GIULIO CESARE DA VARANO Signore di Camerino

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GIULIO CESARE DA VARANO  Signore di Camerino, Nocera Umbra, Cerreto, Esanatoglia, Gagliole, Fiuminata, Gagliole, Serravalle del Chienti, Belforte del Chienti, Serrapetrona, Fiastra, Acquacanina, Bolognola,  Montacuto e Potenza Picena (dategli in feudo queste ultime dal papa Sisto IV).

Figlio di Giovanni, padre di Annibale e di Venanzio, zio di Carlo Baglioni, genero di Sigismondo Pandolfo Malatesta, suocero di Muzio Colonna.

1434 – 1502 (ottobre)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1434 Marche Umbria

Ancora in fasce è salvato dalla furia degli abitanti di Camerino dalla zia Tora, vedova di Niccolò Trinci che lo nasconde in un fascio d’erba. Trova asilo in un primo momento a Fabriano presso la zia Guglielmina Chiavelli. Nel 1435 si ribellano anche gli  abitanti di tale città;  i disordini terminano con il massacro dei Chiavelli nella chiesa di San Venanzio. La zia Tora lo salva nuovamente, lo tiene nascosto in un convento di suore per alcuni giorni; lo conduce, infine, a Foligno.

1439 Umbria Marche Romagna

Con l’uccisione dei Trinci a Foligno, è portato in salvo a Fossombrone dal nonno Galeazzo Malatesta. Da ultimo è condotto  a Faenza presso altri parenti.

1443
Nov. Marche

Rientra in Camerino con le armi dello zio Carlo di Montone: viene accolto con acclamazioni dal popolo: è ucciso Vincenzo Maligeri, l’autore della congiura che ha portato alla strage dei da Varano nel 1434.

1444 Marche

Diviene signore di Camerino con il cugino Rodolfo, di due anni più piccolo e figlio di Piergentile. Ai due giovani è assegnato come precettore e consigliere politico Giovanni dei Conti.

1447 Marche

Gli è conferito il vicariato di Camerino dal papa Niccolò V: il governo effettivo,  data la sua giovane età, è preso dalla zia Elisabetta Malatesta.

1448 Marche

Con il cugino  Rodolfo esercita il potere in concordia  guadagnandosi il consenso popolare; Giulio Cesare e Rodolfo da Varano riescono ad opporsi  ad altre insidie tanto da riuscire a sventare,  appena usciti di tutela, ad una congiura ai loro danni.

1453 Firenze Napoli Toscana
1454
Nov. Siena Pitigliano 500 cavalli e 200 fanti Toscana

Combatte il conte di Pitigliano Aldobrandino Orsini. Prende parte all’ assedio di Sorano ove si colloca sul fronte opposto rispetto a Carlo Gonzaga ed a Pietro Brunoro.

Dic. Toscana

Il capitano generale Sigismondo Pandolfo Malatesta stipula con gli avversari una tregua senza averne l’autorizzazione da parte dei senesi. Giulio Cesare da Varano raggiunge  segretamente  Siena ed accusa il Malatesta di essersi fatto corrompere. Ne parla con un amico, Giovanni Bichi, che ne informa, a sua volta, il governo cittadino. In un primo momento non viene creduto; vi sono presto alcune conferme del fatto da parte di uno dei commissari al campo Cristoforo Gabrielli.

1455
Gen. Toscana

Si incontra a Grosseto con Pietro Brunoro per stabilire un’azione comune contro gli avversari.

………………. Camerino Matelica Marche

Lascia gli stipendi di Siena e ritorna a Camerino il cui comune è impegnato in una guerra con Matelica.

Giu. Chiesa Comp. ventura 100 lance e 50 fanti Toscana

Passa con il cugino Rodolfo agli stipendi del papa Callisto III per contrastare la compagnia di Jacopo Piccinino che sta devastando il senese.

