GIROLAMO PILOSO

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GIROLAMO PILOSO  (Peloso dall’Aquila) Di Rovereto o di Calliano. Cittadino di Verona.

+ 1439 (gennaio)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1438
Sett. Venezia Milano  Trentino

A metà mese lascia Rovereto per venire incontro a Gattamelata che ha abbandonato Brescia prendendo una strada nuova, a nord del lago di Garda, attraverso i monti di Lodrone, Arco e Trento. Il Piloso dalla Valle Lagarina e la valle di Loppio giunge al Salto Petrano, nei pressi di Arco, dove si congiunge con il Gattamelata. Si muove nottetempo in avanscoperta con 1000  soldati (o 400 secondo altre fonti) per vincere la resistenza di Luigi dal Verme e di Francesco e Vinciguerra d’Arco che stanno bloccando sul passo la marcia dell’esercito veneziano: nello stesso tempo invia altri uomini verso una parte del bosco che sa male  sorvegliata dagli avversari. Quando i difensori del passo sono assaliti coloro che si trovano nel bosco lasciano le loro posizioni per spingersi a quella volta. Il Piloso finge allora di ritirarsi e fa accendere delle lanterne sulle punte delle  lance per segnalare meglio il suo ripiegamento. I viscontei si credono vincitori e rallentano la sorveglianza;  ritorna indietro ed occupa il passo seguito dai fanti veneziani che agiscono in modo analogo nel bosco.

Dic. Trentino

A metà mese lascia Rovereto con il Gattamelata per muovere in soccorso dei difensori di Brescia. Giunge in Val d’Arco; assedia il castello di Agresta. Ha il comando di un’ala dell’esercito per imboccare la valle di Santa Lucia ed impegnare in tal modo il presidio di Castel Penede. Interviene il Gattamelata con l’altra metà delle truppe ed i nemici sono sono vinti con la cattura di Francesco d’Arco.  Rimane ferito nello scontro.

1439
Gen. Veneto  Trentino Lombardia

Esce da Verona con i suoi fanti e si impadronisce di Castel Penede e di Torbole: passa alla difesa di Brescia. Rimane mortalmente ferito in una sortita da un verrettone che lo ferisce  alla testa. Trasportato a Verona muore il giorno seguente. I veneziani per i suoi meriti concederanno una condotta ad un fratello ed a un nipote. E’ sepolto a Verona con solenni esequie nella chiesa di San Zeno alla presenza di tutti gli ordini di frati e dei rettori cittadini.

CITAZIONI

“Per lo consiglio e valor del quale furono più volte conservate le genti de’ Veneziani.” DALLA CORTE

“Huomo astuto e valoroso.” ANONIMO VERONESE

“Fu il suo valore assai lodato dagli storici in diversi incontri.” CHIUSOLE

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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