GREGORIO D ANGHIARI

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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GREGORIO D’ANGHIARI  (Gregorio Taglieschi)

+ 1470 ca.

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1432 Milita nelle compagnie di Micheletto Attendolo.
1433  

 

 

 

 

 

 

 

Ott. Firenze Milano  

 

Romagna

Con Baldaccio d’Anghiari e Leale d’Anghiari consegna all’inviato dei fiorentini Guido Magalotti Castel del Rio, che il mese precedente il primo condottiero ha tolto a Ludovico Alidosi.

1437
Giu. Genova Milano Liguria E’ inviato in Liguria a contrastare i viscontei con pochi cavalli e fanti.
Ago. sett. Liguria Decide di lasciare il servizio di Genova per ritornare a militare per i fiorentini. Gli è offerta da questi ultimi una condotta di 200 fanti.
Nov. dic. Firenze Lucca 200 e 250 fanti Liguria e Toscana E’ condotto dai fiorentini (200 fanti). Lascia Savona. Gli sono consegnati 200 ducati per le prime spese. A metà dicembre si muove nel lucchese. La sua condotta è ora portata a 250 fanti. Ne è prevista la durata in sei mesi, con altri sei mesi di beneplacito.
1438
Mar. Toscana E’ di guardia alle bastie di Ripafratta. Si propone di ottenere la liberazione di Angelo d’Anghiari. Penetra nel territorio nemico con 150 fanti della sua compagnia e 60 cavalli di quella di Angelo d’Anghiari. Si prefigge di catturare uomini e donne al fine di avviare una trattativa volta ad uno scambio di prigionieri che coinvolga anche il suo collega. Si imbatte con i lucchesi (1500 uomini e 40 cavalli) sopraggiunti per dare battaglia alla bastia di Pontetetto. Vince gli avversari e conduce le sue scorrerie fin sotto le mura di Lucca. Sono fatti 40 prigionieri di taglia; sono pure catturati 10 uomini d’arme, che sono trattenuti, mentre i fanti ed i saccomanni sono lasciati andare. In suo potere perviene pure la bandiera del comune; il bottino consiste in targoni, rotelle, scale e bombardelle. Tra gli avversari i morti sono 35, mentre tra i fiorentini restano uccisi 2 uomini d’arme. I prigionieri di taglia sono condotti a Firenze per essere rinchiusi nel carcere delle  Stinche; gli uomini d’arme vengono invece rinchiusi nella cittadella di Pisa. Rientra a Ripafratta. Dopo pochi giorni si porta in Garfagnana per trattare la liberazione dei prigionieri dietro il rilascio di Angelo d’Anghiari. Quest’ultimo sarà liberato ai primi di aprile dietro la consegna di 52 prigionieri.
Mag. Genova 400 fanti Liguria Ritorna al soldo dei genovesi.
1439
Mar. Firenze Milano 300 fanti Liguria e Toscana Desidera lasciare la Liguria. Cerca una condotta o con i fiorentini o con i pontifici. Rientra agli stipendi dei primi. Ha il comando di 300 fanti. Gli sono consegnati 1200 fiorini, pari a due paghe per mettere in ordine i suoi uomini.
1440  

 

 

 

 

 

 

 

Mar. giu. Firenze Milano 300 fanti Romagna Toscana

Spedito a Modigliana con la sua compagnia, viene catturato ai primi di aprile. Liberato a causa della sua amicizia con Sigismondo Pandolfo Malatesta, riprende a lottare contro Niccolò Piccinino in Toscana. A fine giugno prende parte alla battaglia di Anghiari.

Lug. ago. Toscana e Romagna Opera nel Casentino con Angelo d’Anghiari. Ottiene a patti Bibbiena con la rocca. Ad agosto è inviato dai fiorentini in Val di Lamone. Alla fine di una rapida missione rientra a Firenze.
1441  

 

 

 

 

 

 

 

Ago. sett. Rimini Urbino 400 fanti e 10 lance

 

Toscana e Marche

Milita agli stipendi Sigismondo Pandolfo Malatesta contro le truppe di Federico da Montefeltro. A metà mesi invia 200 fanti in soccorso di Angelo d’Anghiari per recuperare un castello appartenente ai Brancaleoni e caduto in potere di Federico da Montefeltro. Attraversa i monti e si impadronisce di Montemaggio. Si collega indi con Angelo d’Anghiari e Gian Francesco da Piagnano.

Ott.  

 

 

 

 

 

Marche

Prende parte alla battaglia di Montelocco. Ripara nel castello con la vittoria. Giunge nel frattempo Matteo da Sant’Angelo con 3000 uomini che sconfigge, a sua volta, i malatestiani. Ripara a Macerata Feltria ed a Tavoleto.

