GUIDO RANGONI Signore di Cordignano

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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Condottieri di ventura

1577      GUIDO RANGONI  Signore di Cordignano. Con i fratelli Uguccione e Venceslao governa varie terre e castelli nel contado di Modena, fra cui Castelcrescente, Spilamberto, Castelvetro di Modena, Levizzano Rangone e Campiglio. Figlio di Gherardo, padre di Niccolò Maria, suocero di Antonio da Tolentino.

+ 1467 (ottobre)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1431
Mar. Bologna Chiesa Emilia

Si trova a Spilamberto con Aldobrandino Rangoni e Rinaldo di Provenza al comando di 200 cavalli.

1434
Ott. Venezia Milano 40 lance

E’ condotto dai veneziani su segnalazione del Gattamelata con 40 lance, aumentabili a 200 cavalli, per sei mesi di ferma ed altri sei di rispetto.

1435
Sett. Emilia

Giunge a San Giovanni in Persiceto. Gli è riconfermata la condotta.

1436
Ott.

Viene nuovamente riconfermato dai veneziani.

1437
Apr. Lombardia

Affianca Gian Francesco Gonzaga  nel suo tentativo di attraversare l’Adda e di penetrare nel milanese.

1438
Lug. Lombardia

Passa alla difesa di Brescia;  si colloca presso le fonti di Mompiano. I viscontei attaccano in forza le sorgenti che alimentano l’acquedotto urbano: teme di rimanere isolato e ripiega con i suoi uomini entro le mura cittadine.

Sett. Lombardia Trentino e Veneto

Segue il  Gattamelata nella sua ritirata da Brescia a Verona attraverso le montagne a nord del lago di Garda. Durante la marcia contrasta gli uomini del vescovo di Trento che vogliono fermare i veneziani gettando massi dall’alto delle cime: con Guglielmo Cavalcabò, alla testa di 300 soldati armati di pugnali e lance corte, snida gli avversari dalle loro posizioni.

Ott. Veneto

Trasferisce i famigliari a Padova: nella città gli è data una casa e gli è concessa una pensione.

1439 300 cavalli
1441
Nov. 700 cavalli

Gli è rinnovata, con decorrenza ottobre, la condotta per due anni di ferma ed uno di rispetto: gli è dato il comando di 700 cavalli (ridotti a 500 in tempo di pace) con la facoltà di avere ai suoi ordini il connestabile Giovanni Grande.

1443
Lug. Venezia Milano Romagna ed Emilia

Lascia Ravenna per essere inviato con Tiberto Brandolini in soccorso dei Bentivoglio alla testa di 1000 cavalli e di 200 fanti.

Ago. Romagna

Staziona attorno a Forlì, Castrocaro Terme e Bologna.

Sett. Venezia Chiesa 600 cavalli e 200 fanti Romagna

Viene trasferito alla difesa di Rimini con 1000/1200 cavalli e 200/400 fanti.

Nov. Romagna e Marche

Lascia il campo di San Giovanni in Marignano: invano Niccolò Piccinino cerca di impedire il congiungimento dei veneziani con le forze di Francesco Sforza. Raggiunge il Foglia e batte i nemici a Montelauro.

1444
Gen. mar. Marche

Sverna con il Brandolini a Montalboddo. Ai primi di marzo transita per Rimini e ritorna nelle terre della Serenissima.

1445
Giu. Venezia Milano Emilia

Con l’uccisione di Annibale Bentivoglio da parte dei Canedoli rientra nel bolognese. Ha sempre ai suoi ordini 600 cavalli e 200 fanti.

1446
Mag. Venezia Milano Lombardia

Nel bresciano, con Cristoforo da Tolentino.

Ago. Lombardia

Esce da Manerbio, attraversa l’Oglio e si ferma a Robecco d’Oglio.

Sett. Lombardia

E’ segnalato a San Giovanni in Croce;  agli ordini di Micheletto Attendolo sconfigge sul Mezzano Francesco Piccinino: come preda di guerra gli aspettano 400 cavalcature sulle 4000 che pervengono nelle mani dei veneziani.

1447
Giu. Venezia Milano 700 cavalli Emilia

Combatte le truppe della Repubblica Ambrosiana;  entra in Piacenza.

Nov. Lombardia

Agli alloggiamenti invernali nel bresciano.

1448
Lug. ago. Emilia e Lombardia

Appoggia l’Attendolo nella sua spedizione in soccorso di Caravaggio  assediata da Francesco Sforza. Da Fornovo porta a Morengo un attacco all’avanguardia di Jacopo Piccinino che ha successo per l’inazione di Dolce dell’ Anguillara e di Francesco Piccinino. Compie numerose scaramucce verso le opere difensive nemiche nel tentativo di prestare soccorso ai difensori del castello di Caravaggio. E’ contrattaccato un tardo pomeriggio, quando i suoi uomini hanno il sole negli occhi: gli avversari assalgono il suo campo fortificato. Guido Rangoni  è costretto a ritirarsi dopo avere subito alcune perdite ad opera degli schioppettieri milanesi.

