GIOVANNI TEDESCO DA PIETRAMALA

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Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

GIOVANNI TEDESCO DA PIETRAMALA  (Giovan Marco di Pietramala Tarlati) Di Arezzo. Detto Tedesco per avere ucciso un tedesco in un combattimento corpo a corpo.

Signore di Narni e di Castiglione del Lago. Figlio di Tarlatino Tarlati, nipote di Pier Saccone Tarlati.

  • 1395 (febbraio)
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1381Città di CastelloPerugiaUmbriaCon Bartolomeo da Pietramala, Federico di Vallelonga, Pietro di Cambio (di Fabriano) e Giovanni di Besso (di Firenze) contrasta i perugini e le truppe del conte di Urbino Antonio da Montefeltro. Milita agli ordini di Guido e di Giovanni del Monte a Santa Maria.
1382
…………PietramalaNapoliToscanaIn lotta con i guelfi di Arezzo gli viene tolta Chiassa. Costretto alla resa a patti, rientra al castello di Pietramala.
…………ChiesaMilita nella compagnia di Richard Ramsey.
1383
Apr.ToscanaIrrompe in Arezzo. La sua azione viene condannata dai fiorentini.
Nov.Comp. venturaC.di CastelloUmbria

Inquadrato ancora nella compagnia di Richard Ramsey  depreda il territorio di Città di Castello alla testa di 600 cavalli e di 3000 fanti.

1385PietramalaFirenzeToscana

Combatte i fiorentini con Bartolomeo da Pietramala. Alla fine del conflitto gli sono tolti dai fiorentini i bandi a suo carico e gli sono restituiti i beni confiscatigli  in precedenza.

1386
Sett.UrbinoFirenze1000 cavalliRomagna e MarcheAffianca Giovanni degli Ubaldini e Giovanni Acuto nel contrastare i fiorentini a favore di Antonio da Montefeltro.
Dic.PadovaVerona1000 cavalliRomagnaSi incontra a faenza con Giovanni degli Ubaldini. Passa agli stipendi dei carraresi contro gli scaligeri.
1387
Gen.VenetoA Montagnana ed a Padova. Nella città viene accolto dal signore Francesco da Carrara.
Feb.Veneto

Partecipa con altri capitani quali Giovanni Acuto, l’Ubaldini e Ceccolo Broglia ad un consiglio di guerra che si svolge a Cerea. Affronta le truppe del signore di Verona Antonio della Scala.

Mar.Veneto

Prende parte ad  un nuovo consiglio di guerra a Castelbaldo. In tale battaglia, agli ordini dell’ Acuto, ha il comando della seconda schiera forte di 1000 cavalli con l’Ubaldini, Filippo da Pisa e Borso Gambara.

1388
Apr.FermoChiesaCapitano di guerraMarcheSi scontra ripetutamente con successo con Boldrino da Panicale.
Sett. ott.MarcheGrazie al suo operato si rappacificano Boldrino da Panicale ed il comune di Fermo. Ad ottobre è segnalato muoversi nella regione con Milano d’Asti.
1389
Mar.FermoAscoli PicenoMarche

Raggiunge a Monteprandone Ceccolo Broglia e Brandolino Brandolini;  conduce con costoro una feroce guerra ai danni di Ascoli Piceno.

Lug. sett.Fermo

Siena

ChiesaMarche

E’ nuovamente condotto con il Broglia ed il Brandolini per fare fronte a Boldrino da Panicale ed a Corrado Lando. Inizia un nuovo conflitto che ha termine poco dopo con una tregua di due mesi a seguito di un intervento del cardinale legato. Si accampa a Porchia ed a Mortule fino alla scadenza della condotta. Passa agli stipendi dei senesi.

………….VaranoCamerinoMarcheMolesta il territorio di Amandola per conto di Gentile da Varano in lotta con i congiunti.
Sett.MilanoFirenze100 lanceToscanaAffronta i fiorentini nel senese.
1390
Gen.Comp. venturaCamerinoMarche

Licenziato da Gentile da Varano a seguito di una tregua tra le parti, danneggia nuovamente il territorio di Amandola. Si accampa nei pressi di Jesi: Pandolfo Malatesta rafforza subito le difese di Mondolfo e di Corinaldo.