Nov. Alla ricerca di una condotta di 400 fanti: contatta sia i pontifici che i genovesi.
1443  

 

 

 

 

 

 

 

Lug. Firenze Milano  

 

Emilia

Viene inviato con Simonetto da Castel San Pietro in soccorso dei bolognesi. Assedia Tartaro da Perugia nel castello di Galliera.

Ago.  

 

 

 

 

 

Emilia

Convince Tartaro da Perugia alla resa dopo avere fatto depositare in Siena, a suo favore, 3500 ducati. Partecipa alla battaglia di San Giorgio di Piano.

Sett.  

 

 

 

 

 

Romagna

Si sposta con Simonetto da Castel San Pietro e Guido Rangoni in  Romagna;  depreda i territori di Imola e di Faenza appartenenti a Guidantonio  Manfredi.

1445  

 

 

 

 

 

 

 

Ago. sett. Firenze Milano Capitano g.le fanteria 400 fanti e 5 lance Toscana ed Emilia

Viene riaffermato dai fiorentini per quattro mesi. La condotta è ora stabilita in 250 fanti e 5 lance. Sono concesse due paghe di prestanza per ogni fante e 40 fiorini per lancia. Gli sono, inoltre, riconosciuti una provvigione mensile di 100 fiorini ed il titolo di capitano generale della fanteria. A settembre è trasferito da Pisa a Bologna. Per farlo partire subito gli è aumentata la condotta di altri 150 fanti.

Ott. Firenze

 

Fuoriusciti Bologna

 

 

 

Emilia

Affronta i fuoriusciti bolognesi. Conquista Sasso Marconi. Molti sono i prigionieri e numeroso è il bestiame razziato nell’occasione.

1446
Gen. Emilia

Mette a sacco Medicina con Simonetto da Castel San Pietro.

Feb. Toscana

Ha l’incarico di recuperare il castello di Sambuca di cui si è impadronito un famiglio del castellano. Le operazioni hanno termine in un giorno. Rientra ad Anghiari.

Apr. Firenze Fuoriusciti bolognesi Capitano g.le della fanteria 400 fanti e 12 lance.

Gli Otto della Guerra gli rinnovano il contratto. Ritorna nel bolognese per assediare alcuni castelli nella valle del Reno. E’ segnalato a Budrio ed a Casalecchio. Recupera una torre controllata dagli avversari a Vedegheto. Assale poi Tiola. Vista la resistenza dei difensori, nasconde 60 uomini in una casa presso la porta. Finge di levare il campo e si allontana dalla località un miglio con tutti i carriaggi. Gli uomini del castello approfittano dell’occasione per uscire dalle mura con i loro familiari. I 60 fanti catturano molti abitanti impadronendosi della porta. Gregorio d’Anghiari ritorna indietro con il resto delle truppe. I difensori si arrendono a patti, salvi le vite ed i beni, dietro il pagamento di una taglia di 500 ducati.

Mag. Emilia

Tenta di ottenere a patti anche Mongardino. Razzia 70 capi di bestiame nel circondario, ne devasta i campi e ne inizia l’assedio. Si impadronisce di Monte San Pietro; si accampa a Ponzano; raggiunge San Lorenzo in Collina dove si trova Taddeo d’Este con i suoi uomini d’arme. Anche tale località cede a patti.

Giu. i Emilia e Toscana

Nei pressi di San Giovanni in Persiceto con Simonetto da Castel San Pietro. A Mongardino; effettua con 300 fanti una scorreria nelle vicinanze di Samoggia (razzia di 60 bestie minute e 4 asini). A fine mese si reca a Firenze per riscuotere il residuo delle paghe.

Lug. Emila

Affianca con i suoi fanti Tiberto Brandolini alla conquista di San Giovanni in Persiceto.

Ago.  

 

 

 

400 fanti e 12 lance

 

Emilia

E’ riconfermato per sei mesi nella condotta dai fiorentini alle medesime condizioni. Gli sono riconosciute anche alcune agevolazioni nella rassegna della sua compagnia. Compie una scorreria nel modenese e nel carpigiano ai danni di Alberto Pio e dei Canedoli.

Sett.  ott. Firenze Chiesa  

 

Marche

E’ spedito con 1000 fanti nelle Marche per soccorrervi Francesco Sforza dalle minacce dei pontifici. Guada il Foglia ed a ottobre con Guidantonio Manfredi e Simonetto da  Castel  San Pietro libera Urbino dall’ assedio postovi dal cardinale legato Ludovico Scarampo e da Sigismondo Pandolfo Malatesta. Assedia Gradara.

