Guerra

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Un’azione di eserciti che si offendono vicendevolmente, il cui fine è la vittoria. Nei suoi effetti è molto meno rovinosa di quelle contemporanee ed interessa un ristretto cerchio di persone, non le collettività intere. Viene vista, soprattutto, come spettacolo, gara, sfida individuale, né manca uno spirito di cavalleria tra i contendenti. Appare come maniera normale per superare una contesa e realizzare il proprio diritto, per respingere un’aggressione o rintuzzare un’offesa, non soltanto fra gli stati ma anche tra gli individui. Purché di guerra si tratti, e non di un atto di brigantaggio o di una rappresaglia, basta che venga regolarmente dichiarata con un’inti mazione formale (sfida o cartello) o anche soltanto di fatto (con un’ingiuria o una rissa). Buona guerra: la guerra è sottoposta ad una disciplina giuridica con norme relative al rispetto per le persone, al diritto di preda, alla tutela degli inermi, alla inviolabilità degli ambasciatori, alle tregue, al trattamento dei prigionieri. Il rispetto di queste norme viene detto buona guerra.

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