Feb.UmbriaA Perugia.
Apr.MilanoFirenzeToscanaCon Giovanni degli Ubaldini nel senese contro i fiorentini.
Mag.Toscana

Lascia Siena con 300 lance e 1000 fanti e si pone nottetempo in agguato nei pressi di Lucignano con la connivenza degli abitanti. Nella città entrano molti fuoriusciti che si impossessano della torre presso la porta su cui sono innalzate le insegne senesi. Al segnale Giovanni Tedesco da Pietramala esce dal luogo dove si è nascosto, dà alle fiamme la porta e per i tetti delle case entra nel castello senza trovarvi resistenza. Tra i fiorentini sono catturati il vicario Michele dei Medici ed il podestà Arrigo Mazzinghi.

Giu.Toscana

Si ferma con Giovanni degli Ubaldini sotto le mura di Arezzo; con la conquista del castello di San Giusto alle Monache l’Ubaldini è costretto a recarsi per qualche tempo a Siena.  Giovanni Tedesco da Pietramala ha ora il comando delle truppe. Entra in Val di Chiana, pone un’ imboscata  ai fiorentini a Monte San Savino e cattura alcuni capitani nemici quali Giovanni Colonna, Filippo Guazzalotti  e Bartolomeo Boccanera. Costoro sono condotti a Siena. Sempre nell’ aretino ha per trattato Marciano, alla cui difesa si trova  il Guazzalotti appena rilasciato: il condottiero fiorentino fa abbassare il ponte levatoio e si appresta a combatterlo in campo aperto. Alcuni traditori chiudono le porte alle sue spalle,   lanciano sassi e verrettoni ai danni dei fiorentini ed il Guazzalotti è di nuovo nuovamente fatto prigioniero. Giovanni Tedesco    da Pietramala si impadronisce subito dopo della rocca. Ritornato l’Ubaldini al campo prosegue con tale condottiero oltre Monteluco,  si muove in Valdarno Superiore al fine di ottenere  per trattato il castello di San Giovanni Valdarno. La congiura è scoperta.  Giovanni Tedesco da Pietramala rimane nell’ aretino  mettendolo a ferro e fuoco; si sposta in Val d’Ambra e ritorna ai confini con il senese. Ottiene per trattato Battifolle e Civitella in Val di Chiana, il che provoca la ribellione di molti castelli di parte  ghibellina.

lug. sett.Toscana

Con la morte di Giovanni degli Ubaldini rimane alla difesa di Siena con Paolo Savelli;  si oppone ai fiorentini con alterna fortuna.

Ott.Toscana

Reprime in Siena un tumulto sollevato da Donadeo Malavolti a favore di Firenze: costui viene ucciso. Fautori di quest’ultimo sono catturati e giustiziati. Giovanni Tedesco da Pietramala ha l’incarico di punire i contradaioli del Bruco, dei quali molti sono uccisi o puniti in vari modi.

Nov.ToscanaEsce dal perugino con Ceccolo Broglia allo scopo di devastare le terre di Orlando Malavolti, alleato dei fiorentini.
Dic.ChiesaLazioSi reca a Roma.
1391
Gen.Toscana

Appoggia i Salimbeni allorché costoro cercano di imporre in Siena  la signoria dei Visconti ai danni del partito guelfo guidato dai Malavolti e dai Tolomei.

1392
PrimaveraAntipapaChiesaLazioSi congiunge con la compagnia dei bretoni e con Anderlino Trotti.
Giu.Comp. venturaMontemarteToscana e Umbria

Si inserisce nella Compagnia di San Giorgio costituita da Ceccolo  Broglia, da Brandolino Brandolini, da Biordo dei Michelotti, da Azzo da Castello e da Giovanni da Barbiano forte di 4000 cavalli. Assale Cetona, Fabro, Camposervoli;  espugna e mette a sacco Benano.