1456 Sposa Giovanna Malatesta, figlia di Sigismondo Pandolfo e di Polissena Sforza. La cerimonia nuziale è rappresentata in una sala a piano terreno del palazzo ducale di Camerino attraverso un ciclo di affreschi. La dote portata dalla sposa è valutata in 5000 ducati tra denari e gioielli. Un residuo di 1557 ducati sarà impegnato dalla moglie nel 1492 per la ristrutturazione del castello di Lanciano nelle vicinanze di Castelraimondo.
1458
Ago. Rimini Napoli

E’ assoldato dal suocero Sigismondo Pandolfo Malatesta  per opporsi agli aragonesi comandati da Federico da Montefeltro. Segue il signore di Rimini nel Montefeltro;  dà il guasto a numerosi castelli.

1460
Apr. giu.     Angiò      Napoli Abruzzi

Combatte gli aragonesi negli Abruzzi agli ordini del  Piccinino. Supera Attraversa il fiume Pescara con quattro squadre di cavalli.

Lug. Abruzzi

Partecipa alla battaglia di San Flaviano/San Fabiano. Lotta all’ avanguardia contro le prime squadre di Marcantonio Torelli e di Alessandro Sforza che agli inizi mettono  in rotta le truppe ai suoi ordini; lo scontro cessa a notte inoltrata, dopo sette ore, con molti morti d’ambo le parti.

Ott. Marche Minaccia Ancona. I pontifici intercettano alcuni suoi messaggi riguardanti l’organizzazione di un trattato in città a favore della causa angioina.
1461
………………. Chiesa Rimini Marche

E’ assolto da tutti i misfatti commessi nella marca d’ Ancona dai pontifici;  passa al loro servizio per contrastare il suocero.

Lug. Marche

Il Malatesta fa pressione nei suoi confronti affinché ritorni sui suoi passi; la pratica non ha alcun seguito.

1462
Primavera Lombardia

 

A marzo è contattato dagli sforzeschi per combattere nel regno di Napoli a favore degli aragonesi: si reca anche a Milano al riguardo. Si riavvicina, viceversa, al signore di Rimini e trama con il duca di Modena Borso d’Este ed il Piccinino. Il papa Pio II ne è tanto esacerbato da proporre al duca di Milano Francesco Sforza di catturarlo a tradimento.

Ago. Chiesa Napoli Angiò Passa agli stipendi di pontifici ed aragonesi per combattere nel regno di Napoli gli angioini ed i loro aderenti. Gli sforzeschi gli fanno avere 1500 ducati.
1463
Gen. Angiò Chiesa Napoli Abruzzi Muta partito ed affianca il Piccinino nella sua azione.
Dic. Viene contattato dai veneziani al fine di comandare il corpo di spedizione in Morea contro i turchi.
1464 Marche

Viene accusato dai pontifici di avere fatto avvelenare il cugino Rodolfo da Varano consignore di Camerino. La moglie del cugini Camilla d’Este è rimandata a Ferrara con i due figli.

1465 Chiesa Agli stipendi del papa Paolo II.
1466
Lug. Lazio

Si incontra a Roma con il suocero;  gli chiede la consegna di Rimini allo stato della Chiesa a nome di Paolo II.

1467 Napoli 40 lance Agli stipendi degli aragonesi. Ha il comando di 40 lance. Milita nelle compagnie di Matteo da Capua.
1468
Mag. Lazio

E’ segnalato a Roma presso il papa. Viene confermato con i figli nella signoria di Camerino. Il territorio controllato comprende le alte valli dell’Esino (Esanatoglia), del Potenza (Da Fiuminata a Gagliole), dell’alta Valle del Chienti (da Serravalle del Chienti a Belforte del Chienti e Serrapetrona), i castelli di Caldarola, Montalto e Coldipietra (questi ultimi nel comune di Cessapalombo), Fiastra, Acquacanina e Bolognola.

1469
Lug. Chiesa Rimini Romagna

Combatte Roberto Malatesta. Assedia Rimini ed è sconfitto e fatto prigioniero a Mulazzano dal Montefeltro.

Ott. Umbria

Rilasciato, si reca a Perugia ospite di Braccio Baglioni.

1471
Apr. Romagna

A Rimini per la definizione dei termini di una parentela tra i Malatesta ed i Montefeltro.

