GIULIO ANTONIO ACQUAVIVA

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GIULIO ANTONIO ACQUAVIVA (Giulio Antonio Acquaviva d’Aragona). Di Atri. Duca di Atri, conte di San Flaviano, conte di Conversano, duca di Teramo.

Signore di Forcella, Roseto degli Abruzzi e Padula. Cavaliere dell’ordine dell’Ermellino. Figlio di Giosia Acquaviva, padre di Andrea Matteo Acquaviva e di Belisario Acquaviva.

1428 ca.- 1481 (febbraio)

Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1447
Giu.NapoliFirenze150 cavalliLazio

E’ segnalato alla rassegna delle truppe aragonesi tenutasi a Monterotondo.

1450
Apr.Spoleto
1456PugliaSposa Caterina Orsini del Balzo, figlia naturale del principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini del Balzo. La moglie gli porta in dote la contea di Conversano che comprende le località di Turi, Castellana Grotte, Casamassima, Bitetto e Gioia del Colle.
1458
Nov.AngiòNapoliPuglia

Affianca il suocero  contro gli aragonesi. Affronta gli avversari tra Corato, Palo del Colle e Bisceglie.

1461
Nov.CampaniaSi trova verso Guardia Lombardi. Contrasta le truppe di Giovanni Conti e di Antonello dal Borgo.
1462
Mag.Puglia

Si accampa sotto Giovinazzo. Assedia in  Andria il duca Francesco del Balzo.

Ago.Puglia

Partecipa alla battaglia di Troia; dopo la rotta ripara ad Ascoli Satriano. Nello stesso mese, alla morte del padre, diviene duca d’Atri e conte di San Flaviano.

Sett.

A metà settembre stipula la pace con il re Ferrante d’Aragona per conto del suocero, il principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini del Balzo.

1463
Gen.NapoliAngiò100 uomini d’arme

 

Campania

A Trani. Alla morte del suocero si porta a Terlizzi e defeziona nel campo aragonese; entra in Napoli con Alessandro Sforza al fianco di Ferrante d’Aragona.

Mag.Abruzzi

Recupera Montepagano.

Nov.Puglia

Si accosta a Bari con venti squadre di cavalli, si impadronisce della città dopo un breve assedio ed entra nel castello dove (si dice) dovrebbero esservi custoditi 40000 ducati.

1464
………………Campania

Attacca Cola di Monforte con dieci squadre di cavalli nel contado di Campobasso.

Ott.Campania

Come a tutti i nobili del regno gli viene tolto dal sovrano ogni comando di uomini  d’arme. Oppone inizialmente qualche resistenza. Gli è accordata una pensione annua di 1000 ducati ed è insignito dell’ordine dell’Ermellino. Gli sono restituiti tutti i suoi beni, tranne la contea di San Flaviano ed il ducato di Atri, dati in precedenza a Matteo da Capua.

1465
Mar.NapoliRibelliCalabriaHa il comando delle truppe demaniali (senza condotta personale) per combattere in Calabria Galeotto Baldassino e mettere a sacco le terre di quest’ultimo.
1467

Riottiene la contea di San Flaviano ed il ducato di Atri.

1471AbruzziInizia la costruzione di Giulianova, che sorge nei pressi di San Flaviano, messa a sacco e pressoché distrutta da Matteo da Capua nel novembre del 1461.
1473
Giu.Emilia

Transita per Siena per scortare a Ferrara Eleonora d’ Aragona moglie di Ercole d’Este.

1474
 ……………..Napoli

 

     ImperoFrancia

Con Jacopo Conti, Francesco Zurlo, Ippolito Acquaviva ed il barone della Torella dell’ Anguillara accompagna in Borgogna il principe di Taranto Federico d’Aragona per combattere gli imperiali a favore del duca di Borgogna Carlo il Temerario.