Nov.  

 

 

 

 

 

Marche

E’ sempre intento all’assedio di Gradara. Soffre gravi disagi a causa del freddo. In una sortita gli avversari assalgono nei pressi di una chiesa gli  inservienti che accudiscono le sue cavalcature: gliene sono catturate 7 del valore di 150 fiorini.

Dic.  

 

 

 

 

 

Marche e Toscana

Lo Sforza decide, infine, di abbandonare le operazioni  a causa del maltempo  e della scarsità  di munizioni. Nelle varie fasi della ritirata Gregorio d’Anghiari è posto nella retroguardia. Si reca a Pesaro; chiede il permesso di rientrare in Toscana. Lo Sforza e  Federico da Montefeltro lo spostano a Mercatello sul Metauro.

1447  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Toscana Invia 50 fanti in maremma per controllare eventuali disordini.
Lug. Firenze Fuoriusciti Toscana

Si rifiuta di recarsi a Cento per domarvi una rivolta ai danni dei bolognesi. Gli è negata la licenza di passare agli stipendi dei genovesi che gli propongono una condotta di 600 fanti e 25 lance con il titolo di capitano generale della fanteria.

Ago. Firenze Napoli Emilia e Toscana

Contrasta ancora i fuoriusciti nel modenese e nel carpigiano. Costringe Alberto Pio a scacciare i Canedoli dai suoi territori. A fine mese ha l’ordine di rientrare nel Mugello al fine di riconquistare Cennina caduta con un colpo di mano in potere degli aragonesi.

Sett. Firenze Napoli  

 

Toscana

Lascia Firenze. Spedisce parte della sua compagnia a Campiglia Marittima ed in maremma. Ha pure il compito di scacciare dalla maremma Angelo Morosini.

Ott. nov.  

 

 

 

500 fanti e 15 lance Toscana

A Cortona per prevenirvi eventuali movimenti di truppe aragonesi. Si scontra a Castellina in Chianti con gli aragonesi, cui cattura 10 cavalli. Numerosi sono pure i morti ed i feriti nelle file degli avversari. E’ poi a Volterra. Ha l’incarico di recuperare il castello di Ripomarance. A Firenze. Riceve l’ordine di rientrare nel volterrano: gli è accresciuta nel frattempo la condotta di 100 fanti e di 3 lance. Sorprende a Querceto una colonna nemica inviata in soccorso dei difensori di un castello vicino. Nell’azione fa prigionieri 50 fanti con 3 prigionieri di taglia; si impadronisce, inoltre, di 100 bestie da soma tra cavalli, muli ed asini carichi di armi e vettovaglie.

1448
Gen. 500 fanti e 15 lance

 

Toscana Viene ricondotto dai Dieci di Balia alle medesime condizioni. Gregorio d’Anghiari si lamenta per il ritardo delle paghe. Minaccia di lasciare il mestiere delle armi.
Lug. ott. Toscana Con Pietro da Bevagna affianca il  Malatesta a Campiglia Marittima. Gli aragonesi sono fermi all’assedio di Piombino. Passa dopo qualche giorno a Montescudaio. Inizia a colpire la località con le bombarde. A settembre è inviato in soccorso dei difensori di Piombino. Giunge in ritardo dopo un energico intervento del Malatesta a favore degli assediati. Si sposta allora con Antonello da Scalogna a Bolgheri, abbandonata anch’essa dagli aragonesi. Viene segnalato di seguito tra Rosignano Marittimo e Vada. Da qui si dirige sul Cecina verso Suvereto.
1449  

 

 

 

 

 

 

 

Mar. Genova Del Carretto Toscana e Liguria

A fine marzo a Firenze l’ambasciatore genovese Antonio Lomellini incarica il banchiere Iacopo Villani di versare a suo favore 300 ducati come parte della sua prestanza, in quanto condotto dai genovesi come loro capitano generale della fanteria. Combatte i Del  Carretto. A metà maggio si impadronisce di Finale Ligure.

Lug. Genova Fregoso Toscana

Affronta i Fregoso. Occupa Villafranca in Lunigiana. Sempre negli stessi giorni fa dipingere nell’abbazia di Anghiari una tavola sull’altare maggiore, opera di Piero di Lorenzo.

Ago. sett. Firenze Capitano g.le della fanteria 220 fanti Toscana

E’ sempre in Lunigiana. Gli Otto della Guerra lo riconducono al soldo di Firenze con 220 fanti. Ha il titolo di capitano generale della fanteria. Nello stesso tempo sono assoldati dai fiorentini altri connestabili come Giovanni della Vecchia, Andrea Corso e Pietro da Somma. A settembre è sollecitato con gli altri connestabili a trasferirsi dalla Lunigiana a Pisa.

