GIROLAMO DA TRIVULZIO Di Milano. Figlio di Gianfermo da Trivulzio, fratello di Alessandro da Trivulzio. Cavaliere dell’ordine di San Michele. Senatore di Milano.
- 1524 (novembre)
| Anno, mese | Stato. Comp. ventura | Avversario | Condotta | Area attività | Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
| 1499 | |||||
| Estate | E’ esiliato da Ludovico Sforza a causa dell’adesione al partito francese da parte dei suoi famigliari. | ||||
| 1501 | |||||
| Gen. | Francia | Lombardia | A Cremona con Gianniccolò da Trivulzio, che si sta recando a Luzzara per sposarsi con Paola Gonzaga, figlia di Rodolfo. | ||
| 1512 | |||||
| ……… | Lombardia | E’ eletto senatore di Milano. Viene poco dopo insignito dai francesi del collare dell’ordine di San Michele. | |||
| Giu. | Francia | Chiesa Venezia | Lombardia | Deve riparare a Lodi a seguito dell’avanzata degli svizzeri agli stipendi di pontifici e veneziani. | |
| 1513 | |||||
| Mar. | Francia | Spagna | E’ dichiarato ribelle dal duca di Milano Massimiliano Sforza. | ||
| 1516 | |||||
| Nov. | Lombardia | I francesi gli impongono un’imposta straordinaria di 4000 scudi: non la vuole pagare preferendo essere arrestato nel Castello Sforzesco. | |||
| 1517 | Nel periodo in cui il fratello Alessandro si trova in Francia ricopre la carica di luogotenente delle compagnie del marchese di Mantova Federico Gonzaga. | ||||
| 1518 | Lombardia | Viene chiamato a far parte del Consiglio dei 60 decurioni di Milano. | |||
| 1521 | |||||
| Apr. | Lombardia | Partecipa a Milano ad un consiglio di guerra, presieduto dal Lautrec e dal provveditore veneziano Andrea Gritti, teso a concordare i piani del prossimo conflitto con gli imperiali. | |||
| Giu. ago. | Francia | Impero Chiesa | Emilia | Muove alla volta di Parma in soccorso di Federico Gonzaga da Bozzolo. A fine mese si trova a Reggio Emilia a fianco del Lescun e del fratello Alessandro. All’ uccisione per un colpo di archibugio di quest’ultimo, avvenuta durante alcuni colloqui intercorsi tra imperiali e pontifici, subentra al congiunto nel comando della sua compagnia ed alla carica di senatore di Milano. E’ inviato alla guardia di Piacenza con l’incarico di vicegovernatore. In un’ispezione con Paride Scotti scopre un trattato mediante il quale il connestabile Tameo da Treviso avrebbe dovuto consegnare a Pietro Buso Scotti, proveniente nottetempo da Reggio Emilia, la Porta di San Raimondo. Il capitano avversario compare all’ora convenuta; si accorge dl alcune forche da cui pendono dei congiurati e si dà alla fuga. Girolamo da Trivulzio, ricevuti rinforzi da Galeazzo da San Severino e da Michelantonio di Saluzzo, esce a sua volta da Piacenza; con Cesare Scotti e Jacques de Sainte-Colombe si mette all’ inseguimento dell’avversario, lo assedia nel castello di Statto: Pietro Buso Scotti riesce ad abbandonarlo nottetempo. Il Trivulzio si propone ora di radere al suolo tutte le rocche controllate dai ghibellini. Fallisce l’assedio portato al castello di Gragnano, appartenente ai fratelli Pier Bernardino e Giovanni Anguissola. Rientra in Piacenza e vessa in ogni modo gli abitanti; impone taglie e li obbliga ad ospitare nelle loro case i fanti svizzeri e tedeschi del locale presidio. | |
| Ott. | Emilia | Respinge due nuovi attacchi a Piacenza condotti da Jacopo dal Verme: in una delle due azioni sono sorpresi 3000 fuoriusciti e venturieri tra Grazzano Visconti e Vigolzone; ne sono uccisi 300 e sono catturati 50 cavalli. | |||
| Nov. | Emilia Lombardia | Su ordine del Lautrec lascia Piacenza con 70 uomini d’arme e 500 contadini. Attraversa il Po e si dirige su Milano per unirsi con i francesi. Nel frattempo la città è caduta in potere degli imperiali; ritorna indietro ed ha appena superato il fiume allorché viene assalito dagli avversari. | |||
| 1522 | |||||
| Feb. | Francia | Viene nuovamente dichiarato ribelle dal duca di Milano Francesco Sforza. | |||
| Mar. | Lombardia | Rientra in Italia. E’ segnalato a Castelleone. Ad aprile fa parte del presidio di Cremona. | |||
| 1523 | |||||
| Sett. | Francia | Impero Venezia | 60 lance | ||
| Dic. | 50 lance | Lombardia | Affianca il padre Gianfermo sulle sponde del Ticino alla testa della sua compagnia. | ||
| 1524 | |||||
| Mar. | Lombardia | A Vigevano con i suoi uomini d’arme. | |||
| Mag. | Lombardia | E’ inviato da Renzo di Ceri con la sua compagnia di cavalli ed alcuni fanti a spiare i movimenti degli imperiali che, arrivati sul Ticino, stanno puntando su Vigevano. Cade in un’imboscata tesagli dagli avversari. | |||
| Ago. | 30 lance | ||||
| Nov. | Francia | Impero | Lombardia | Si fortifica a Melegnano con Ludovico Barbiano da Belgioioso. E’ inviato a Melzo con 60 uomini d’arme di scorta ad un convoglio di rifornimenti. Alle prime luci dell’alba la località è attaccata da Ferdinando d’Avalos che giunge sotto le mura senza essere avvistato con 2000 fanti, 200 cavalli leggeri e 100 uomini d’arme. Il Trivulzio esce loro incontro senza elmo; il marchese di Vasto Alfonso d’Avalos lo affronta. E’ gettato dalla sua cavalcatura con un colpo di picca ad un occhio; nella confusione gli è tagliata la mano destra. Catturato dal Santillana, viene consegnato al marchese di Pescara che lo fa portare immediatamente a Lodi. Muore in pochi giorni per le ferite riportate. Si sposa con Antonia Barbiano da Belgioioso. |
CITAZIONI
-“Uno de’ più prodi condottieri al servizio francese nel secolo XVI.” BOSI
-“Riuscì uni dei prodi condottieri della corona di Francia.” LITTA
-Con Gian Giacomo da Trivulzio “Caballeros milaneses foragidos, enemigos de su duque y capitanes de gente de armas del rey de Francia,” SANDOVAL
Fonte immagine in evidenza: Lombardia Beni Culturali






