GIROLAMO GAGLIOFFI

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Condottieri di ventura

0742      GIROLAMO GAGLIOFFI  Di L’Aquila. Conte di Montorio. Fuoriuscito. Guelfo.

1470 ca.- 1510 ca.

Anno, mese

 

Stato. Comp. ventura

 

Avversario

 

Condotta

 

Area attività

 

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

 

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Abruzzi

 

Gli è impartita un’educazione raffinata;  veste l’abito di chierico in quanto successore designato dello zio Vespasiano, arcidiacono della cattedrale di L’Aquila e capo della fazione filopontificia.

1486

 

 

 

 

 

 

 

Abruzzi

 

E’ bandito da L’Aquila dove i suoi famigliari hanno combattuto il re di Napoli. Il padre è giustiziato nella città.

1494

 

 

 

 

 

 

 

Francia

 

Vive in esilio in Francia ospite del principe di Salerno Antonello da San Severino. E’ tra coloro che spingono il re Carlo VIII alla spedizione nel regno di Napoli.

1495

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. mar.

 

Francia

 

Napoli

 

 

 

Abruzzi

 

E’ nominato conte di Montorio. L’Aquila si ribella. Girolamo Gaglioffi rientra nella città al seguito dei colonnesi e dei francesi senza disegni ostili nei confronti degli avversari di fazione. E’ ben accolto dalla popolazione. Prospero Colonna rientra nella Marsica. A fine marzo il governatore Claudio di Lenoncourt lo nomina sindaco e procuratore della città. Ottiene da Carlo VIII il diritto per la città di battere moneta, privilegio condiviso con Napoli.

Apr. sett.

 

 

 

 

 

 

 

Venezia

 

Soggiorna in missione a Venezia: recupera una parte del credito di 12000 ducati, vantato dalla città di L’Aquila nei confronti della Serenissima per una vecchia condotta di un Camponeschi. Cerca, invano, di trattare un’alleanza con la repubblica.

1496

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Abruzzi

 

Riceve a L’Aquila Virginio Orsini e Paolo e Camillo Vitelli.

Feb.

 

 

 

 

 

 

 

Campania

 

Prende parte alla difesa di Napoli: fa impiccare quattro o cinque soldati napoletani  catturati in combattimento. Ferdinando d’Aragona entra nella città e salva la vita a tre suoi figli ed a un fratello, caduti, a loro volta, nelle mani degli aragonesi.

………..

 

 

 

 

 

 

 

Campania e Puglia

 

Ha il comando di un colonnello;  con Virginio Orsini guerreggia in Terra di Lavoro ed in Puglia.

Ago. sett.

 

 

 

 

 

 

 

Abruzzi Lazio Marche

 

Lascia la Puglia, conquista Rocca di Mezzo e rientra a L’Aquila. Con la sconfitta dei francesi conclusasi con la resa di Atella, deve abbandonare la città. Ne è bandito con i suoi famigliari. Si allea con il congiunto Ludovico Franchi, conte di Montorio. Si impadronisce di Rocca di Mezzo. Gli viene contro Muzio Colonna con i suoi cavalli; respinge gli avversari in un piccolo scontro; a metà agosto rientra in L’Aquila salvo a lasciare la città dopo cinque giorni. Continua la sua resistenza nei confronti degli aragonesi fino all’anno seguente muovendosi tra i territori abruzzesi degli Orsini, Roma, Ascoli Piceno e Fermo.

1497

 

 

 

 

 

 

 

Abruzzi Lazio  Marche

 

Rimane nei pressi di L’Aquila fino al 1497: si muove tra i territori abruzzesi degli Orsini, Roma, Ascoli Piceno e Fermo.

1498

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Abruzzi

 

Si pone in imboscata con 80 cavalli nei pressi di L’Aquila;  cerca di uccidere Ludovico  Franchi, schieratosi ora con gli aragonesi: il conte di Montorio riesce a salvarsi nella città.

Ott.

 

Venezia

 

 

 

 

 

Veneto

 

Si rifugia a Venezia. Milita agli ordini di Bartolomeo d’Alviano.  Stipula per suo conto la condotta con i veneziani.

1498/ 1499 Venezia

 

Firenze

 

 

 

Toscana e Veneto

 

Affianca l’Alviano in Casentino. Si reca più volte a Venezia per rappresentare il condottiero e per incontrare  l’ambasciatore francese  Maineri.

1500

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nov.

 

Francia

 

Napoli

 

 

 

Abruzzi Umbria e Lazio

 

Il re di Francia Luigi XII ed il re di Spagna Ferdinando il Cattolico si accordano per la divisione del regno di Napoli con il trattato segreto di Granada. Il Gaglioffi scende nel Cicolano e forma una banda di esuli e di montanari locali. Fallisce un primo tentativo di entrare di sorpresa in L’Aquila, dove si presenta davanti a Porta Lavareta. Si ritira tra  Cascia e Leonessa con molti uomini.

