di poter esibire nel suo stemma il leone azzurro in campo d’oro con una stella rossa nella parte sinistra. Nell’occasione stringe amicizia con Francesco Sforza e lo convince a passare al soldo del duca di Milano.

Mag. Liguria

Ritorna a Genova per la mancanza di denaro da parte della regina di Napoli: gli sono  infatti consegnati solo 100 scudi per vascello.  Ciò provoca aspre querimonie dei genovesi nei suoi confronti. Da parte sua al rientro si lamenta per l’accoglienza ricevuta dai genovesi ed ordina che il grande stendardo di San Giorgio sia inviato a Milano. Sempre nel periodo con Oldrado Lampugnani trama ai danni del Carmagnola.

Lug. Milano Firenze Capitano g.le Romagna

Assedia Alberico da Barbiano in Zagonara per spingere i fiorentini, comandati da Carlo e Pandolfo Malatesta, a desistere dalla loro azione su Forlì. Il capitano avversario si arrende a patti alla condizione di non ricevere soccorsi entro il termine di quindici giorni. Ciò induce i Malatesta a precipitarsi in aiuto della località ed a correre il rischio di una battaglia campale. Il Torelli resta fermo sotto la pioggia con le sue milizie quando i nemici attaccano; indi incomincia ad indietreggiare e conduce i nemiici in un punto paludoso dove sono disfatti da Angelo della Pergola  con la cattura di 3200/5000 cavalli e di 2000 fanti.

Ago. Romagna

Occupa Santarcangelo di Romagna e Savignano sul Rubicone; si appresta anche ad aggredire Rimini;  viene bloccato dal Visconti.

Sett. Romagna

Assedia Rocca San Casciano con Angelo della Pergola e Secco da Montagnana; conquista il castello di Vermicola e lo fa distruggere a causa della resistenza incontrata.

1425
Inverno Emilia

Rafforza le difese di Guastalla.

Mar. Emilia

Opera in modo che Jacopo e Francesco da Correggio, signori di Casalpo, rinuncino ad ogni loro diritto su Montechiarugolo.

Apr. Milano Firenze Venezia Liguria e Romagna

Vince i fiorentini a Rapallo. Con la vittoria è trasferito nuovamente in Romagna. Si reca con Secco da Montagnana ed il governatore di Forlì Luigi Crotti a Cesenatico per incontrarvi Carlo Malatesta; subito dopo per il ravennate raggiunge Imola dove colloca i suoi accampamenti mentre Secco da Montagnana rientra a Forlì.

Ago. sett. Romagna Umbria e Toscana

Transita per Forlì e punta sulla Toscana. Tocca  Citerna e  Monterchi con 1000 cavalli e molti fanti; si ferma a Borgo San Sepolcro (Sansepolcro), fronteggiato in Val Tiberina da Bernardino degli Ubaldini della Carda e da Ardizzone da Carrara.

Ott. Toscana

Viene raggiunto da Francesco Sforza a Sansepolcro nell’alta Val Tiberina; apprende da un disertore fiorentino delle discordie che dilaniano i condottieri avversari che si sono trincerati ad Anghiari. Comincia a provocare i fiorentini cercando lo scontro frontale. A tale scopo invia in avanscoperta  piccoli contingenti di soldati verso il campo nemico sicuro che sarebbero stati respinti. Ai primi del mese viene ripetuto il solito schema con una variante: la prima schiera sarebbe stata sostenuta da una seconda più forte in modo da  attirare quante più truppe possibili fuori dall’ accampamento degli avversari. Il piano funziona: i fiorentini si gettano alla caccia dei rivali inseguimento e cadono in un agguato dove devono affrontare l’intero esercito visconteo. Sono così sconfitti Niccolò Piccinino, Niccolò da Tolentino, Ardizzone da Carrara e Bernardino degli Ubaldini. Quest’ultimo è catturato con 300 cavalli e 500 fanti. Il Torelli si scontra ancora con i fiorentini a  Faggiuola;  batte ancora gli avversari facendo loro prigionieri altri 1000 fanti: è catturato  Lambertino da Gaggio che è fatto squartare probabilmente per offese precedenti al duca o ai suoi capitani.

Nov. dic. Toscana e Umbria

Città di Castello ed i Pietramala abbracciano la causa viscontea a seguito delle  ultime vittorie del Torelli; non dà ascolto invece al Piccinino (passato nel frattempo al soldo dei ducali) che lo incita a puntare su Arezzo e su Cortona. Spinto a muoversi tocca Chiassa;  vi si ferma perché  messo in sospetto dal troppo zelo del nuovo compagno. Si attenda con 300 fanti e 7000 cavalli tra Sansepolcro e Città di Castello.

1426
Gen. Toscana e Umbria

Esce da Sansepolcro;  punta su Gualdo Cattaneo a causa della ribellione della località  a favore dello stato della Chiesa.

Apr. Toscana  Romagna

Lascia la Toscana, transita per Forlì con 500 cavalli e rientra in Lombardia per contrastare  i veneziani allo scopo di recuperare Brescia.

