GIOVANNI MALATACCA

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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Condottieri di ventura

0919      GIOVANNI MALATACCA  (Giovanni da Reggio) Di Reggio Emilia (per alcune fonti di Catanzaro). Signore di Conza della Campania.

+ 1387 (marzo)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1345  

 

 

 

 

 

 

 

Ago. Ferrara Mantova  

 

Emilia

Milita agli stipendi di Obizzo d’Este contro i Gonzaga: giunge nel reggiano con Simone Manabarile e mette a ferro e fuoco tutto il territorio.

Sett.  

 

 

 

 

 

Emilia

Gli estensi penetrano in Reggio Emilia per una breccia nelle mura presso la chiesa di San Marco: il Malatacca è al loro fianco. Viene catturato con Simone Manabarile. Condannato all’ impiccagione con tale capitano, riesce a fuggire nottetempo. Ripara nel regno di Napoli dove si pone al soldo di Luigi di Taranto principe di Taranto.

1347 Napoli Ungheria  

 

Campania

Viene armato cavaliere da Luigi di Taranto. Giovanni Malatacca entra in  rapporto con il consigliere della regina Giovanna d’Angiò, il banchiere fiorentino Niccolò Acciaiuoli.

1349  

 

 

 

 

 

 

 

Giu.  

 

 

 

 

 

Campania

E’ sconfitto e fatto prigioniero dagli ungheri nella battaglia di Melito di Napoli.  Liberato sulla parola,  si impegna a lasciare il regno entro il termine di dodici giorni.

……….. Napoli Aragona

 

Sicilia

 

Rientra al servizio del re Luigi di Taranto.  Nel decennio successivo alla crisi ungherese la sua posizione a Napoli si rafforza in modo sensibile grazie, soprattutto, alla sempre più stretta collaborazione con Niccolò Acciaiuoli divenuto, nel frattempo, siniscalco del regno. Quando quest’ultimo matura l’ambizioso progetto di riconquistare la Sicilia ai sovrani angioini, il Malatacca viene designato come suo coadiutore nell’impresa.

1353
Autunno Calabria Si trasferisce a Reggio Calabria.
1354
Gen. feb. Napoli Aragona

 

 

 

Sicilia

 

E’ inviato in Sicilia per contattare i Chiaramonte il cui appoggio è fondamentale per la riconquista dell’ isola da parte degli angioini. La missione viene svolta dal Malatacca con successo in poco più di un mese. Spostandosi da Palermo ad Agrigento prende contatto non solo con i Chiaramonte, ma anche con altre famiglie nobili isolane quali i Ventimiglia ed i Peralta. Si imbarca a Siracusa per informare l’Acciaiuoli sul buon esito della sua missione.

Estate Napoli Aragona Sicilia Prende parte alla spedizione in Sicilia. L’isola è ricondotta sotto la sfera angioina. E’ lasciato a Palermo; come capitano generale si sposta in continuazione tra la Sicilia ed il regno di Napoli alla ricerca di truppe da destinare all’assedio di Messina.
1355
Feb. sett. Napoli Comp. ventura E’ nominato ciambellano. La “Grande Compagnia” del conte Lando irrompe nel regno di Napoli. A settembre il Malatacca  ha l’incarico dal re Luigi di Taranto e dall’  Acciaiuoli di intavolare trattative con i venturieri. Riesce ad allontanare il conte Lando dai ribelli alla corona, privandoli così del loro principale strumento di pressione nei confronti della corte.
Dic. Campania e Puglia Da dicembre al febbraio dell’anno seguente fa la spola tra Pozzuoli e la Puglia dove si trova l’Acciaiuoli con l’esercito angioino. Il conte Lando passa agli stipendi del re di Napoli; il condottiero tedesco è indotto a firmare un accordo favorevole alle casse dello stato.
1356
Inverno Puglia Per i meriti acquisiti in tante funzioni gli sono affidate le castellanie di Trani e di Barletta.
Giu. Maresciallo del regno 100 uomini d’arme e 100 fanti Viene nominato maresciallo del regno e vicecapitano generale degli uomini d’arme con un ampio appannaggio. Gli è anche riconosciuta una condotta di 100 uomini d’arme e di 100 fanti.
Dic. Napoli Sicilia Sicilia
1357
Mag. Sicilia
1359
Mag. Napoli Comp. ventura Abruzzi Raccoglie negli Abruzzi 400 barbute per fronteggiare la “Grande Compagnia” del conte Lando che minaccia la Toscana.
Giu. Umbria A fine mese è segnalato a Città di Castello in attesa dell’arrivo di Pandolfo Malatesta.
1364  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Firenze Pisa  

