GIOVANNI VENTIMIGLIA

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Condottieri di ventura

2110      GIOVANNI VENTIMIGLIA  (Giovanni Antonio Ventimiglia) Di Geraci Siculo. Conte, marchese di Gerace, principe di Durazzo. Signore di Castel di Lucio. Zio di Antonio.

 1389 – 1473

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1416 Sicilia Rientra nel possesso di Castel di Lucio confiscato in precedenza ai suoi famigliari dai re d’Aragona.
1421  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Sicilia

E’ nominato ammiraglio della Sicilia al posto del defunto Artale d’ Alagona.

Ott. Re d’Aragona Angiò  

 

Campania

Contrasta le milizie angioine nei pressi di Acerra. Quando Muzio Attendolo Sforza si dirige da tale località verso Napoli per liberare la città dall’ assedio che vi è stato posto dagli aragonesi si colloca al ponte di Casolla (o di Casale) con un buon numero di cavalli e fanti per sbarragli il passo. Vengono in suo appoggio Niccolò Piccinino e Braccio di Montone che in breve tempo costringono gli avversari a ritirarsi ad Aversa.

1423  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Re d’Aragona Napoli  

 

Campania

E’ sconfitto e catturato da Muzio Attendolo Sforza nella battaglia di Porta Capuana a Napoli. Viene rilasciato con altri capitani aragonesi in cambio della liberazione di Giovanni Caracciolo.

1424  

 

 

 

 

 

 

 

Sett.  

 

 

 

 

 

Sicilia

Lascia Siracusa e si trasferisce a Catania; rientra a Gerace.

1425 Esercita privatamente la guerra di corsa in società con il conte di Collesano Gilberto Centelles.
1430  

 

 

 

 

 

Sicilia

E’ nominato viceré di Sicilia.

1432  

 

 

 

 

 

 

 

Lug. Napoli Tunisi  

 

Sicilia e Tunisia

Si trova a Messina con Alfonso d’Aragona;  segue il sovrano aragonese prima a Malta e poi nella spedizione ai danni del re di Tunisi.

1435  

 

 

 

 

 

 

 

Feb. Re d’Aragona Angiò Chiesa  

 

Sicilia calabria Puglia

Alla morte di Giovanna d’Angiò lascia la Sicilia su ordine di Alfonso d’Aragona. Approda in Calabria. Ha il comando di 400 uomini d’arme con i quali presta soccorso in Puglia al principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini del Balzo impegnato da Jacopo Caldora. Occupa e mette a sacco Gioia del Colle, assale e danneggia Turi.

Primavera  

 

 

 

 

 

Puglia

Con Menicuccio dell’Aquila dissuade Giovanni Antonio Orsini del Balzo ad accettare la sfida a battaglia campale che gli viene lanciata dal  Caldora. Il Ventimiglia  preferisce arretrare nella selva di Gravina.

…………..  

 

 

 

 

 

Campania

Sempre con Menicuccio dell’Aquila ed il principe di Taranto si impadronisce della torre di Francolise;  ottiene pure il castello di Capua da Giovanni da Caramanico.

Sett. ott.

 

 

 

 

 

 

 

Campania

 

Si sposta alla guardia di Capua con 1000 cavalli e 600 fanti;  vi è assediato da Micheletto Attendolo, dal Caldora e da Antonio da Pontedera. Previene ogni tentativo di disordini da parte dei favorevoli alla resa ricorrendo a tutti i mezzi a disposizione per mantenere i cittadini fedeli alla causa aragonese. Corrompe Antonio da Pontedera e lo convince ad allontanarsi da  Capua.

1436  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Campania

Conquista Sarno, assedia Castellamare di Stabia e difende Capua da nuovi aspri assalti portati dal  Caldora.

…………..  

 

 

 

 

 

Campania

Sulla fine dell’anno è segnalato ancora a Capua con l’esercito aragonese.

1437  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Campania

Con Orso Orsini sorprende a Teano in disordine gli uomini di Lionello Accrocciamuro: molti sono i prigionieri.

Ago.  

 

 

 

 

 

Campania

Sconfigge presso le mole di Capua 800 cavalli angioini; con Riccio da Montechiaro contrasta i pontifici del cardinale Giovanni Vitelleschi. Si dirige a Tocco Caudo per tagliare agli avversari la strada per Benevento mentre Orso Orsini con 1500 cavalli e 800 fanti si accampa a Montefusco. Bloccato sui passi di Arpaia e di Montesarchio, si ferma in attesa di rinforzi. Il principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini del Balzo cade in un agguato cosicché il Ventimiglia deve ritirarsi a Capua.

