GUECELLONE TEMPESTA AVOGARIO

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GUECELLONE TEMPESTA AVOGARIO

GUECELLONE TEMPESTA AVOGARIO  Di Treviso.

Della famiglia Camposampiero. Signore di Noale e Treviso.

  • 1338 (novenbre)
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1315Veneto

I veneziani si dolgono con Treviso per le gabelle imposte ai cittadini della Serenissima mentre attraversano i territori controllati dai Tempesta: Guecellone Tempesta rinuncia con il fratello ad esigere tali imposte che gli sono state concesse a suo tempo dal vescovo della città e dall’imperatore.

1317Veneto

Nel gennaio ha l’incarico di ambasciatore di Treviso a Padova;  conclude con tale comune una lega in funzione antiscaligera. Più tardi si reca da Cangrande della Scala e lo invita a non molestare i padovani.

1318VeronaTrevisoVenetoCambia linea politica e persuade Antonio di Rovero ad organizzare una congiura allo scopo di portare Treviso nell’orbita scaligera.
1320

Gen.GoriziaVeronaA.Adige

Milita al servizio del conte di Gorizia. Lo accompagna a Bolzano per incontrarvi il capitano della Stiria Ulrico di Wallsee delegato dall’ imperatore Federico d’Austria a dirimere le contese sorte tra il conte stesso ed il signore di Verona.

Ago.VenetoEsce da Treviso con 900 cavalli. Affianca Ulrico di Wallsee allo scopo di liberare Padova dall’assedio posto alla città dagli scaligeri.
Sett.Veneto

A Padova. Esce dalla Porta di Pontecorvo e si avvia al Bassanello dove sono giunti gli avversari: prima dello scontro è armato cavaliere dal conte di Gorizia con Tolberto Calza e Francesco Salamone. Cangrande della Scala è sconfitto e si salva con la fuga.

……..Veneto

Si porta a Noale il cui castello è stato consegnato in precedenza al signore di Verona dal fratello Artico. Non appena si presenta davanti alle mura il capitano del presidio Valerio di Bra capitola a patti: al suo arrivo a Verona quest’ultimo è fatto decapitare dal della  Scala per il suo atto di viltà.

1326
Mar. mag.Veneto

Entra in urto con Alteniero degli Azzoni che, approfittando della debolezza della contessa di Gorizia cerca di divenire signore di Treviso con l’appoggio dei Rovero, dei Calza e degli Ainardi. Guecellone Tempesta Avogario  favorisce al contrario con altri nobili cittadini Rizzardo da Camino che ha scacciato da Portobuffolé Samaritana Malatesta con il figlio Biachino da Camino.

Giu.FuoriuscitiTrevisoVeneto

E’ organizzato a Treviso il matrimonio di Gaia da Camino (sorella di Rizzardo) con Giacomo Pappafava da Carrara. Oltre agli sposi sono invitati ad un banchetto i principali esponenti delle fazioni che dominano nella città, il capitano di Padova Corrado di Auffenstein, Marsilio da Carrara ed i suoi avversari Ugo di Duino, vicario della contessa di Gorizia, ed Alteniero degli Azzoni. Obiettivo di Guecellone Tempesta Avogario è quello di approfittare dl clima di festa per uccidere durante i suoi antagonisti. Nei giorni precedenti la cerimonia nuziale fa entrare segretamente in Treviso molti contadini armati agli ordini di Guglielmo da Camposampiero.  La trama viene scoperta da Alteniero degli Azoni e da Ugo di Duino che fanno affluire in città molti soldati tedeschi. Marsilio da Carrara informa  il Tempesta delle contromisure prese dal rivale; il consiglio cittadino, a sua volta, lo obbliga ad abbandonare Treviso. Il Tempesta  si ritira a Noale da dove effettua varie scorrerie ai danni di Treviso. Si frappongono gli ambasciatori del re di Boemia su richiesta della contessa di Gorizia;  tra i contendenti è stipulata una tregua armata che dovrebbe durare fino all’Epifania dell’anno seguente.