 

Toscana

Fronteggia la “Compagnia Bianca” di Alberto Sterz e di Giovanni Acuto nonché 3000 barbute tedesche condotte da Anichino di Baumgarten.

Mag.  

 

 

 

 

 

Toscana

Agli ordini di Arrigo di Montfort respinge con Manno Donati e Bonifacio Lupo un attacco del Baumgarten alla Porta di San Gallo a Firenze. Tutto ciò avviene nonostante le intemperanze di molti fiorentini, usciti in campo aperto   al fine di combattere gli avversari inglesi e tedeschi, disobbedendo in tal modo, con la loro azione, agli ordini ricevuti di restare al riparo dei serragli. Il Malatacca affianca Arrigo di Montfort in un’incursione nel pisano nella quale è toccata San Piero a Grado ed è espugnato Livorno, il cui castello è dato alle fiamme.

Lug.  

 

 

 

 

 

Toscana

Alle dipendenze del nuovo capitano generale Galeotto Malatesta contribuisce alla sconfitta di Giovanni Acuto a Cascina: nella battaglia vi sono più di 1000 morti e sono fatti prigionieri altri 2000 soldati, dei quali i fanti forestieri vengono subito rilasciati.

1367  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Napoli Comp. ventura  

 

Abruzzi

Collegato con i pontifici debella a Sacco del Tronto la compagnia di Ambrogio Visconti. Il capitano dei venturieri è fatto prigioniero: solo 2700 uomini, su 10000 tra cavalli e fanti, riescono a sfuggire alla morte o alla cattura.

1368 Napoli Andria  

 

Campania

La regina Giovanna d’Angiò lo invia in soccorso dei San Severino contro il duca d’Andria Francesco del Balzo. Giovanni Malatacca assedia l’avversario in Teano per cinque mesi: alla fine Francesco del Balzo fugge nottetempo dalla città. Dopo tredici giorni Teano si arrende nelle sue mani. Conquista Sessa Aurunca.

1369  

 

 

 

 

 

 

 

……….. Firenze  

 

 

 

Puglia e Toscana

Lascia la Puglia per porsi agli stipendi dei fiorentini per un’eventuale guerra contro l’imperatore Carlo di Boemia.

Ago. Firenze Milano Capita no g.le Toscana

Ha il comando della spedizione ai danni di San Miniato. Si accampa nei pressi della  città;  Bernabò Visconti spedisce propri ambasciatori a Firenze per informarli di esserne stato nominato vicario da Carlo di Boemia. Il Malatacca inizia l’assedio con forza ed impedisce ogni flusso di vettovagliamento alla città.

………..  

 

 

 

 

 

Toscana

Viene accusato di viltà dal gonfaloniere Giovanni dei Mozzi perché non vuole affrontare in campo aperto l’Acuto,  fermatosi a Cascina per prestare soccorso ai difensori di San Miniato. Le sue argomentazioni di carattere militare non valgono a nulla di fronte alle considerazioni politiche:  non se la sente più di difendersi dagli stimoli del commissario Filippo Cavicciuli.

Dic.  