…………..  

 

 

 

 

 

Turchia

Si reca in Acarnania con un genero per combattervi i turchi.

Nov. Alcuni condottieri abbandonano il Caldora per arruolarsi nelle sue compagnie (Antonello della Fratte, otto lance, Guglielmo di Santo Calore, Ettore del Borghese e Nardello della Reale con undici lance).
1438  

 

 

 

 

 

 

 

Sett. Re d’Aragona Napoli Sforza 250 lance e 200 fanti Campania

Rientrato in Italia, si pone all’assedio di Napoli dove si segnala per il suo valore.

Nov. dic.

 

 

 

 

 

 

 

Campania

 

Alfonso d’Aragona lo invia contro il Caldora. Chiude all’avversario il passaggio delle forche caudine tra Arpaia e Montesarchio: è però sorpreso alle spalle da Renato d’Angiò che lo mette in fuga. A dicembre si trova a Napoli.

1439  

 

 

 

 

 

 

 

Mar. apr.  

 

 

 

 

 

Campania

Ha un trattato con alcuni abitanti di Caivano; posiziona le scale, una parte del presidio si unisce con gli abitanti per respingere i suoi uomini che sono già sotto le mura. Interviene il resto dell’esercito aragonese che forza le porte ed irrompe all’interno; assedia  il castello che si arrende ai primi di aprile per fame.

Dic.  

 

 

 

 

 

Campania

Assale il castello di Acerra che  conquistato dopo un’ accanita resistenza;  Antonello Barone capitola il giorno di Natale.

1440  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Campania

Attacca in Aversa Santo da Maddaloni.

Giu.  

 

 

 

 

 

Campania

A Capua. Si incontra a Pomigliano d’Arco con Antonio Caldora. Santo da Maddaloni si arrende.

1441  

 

 

 

 

 

Abruzzi

E’ sconfitto dagli sforzeschi a Chieti.

1442  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Napoli Sforza  

 

Molise

Affronta a Carpinone Giovanni Sforza ed Antonio Caldora; è inizialmente messo in fuga con la sua avanguardia composta di siciliani e catalani.

Ago.  

 

 

 

 

 

Puglia

Partecipa alla battaglia di Troia dove ha il comando dell’ala sinistra.

1443  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Campania

A Napoli al solenne ingresso di Alfonso d’Aragona nella città.

1445  

 

 

 

 

 

 

 

………….. Napoli Sforza  

 

Abruzzi

Contrasta ancora una volta le truppe dello Sforza. Occupa Civitella del Tronto e ne assedia la rocca.

Ago.  

 

 

 

 

 

Marche

Giunge ad Ascoli Piceno;  si unisce con le truppe del legato pontificio il cardinale Ludovico Scarampo. E’ bloccato nei pressi di Fermo da Alessandro Sforza.

Ott.  

 

 

 

 

 

Marche  Abruzzi e Umbria

L’arrivo sul Potenza di Federico da Montefeltro lo persuade a ritirarsi dal territorio di Fermo prima a Ripatransone (marcia notturna) e poi al di là del Tronto: nel cammino trova il modo di espugnare Montelparo e Santa Vittoria in Matenano e di saccheggiare i castelli di Pedaso e di Campofilone. Si rifiuta di inviare soccorsi a Taliano Furlano assediato in Montesanto (Potenza Picena) dagli sforzeschi. Lo Sforza si allontana dal campo alla disperata ricerca di denaro per le sue truppe: il Ventimiglia riprende  l’offensiva, raggiunge Ascoli Piceno (dove si ammala) con il cardinale Scarampo, supera i Monti Sibillini, tocca Norcia e punta su Fabriano. Si incammina quindi verso Matelica per unirsi con il Furlano nel territorio di Cingoli.

Nov.  

 

 

 

 

 

Marche

Si avvia verso Montecchio (Treia), ottiene a patti Montemilone (Pollenza) dopo molti giorni di assedio. Sempre con il Furlano si volge verso Fermo; trova le porte chiuse a Sant’Angelo in Pontano: espugna e mette a sacco il paese che viene quasi del tutto distrutto; sottomette Mogliano e San Severino Marche. Lo Sforza è lontano nell’ urbinate.  Alla notizia della ribellione di Fermo il Ventimiglia punta con decisione sulla città. Alessandro Sforza si rinchiude nella rocca del Girifalco; il Ventimiglia  stabilisce di riattraversare il confine dello stato della Chiesa e di accamparsi nel regno di Napoli.

