GIOVANNI GONZAGA Marchese di Vescovato

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Autore sconosciuto. Collezione Ambras.

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

GIOVANNI GONZAGA  Di Mantova. Marchese di Vescovato. Principe del Sacro Romano Impero. Signore di Piadena, Casalmaggiore, Calvatone, Spineda, Casteldidone, Vescovato.

Borgofranco sul Po, Belgioioso, Sermide, Revere. Figlio di Federico Gonzaga, fratello di Francesco Gonzaga, padre di Alessandro Gonzaga e di Sigismondo Gonzaga, cognato di Guidobaldo da Montefeltro e di Giberto Pio, suocero di Piermaria dei Rossi.

1474- 1526

Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

……….LombardiaViene istruito nella prima infanzia con i fratelli Francesco e Sigismondo da Giovan Maria Filelfo e, in un secondo momento, dal veronese maestro Colombino.
1491

 Giu.Emilia

Si reca a Bologna con il fratello Francesco per sposarsi con Laura Bentivoglio, figlia naturale del signore della città Giovanni;  è ospitato nella casa di Carlo degli Ingrati.

1492

Feb.Emilia

A Bologna per il carnevale. Durante il soggiorno Giovanni Bentivoglio organizza una festa basata sul lancio di uova da parte di centoventi giovani contro altri dieci che, armati di lunghe pertiche, cercano di colpire gli antagonisti per difendersi.

Ott.Emilia e Lazio

Transita per Bologna con 40 cavalli; è diretto a Roma per rendere omaggio al nuovo pontefice Alessandro VI.

1493

Ago.Emilia

Accompagna a Bologna il fratello Francesco.

Ago.EmiliaAccompagna a Bologna il fratello Francesco.
1494

Ago.NapoliFrancia50 lance

Milita agli stipendi di Alfonso d’Aragona. Gode di una provvigione annua di 1000 ducati.

Sett.Lombardia

Lascia Mantova con i suoi uomini d’arme.

Ott.Emilia e Lombardia

Viene invitato a raggiungere in Romagna l’esercito aragonese. Si muove con 600 cavalli; pervenuto nel ferrarese, viene a conoscenza che che Caterina Sforza, signora di Forlì, si è accordata con i francesi e che, nel contempo, Gaspare da San Severino è pronto a sbarrargli la strada. A causa di tali ostacoli fa  ritorno nel mantovano.

1495

Gen.Veneto

Alla fine del mese ritarda a presentarsi al campo per prendere parte, a Venezia, ad una festa in cuo compare vestito alla stradiotta.

Lug. ago.MilanoFrancia40 lanceEmilia e Piemonte

Si trova nel parmense dove ha il comando di 200 balestrieri a cavallo e di undici squadre di uomini d’arme. Partecipa alla battaglia di Fornovo; si sposta, successivamente, in Piemonte all’assedio di Novara. Si trova al campo di Vespolate;  con Annibale Bentivoglio e Giampiero Gonzaga va incontro agli ambasciatori veneziani venuti a consegnare al fratello Francesco il bastone e lo stendardo simboli del capitanato generale della Lega Italica. Penetra nel vercellese con Gaspare da San Severino;  devasta terre e castelli perché la duchessa di Savoia continua a favorire i francesi. A metà agosto rientra a Novara abbandonata dai francesi.

1496
Apr.MilanoFrancia50 lanceLombardia

Mag.Lazio e Campania

Da Roma si dirige verso Napoli. Tocca Padula, si collega con Giovanni Sforza (200 uomini d’arme) ed a Fragneto Monforte con il resto dell’esercito aragonese.

…………Campania

Il re Ferdinando d’Aragona lo ricompensa con il ducato di Sora tolto a Giovanni della Rovere.

Nov.LombardiaA Milano.
1497

EstateVeneto

A Venezia, a causa del licenziamento del fratello Francesco da parte della Serenissima: non è neppure ricevuto dal Senato.