Giu. Marche Gli sono offerti dagli abitanti di San Severino Marche 50 ducati affinché ritiri le sue truppe da tale territorio.
1472 Marche

Entra in lite con Fermo per il possesso di Castelgismondo.

1474
Mag. Umbria

Ha un colloquio a Foligno con Braccio Baglioni e Federico da  Montefeltro per concordare le linee della politica pontificia da perseguire in Umbria.

Giu. Chiesa Todi Spoleto Umbria

Segue il cardinale di San Pietro in Vincoli Giuliano della Rovere, occupa Todi con un breve assedio ed entra in Spoleto con il Baglioni: la città è messa a sacco per quattro giorni. A compenso del suo operato ottiene in custodia Montesanto (Potenza Picena); continua a tenere Cerreto ottenuta dal papa Sisto IV all’inizio dell’anno; ha anche Sellano.

Lug. Chiesa C.di Castello Capitano g.le Umbria

Assedia Niccolò Vitelli in Città di Castello. Al comando di 300/400 cavalli e di 2300 fanti si accampa sul colle della Cecca verso la Porta di Santa Maria.

Ago. Umbria

Si sposta dalla parte di Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) con il legato pontificio; fa costruire una prima bastia nella chiesa di Sant’Angelo da Corzano ed una seconda di fronte al ponte. Vengono entrambe munite di numerosi pezzi di artiglieria tra cui una serpentina capace di lanciare palle di piombo del peso di dieci libbre. Un’altra bastia è posta di fronte alla Porta del Prato, ove sono piantate altre due bombarde.  Una quarta bastia è collocata di  fronte al mulino della Canonica: i pezzi di artiglieria di quest’ ultima provengono da Castel Sant’ Angelo. La città è bombardata giorno e notte. Seguono duri scontri davanti alla Porta Orientale ed a quella Occidentale. In una sortita (fine mese) condotta dai difensori contro il suo campo, viene ferito Giovanni Francesco da Bagno; nel corso del combattimento  si registra la perdita di 40 cavalli tra i pontifici (150 tra morti e feriti tra gli attaccanti, 35 tra i castellani per altre fonti).

e 1475
Ott. Chiesa Vitelli Umbria

Scaccia dal tifernate Niccolò Vitelli che vuole rientrare in Città di Castello.

………………. Marche

Razzia per rappresaglia agli abitanti di Fermo seimila pecore sui Sibillini, nei pressi di Montefortino;  minaccia il comune.

1476 Camerino Fermo Marche

Invia numerosi armati sui monti di Sarnano per intimidire sempre gli abitanti di Fermo.

1477 Marche

Invia 90 fanti in soccorso degli anconetani in conflitto con Fermo. Fa assalire e ferire da alcuni banditi di Mogliano l’ambasciatore del comune Giovanni Aceti che si sta recando a Roma per una composizione dei conflitti in essere. Il contenzioso si chiuderà solo nel 1482.  Al Varano  saranno riconosciuti 1500 ducati mentre Castelgismondo rimane nella giurisdizione di  Fermo.

1478
Lug. Chiesa Firenze Umbria

A Perugia al comando di sei squadre di cavalli.

Ago. Umbria

Difende Città di Castello dalle mire del Vitelli. Assalito da Andrea Corso, corre il pericolo di essere catturato.

Sett. Toscana

Assedia Cacciano con il Montefeltro; guida personalmente un assalto alle mura. Il castello è espugnato e messo a sacco. Si sposta   all’assedio di Monte San Savino.

1479
Giu. Umbria

Con Matteo da Capua tende un’imboscata a Torricella ai saccomanni nemici;  cattura 60 cavalli. Sconfitto sempre con Matteo da Capua, Giovanni della Rovere e Giovanni Francesco da Bagno a Passignano sul Trasimeno da Roberto Malatesta, deve riparare a Bettona.

Lug. Umbria

A Perugia per incontrarvi il governatore della città, il cardinale Giovambattista Savelli.