1447  

 

 

 

 

 

 

 

Ago.  

 

 

 

400 cavalli Lazio

A Monterotondo per la rassegna dell’esercito aragonese.

Autunno Venezia Milano  

 

Lombardia

E’ preposto dall’Attendolo alla guardia di Melzo.

1448  

 

 

 

 

 

 

 

………….. Milano Venezia 1000 cavalli e 500 fanti Lombardia
Ago. sett.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Assedia il castello di Caravaggio: chiede licenza allo Sforza per il ritardo delle paghe. A settembre partecipa all’omonima battaglia;  con la vittoria si sposta all’assedio di Lodi con Francesco e Jacopo Piccinino ed altri condottieri bracceschi.

Ott. Milano Sforza Venezia  

 

Lombardia

Dopo il trattato di Rivoltella, che vede lo Sforza allearsi con i veneziani, si sposta alla guardia di Melzo.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Esce nottetempo da Milano con Francesco Piccinino per  dirigersi nei pressi di  Pavia; depreda nel parco una grande quantità di bestiame che è condotto in Milano affamata.

1449  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Sforza Milano  

 

Lombardia

Diserta nel campo sforzesco con 500 cavalli e 400 fanti. Inizia ad assediare Milano;  si colloca con il capitano della fanteria veneziana Michele di Piemonte al monastero di Chiaravalle Milanese. Blocca la città dalla parte della Porta Orientale e le vie che danno a Monza ed a Vercelli.

Mar.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Assedia Monza con Dolce dell’ Anguillara, Cristoforo Torelli e Matteo da Capua;  si colloca ad occidente rispetto al castello. Assalito all’alba da Carlo Gonzaga, entrato nella città con molte squadre di cavalli e fanti mentre si trova di guardia alle   bombarde, chiede invano soccorsi a Francesco Piccinino (anch’egli al momento militante  con lo Sforza).  Respinge gli avversari e li incalza sotto le mura. Un contrattacco dei milanesi lo mette in fuga; il suo campo è incendiato e gli sono catturati 300 cavalli. Dolce dell’Anguillara muore per le ferite riportate nel combattimento; anche Luigi dal Verme viene ferito in modo grave. Il Ventimiglia si salva a Cantù dopo avere abbandonato bombarde e carriaggi.

…………..  

 

 

 

 

 

Svizzera Lombardia

Con Roberto da San Severino e Franchino Rusca penetra nella Valle di Lugano con 4000 armati;  obbliga Giovanni della Noce a rinserrarsi in Como.

Lug. Sforza Milano Venezia  

 

Lombardia

Alla guardia di Cantù con 1000 cavalli e 500 fanti; muove verso il lago di Como e ne conquista gran parte del territorio.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si trova a Brivio con Giovanni Sforza per ostacolare l’avanzata a Sigismondo Pandolfo Malatesta: Matteo da Sant’Angelo approfitta della negligenza degli sforzeschi per occupare Monte Calco.

1450  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Ha l’incarico di lasciare Cantù per sostenere Giacomo da Salerno che ha l’incarico di catturare Jacopo Piccinino per mezzo del tradimento di alcuni capisquadra di quest’ ultimo. Luchino Palmeri è trattenuto mentre gli altri complici non hanno il coraggio di portare a termine l’iniziativa. Giacomo da Salerno decide di rientrare al campo; Roberto Orsini non è dello stesso parere ed assale i bracceschi sulla strada tra Barlassina e Como con molti uomini d’arme. Anche Giovanni Ventimiglia interviene nello scontro  dove fa molti prigionieri. Il disordine nelle file sforzesche agisce in una tale maniera che in breve tempo si passa da una possibile situazione di vittoria ad una certa sconfitta. Il Ventimiglia  fugge a Cantù.

Feb.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Affianca Carlo Gonzaga (nuovo acquisto degli sforzeschi) in un vano tentativo di conquistare Monza: la guida del Gonzaga, a causa della pioggia e del buio, sbaglia strada e conduce le truppe a Carate Brianza.

Mar.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Ritorna a Cantù e ricomincia a molestare Como; tramite Corrado d’Alviano entra in contatto con i veneziani per abbandonare gli stipendi dello Sforza e cedere loro il castello di Cantù. Lo Sforza viene a conoscenza del trattato dai suoi  stessi familiari;  con dodici squadre di Carlo Gonzaga si reca nella città con il pretesto di una possibile azione congiunta su Como. Giovanni Ventimiglia è imprigionato e condotto a Pavia.

1451  

 

 

 

 

 

Lombardia

Rilasciato ritorna al servizio dello Sforza divenuto duca di Milano.