Nov.LombardiaA fine mese ritorna a Milano per conto del fratello. Si incontra con Ludovico Sforza e Galeazzo da San Severino.  Tratta per una possibile condotta per il marchese di Mantova. Agli incontri prende parte anche Giovan Francesco da San Severino. A fine mese ha un colloquio con Galeotto della Mirandola e Giovan Francesco da San Severino.
1498
Mar.LombardiaRientra a Milano dove vive alla corte del duca di Milano Ludovico Sforza.
Sett.MilanoVenezia100 uomini d’armeVeneto e Romagna

Contatta i veneziani per passare ai loro stipendi; si reca anche a Venezia per tentare di convincere la Serenissima a ridare una condotta al fratello. Nel contempo esercita vane pressioni sul signore di Faenza Astorre Manfredi affinché non dia il passo alle truppe della Serenissima in marcia verso il Casentino. E’ assunto da Ludovico Sforza che gli affida  il comando di 100 uomini d’arme. Gli è richiesto di trasferirsi a sua volta in Toscana in soccorso dei fiorentini:  per mettere in ordine la sua compagnia chiede 30 ducati per ogni uomo d’arme.

Ott.Veneto

A Venezia, per discutere su una possibile condotta del fratello Francesco;  gli sono consegnati 3000 ducati (di cui 1000 per raccogliere 1000 provvigionati) per muoversi in soccorso di Pisa contro i fiorentini. Alla fine il marchese di Mantova si conduce agli stipendi del duca di Milano Ludovico Sforza. Giovanni Gonzaga  ragguaglia i veneziani di tale fatto  cercando di giustificare in Senato il  comportamento del fratello. Non è creduto; non è neppure ricevuto in Collegio o dal doge;  sfuma anche la sua possibilità di avere una condotta.

1499

Gen.Veneto

A Venezia; alloggia in San Giorgio. Gli è negata la condotta da lui richiesta; ottiene solo, in esenzione di dazio, sei botti di vino friulano che può condurre con sé a Mantova.

Mag.Emilia e Veneto

Ritorna alla carica per avere una condotta dalla Serenissima. Si incontra a Ferrara con il vicedomino veneziano; non viene ricevuto per parlarne nel Consiglio dei Savi.

Sett.Lombardia

A Milano per accogliervi il re di Francia Luigi XII. Rientrato a Mantova, esercita forti pressioni sul fratello Francesco affinché abbandoni Ludovico Sforza al suo destino.

1500

Feb.SforzaFranciaLombardia

Su invito del fratello coadiuva Ludovico Sforza nel suo tentativo di recuperare il ducato di Milano a spese dei francesi. Gli è concesso uno stipendio di 15000 ducati. Entra in Vigevano; esce dalla città con Giovanni Bernardino Caracciolo alla testa di 400 cavalli e si scontra in aperta campagna con il Chastellart, che proviene da Mortara con 50 uomini d’arme. E’ messo in fuga.

Mar.Lombardia

A Melegnano, con 70 balestrieri a cavallo.

Apr.Lombardia ed Emilia

Alla notizia della sconfitta e della cattura di Ludovico Sforza a Novara si dà alla fuga. Incalzato dai contadini, si salva a Sant’Angelo Lodigiano; si unisce con altri sforzeschi ed è sconfitto in Val di Tidone con Alessandro Sforza dai veneziani di Carlo Orsini e di Soncino Benzoni. Si rifugia nel castello di Rivalta Trebbia: vi è catturato dai due capitani della Serenissima che lo spediscono prigioniero a Crema ed a Piacenza con altri nobili. In tale località viene salvato dal suocero Giovanni Bentivoglio che invia alcuni uomini per aiutarlo a fuggire. Per gli annalisti veneziani il Gonzaga è liberato con il pagamento a Carlo Orsini di una taglia di 3000 ducati. A Mantova.

Ago.Marche Croazia Bosnia Slovenia Veneto

Raggiunge Pesaro; si imbarca con l’intenzione ufficiale di recarsi a Costantinopoli. Attraversa l’Adriatico con un seguito di quaranta persone; giunge in Istria, territorio controllato dall’imperatore Massimiliano d’Austria. A Quarnaro  uccide tre uomini, tra i quali Giulio da Carpi che fa seppellire a Fiume; si sposta in Bosnia e si incontra con Schander Pascià, prosegue per Ragusa (Dubrovnik) e risale a Capodistria, Fiume e Lubiana. Dalla Slovenia ritorna in Italia;  tocca Pieve di Cadore con soli dodici cavalli.