Mag. Emilia e Lombardia

Fa costruire un ponte di barche a San Giovanni in Persiceto, colloca il campo al ponte della Samoggia; da qui prosegue verso Reggio Emilia; giunto sul Panaro si collega con  il della Pergola alla Casa del Bosco vicino a Vignola. I guastatori preparano una strada  in mezzo ad un bosco pieno di rovi e di spine; è gettato un nuovo ponte ed il Torelli può attraversare il fiume senza trovare contrasto nei fiorentini comandati da Niccolò’Este. Sorgono gravi contrasti nel campo visconteo tra le tesi offensiviste rappresentate dal  Piccinino e da Francesco Sforza e quelle più prudenti di cui Guido Torelli è portatore con il della Pergola: prevale l’opinione dei più giovani condottieri. Il Torelli alla testa di 4000 cavalli, 3500 fanti e di molti balestrieri genovesi cerca di provvedere di vettovaglie e di armati  le cittadelle di Brescia che ancora resistono ai veneziani. Gli vengono contro, con pari forze, il Carmagnola e Gian Francesco Gonzaga; il Torelli è obbligato a rientrare a Montichiari.

Nov. Lombardia

Tutte le fortezze di Brescia cadono in modo definitivo in potere della Serenissima.

1427
Mar. Emilia

Stipula a Guastalla una tregua di un anno e quindici giorni con il marchese di Mantova.

Mag. Lombardia

Cerca di impossessarsi di Montichiari; coglie nei pressi di Gottolengo le truppe del Carmagnola in disordine: l’esito dello scontro è incerto. L’arrivo di Gian Francesco Gonzaga vale  a riequilibrare in un certo qual modo l’esito della battaglia.

Ott. Lombardia

A Maclodio. Sempre con il della Pergola tenta di opporsi allo scontro voluto dal Piccinino, da Francesco Sforza e dal capitano generale dell’esercito visconteo il giovane Carlo Malatesta. I ducali si incamminano su una strada elevata a guisa di argine circondata da paludi impraticabili per la cavalleria e da boschi in cui il Carmagnola ha piazzato numerosi arcieri e balestrieri. Il Torelli riesce a salvarsi con la fuga prendendo la via delle paludi: tra i viscontei sono catturati 10000 uomini subito rilasciati secondo il costume dell’epoca per non dover provvedere al loro  sostentamento. Ritorna a Milano.

Nov. Lombardia

E’ presente a Milano alla firma di una lega tra il duca ed il conte Amedeo di Savoia.

Dic. Emilia

A Parma; prende alloggio nelle case dei Bravi.

1428
Mar. Emilia

Con Giovanni Bono Trotti segue i lavori di demolizione del castello di Collecchio.

1431
…………….. Lombardia

E’ creato marchese di Casei Gerola.

Giu. Milano Venezia Lombardia

Fa imbarcare i suoi uomini d’arme sui galeoni ducali e contribuisce con Francesco Sforza, il Piccinino ed il Tolentino alla distruzione della flotta veneziana nei pressi di Cremona: nel combattimento muoiono 2500 uomini (2000 tra i veneziani). Un ricco bottino perviene in potere dei vincitori. Per premio il procuratore ducale Luigi Crotti lo infeuda di Castello e di Cornale.

Lug. Lombardia Ai primi del mese, a Milano nella sede del consiglio segreto sita a Porta Vercellina, parrocchia di San Protaso in Campo, viene nominato conte di Guastalla e di Montechiarugolo. Il duca di Milano, inoltre, gli concede il privilegio di aggiungere alla sua impresa araldica la vipera, il cosiddetto biscione, arma del medesimo Visconti.
Ott. Lombardia A fine mese è incaricato dal Visconti di ricevere a Milano l’imperatore Sigismondo d’Ungheria.
1432
Gen. Lombardia

Si trova a Milano nel castello di Porta Giovia per la ratifica di un trattato stipulato dai ducali con Rolando Pallavicini.

……………..

E’ indicato con Guarnieri Castiglione a dirimere alcune vertenze sorte tra il marchese del Monferrato e Ludovico di Savoia-Acaia.

Mag. lug. Lombardia A Milano nel castello di Porta Vercellina. E’ segnalato testimone all’ investitura feudale dei Strevi a favore di Bartolomeo Mosca. E’ coinvolto in analoga cerimonia a luglio allorché è chiamato come testimone all’ infeudazione di Robbio a favore di Luigi Crotti.
Nov. Lombardia

Appoggia il Piccinino a Delebio dove sono travolti i veneziani comandati da Bartolomeo Colleoni e dai provveditori Sante Venier e Giorgio Corner: quest’ultimo viene catturato, condotto a Milano e rinchiuso nei Forni di Monza. Degli avversari sono fatti prigionieri 7000 uomini, tra fanti e cavalli, con molti capitani tra i quali spiccano Taddeo d’Este, Antonio da Martinengo e Taliano Furlano. I morti sono 5000.

Dic. Lombardia

Con la vittoria viene nominato luogotenente ducale per la Valtellina, la Val Camonica, il bresciano ed il bergamasco. Assedia il castello di Mu.