Sett. nov. Toscana

Prende parte alla battaglia di Poggio Imperiale (Poggibonsi). Transita per Siena con dieci squadre di cavalli e 700 fanti;  alloggia all’albergo fuori della Porta Camollia. Si sposta in Val d’Elsa con il Montefeltro ed il duca di Calabria Alfonso d’Aragona;  vi assedia Colle di Val d’Elsa che cederà solo  a novembre dopo un lungo assedio. Al  termine di tali operazioni ed alla firma di una tregua ritorna a Siena con Federico da Montefeltro.

1480 Ungheria Milita agli stipendi del re d’Ungheria Mattia Corvino.
1481
Lug. Umbria

Viene ospitato a Perugia dai Baglioni.

Ott. Marche

E’ ricevuto in Fabriano con tutti gli onori.

1482
Giu. Chiesa Napoli Lazio ed Umbria

Lascia Quinto con Girolamo Riario ed entra in Roma. Si accampa in San Giovanni in Laterano; dopo qualche giorno si dirige a Perugia per controllare i movimenti del Vitelli che si è   impossessato di Città di Castello con l’aiuto dei fiorentini agli ordini di Costanzo Sforza.

Ago. Lazio

Fronteggia colonnesi ed aragonesi;  prende parte alla battaglia di Campomorto.

Sett. Umbria e Marche

Punta su Perugia con Giordano Orsini e Giovanni Colonna per difendere la città da Costanzo Sforza. Sempre nel mese, come luogotenente della Marca, su disposizione del papa assiste San Ginesio nelle sue dispute con Fermo.

1483
Mag.

I veneziani cercano di averlo ai loro stipendi con la promessa di uno stipendio di 35000 ducati: non accetta la condotta per le possibili ritorsioni pontificie.

Sett. Siena Capitano g.le Toscana

A Siena a prendere possesso della  carica di capitano generale.

……………….

Viene inscritto alla nobiltà veneziana.

1484
Mag. Venezia Governatore g.le Marche

Passa agli stipendi dei veneziani con il titolo di governatore generale della Romagna: la ferma è stabilita in due anni più uno di rispetto. Oltre la protezione dei suoi stati gli è riconosciuta una provvigione di 50000 ducati in tempo di guerra e di 25000 in tempo di pace; la condotta è stabilita in 300 lance (1200 cavalli), 50 balestrieri a cavallo e 500 provvigionati nella prima fattispecie; della metà nella seconda. Il contratto è stipulato per suo conto a Venezia da Alvise Tedaldini. Alvise Loredan gli consegna del denaro a Camerino.

Ago. Marche

Alla morte del papa Sisto IV recupera il castello della Rancia presso Tolentino.

1485
Feb. Veneto

Assiste a Venezia in piazza San Marco ad una solenne giostra indetta da Roberto  da San Severino. Sempre negli  stessi giorni gli vengono consegnati  lo stendardo ed il bastone simboli del  comando;  i figli Cesare ed Annibale sono armati cavalieri. Lo accompagnano trecento persone. Alloggia  nel palazzo di Bartolomeo Vitturi; gli sono riconosciute per le sue spese 40 ducati al giorno.

………………. Ascoli Piceno Fermo Marche

Come luogotenente della Marca cerca di ostacolare il prosieguio del conflitto tra i comuni di Ascoli Piceno e di Fermo.

1486
Mar.

Gli è rinnovato dai veneziani l’anno di rispetto tramite il suo procuratore Pandolfo Collenuccio.

Apr. Chiesa Napoli Marche

Fronteggia nelle Marche Castruccio Castracani.

Sett. Venezia Veneto

A Padova per la rassegna delle sue compagnie. Alloggia a Venezia a spese della Serenissima.

Dic.

Il papa Innocenzo VIII gli affida l’incarico di stipulare un’alleanza tra lo Stato della Chiesa e la Serenissima.

1487
Feb. Lazio

In San Pietro, a Roma, a fianco del papa.

Primavera Chiesa Osimo Marche

Al campo pontificio di Osimo per indurre Boccolino Guzzoni alla resa.