Sett.Germania

Si unisce con Galeazzo da San Severino e continua il suo viaggio per Augusta per incontrarvi l’imperatore: suo obiettivo è sia quello di spingerlo ad intercedere a favore del fratello nei confronti dei francesi, sia di ottenere il permesso di riscuotere l’eredità della zia Paola Gonzaga moglie del conte di Gorizia.

1502

Ott.BolognaChiesa100 lanceLombardia

Si dichiara partigiano dei veneziani; coadiuva Guidobaldo da Montefeltro contro i pontifici di Cesare Borgia. Passa, infine, al servizio dei Bentivoglio ai danni dei pontifici. Esce da Bologna con 200 uomini d’arme e recupera Castel Bolognese.

Nov.Emilia

Staziona a Bologna. Alla guardia della città minacciata dal Borgia.

Dic.Lombardia

Si offre ancora una volta al servizio dei veneziani.

1503
Feb.BolognaGovernatore g.le
Giu.FirenzePisa50 lanceToscana
1504

Feb.Emilia e Toscana

A Ferrara. E’ diretto in Toscana per verificare se viene rinnovata dai fiorentini la sua condotta.

Mag.ChiesaBorgiaToscana e Lazio

Licenziato dai fiorentini, si reca in incognito a Roma per chiedere di essere nominato luogotenente della compagnia del giovane Francesco Maria della Rovere. Milita agli stipendi del papa Giulio II;  gli viene concessa una provvigione di 2000 ducati.

Giu.Romagna

A Cesena. Con 200 cavalli, due cannoni e due falconetti prelevati nella rocca si porta a Forlì ed a Forlimpopoli.

Lug.Romagna

A Forl’, con il Montefeltro.

Ago.Romagna

A Ravenna. Si offre come ostaggio per permettere ai pontifici di ottenere la rocca di Forlì secondo i patti conclusi con il castellano del Borgia, Consalvo di Mirafonte. Raggiunge  Ravenna ed alloggia presso il camerlengo della Serenissima; con l’arrivo del Mirafonte nella città può rientrare libero a Forlì.

Sett.Romagna

A Forlì, sempre con il Montefeltro.

Sett.RomagnaA Forlì, sempre al fianco del Montefeltro.
1505

Feb.Lazio

A Roma, per trattare le nozze della sorella Eleonora con il della Rovere.

Ago.ChiesaVeneziaGovernatore g.le

Ricopre la carica di governatore generale agli ordini del Montefeltro. Alloggia a Cesenatico, effettua scorrerie ai danni dei veneziani e si impadronisce di un carico d’armi proveniente da Rimini. Fugge verso il ponte del fiume Savio; lo trova rotto ed è costretto ad abbandonare il bottino.

Sett.Romagna

Incarcera nella rocca di Cesena alcuni partigiani dei Tiberti.

1506

Feb.Romagna

Organizza in Cesena una festa per il carnevale.

Mar.Emilia

A Bologna, allorché il fratello Sigismondo riceve le insegne cardinalizie.

Apr.Romagna

Presenzia in Cesena alla pace generale stipulata fra le fazioni.

Lug.Romagna

Rafforza la guarnigione di Cesena con 300 fanti a causa del riacutizzarsi della lotta tra  le fazioni.

Sett.ChiesaBologna200 lanceUmbria ed Emilia

Affianca il pontefice a Perugia. Prende parte alla guerra  contro i Bentivoglio. Ha il comando di 200 lance facenti parte della compagnia del  Montefeltro.

Ott.Romagna

A Cesena per la rassegna dell’esercito pontificio. Esce da Imola con Giovanni da Sassatello;  si accampa all’alba sotto Castel San Pietro Terme. La località si arrende a seguito del ritiro della guarnigione.

Nov.Emilia

Con la fuga da Bologna dei Bentivoglio entra nella città al seguito del papa. Ottiene il comando della guardia pontificia.

1507

Mag.

Viene licenziato dal papa Giulio II.

Giu.Lombardia

Si reca a Milano con 40 cavalli per  rendere omaggio al re di Francia Luigi XII.