Dic.FuoriuscitiTrevisoVeneto

Ugo di Duino è rimosso dal governo di Treviso ed è sostituito da un fratello dell’imperatore. Guecellone Tempesta Avogario raduna a Noale i suoi partigiani e tratta con il nuovo governatore; costui gli invia il proprio mariscalco Lupo con molti cavalli tedeschi; con il Tempesta si collegano molti fuoriusciti di Padova per assalire tutti assieme Treviso. Le sentinelle della Porta di San Zeno e quelli della Pelata gli promettono di agevolare il suo ingresso in città.

1327
Gen.Veneto

Con Paolo Dente ed i fuoriusciti padovani irrompe nottetempo in Treviso per la Porta di San Zeno che gli viene aperta da collegati interni. Dà l’assalto al palazzo degli Azzoni vicino alla chiesa di San Martino. Gli avversari, anche se colti di sorpresa si battono con valore. Dopo due ore di feroce combattimento cade mortalmente ferito Giacomo degli Azzoni; lo stesso Alteniero  viene catturato dopo essere stato anch’egli seriamente ferito. Guecellone  Tempesta  lo fa condurre nel suo palazzo per farlo medicare. Qui, messo a giacere su un letto in attesa di cure, l’Azzoni viene  sorpreso e finito da Guglielmo da Camposampiero. Superata la resistenza degli Azzoni, il Tempesta si dirige verso la piazza in cui si è fortificato Tolberto Calza; dopo altre quattro ore gli avversari cedono. Anche il Calza trova la morte nel combattimento. I tedeschi di Ugo di Duino lasciano Treviso senza armi e cavalcature. Il Tempesta fa entrare nella città il mariscalco Lupo con i suoi cavalli tedeschi e spinge Guglielmo di Onigo ed Odorico Buonaparte ad impadronirsi di Asolo.

Feb.Veneto

Ottenuto il controllo di Treviso pensa di farsene signore; riforma il governo cittadino; obbliga il podestà Guido Orgogliosi di Forlì a dare le dimissioni. Dai cittadini gli sono risarcite le spese sostenute nelle più recenti azioni; gli sono concessi la scorta di 100 fanti ed il titolo di “riparatore della libertà” e di “protettore della città”. Vanno, infine, a suo favore gran parte dei beni confiscati agli Azzoni.

1328

I trevigiani con il suo consenso si lamentano con il re di Boemia per il malgoverno dei vicari imperiali; il Tempesta cerca inoltre di fare da paciere in Padova tra Niccolò e Marsilio da Carrara; provvede con Guglielmo da Onigo alle difese di Treviso sempre minacciata dagli scaligeri.

1329
Lug.VeronaTrevisoVeneto

Cangrande della Scala assale Treviso con l’ausilio dei locali fuoriusciti alla testa di 3000 cavalli e di 30000 fanti. Il Tempesta chiede inutilmente soccorsi al duca di Carinzia; quando si vede abbandonato anche da molti nobili cittadini dopo quattordici giorni tratta la resa. Gli è lasciata la signoria di Noale;  viene nominato capitano di Treviso per conto degli scaligeri con un salario mensile di 1000 lire in moneta d’argento. Ad agosto accoglie con Pietro dal Verme il nuovo signore della città Alberto della Scala.

Nov.VenetoE’ nominato podestà di Verona. L’incarico gli viene riconfermato anche per il primo semestre dell’anno successivo.
1333
Feb.VeronaChiesa200 lanceEmilia

E’ inviato con 200 uomini d’arme tedeschi alla difesa di Ferrara minacciata dai  pontifici del cardinale legato Bertrando del Poggetto e dalle milizie dell’ imperatore Giovanni di Boemia. Attacca con forza gli avversari penetrati entro le mura cittadine e li obbliga ad abbandonare i punti occupati.

Mar.EmiliaSempre a Ferrara. Si segnala alla difesa della Porta di San Pietro.
Apr.Emilia

Prende parte alla battaglia di Ferrara in cui Rinaldo d’Este sbaraglia le truppe del conte d’ Armagnac. Con la vittoria arma cavaliere Rinaldo d’Este che, a sua volta, conferisce l’ordine della cavalleria al fratello Obizzo d’Este ed al cugino Bertoldo d’Este; ai soldati è riconosciuta paga doppia e mese compiuto.