Apr. mag. Venezia Austria Veneto

E’ chiamato in gran fretta dai veneziani per fronteggiare le truppe del duca d’Austria Sigismondo. Ai primi di maggio  giunge a Verona, dove viene accolto dal provveditore Cristoforo Duodo. Si trova a Serravalle all’ Adige con 1000 cavalli e 24000 fanti. Il fiume in piena  gli impedisce di muovere verso Rovereto assediata dagli avversari. Questa dilazione, unita alla sua richiesta di denaro, fatta in termini non troppo gentili, predispone a suo sfavore l’animo dei provveditori. A fine mese il Collegio dei Pregadi decide di licenziarlo. La decisione non viene ratificata.

Giu. Trentino

In Val Lagarina.

Lug. Trentino e Veneto

I veneziani assumono nuovamente Roberto da San Severino. Il Varano colloca il suo campo con tale capitano vicino a quello degli imperiali: si muove in perlustrazione con 200 cavalli. Viene attaccato all’ improvviso dagli avversari. Sta per essere catturato a Ravazzano con il San Severino: si muovono a  difesa dei due condottieri i figli Annibale da Varano ed Antonio Maria da San Severino che liberano i loro padri dal pericolo. Vengono  entrambi  catturati dagli avversari. Il Varano si ammala ed è trasportato a Verona nel vescovado; altre fonti riferiscono che deve lasciare il campo sia per i risultati negativi del suo comando, sia per avere ucciso un connestabile veneziano nel suo padiglione.

Ago. Veneto e Trentino

Alla morte del San Severino a Calliano lascia Verona e raggiunge il campo. Entra in Rovereto, abbandonata dagli avversari.

Nov. dic. Trentino e Veneto

Alla firma della pace (metà novembre) dalla Valsugana si dirige con le truppe ai campi  invernali.  A  Montagnana;  a dicembre è licenziato dal Collegio dei Pregadi anche perché non è riuscito a mantenere l’ordine nell’esercito.

1488
………………. Marche

Ritorna scontento a Camerino;  ricopre ancora per lo stato della Chiesa l’incarico di luogotenente della Marca.

Nov. Marche

Ad Offida, a seguito di una scorreria degli ascolani ai danni degli abitanti di Fermo.

1491
Primavera Chiesa Ascoli Piceno Marche

Si dirige a Montefalcone Appennino con il figlio Annibale. Si ritira di fronte all’esercito ascolano che si è di molto rafforzato.

1492
Ago. Lazio A fine mese presenzia a Roma alle cerimonie organizzate per l’elezione pontificia di Alessandro VI.
…………… Napoli

E’ assoldato dagli aragonesi: non può prestare validamente la sua opera perché si ammala.

1493 Alessandro VI concede al figlio naturale Pirro il priorato di Sant’Angelo di Esanatoglia.
1494
Giu. Chiesa Fermo Marche

Convoca da Jesi il condottiero pontificio Gaspare da San Severino per indurlo ad attaccare gli abitanti di Fermo  restii ad una tregua con Ascoli Piceno: costui si rifiuta di ubbidire all’ordine. Il Varano ritorna a Macerata. Nell’anno ospita a Camerino Isabella d’Este.

1495
Giu. Francia Chiesa Umbria

Infesta il contado di Norcia con Antonello Savelli.

1496
Gen. Umbria

Interviene con Guidobaldo da Montefeltro in Assisi per raggiungere una tregua tra le fazioni;  se ne rende mallevadore per conto dei Baglioni. A giugno è ancora costretto a ritornare in Assisi con Guidobaldo da Montefeltro.

………………. Fermo Ascoli Piceno Marche

Sempre con Guidobaldo da Montefeltro appoggia  Fermo ai danni di Ascoli Piceno.  Obbliga i soldati di tale località a desistere dall’ assedio di Offida.

1497
Mag. Marche

Raggiunge con 3000 fanti il figlio Annibale  intento all’ assedio del castello di San Pietro Morico.

Giu. Lombardia

Lascia Camerino per recarsi a Ferrara ed a Milano.

Sett. Umbria

E’ coinvolto ancora una volta nelle trattative di pace tra Assisi ed i Baglioni. Il papa Alessandro VI gli chiede il pagamento del censo.