1508

Apr.Marche

Alla morte di Guidobaldo da Montefeltro, a metà mese, si precipita ad Urbino con Benedetto Capilupi; è presente alle esequie del duca; sollecita Francesco Maria della Rovere a recarsi a Mantova dove lo aspetta la promessa sposa  la nipote Eleonora Gonzaga.

Ott.Emilia

A Bologna, nella cerimonia in cui in San Petronio sono consegnate al cognato  della Rovere le insegne di capitano generale dello stato della Chiesa.

1509

Lug.ImperoVenezia100 lanceVeneto e Lombardia

Fronteggia i veneziani a Caldiero con 300 cavalli; giunge a Verona dove alloggia nella cittadella. Con la cattura del fratello Francesco ad Isola della Scala ritorna a Mantova e sorveglia la città: per strada cade in un’imboscata nella quale sono catturati tre capitani francesi. Si propone con la sua compagnia di trasferirsi alla guardia di Vicenza: la strada gli è impedita dai contadini filomarcheschi in rivolta.

Ago.Veneto

A Piombino Dese, alla rassegna dell’esercito tenuta da Costantino Arianiti. Prende parte all’assedio di Padova alla testa di 200 cavalli.

Sett.Veneto

Tenta di impadronirsi di Legnago. ne mette a sacco il territorio.

Ott.Veneto e Lombardia

A Vicenza. Si muove con Rigo Porro (200 uomini d’arme e 300 cavalli leggeri) in soccorso di Pandolfo Malatesta, assediato in Cittadella. Giunto al guado di Santa Croce Bigolina per attraversare il Brenta il passo gli è sbarrato dai contadini filomarcheschi. Rientra a Vicenza e da qui passa a Mantova.

Nov.Veneto

Si sposta alla difesa di Verona con 30 uomini d’arme, 50 cavalli leggeri e 1500 fanti spagnoli: nella città alloggia a San Nazzaro.

Dic.Veneto

A Verona. Ha l’incarico della sorveglianza di Porta Vescovo.

1510

Gen.Veneto

Viene sconfitto a Villanova da fra Leonardo Prato; deve lasciare Verona per la mancanza di foraggio per i suoi cavalli.

Feb.100 cavalliVeneto

Ritorna a Verona; ha a disposizione soli 100 cavalli tra uomini d’arme e cavalli leggeri.

Mar.Veneto

I veneziani gli impediscono di allontanarsi da Verona e di raggiungere Mantova.

Apr.Veneto

Si offre come intermediario per trattare la pace tra veneziani ed imperiali: i negoziati non hanno seguito.

Mag.Veneto

Esce da Verona per Porta Vescovo con Federico e Ludovico Gonzaga da Bozzolo; depreda il territorio circostante.

Giu.ImperoVeneziaVeneto

A Montagnana, con Gian Giacomo da Trivulzio ed Alfonso d’Este.

Lug.Veneto

Partecipa alla conquista di Monselice. Viene eletto governatore di Lazise.

Ago.A. Adige

Lascia Verona per raggiungere a Bressanone l’imperatore.

Sett.Veneto

Rientra a Verona senza essere stato soddisfatto nelle sue richieste economiche: domanda del denaro al vescovo di Trento. Insoddisfatto delle risposte abbandona la città.

Nov.Veneto

A Verona, con due soli uomini d’arme: impegna alcuni gioielli per potersi mantenere. Esce dalla città e vi rientra con 50 balestrieri a cavallo.

1511

Gen.ChiesaFranciaEmilia

Si trova a San Felice sul Panaro ed all’assedio di Mirandola al fianco del papa.

Feb.ImperoVenezia200 cavalliVeneto

Viene nominato dagli imperiali governatore di Verona.

Mar.Veneto ed Emilia

Seda in Verona un ammutinamento di soldati. Ritorna a Mantova;  si reca a Bologna per le trattative di pace tra imperiali e veneziani; agisce in modo che queste falliscano.

Apr.EmiliaAccompagna a Parma l’ambasciatore imperiale. A rendergli omaggio vengono Troilo dei Rossi e Giacomo da Correggio.
Giu.Veneto

Sostituisce alla guardia di Verona Ludovico Gonzaga da Bozzolo che ha preso in precedenza il suo posto.