Lug.Comp. venturaPerugia Firenze Siena Pisa LuccaUmbria e Toscana

Devasta il contado di Perugia;  minaccia Firenze, cui chiede una taglia di 100000 fiorini. La repubblica appronta alcune difese (600 lance e 4000 fanti) senza contare le milizie inviate da bolognesi ed estensi per altre 400 lance:  i fiorentini, anche per i danni arrecati dagli uomini che avrebbero dovuto difenderli, preferiscono accordarsi con i venturieri per 40000 fiorini. Ripreso il cammino altre taglie sono imposte ai comuni di Siena (7000 fiorini), Pisa (12000 fiorini) e Lucca (8000 fiorini). Al termine delle operazioni sosta nel perugino.

Ago.LazioA Bolsena. Libera dal carcere, in cui è stato rinchiuso contro i patti, Peccia da Montalfina.
Sett.PerugiaComp. venturaUmbria

Si ricongiunge con la Compagnia di San Giorgio e con quella di Corrado Lando:  prevalgono le discordie interne.  Ciascuno dei venturieri prende la sua strada. E’ arruolato dai perugini.  Con Pietruccio da Montesperelli e Fabrizio da Perugia affronta la compagnia di Azzo da Castello che sta agendo verso Nocera Umbra.

Ott.ChiesaLazio ed UmbriaHa il compito di scortare con Anderlino Trotti (800 cavalli) il papa Bonifacio IX diretto da Roma a Perugia.
1393
Giu.Comp. venturaChiesaUmbria

Si muove attorno a Castiglione di Chiugi (Castiglione del Lago);  fronteggia i pontifici di Corrado Prospero desiderosi anch’essi di impadronirsi della località.

Ago.Comp. ventura

Montemarte

Perugia

Orvieto

Umbria

Ottiene per trattato Castiglione del Lago mentre Azzo da Castello si impadronisce di Sigillo, sempre a spese dei perugini, : Biordo dei Michelotti, con la mediazione del signore di Cortona Ugolino Casali,  convince Giovanni Tedesco da Pietramala a desistere dall’ azione dietro il compenso di 14000 fiorini. Mentre è ancora nei pressi di tale centro il da Pietramala è condotto da Ranuccio da Montemarte con 200 cavalli e 220 fanti. Tenta di impossessarsi di Allerona  controllata dai beffati di Orvieto.

Nov.MontemarteOrvietoUmbria

Presta soccorso ancora ai Montemarte ai danni di Orvieto e dei da Parrano. Respinto nuovamente da Allerona con 400 cavalli e 200 fanti capitanati da Francesco e Rodolfo da Titignano e da Ranuccio da Montemarte. Espugna Fichino e Castel di Fiori (appartenente ai conti di Marsciano). Il castello è dato alle fiamme.

1394
Gen.Chiesa AntipapaPerugia ChiesaUmbria

E’ assoldato dal duca di Spoleto Giannello Tomacelli, fratello del papa Bonifacio IX. Entra nel perugino con il Broglia ed il Brandolini alla testa di 1500 cavalli. Biordo dei Michelotti affronta i venturieri con 500 cavalli e 200 fanti. Il condottiero perugino rafforza i castelli di confine senza cercare lo scontro; consegna loro 5600 fiorini e questi si allontanano dal contado.  Giovanni Tedesco da Pietramala ora  appoggia ai danni dei pontifici  Malatesta Malatesta, cui si sono ribellati Monte Castello di Vibio e Fratta del Vescovo (Fratta Todina).

Mar.Umbria

Entra in Narni con l’aiuto dei ghibellini locali: ne assedia la rocca alla cui difesa si sono posti i capitani pontifici Giovanni Colonna e Corrado Prospero. Gli avversari occupano parte della città.

Apr.SienaComp. venturaUmbria e Toscana

A Narni è raggiunto dai senesi che gli promettono 2000 fiorini per fronteggiare la compagnia dei bretoni.  Assale questi ultimi all’ improvviso e li mette in fuga con poca fatica: tra i venturieri  sono catturati più di 1000 uomini, per lo più fanti.