1501

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mette in atto alcune vendette la prima delle quali è l’uccisione a Roma, per mano di suoi sicari, dell’arcidiacono di L’ Aquila Francesco Lucentini Piccolomini, colpevole di avere preso il posto di suo zio Vespasiano.

Lug. ago.

 

 

 

 

 

 

 

Abruzzi

 

Attacca L’Aquila con Carlo Orsini,  Vitellozzo Vitelli e molti fuoriusciti;  penetra nella città dopo avere superato la resistenza del conte di Montorio Ludovico Franchi: impedisce che i suoi uomini si diano al saccheggio e ne fa impiccare alcuni sorpresi a rubare. A metà luglio è affrontato da Muzio Colonna e da Girolamo dalla Penna con 200 cavalli e 150 fanti.

Sett. ott.

 

 

 

 

 

 

 

Campania

 

A metà mese si reca a Napoli: gli aragonesi sono sconfitti. Chiede conferma al viceré del regno, il duca Luigi di Nemours, del governo di L’Aquila; invia in Francia un’ambasceria a rendere omaggio al re Luigi XII.

1502

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Abruzzi Puglia

 

Ritorna a L’Aquila con il titolo di conte di Montorio e di Popoli, nonché con la carica di consigliere regio. Regge saldamente il governo della città il cui raggio d’influenza si estende per settanta chilometri, limite mai raggiunto dal comune.

Mag. sett.

 

 

 

 

 

Abruzzi

 

Il papa Alessandro VI si rifiuta di nominare vescovo di L’Aquila un suo parente. Si rivela ora crudele nei confronti dei nemici di fazione. Ai primi del mese uccide nella piazza e nelle chiese di San Bernardino e di San Giuliano, l’uno dopo l’altro, sette esponenti della parte avversa. A metà settembre il presidio della città viene rafforzato dalla presenza di Gaspare da San Severino e da 150 cavalli e 50 fanti inviati da Cesare Borgia. Per fare fronte alle nuove spese prende a prestito a Roma 2000 ducati al tasso del 30% per sei mesi.

1503

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

Orsini

 

Chiesa

 

 

 

Lazio

 

Perseguitato dai pontifici per la sua ferocia, coadiuva gli Orsini contro lo stato della Chiesa. Al comando di 100 cavalli si muove con Pardo Orsini verso Vicovaro.

Mag.

 

Francia

 

Spagna

 

 

 

Campania e Abruzzi

 

Torna a Napoli dal duca di Nemours. E’ eletto governatore di L’Aquila. Minacciato da Prospero e da Fabrizio Colonna, fa uccidere sedici uomini della fazione ghibellina, accusati di avere complottato ai suoi danni; sono confiscati i loro beni e con il ricavato è pagato il soldo ai fanti di Gian Giordano Orsini.

Giu.  

 

 

 

 

 

Abruzzi

 

A fine mese si porta a Barisciano con i cavalli leggeri ed i fanti per contrastarvi Fabrizio Colonna e Ludovico Franchi; dà alle fiamme  alcune case della località e rientra a L’Aquila. A metà mese lascia nuovamente la città per un’incursione a Rocca di Cambio con Gaspare da San Severino. Al rientro a L’Aquila è raggiunto da Saccoccio da Spoleto che conduce 160 fanti e quindici cavalli. Molti di costoro sono ammalati di peste, sicché  è introdotto tale morbo in città.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Abruzzi e Lazio

 

A metà mese viene scacciato da L’Aquila con Fabio Orsini ed il San Severino dall’azione di Fabrizio Colonna e di Ristagno Cantelmi. Il Gaglioffi si prende le ultime vendette, abbandona la città con trecento fautori del suo partito e si rifugia con il San Severino a Cittaducale. Il gruppo si disperde in tale località.

1504

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

 

Lazio

 

Prende a prestito da un usuraio di Roma 2000 ducati per sei mesi al tasso del 30% per potere pagare le truppe di Gaspare da San Severino.

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Francia

 

Ritorna in esilio in Francia; è nominato maestro di campo dal re Luigi XII.

1510

 

 

 

 

 

 

 

Francia

 

Muore.

 

 CITAZIONI

“Huomo dotato di molte buone qualità.. huomo di buone letture.” CIRILLO

“Il Gaglioffi non ebbe eredi diretti; i suoi cospicui beni furono confiscati dal Franchi e, morto costui, recuperati dalle ultime discendenti della famiglia, le nipoti Dianora e Diamante, tramite le quali, per diritto matrimoniale, passarono ai conti Marsciano. Il ricordo del Gaglioffi invece si conservò a lungo. I contemporanei gli riconobbero “molte buone qualità.. che gli le oscurasse l’aver seguito le parti” (Cirillo); solo in epoca romantica la sua immagine divenne quella di un tiranno sanguinario, mentre oggi è stata posta nella giusta dimensione dagli studi di R. Colapietra.” BUSOLINI

“La discordia d’alcuni, e l’ambizione di molti fecer sì, che Girolamo si mantenesse nella sua riputazione, essendo più temuto che amato, ancorché si vedessero in lui alcune parti buone, virtuose, e di molta considerazione.” ANTINORI

 

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