1452 Napoli Firenze  

 

Toscana

Ha il comando con Paolo di Sangro e Carlo di Campobasso di 6000 cavalli e di 4000 fanti.

1453  

 

 

 

 

 

 

 

…………..  

 

 

 

 

 

Sicilia

E’ nominato viceré di Sicilia per la seconda volta.

Sett.  

 

 

 

 

 

Toscana

Raggiunge il duca di Calabria Ferrante d’Aragona con 500 lance. Con Everso dell’ Anguillara minaccia i senesi che si sono rifiutati di prestare soccorso agli aragonesi.

1454  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Lazio

A Roma per rendere omaggio al nuovo papa Callisto III.

1455  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

 

 

Ratifica con il conte di Fondi Onorato Gaetani gli atti legati alla pace di Lodi per conto di Alfonso d’Aragona.

Giu. lug. Chiesa Comp. ventura Capita no g.le Lazio

Fronteggia la compagnia di Jacopo Piccinino che sta depredando il senese. Si accampa a Sesto, vicino al lago di Bolsena, con venti squadre; è qui raggiunto da ventiquattro squadre sforzesche comandate da Corrado da Fogliano,  da Roberto da San Severino e da altre quattro agli ordini di Deifobo dell’Anguillara. A disposizione di Giovanni Ventimiglia sono nel complesso 8000 uomini, di cui 2300 fanti. E’ colto dai nemici impreparato sul fiume Fiore;  solo i fanti di Donato del Conte permettono ai suoi di riprendersi e di prepararsi al combattimento. Il Ventimiglia si aggira disarmato per il campo sguainando la spada; un uomo d’ arme di Jacopo Piccinino cerca di togliergli la catena d’oro che porta al collo; gli è uccisa la cavalcatura ed è catturato con 80 uomini d’arme. Liberato, il papa si lamenta talmente  per la lentezza con cui ha condotto le operazioni tanto da essere costretto  nello stesso mese a lasciare il comando delle truppe.

1460  

 

 

 

 

 

 

 

………….. Napoli Angiò  

 

Campania

Accompagna il re di Napoli Ferrante d’Aragona ad un appuntamento con il principe di Rossano e duca di Sessa Marino di Marzano che si è offerto di defezionare nel campo aragonese. All’incontro, che avviene presso una chiesetta di Teano, Marino di Marzano si presenta accompagnato da Giacomo Montagano e da Deifobo dell’Anguillara. Vi è una disputa verbale; ad un segnale Deifobo dell’ Anguillara si getta sul re con un pugnale per catturarlo; Ferrante si difende sguainando la spada mentre Giovanni Ventimiglia  resta inattivo.

Nov. Campania Lascia Napoli con 130 uomini d’arme alloggiati tra Aversa e Capua. Alla testa di tali milizie avvia una campagna di contenimento delle forze ribelli che agiscono attorno alla capitale.
1461 Svolge un ruolo decisivo come consigliere del re e governatore di Napoli partecipando alle principali riunioni di guerra come quelle itineranti tenute a gennaio ed a marzo.
1462
Mar. Campania A Pozzuoli per un consiglio di guerra.
Mag. lug.  

 

 

 

 

 

Calabria

Si dirige in Calabria. Convince il congiunto Antonio Ventimiglia ad abbandonare il campo angioino per passare a quello aragonese.

1463
Mag. Campania A Napoli per un ulteriore consiglio di guerra.
1473  

 

 

 

 

 

 

 

Muore. Il Tebaldeo compone un sonetto per la sua morte.

 CITAZIONI

“Huomo prudente nell’arte della guerra.” CORIO

“Huomo per l’età, e prodezze per lui oprate d’illustre nome..Era dei li più estimati Cavalieri, ch’avea quel tempo.” SUMMONTE

“Uomo di molta stima.” DI COSTANZO

“Vir rei bellicae disciplina clarus.” SIMONETTA

“Huomo, e per età, e per la fama di suoi gran fatti molto illustre.” PONTANO

“Huius praeclara opera usus est rex Alphonsus.” PIRRO

“Cujus opera fideli ac forti superioribus bellis (Alfonso d’Aragona) usus fuerat..Virum fortem atque impigrum.” FACIO

“Valoroso generale delle armi Aragonesi.” TALLEONI

“Capitano molto esperto nella disciplina militare.” COLUCCI

“Il quale era magnanimo, el primo homo che avesse la maestà di re Alphonso..Valente capitano, sì nelòla persona che nel ragionamento.” BROGLIO

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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