1498
………………. Umbria

Niccolò Piccinino a seguito di una lite con i congiunti  dona al Varano un terzo della comproprietà della rocca di Agello presso Magione nel perugino. Tale bene è particolarmente conteso a Niccolò Piccinino dal cugino Angelo: quest’ultimo dona, a sua volta, i beni contestati a Gismondo Baglioni figlio di Guido. Desideroso di vendicarsi il signore di Camerino spinge Girolamo dalla Penna ad uccidere Angelo Piccinino: è l’inizio delle  controversie del Varano con i Baglioni. Gismondo Baglioni, intimo amico dell’ucciso, fa occupare dai suoi uomini la rocca di Agello e giura di non farsi tagliare più la barba fino a quando non venga ucciso il dalla Penna.

Dic.

Viene sospettato dal papa Alessandro VI di avere fatto derubare un corriere veneziano di 500 ducati e di alcuni messaggi in cifra.

1500
Lug. E’ considerato il principale istigatore della congiura che in una notte di luglio porta all’uccisione in Perugia di Astorre Baglioni. Giampaolo Baglioni rientra poco dopo nella città e ne scaccia i fuoriusciti. Costoro, espulsi anche dal ducato di Urbino, si riducono a Camerino alla sua corte.
1501
Gen. Marche Il pontefice gli indirizza un breve con il quale gli intima di espellere i fuoriusciti rifugiatisi nel suo territorio; è minacciata la confisca dei suoi beni ed una multa di 50000 ducati.
Mag. Marche E’ scomunicato da Alessandro VI: è accusato di avere ucciso il cugino Rodolfo.
Lug. Marche Vitellozzo Vitelli ed Oliverotto da Fermo transitano per il territorio di Camerino e mettono a sacco il castello di Casavecchia. Inutilmente Giulio Cesare da Varano chiede al comune di Fermo ed al luogotenente della Marca la restituzione delle prede.
1502
Feb. Marche Con Giovanni della Rovere e Giovanni Antonio Acquaviva favorisce i fuoriusciti di Fermo ai danni del nuovo signore della città Oliverotto da Fermo.
Mar. Marche E’ dichiarato reo di scomunica maggiore e dell’anatema di spergiuro dal papa per avere sospeso il pagamento del censo alla Camera Apostolica; viene pure pubblicato un monitorio del vicecamerlengo contro di lui per avere dato assistenza ai ribelli dello stato della Chiesa e (nuovamente) per avere ucciso il cugino Rodolfo. E’ assalito nei suoi territori dai fuoriusciti di Montesanto e da alcuni spoletini; anche i suoi sudditi lo odiano e per diverse volte cercano di ribellarsi al suo dispotismo.
Mag. giu. Camerino Chiesa Marche

Minacciato da Cesare Borgia invia il figlio Giovanni Maria  con il tesoro della famiglia alla ricerca di aiuti militari; chiede soccorsi a Guidobaldo da Montefeltro; arruola soldati. Camerino viene assediata dalle truppe di Vitellozzo Vitelli, di Francesco Orsini e da quelle di Oliverotto da Fermo. Gli uomini dei tre condottieri pontifici riforniscono, a caro prezzo,  derrate alimentari agli assediati. A giugno, il Varano viene ancora scomunicato.

Lug. ago.

 

Marche

 

Oppone alle forze pontificie una vigorosa resistenza. Uno scontro favorevole ai da Varano rinfocola le  sue speranze. Tuttavia la successiva  caduta delle sue fortezze, una ad una, lo costringono in breve tempo a ritirarsi a Camerino in rivolta.