1476
Feb.BorgognaCantoni SvizzeriFranciaPrende parte alla battaglia di Grandson.
Apr.Francia

Ha il comando di uno dei 5 corpi di armata. Lascia il campo di battaglia di Morat la sera precedente la battaglia  per rientrare nel regno di Napoli.

1477
Giu.Campania

A Napoli per il matrimonio del re; organizza giostre per solennizzare tale evento.

1478
………………NapoliMilanoLiguria

Ha il comando di una squadra navale aragonese. Si imbarca a Napoli con 2 galee e 3 navi cariche di artiglierie e di munizioni per soccorrere i genovesi.

Giu.NapoliFirenzeToscana

Assedia Castellina in Chianti.

Sett.Toscana

Assedia Monte San Savino.

1479
Mar.Toscana

Muove dal Magra con Roberto da San Severino. Entra nel pisano, si impadronisce del castello di Filettole, minaccia Pisa e dà alle fiamme la porta cittadina del Paradiso.

Apr.Toscana

Respinge Ercole d’Este su un ponte del Serchio: sono catturati 1000 cavalli. Nello stesso mese  gli è concesso l’onore di  aggiungere al suo cognome quello d’Aragona e di inserire nello stemma famigliare i colori della casa reale aragonese.

Giu.Umbria

Con Matteo da Capua è disfatto da Roberto Malatesta a Passignano sul Trasimeno.

Ago.Toscana

Attraversa Siena con otto squadre di cavalli.

Sett.Toscana

Al campo di Rigomagno. Assedia Colle di Val d’Elsa.

Ott.Toscana

Viene ferito da un verrettone ad un piede durante le operazioni di assedio di Colle di Val d’Elsa.

Dic.Toscana

Lascia Siena, si trasferisce in Romagna e transita per  il territorio di Fano.

1480
………………Marche e Romagna

E’ segnalato a Pesaro ed a Rimini.

Giu.Toscana

Interviene in Siena con alcuni connestabili  (Possa da Siena, Bianchino Albanese e Franceschetto Corso) per sedare le lotte fra le fazioni cittadine.

Sett.NapoliImpero OttomanoCapitano g.lePuglia

Al comando di 1500 lance contrasta i turchi nella guerra di Otranto. Viene a conoscenza di una scorreria ottomana di 400 cavalli, giunti sotto le mura di Ostuni. Gli avversari rientrano ad Otranto dopo avere preso la strada della marina. L’Acquaviva si pone in agguato a San Cataldo,  assale i turchi e recupera le prede. I nemici lasciano sul terreno 100 cavalli tra morti e prigionieri.

Ott.PugliaSbarca con le truppe dalla flotta per assediare Otranto. Il cattivo tempo e le continue mareggiate costringono l’armata a rientrare a Brindisi.
Nov.PugliaHa il comando delle operazioni al posto del duca Federico d’Aragona rientrato a Napoli. Si colloca a Sternatia.
1481
Feb.Puglia