 

 

 

 

 

Toscana

Si allontana da San Miniato con 3000 uomini tra cavalli e fanti e 400 balestrieri; scende da Castel del Bosco verso Pontedera dopo avere diviso il suo esercito in tre schiere. Ha a disposiizione vettovaglie per soli quattro giorni. Punta su Cascina; invia in avanscoperta 400 cavalli dei saccomanni che sono respinti nei pressi del Fosso Arnonico. Il Malatacca entra in battaglia per sostenere la loro azione; l’Acuto inizia a ripiegare, apparentemente per la pressione dei fiorentini, in realtà per dare modo ad un suo corpo di cavalleria, lasciato indietro in agguato, di colpire alle spalle gli avversari. 800 cavalli fiorentini cercano di girare verso l’Arno per percuotere, a loro volta, gli avversari sui fianchi: costoro non hanno alcuna possibilità di agire perché sprofondano con il  peso delle loro armature nel terreno molliccio. Come risultato il Malatacca è battuto e fatto prigioniero con 2000 uomini e molti dei suoi migliori capitani: gli è addebitata la colpa della sconfitta in quanto, al momento dello scontro, si trova sotto l’effetto del troppo vino bevuto per riscaldarsi.

1370  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Toscana

Liberato, ritorna ad assediare San Miniato che cede nello stesso mese. I fiorentini gli consegnano 1500 fiorini in cinque paghe.

……….. Ferrara Milano  

 

 

 

1371 Napoli  

 

 

 

Abruzzi

Giovanna d’Angiò lo invia a L’Aquila come capitano della città al termine di una guerra fra le opposte fazioni. Il Malatacca emette un indulto pieno ai loro partecipanti proibendo a tutti di portare armi.  Favorisce l’approvvigionamento di granaglie per gli abitanti.

1372  

 

 

 

 

 

 

 

Ott.  

 

 

 

 

 

Abruzzi

E’ sostituito nel suo incarico di capitano di L’Aquila da Tommaso degli Obizzi.

1373  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Napoli Andria  

 

Puglia

Ha ancora il compito di domare la ribellione del duca d’Andria. Lo assedia in Andria alla testa di 12000 uomini fra fanti e cavalli; bombarda la località notte e giorno con tre trabucchi;  fa scavare alcuni cunicoli sotto le mura per farle crollare.

Sett.  

 

 

 

 

 

Puglia

Francesco del Balzo lascia Andria alla ricerca di soccorsi.

Dic.  

 

 

 

 

 

Puglia

I difensori di Andria si arrendono. Il duca è spogliato dei suoi stati che sono venduti dalla regina ad altri baroni. Al  Malatacca è data in feudo Conza della Campania.

1387  

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Campania

Muore senza eredi a Napoli. E’ sepolto nella chiesa degli eremitani di di Sant’ Agostino alla Zecca. nel 1402 sarà tumulato nella stessa anche il fratello Corrado, suo compagno di guerra da trent’anni e signore di Noia e Triviano. La cappella gentilizia ed il relativo sepolcro saranno distrutti nel 1640 a causa dell’ingrandimento della chiesa. Sposa una parente di Niccolò Acciaiuoli.

 CITAZIONI

“Illustre capitano.” ACCATTATIS

“Spertissimo capitano.” CAMERA

“Servì molto tempo in molte fattioni quella repubblica (Firenze).” AZZARI

“Uomo egregio e singolare nella guerra.” L. ARETINO

Capitano di gran pregio di Givanna (d’Angiò).” SUMMONTE

“Venit statum magnum in regno Apuliae, et factus est eques cum magno honore.” GAZATA

Capitano di gran valore.” TRONCI

“Reginus vir quidem egregius, et bellorum sciens.” SANT’ANTONINO

Con Simone Manobarile “Summae existimationis viri.” PANCIROLI

Inviato a L’Aquila “Uno bono Capitano illì trovato fone./ Missere Janni Malatacca dato ne fone;/…/ molto ad ordene Aquila in quelo tempo stava.” A. DI BUCCIO

Epigrafe che compariva inizialmente nella sua tomba “Hic iacent Magnificorum Dominorum Ioannis,/ Et Corradi Malatacca Regii Marescialli, qui obiit/ Anno Dom. MCCCLXXXVII Die XXV Martii/ Et Dominus Corradus obiit Anno Domini MCCCCII” L’epigrafe venne cambiata in un secondo momento a causa dei guasti del tempo.

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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