Sett. Marche

Assediato ancora da Francesco Orsini e da Oliverotto da Fermo si arrende a patti con i figli Venanzio ed Annibale nelle mani di Giulio Orsini. Il figlio Venanzio si dà invece alla fuga, cosicché Giulio Cesare è incarcerato in una stalla, tormentato sempre più dalla gotta che gli impedisce di camminare. Al momento della cattura il Varano viene invitato, da un certo Premuccio, a baciare gli stipiti della città allorché si appresta ad uscire da Camerino come per auspicargli di non farvi più ritorno. Costui sarà condannato a morte alla fine del mese successivo al momento del rientro in Camerino di Giovanni Maria da Varano. Il Varano è spogliato d’ogni cosa; gli è permesso solamente di potersi recare a Matelica presso il genero Ranuccio Ottoni, marito della figlia naturale Emilia. La memorialistica locale ricorda che durante l’assedio di Camerino un giovane appartenente alla borghesia cittadina, Giovanni Antonio Ferraccioli, incoraggia la popolazione alla resa a causa della mancanza di vettovaglie ed inneggia alla fine della signoria dei da Varano. Alla notizia a Roma della caduta della città il pontefice fa suonare a festa la campana del Capitolo e celebra un grande trionfo in piazza San Pietro con luminarie e fuochi d’artificio.

Ott. Marche

Il duca Valentino invita Ranuccio Ottoni ad Urbino; quest’ultimo vi si reca con tutti i parenti dopo avere ricevuto particolari rassicurazioni. Le prime accoglienze sono cortesi; in un secondo momento è imposto all’Ottoni di condurre i suoi congiunti nella rocca di Pergola per loro maggiore sicurezza. Tutti i da Varano sono catturati; solo Ranuccio Ottoni viene risparmiato. Il Varano è fatto strangolare con un laccio di seta nella rocca di Pergola dal Borgia. Identica sorte avranno poco dopo anche i figli Annibale, Venanzio e Pirro.  Le sue spoglie saranno trasportate a Camerino alla fine dell’agosto 1503 a seguito del nuovo rientro nella città del figlio Giovanni Maria da Varano. Fa costruire a Camerino (incorporando gli istituti già esistenti)  l’ospedale di Santa Maria della Pietà, il tempio dell’ Annunziata, ampliare il Palazzo Ducale; avvia, nel contempo, diverse opere idrauliche nei piani di Colfiorito, Montelago e della Rancia. Trasforma il castello di Beldiletto e Rocca d’Ajello in residenze fortificate. Ricordato da Luigi Pulci nelle sue lettere.  Padre di Camilla, figlia naturale, che sarà dichiarata beata con il nome di Beatrice.

  CITAZIONI

“Magnanimo signore, di cui è ammirarsi in Camerino splendidi monumenti di grandezza e liberalità.” BORGIA

“Et l’ornato signore di Camerino/ con molte isquadre et valorosa gente.” Da un cantare riportato dal RAMBALDI

“Fu anco generale de gli eserciti di Matthia Corvino re di Ungaria e luogotenente di Ferdinando re di Napoli.” SANSOVINO

“Vecchio e illustre guerriero, e amato dai suoi.” UGOLINI

“Capitano di grido.” CHIUSOLE

“Per il suo valore nelle armi, per saggia amministrazione, per il suo favore alle attività artistiche e intellettuali, dette splendore, ricchezza e potenza alla città (di Camerino) e alla sua corte.” MASSARI

“Divenne uno dei più famosi Capitani del suo secolo.” SAVINI

“Valeva pocho.” SANUDO

Per la sua morte “Hic veluti Priamus captum videst hostibus urbem/ et miser extintos fata subire satis.” Da un poema di F. PANFILI riportato dal COLUCCI

“Un vieux guerrier de soixante-dix ans, cruel et assoiffé de sang, et qui s’était emparé du trone en assassinant son propre frère.” SABATINI

“Sarà il promotore e l’autentico artefice della stagione dell’umanesimo camerte…Fu protagonista della stagione più luminosa della dinastia, destinata a cedere di fronte alla straordinaria potenza di Cesare Borgia.” TOZZI

“..signore di camerino/ con molte squadre & valorose gente.” Da “La guerra dei tedeschi contro i veneziani” in GUERRE IN OTTAVA RIMA 

“A (ha) pasato gran perigli/ el signor de Camerino/ Vecchio antico con soi figli/ Morti sono a crudi artilli.” DE’ SORCI

 

Immagine: http://www.roccadajello.com/en/history/

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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