Ai primi del mese un contingente turco di 1000 fanti e di 400 cavalli si spinge con una scorreria oltre Corigliano. L’Acquaviva raduna truppe per chiudere agli avversari ogni via di fuga.  Da Corrigliano, Sternatia e  Soleto i cavalli aragonesi si concentrano su Melpignano ove si collega con Andrea Capodiferro; sono inseguiti i turchi. Costoro si danno alla fuga, abbandonano le prede dopo avere sgozzato senza pietà i prigionieri; fuggono verso Otranto.  Nonostante i tentativi di dissuasione del Capodiferro l’Acquaviva decide di proseguire nell’inseguimento anche se si sta facendo buio. Con soli 50 cavalli lascia il grosso delle sue truppe (700 cavalli) presso Melpignano. Lo seguono Giovanni da Cremona, Francesco de Montibus, Giacomo Piccinino da Prato, Alvise Gentile e  pochi altri. Si porta in perlustrazione verso Serrano. Gli avversari procedono con lentezza; al suo apparire si danno alla fuga. L’Acquaviva li insegue per cadere in un’imboscata predisposta anticipatamente a Santa Maria della Serra nei pressi di Minervino di Lecce.  Si ritrova circondato da un gruppo di 200 giannizzeri provenienti da San Pietro in Galatina e dai sipahiler nascosti tra gli ulivi. Si batte strenuamente in circolo con i suoi cavalli. Per meglio vedere al buio si toglie la celata; è colpito con un fendente alla gola. 12 cavalli della sua cerchia muoiono nel tentativo di difenderlo. Ferito, prosegue in direzione di Minervino di Lecce con la speranza di trovare rifugio in tale castello presidiato da 400 fanti. A Giuggianello cade dissanguato dalla sua cavalcatura. Il punto in cui avviene tale fatto continuerà ad essere chiamato per secoli “Conte Giulio”. E’ raggiunto da un drappello di turchi provenienti da Uggiano la Chiesa ed è tagliata la testa al cadavere. La leggenda narra che la sua cavalcatura, di nome Baccaro, abbia galoppato fino a Sternatia annunciando in tal modo la sua morte agli aragonesi. La testa dell’ Acquaviva è infilata su una picca; è portata in trionfo per le vie di Otranto per essere spedita, infine, da Ahmed Gedik Pascia a Valona. L’Acquaviva è sepolto prima a Sternatia, poi a Conversano, accanto alla moglie Maria Spinelli, nella chiesa di Santa Maria dell’Isola. Il monumento funebre è opera dello scultore pugliese Nuzzo Barba. Celebrato da scrittori e poeti quali il Sannazzaro ed il Pontano.

 CITAZIONI

-” Julium Antonium sua tempestate militum imperatorem extitisse praeclarissimum totus acclamat orbis, cujus quidem aviti sanguinis claritas in uno prae coeteris repercussa gladio, sic vivis dabat aquis splendorem..; et mentis, et ensis acie nimio fulgore perstricta.. Antiquis illis ducibus non comparandus modo, sed praeferendus.” DI TARSIA

-“Era uomo di auree doti, per senno, per probità, per talenti veramente distinto e d’animo umanissimo, cosicché appena si trovò in migliore fortuna concedé agli abitanti di Cellino. coll’esercizio di tasse e di servizi, i due feudi disabitati di Monteverde e Balbiano grato al coraggio e alla fedeltà mostrata nell’assedio sostenuto dal padre nel 1462.” LITTA

-“Era un uomo arrischiato e superbo.. Uomo battagliero, manesco, arrischiato, di quella forte razza pugliese insuperabile nel cimento.” PALUMBO

-” Onde una volta, cum suo stuolo adorno,/ el conte Giulio, detto de Aquaviva,/ fé cum lor facto d’arme in chiaro giorno,/ e, havendo rotto i Turchi, ognun fugiva,/ onde esso, incauto a llor malitie et arte,/ cum molto ardore e sdegno gli sequiva,/ li qual, possa che vidono essere sparte/ le squadre cristian, cum cenni e segni/ se reunir, tornando d’ogni parte,/ tal che, guastando al conte suoi disegni,/ fu rotto e morto.” SANTI

-“Degno Cavaliere, che riluce per ogni parte Eccellentissimo..animo d’Eroe, e per virtù.” RECCHO

-“Uno dei più accreditati capitani demaniali.” NUCIFORO

-“Uomo di grande valore.” CONIGLIO

 

-Epitaffio sulla sua tomba “Julius Antonius de Aquaviva Hadriae dux et Conversani comes, summam inter milites gloriam sudore, et sanguine assequutus, totius demum exercitus regni Neapolitani dux contra Turcam christiani nominis hostem, Italiae imperio inhiantem, apud Hydruntum fortiter dimicans occubuit. VI. idus februarii MCCCCXXXI Pro militari coelestem coronam adeptus.”

fonte immagine: wikimedia

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