Ago.Veneto

A Vicenza, con il Connestabile di Borbone (400 cavalli e 300 fanti). L’imperatore gli dimezza la condotta a seguito dell’ andamento dei colloqui con la Serenissima.

Sett.Veneto

Viene impegnato in un servizio di scorta delle artiglierie che sono condotte da Soave a Vicenza (cinque grossi cannoni, due colubrine e quattro falconetti). Ha l’incarico di governatore di Vicenza.

Ott.Veneto

A Conegliano con 50 cavalli: partecipa all’ assedio di Treviso. Quando gli imperiali ed i francesi sono costretti a desistere dalle operazioni gli è dato l’incarico di provvedere alla fornitura di pane per le truppe ferme a Nervesa della Battaglia. Ha il compito di scortare con 400 cavalli cento carri di vettovaglie: gli si fanno incontro al ponte del Piave 600 lance, molti cavalli leggeri e fanti. Settanta carri attraversano il ponte finché il manufatto non crolla sotto il peso di parte del convoglio: rimasto sull’altra sponda con 50/ 60 cavalli ed il resto dei carriaggi, sale su un battello ed abbandona i suoi uomini. A Vicenza; venti cavalli della sua compagnia sono catturati da Renzo Mancini.

Nov.Veneto e Germania

lascia Vicenza e ripara a Verona: lascia nella città come governatrice Isabella da Sessa. Si dirige in Germania per conto del fratello Francesco.

1512

Mag.Veneto

A Verona. Con il cardinale Sedunense riceve nella città gli ambasciatori veneziani, pontifici e spagnoli. Sempre nel periodo il fratello Sigismondo gli consegna i feudi di Sermide, di Revere e di Borgofranco sul Po, di cui è stato investito nel 1503 dal precedente vescovo di Mantova Ludovico Gonzaga.

Lug.Trentino e Veneto

Transita per Trento e Pergine Valsugana a fianco del cardinale di Gurk, Matteo Lang.  Viene segnalato, quindi, a Lazise.

Dic.Lombardia

A Milano, con il nuovo duca Massimiliano Sforza al suo  ingresso nella città.

1513

Feb.MilanoVenezia FranciaGovernatore g.leLombardia

Gli è riconosciuto dagli sforzeschi uno stipendio di 1000 ducati l’anno. Nel medesimo mese gli sono concessi i feudi di Calvatone, di Piadena e di Spineda, cui seguirà a marzo quello di Casalmaggiore.

Giu.Piemonte

Affianca il duca di Milano Massimiliano Sforza alla difesa di Novara, assalita da Gian Giacomo da trivulzio e dal la Trémouille. Gli avversari non hanno il tempo di organizzare un assalto alle mura per l’arrivo in soccorso degli sforzeschi degli svizzeri. Di seguito il Gonzaga prende  parte alla battaglia di Novara.

Ott.50 lance

Dic.Lombardia

Giunge a Cremona;  ne ottiene la fortezza a seguito di alcuni negoziati con il castellano francese.

1514

Apr.Lombardia

Combatte nel cremasco le milizie di Renzo di Ceri. Si scontra con i veneziani presso Lodi e recupera le vettovaglie di cui costoro si sono impadroniti: attaccato a sua volta, è obbligato a ripiegare con la perdita di alcuni uomini. Nel mese gli sono concessi in feudo Casteldidone e Belgioioso, confiscati agli avversari del duca di Milano.

Mag.Lombardia

Esce da Lodi, infesta i contadi di Codogno, di San Colombano al Lambro e di Paullo.

1515

Feb.Lombardia

Gli è donato a Milano il palazzo del vescovo di Lodi, posto tra Porta Tosa ed il fossato: viene nominato governatore di Milano.

Mar.Lombardia

Mentre passeggia nei pressi del Castello Sforzesco con il duca Massimiliano Sforza per poco non viene ucciso dagli svizzeri di guardia alla fortezza perché non risponde con la giusta parola d’ordine ad una ronda: rimane ferito nella colluttazione.

Mag.Lombardia

Sorgono  tumulti in Milano;  alcuni fanti svizzeri tentano di catturarlo.