Dic. Bologna Fuoriusciti Napoli 300 fanti

 

Emilia

Al servizio del signore di Bologna Sante Bentivoglio per opporsi a Romeo Pepoli ed ai suoi fautori. Si unisce con Astorre Manfredi e Scariotto da Faenza; punta verso Riccardina per attaccarvi Ludovico Gonzaga, che sta ponendo a sacco il bolognese per conto degli aragonesi. Prevenuto da tale capitano, è colto di sorpresa e messo in fuga.

Dic.

Sigismondo Pandolfo Malatesta, capitano generale dei veneziani cerca inutilmente di farlo assumere dalla Serenissima come capitano generale della fanteria. Nel febbraio successivo i veneziani si dichiarano disponibili solo ad una sua assunzione.

1451

Gen. Toscana

E’ inviato dai fiorentini a Piombino per verificare la possibilità che la vedova di Rinaldo Orsini voglia cedere a Firenze la signoria della città. Le speranze legate al progetto sono deluse.

Giu. Bologna Toscana Emilia

I fiorentini prevedono prossimo un conflitto tra il nuovo duca di Milano Francesco Sforza e la Serenissima. Gregorio d’Anghiari è perciò contattato dai Dieci di Balia. Gli è proposta una condotta di 200 fanti. Non accetta, lascia Firenze e rientra ad Anghiari. Contatta Astorre Manfredi per essere assunto dai bolognesi. Il contratto va in porto.

Lug. ago.  

 

 

 

 

 

Emilia

A fine mese è sospettato di volere abbandonare il soldo concessogli dal signore di Bologna Sante Bentivoglio: è incarcerato nella città nella rocca di San Giovanni. I fiorentini ne chiedono il rilascio. Sarà liberato dal Bentivoglio solo alla fine del mese seguente.

Ott. nov. Firenze Napoli Siena Capitano gen.le  fanteria 500 fanti 20 lance Emilia e Toscana Può lasciare Bologna solo a metà ottobre dopo avere giurato lealtà al Bentivoglio. Viene subito condotto per due mesi dai Dieci di Balia (500 fanti, 20 lance e titolo di capitano generale della fanteria). Ai primi di novembre assale il campo aragonese a Castellina in Chianti. Riesce a penetrare nell’accampamento e a distruggere due padiglioni.
1453  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

Toscana

A Bibbona. Affronta gli avversari a Vada. La scaramuccia termina con la cattura di pi di 50 fanti.  Suoi uomini danno alle fiamme  Porta  Ovile a Siena.

Feb. mar.  

 

 

 

 

 

Toscana

Si muove in Val di Strove; alcuni  uomini della sua compagnia sono catturati dagli avversari. A metà mese gli viene rinnovata la condotta. A marzo è indirizzato a Livorno per rafforzare le difese cittadine.

1454  

 

 

 

 

 

 

 

Dic. Siena Pitigliano  

 

Toscana

Milita agli ordini di Sigismondo Pandolfo Malatesta contro il conte di Pitigliano Aldobrandino Orsini. Prende parte all’assedio di Sorano. E’ battuto nei pressi dalla cavalleria degli Orsini. E’  licenziato perché sospettato di essere  complice nelle trattative tenute dal Malatesta con gli avversari.

1457

Mag. Bologna Emilia

A Bologna. E’ alloggiato nel Palazzo dei Signori.

Lug.  

 

 

 

 

 

Emilia e Toscana

 

Il Malatesta fa pressioni sui fiorentini affinché passi ai suoi stipendi per opporsi agli aragonesi capitanati da Federico da Montefeltro e da Jacopo Piccinino. Gregorio d’Anghiari, da parte sua, si reca da Bologna a Firenze per raccogliere 300 fanti per conto dei bolognesi.

1461

Giu. Toscana

Il Malatesta gli offre una condotta. I fiorentini non si oppongono.

1462

Nov. Toscana

Nonostante soffra di gotta cerca di ottenere una condotta dai fiorentini. La risposta è negativa.

1463

Giu.

E’ avvicinato dai veneziani affinché arruoli un certo numero di fanti da inviare in Levante contro i turchi.

1465

Dic. Toscana

Chiede alle autorità fiorentine di poter legittimare il figlio naturale Mazzone.

1467

Mag. Firenze Venezia Toscana

In occasione del conflitto che oppone fiorentini e veneziani è inviato alla guardia di Pisa con 25 balestrieri.

1470  

 

 

 

 

 

 

 

Muore.

 CITAZIONI

“Valentissimo e savio conistabile e di grande riputatione.” BROGLIO

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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