1434
Gen. Lombardia

A Milano nel palazzo dell’Arengo: presenzia alla stipula di un’alleanza con il marchese del Monferrato firmata per i viscontei dal  Piccinino.

Sett.

Partecipa con Niccolò Terzi alle trattative volte ad una lega tra il duca di Milano ed il duca di Savoia.

Nov. Piemonte

Svolge con Guarnieri Castiglione ed Emanuele Secco il ruolo di arbitro per le trattative di pace in corso tra il marchese del Monferrato ed il duca di Savoia.

1439 Emilia

Sulla fine dell’anno ha gravi controversie per ragioni di confini e diritti di acque con Niccolò Terzi: la contesa si risolverà nel gennaio 1440.

1441 Lombardia

E’ nominato patrizio di Parma, di Milano e di Pavia; acquista il vicariato di Settimo con Villareggio ed è investito di Zeccone, Casei Gerola e Cornale.

1447
Sett. Lombardia

Alla morte del  Visconti si incontra nel castello di Milano con il luogotenente del re di Napoli Raimondo Boilo; gli giura obbedienza con altri capitani, salvo a farsi trascinare all’uscita dal movimento popolare ed a riconoscere la appena costituita Repubblica Ambrosiana. Svaligia gli uomini d’arme aragonesi e ne saccheggia i beni che si trovano nel monastero di Sant’Ambrogio.

Dic. Emilia

Sempre per Guastalla conclude una tregua di un anno e quindici giorni con Gian Francesco Gonzaga.

1448
Mar. Milano Venezia Emilia

Accetta la condotta che gli viene proposta dai milanesi: la protezione per Montechiarugolo e la possibilità di non combattere né il marchese di Mantova, né Carlo Gonzaga con i quali ha in essere tregue che assicurano la neutralità di Guastalla.

1449
Lug. Lombardia

Muore agli inizi del mese a Milano. E’ sepolto a Mantova nella cappella di famiglia sita nella chiesa di San Francesco. Lo stemma originale della famiglia Torelli è il toro d’oro in campo rosso. Guido Torelli aggiunge in capo allo scudo l’aquila nera in campo d’oro. Nel 1423 per la azione nel regno di Napoli ottiene da Giovanna d’Angiò di inquartare lo stemma del toro con il leone azzurro con nel cuore una banda rossa e il campo d’oro. Nel 1428  gli è conferita dal duca di Milano la facoltà di inquartare il biscione con il proprio stemma. Questo sarà ereditato dai figli Cristoforo e Pietro Guido. Sposa Orsina Visconti figlia di Luchino Novello.

 CITAZIONI

“Audace condottiero e astuto politico.” BALLETTI

“Savissimo uomo di guerra, e dottissimo di consiglio in tutti i casi..Gentil uomo, e de’ più leali e fedeli che vestisse arme.” CAVALCANTI

“Utile nell’irruenza del combattere.” DECEMBRIO

“Uomo di gran stima in mare.” DI COSTANZO

“Colonnello famoso per le molte imprese degne d’honore da lui fatte in diverse scaramuccie.” MORIGI

“Vir militari gloria florentissimus.” G. ROSSI

“Personaggio molto esperimentato nelle guerre di terra.” ROSMINI

“Celebre condottiere del secolo XV.” BOSI

Con Antonuccio dell’Aquila “Militares ductores fama clari.” CRIVELLI

“In armis probus.” RIPALTA

“Fu egli di tanta fede che non volle mai venire servire ad altri, che a Visconti, quantunque con grande instanza e partiti molto larghi.” ANGELI

Con Secco da Montagnana, Angelo della Pergola, Angelo Belmamolo, Fabrizio da Capua, Bertolino di Zambuono, Petrino da Tortona “Conductores et armorum viri illustres.” REDUSIO

Con Angelo della Pergola “Condottieri viscontei di buona fama.” OPERTI

“Guido non era solo pro’ Capitano, ma costante e fedel al partito a cui dedicavasi.” PEZZANA

Magnanimo ed illustre per fama di probità valorosa.” Da un diploma di Filippo Maria Visconti riportato dal PEZZANA

“Capitano di assai valore.” V. DE CONTI

“Fu anch’egli illustre e famoso Capitano de’ suoi tempi.” DE LELLIS

Con il Carmagnola “Uomini presso al duca di grandissima autorità sì di consiglio come nelle armi.” NUBILONIO

“Chiarissimo capitano di Filippo, et ammiraglio del mare dell’istesso.” CARRARI

“Vir probus.” DELAITO

“Nicolas Viton de Sant-Allais évoque les blasons des Torelli:”les Torelli avaient alors leur écu partie d’or à l’aigle de sable, et du taureau furieux d’or au champ de gueules, ayant pour issant l’aigle impériale, portant sur sa poitrine, suivant quelques auteurs, un petit écu de gueules au meme taureau d’or, suivant d’autres, un cheval gai d’argent dans un champ de pourpre. Depuis les donations des armoires de la reine de Naples er des ducs de Milan, Guido et ses descendants en écartelèrent leurs armes.” Encore à ce jour, le chateau de Montechiarugolo présente sur son mur principal, les deux emblémes du blason.” FR. WIKIPEDIA.ORG