Sett. Lombardia

Prende parte ad un consiglio di guerra;  con altri condottieri, i cosiddetti “marcheschi”, è convinto assertore di una battaglia campale. Ha l’incarico con il Brandolini e Roberto da Montalboddo di assalire il campo sforzesco. Coinvolto nella sconfitta di Caravaggio è catturato e condotto a Milano  da Francesco Piccinino. Entra nella città per la Porta Orientale dietro il gonfalone di Sant’ Ambrogio; seguono il commissario Luigi Bossi con al fianco il  provveditore veneziano Gerardo Dandolo,  catturato anch’egli nella medesima occasione, ed il commissario Piero Cotta affiancato viceversa da Guido Rangoni. I capitani veneziani sono entrambi preceduti dalle bandiere di San Marco,  trascinate a terra e conquistate sul campo di battaglia.

1449
Ott. nov. Venezia Sforza Lombardia

Gli è riconfermata la condotta per l’anno di rispetto. E’ contattato da emissari di Jacopo Piccinino affinché, con il duca di Modena Borso d’Este, si faccia promotore di un progetto di alleanza tra la Serenissima e la Repubblica Ambrosiana ai danni dello Sforza.

Dic. Lombardia

Con Sigismondo Pandolfo Malatesta tenta con scarso successo di prestare soccorso alla Repubblica Ambrosiana che si è alleata con i veneziani contro le mire ambiziose dello  Sforza.

1451
Gen.

Gli è rinnovata una volta di più la condotta per un anno di ferma ed uno di rispetto con la possibilità di sostituire Giovanni Traverso con un altro capitano di 100 cavalli.

1452
……….. Venezia Milano 700 cavalli e 100 fanti Lombardia

Combatte ora le truppe dello Sforza divenuto duca di Milano. Raggiunge Romano di Lombardia con 800 cavalli ed opera una scorreria nel contado di Covo che appartiene a  Bartolomeo Colleoni che al momento milita a favore degli sforzeschi.

Nov. Lombardia

Affianca Gentile da Leonessa a Montichiari allorché i veneziani sfidano vanamente a battaglia campale lo Sforza.

Dic. Lombardia

Si accampa nelle montagne del bresciano; si muove attorno a Ghedi;  con Carlo Gonzaga e Cesare da Martinengo deve intervenire nel campo per sedare alcuni disordini provocati nottetempo dai saccomanni.

1453
Lug. Lombardia

Nei pressi d Montirone;  con Cesare da Martinengo è chiamato a far parte di un giurì d’onore che decide la liberazione di Donato del Conte nonostante che Giovannantonio di Gattamelata pretenda che quest’ultimo sia  suo prigioniero

Ago. Lombardia

E’ battuto a Ghedi.

Nov. Veneto

Si trasferisce nel veronese. Nell’anno è nominato conte di Castelcrescente e di Borgofranco.

1454
……….. 700 cavalli

La sua condotta è sempre di 700 cavalli in tempo di guerra e di 500 in tempo di pace.

……….. Veneto

Ottiene in feudo dai veneziani il castello di Cordignano con San Cassiano di Meschio: il censo è stabilito in 10 libbre di cera bianca da consegnare alla chiesa di San Marco a Venezia. Sempre nello stesso periodo il duca di Ferrara Borso d’Este riconosce il suo potere nelle terre modenesi da lui controllate investendolo della loro giurisdizione.

1455
Feb. Romagna A fine mese gli è fatta pressione dal papa Niccolò V e dal duca di Milano affinché con le sue truppe stanziate in Romagna impedisca il passo alla compagnia di Jacopo Piccinino in marcia verso Bologna.
1463
Dic. Viene contattato dai veneziani per affrontare i turchi in Morea.
1465 E’ avvicinato dai bolognesi affinché passi agli stipendi di Sante Bentivoglio. Le trattative non vanno a buon fine.
1467
Ott. Emilia

Muore a Spilamberto ai primi del mese. E’ sepolto a Modena nella chiesa di San Francesco. Lorenzo Spirito lo ricorda in “Lamento di Perugia soggiogata”. Sposa Giovanna Boiardi, figlia di Feltrino, conte di Scandiano, e Guiduccia da Correggio.

 CITAZIONI

“Huomo eccellente nella militar disciplina.” CORIO

“Homo experto in arte militare.” CAGNOLA

“Hebbe tutti quei titoli di milizia, che si stimavano eguali al suo valore..Fu a’ giorni suoi uno de’ più famosi capitani d’Italia.” DE’ CRESCENZI

“Huomo eccellente nella militar disciplina..Huomo chiarissimo nell’arte bellica e di valore.” SANSOVINO

“Gode fama di esser stato uno de’ buoni condottieri al servizio della repubblica veneta, i di cui storici lo chiamano eccellente nella militare disciplina.” LITTA

“Fu celebre capitano, assai lodato dagli storici del secolo xv.” SPRETI

“Duce clarissimo et viro magna auctoritate et fide..Duce in rei militaris scientia peritissimo.” PORCELLIO

Con Roberto da Montalboddo e Cesare da Martinengo “Tutti tre Capitani di eccellente virtù.” SPINO

Con Gentile da Leonessa, Roberto da Montalboddo, Tiberto Brandolini e Jacopo Catalano “Viris omnibus in bello expertis.” RIPALTA

Con il Gattamelata, Tiberto Brandolini, Pietro Navarrino, Astorre Manfredi, Sigismondo Pandolfo Malatesta, Guerriero da Marsciano ed Antonio da Martinengo “Condottieri esperti e di provato valore.” BELOTTI

“Eccellente nella militar disciplina.” VEDRIANI

“Condottiero di una certa fama.” COVINI

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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