GISELLO DEGLI UBALDINI

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Rocca della Verruca, Riglione
Rocca della Verruca, Riglione

Last Updated on 2024/01/08

GISELLO DEGLI UBALDINI  (Francesco degli Ubaldini, Ghisello degli Ubaldini della Carda) Di Firenze. Ghibellino.

Zio di Rinieri da Baschi.

  • 1363 (settembre)
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attivitàAzioni intraprese ed altri fatti salienti
1350
Mag.C. di CastelloPerugiaUmbriaA fine mese con Tanuccio di Tano degli Ubaldini fa ratificare al popolo di Città di Castello un atto di dedizione a Perugia in termini più ampi rispetto ad un trattato precedente del 1339.
Giu.UmbriaSi reca a Perugia in rappresentanza di Città di Castello, che si è appena sottomessa ai perugini.
Ago.GabrielliGubbioUmbriaAiuta Giovanni Gabrielli ad impadronirsi di Gubbio.
1352
Giu. lug.MilanoPerugia FirenzeToscana e Umbria

Combatte per i Visconti contro i perugini. Con Nolfo da Montefeltro e Bartolomeo Casali muove da Cortona con 2000 cavalli per il Chiugi, giunge a Pianello ed entra in Bettona grazie ad un trattato con il signore della località Crispolto di Bettona, un guelfo trattato male dai perugini. I viscontei abbandonano Bettona per la mancanza di vettovaglie  Ne rimane alla difesa con il signore di Cortona Bartolomeo Casali. Gli attaccanti dispongono di 8000 uomini comandati da Andrea Salamoncelli (perugini, 1500 cavalli e 1000 fanti, fiorentini e senesi, altri 1000 cavalli e 1000 fanti.  In un’occasione riesce ad impadronirsi ed a dare alle fiamme un battifolle; non hanno invece successo analoghi tentativi condotti contro le altre bastie con le quali è circondato  il centro.

Ago.Umbria

Nolfo da Montefeltro è bloccato sui passi che portano a Bettona; Gisello degli Ubaldini comprende, a causa della mancanza di vettovaglie, che non vale più resistere. A metà mese con Bartolomeo Casali abbandona la località travestito da mendicante. I difensori si arrendono a patti (salve le persone, con perdita di armi e cavalcature e giuramento di non combattere più contro Perugia e Firenze). Sono consegnati  ai perugini gli animatori della ribellione Crispolto dei Crispolti, Bastardo di Mainardo Baglioni, altri 6 abitanti di Bettona e Speccia da Cortona: sono tutti decapitati sul campo di battaglia.   decapitati. Gli altri prigionieri sono tutti rilasciati lasciando armi e le cavalcature rimaste ai vincitori dietro il giuramento di non combattere contro Firenze e Perugia. Bettona è data alle fiamme; le mura sono demolite.

1354
Gen.UbaldiniCittà di CastelloUmbriaCombatte Città di Castello. Nel mese è stipulato nella città, tramite Branchino Brancaleoni, un compromesso tra guelfi e ghibellini. Gli Ubaldini conservano tutti i loro possedimenti senza riconoscimento di alcun obbligo nei confronti di Città di Castello; non possono tuttavia avvicinarsi a tale centro a meno di mezzo miglio. Sono eletti in Città di Castello sei priori del popolo, quattro di parte guelfa e due di parte ghibellina.
Dic.Branchino Brancaleoni emette per conto del cardinale Albornoz un arbitrato, che regola le vertenze che dividono la sua famiglia con il comune di Città di Castello. E’, tra l’altro, riconosciuto, per un quinquennio, a lui ed altri suoi famigliari il pagamento di 400 fiorini.
1358
……..Ubaldini FirenzeComp. venturaRomagnaCoadiuva i fiorentini contro la Grande Compagnia del conte Lando, cui impedisce il passo dello Stale.
Lug.Toscana e RomagnaDopo la sconfitta subita dalla compagnia del conte Lando al passo delle Scalelle, scorta i superstiti, comandati da Amerigo del Cavalletto, da Vicchio in Romagna.
1360PisaFirenzeToscanaE’ armato cavaliere con Manetto da Jesi a due miglia da Firenze.
1363
Mag.Capitano g.leToscana

Con la cattura di Rinieri da Baschi viene nominato dai pisani capitano generale. Batte a  Riglione Oratoio Amerigone e Otto Tedesco e fa prigionieri i 2 condottieri; interviene Piero Farnese che lo obbliga a rientrare a Pisa.

Lug. ago.Toscana

Esce da Pisa con 800 cavalli e 4000 fanti supportati da moltissimi cittadini ; oltre la Compagnia Bianca di Alberto Sterz, forte di 2500 cavalli e di 2000 fanti, ai suoi  ordini vi sono anche 6000 cavalli cittadini e 30000 fanti (di cui molti guastatori e balestrieri). I 1200 balestrieri pisani indossano la medesima veste. Un cittadino promette un grosso (d’argento) da 5 soldi ad ognuno che appicchi il fuoco ad una casa nemica.  Si porta a Pontedera; cerca di fare entrare in Peccioli 150 balestrieri in soccorso dei difensori della località. Da Lucca scende nella piana di Pistoia;  il giorno di San Giacomo non fa correre il palio agli abitanti di tale città. Invece di attaccare Pistoia le cui difese sono indebolite indebolita per la recente peste, devasta Campi Bisenzio e Peretola. Dopo uno scontro a Borgo San Donnino, in cui i fiorentini sono messi in fuga, inizia a devastare il territorio circostante fin sotto Firenze; si accosta alla Porta di Ognissanti e vi si fa armare cavaliere con altri pisani (Giovanni e Piero dalla Rocca, Manetto da Jesi).  Fa battere moneta al ponte di Rifredi; sono corsi due palii, uno per i pisani ed uno per i lucchesi; sono infine impiccati per dileggio 3 asini con appeso al collo il nome di 3 cittadini fiorentini. Inutile è l’attesa per eventuali sortite da parte degli abitanti. Si ritira e continua per 15 giorni le scorrerie: attraversa l’Arno, dà alle fiamme Lastra a Signa, mette a sacco con  parte del  fiorentino i contadi di Prato, Empoli e la Valdarno. Ai primi di agosto rientra a Pisa con grandi quantità di prede e prigionieri.

Sett.Toscana

Muore a metà mese a Pisa per febbri prese al campo. Gli succede nel comando Manetto da Jesi. E’ sepolto nella chiesa di Santa Caterina. Le spese delle solenni esequie sono tutte a carico del comune di Pisa.

CITAZIONI

-“Il detto Ghisello era coraggioso e di gran animo, dotto di guerra, e corale nemico del comune di Firenze.” VILLANI

-“Fu huomo chiaro nell’armi e anche di gran grido.. Questo Ghisello è quello che maltrattava la compagnia degli Ungheri, che per misericordia tolse di mano alle genti de’ Fiorentini, riducendola a salvamento su quello d’Imola, facendola marciare in un sol giorno 24 miglia.” GAMURRINI

-“Ghibellino e inimicissimo del comune di Fiorenza, huomo di gran coraggio.” TRONCI

-“Valente gentihuomo della casa delli Ubaldini di Firenze, gran ghibellino, e nemico de Fiorentini.” ARROSTI

Fonte immagine in evidenza: wikimedia

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