1335Veneto

Signore di Crispignaga si appropria dei terreni appartenenti ad alcuni veneziani; ciò provoca le ire della Serenissima che concede le rappresaglie ai danni dei trevigiani.

1336

Lug.VeronaVeneziaVeneto

Ricopre nuovamente l’incarico di capitano di Treviso. Muove dalla città con Alberto della Scala, Marsilio da Carrara, Ubertino da Carrara e Spinetta Malaspina per riconquistare Oderzo caduta in potere di Gerardo e Rizzardo da Camino.

1337

Mag.VeneziaVerona100 cavalliVeneto

A Verona. Si vede messo in disparte da Mastino ed Alberto della Scala; con l’ interposizione di Obizzo d’Este cambia partito. Esce in segreto dalla città recando con sé il figlio Meladusio; si rifugia a Noale dove è raggiunto dagli altri cinque figli. Si reca  a Venezia e consegna alla Serenissima Noale e Brusaporco. Veneziani e fiorentini gli concedono una provvigione mensile di 150 ducati ed una condotta di 100 cavalli per la difesa dei suoi possedimenti. Gli scaligeri confiscano i suoi beni a Treviso.

Lug.Veneto

Con Rizzardo da Camino, Tolberto e Schinella da Collalto attacca Belluno: gli scaligeri per tale fatto imprigionano a Treviso il fratello Giliolo e Gerardo Baldacchini che sono  espulsi dalla città previo il pagamento di una forte taglia.

Ago.VenetoCon la caduta di Padova spinge Pietro dei Rossi a muovere contro Monselice.
……..Veneto

Ricevute in soccorso 4 insegne di cavalli tedeschi depreda il contado di Treviso con Rizzardo da Camino; tocca Lancenigo e Fontana.

1338

Mar.Veneto

Cavalca nel veronese con Rolando dei Rossi e Marco Ruzzini; si accampa ad Albaredo d’Adige.

Apr.Veneto

Esce da Montagnana e scorre ancora il veronese con Rolando dei Rossi, il Ruzzini ed i padovani di Tartaro da Lendinara.

Giu.Veneto

Soccorre Montecchio Maggiore.

Nov.Veneto

Ammalatosi al campo, è condotto a Padova dove muore verso la fine del mese. E’ sepolto con grandi onori nella basilica di Sant’Antonio in città, nell’arca dei Carraresi (oggi non più individuabile) accanto ai cugini Camposampiero. Suo monumento nel castello di Noale. Nel 1321 fa costruire, per voto, la chiesetta di Santa Maria del Monte, oggi presso l’omonimo santuario il località Sopracastello a San Zenone degli Ezzelini. Uomo di una certa cultura (verseggia in volgare); allievo del poeta trevigiano Niccolò de Rubeis.  Sposa Caterina di Lozzo.

 CITAZIONI

-“Fuit vir largus, et audax, amicis fidelissimus, qui omnes expulsos de Tarvisio in Anoale propriis expensis substinebat.” CORTUSII

-“E veramente Guecello ebbe dalla natura, e dall’arte tanti doni, e tante grazie, che dagl’istessi suoi nemici fu amato..Fu ricco signore di castella, e nella città sua, e fuori potente e rispettato da ogn’uno. Della persona così..disposto, e di faccia così bella, e così graziosa, che anche senza parlare s’acquistava la grazia di molti; di gran sapere, valoroso, ardito, fortunato, avvezzo a combattere con dubbiosa fortuna, e sopra modo magnifico, e liberale, ch’è potentissimo mezzo per acquistar gli animi de’ mortali.” BONIFACCIO

-“Ricco, ambizioso, audacissimo.” NONO

-“Uomo d’illustre nascita, di grandi ricchezze, di somma autorità.” VERCI

Fonte immagine: signoritempesta

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