Mag.ChiesaPerugiaUmbria

Nuovamente al soldo del duca di Spoleto Giannello Tomacelli per scacciare da Perugia Biordo dei Michelotti. Preda il contado, giunge a Ponte San Giovanni, a Ponte  Felcino ed ai borghi di Perugia; espugna Migliano, ottiene a patti Monte Vibiano Vecchio;  conquista con quattro ore di combattimento la fortezza di Agello. Lo affrontano Biordo e Ceccolino dei Michelotti e Corrado Prospero che, raccolti 500 cavalli a Deruta, lo tallonano fino a Cerqueto. Giovanni Tedesco da Pietramala si ferma a Migliano ed accetta di allontanarsi  con il Broglia ed il Brandolini dietro un compenso di 4500 (10000 per alcune fonti) fiorini.

1395
Gen.AntipapaSiena ChiesaLazio

Si muove in soccorso della compagnia dei bretoni assediata da senesi e pontifici in Musignano. Assale il campo nemico con 600 cavalli;  mette in fuga il Sarto e cattura Fiasco da Roma. Gli avversari sono obbligati a ripiegare in Canino. Il da Pietramala fa molti prigionieri tra i quali vi sono trenta abitanti di Viterbo. Al termine delle operazioni rientra a Montefiascone.

Feb.Umbria

Muore ad Orvieto;  è sepolto a Siena nello stesso mese. A rendere omaggio alla sua salma, adagiata in una bara coperta di drappo vermiglio, si fa incontro il chiericato della cattedrale con 100 doppieri accesi seguito da una folla di cittadini. La sua cavalcatura sfila davanti alla bara del condottiero; è montata per l’occasione da un soldato che indossa la sua armatura e le sue insegne ed impugna il suo bastone di comando. Sono pure presenti alla cerimonia circa trecento frati e preti con candele accese in mano; vi è il rettore dell’ ospedale di Santa Maria della Scala con venticinque frati; seguono i gentiluomini ed i cavalieri di Siena. La folla accompagna la salma che viene tumulata nel duomo sotto l’altare di San Sebastiano; su di esso sono lasciati le bandiere, il cimiero, la spada e gli speroni del condottiero. In suo ricordo verrà edificato un monumento funebre in legno che vede Giovanni Tedesco da Pietramala in armi sulla sua cavalcatura:  il monumento, collocato sopra l’altare centrale,  sarà fatto rimuovere nel 1506 da Pandolfo Petrucci.

 CITAZIONI

-Con Anderlino Trotti “Capitani all’hora di non picciola fama.” PELLINI

-“Divi belli egregius, magnique animi, et partium studio Florentinis hostis acerrimus.” BRACCIOLINI

-“Fu soldato di cuore, e andato al soldo della repubblica di Siena, dopo la perduta libertà della patria, fece vedere le solite maraviglie che solevano fare tutti i cavalieri di questo glorioso sangue di Pietramala.” GAMURRINI

-Con Giovanni degli Ubaldini “Ambo armis exercitati, et viri bello praestantes.” BUONINCONTRI

-“Acquistò un nome non iglorioso nei fasti della milizia italiana del secolo XV.” FRANCESCHINI

-In lotta con Arezzo e le truppe di Carlo di Durazzo “Fu combattuto senza alcuna posa/ da quella gente più che mezogiorno,/ poi per non perder sé e la sua Rosa (una sua concubina),/ s’arrendé salvo a caporai d’intorno/ co’ suoi compagni e lassò la tenuta;/ a Pietramala fece alhor ritorno.” B. DI GORELLO

-“A rising star in the mercenary profession.” CAFERRO

-Con Giovanni degli Ubaldini “Duces vero equitatus..Erant vero ambo praestantes belli viri amboque florentini populi inimici.” BRUNI

-“(Le sue) esequie..risultano tanto più significative in quanto destinate alla salma di un soldato che, in vita sua, non solo aveva mai combattuto per Siena, anzi, aveva comandato contingenti che avevano combattuto contro di essa.” BALESTRACCI

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