Lug.Capitano g.leLombardia

Contrasta i francesi.

Ago.Emilia

Si trova nel piacentino con 1500 cavalli e 300 cavalli leggeri.

Sett.Lombardia ed Emilia

Alla difesa di Cremona: la città cade nelle mani dei veneziani. Abbandona Lodi;  si ritira con il duca Massimiliano Sforza a Piacenza allorché il Trivulzio si muove sotto Milano. Partecipa alla battaglia di Melegnano: dopo il primo giorno si sposta a Milano per sostenere i combattenti con vettovaglie e vino. Con la sconfitta viene assediato nel Castello Sforzesco da Pietro Navarro alla testa di 1500 fanti svizzeri e di 500 lombardi. A metà mese iniziano le operazioni di assedio da parte del Connestabile di Borbone e di Pietro Navarro (8000 fanti). A fine mese ottiene un salvacondotto ed apre con il Borbone un primo abbozzo di accordo.

Ott.Lombardia

Si reca a Pavia con Girolamo Morone;  tratta la resa a patti condizionata all’arrivo di soccorsi ai difensori entro il termine di trenta giorni. Al rientro convince il duca a capitolare nelle mani del cugino, il Connestabile di Borbone. Per tale fatto viene accusato dagli sforzeschi di avere convinto Massimiliano Sforza ad accettarne i termini fornendogli informazioni false; è anche accusato di avere incentivato, con  un’offerta di 6000 scudi il rientro degli  svizzeri nel loro paese. Come risultato Massimiliano Sforza è condotto prigioniero in Francia; il Gonzaga vede, viceversa, riconfermati dai francesi i beni che gli sono stati  donati dal duca nel milanese; gli sono anche concessi un assegno di 2000 scudi, una pensione annua di altri 2000 scudi ed una condotta di 50 lance.

Nov.Francia50 lanceLombardia

Ritorna a Milano per ossequiarvi il re Francesco I. Gli è tolta in breve tempo la condotta dai francesi.

1516

…………dal VermeFranciaEmilia

Entra con i dal Verme in Val di Tidone e fa strage dei partigiani dei francesi.

Dic.Lombardia

Il re Francesco I pretende che le sue truppe svernino nelle terre gonzaghesche.

1517

Gen.

E’ licenziato dai francesi.

Apr.FranciaComp. venturaRomagna

E’ riassunto ed è inviato con Ugo Pepoli e le lance francesi in soccorso dei pontifici, impegnati in guerra contro il della Rovere. A Sant’Arcangelo di Romagna.

1519

Mar.Lombardia

Alla morte del fratello Francesco eredita la corte della Bocca (rendita di 1500/1600 ducati l’anno).

Apr.Lombardia

Fa parte del consiglio di tutela del nipote Federico; presenzia a Mantova ai funerali del fratello. Nello stesso anno acquista dai Gonzaga di Novellara il feudo di Vescovato.

1520

Nov.Lombardia

A Milano, in visita al Lautrec.

1521

Mar.

Sfugge ad un tentativo di assassinio perpetrato ai suoi danni da un certo Bagatto, ispirato da un Borromeo o, forse, dal marchese di Mantova Federico Gonzaga.

Lug.ChiesaFrancia Venezia50 lance

Combatte agli ordini del nipote Federico contro veneziani e francesi.

Ott.Lombardia

Giunge a Medole con 800 cavalli di scorta a 60000 ducati che devono essere consegnati agli svizzeri per le loro paghe.

Dic.Emilia

Sul Po, alla difesa di Parma. Ha con sé 200 lance.

1522

…………ChiesaRiminiRomagna

Al servizio del papa Adriano VI per espellere i Malatesta da Rimini.

EstateRomagna

E’ chiamato a Ravenna dai Rasponi per prendere possesso del castello cittadino controllato dal ghibellino Giovanni Antonio Artusini: ne fa uscire il castellano e lo fa condurre a Forlimpopoli.

1526

Muore. Dà inizio al ramo dei Gonzaga di Vescovato. E’ autore di due testi introvabili, uno scritto con Manfredo Corezzo e Giovanni Colla intitolato “Libellus de instituendo optimo principi” e l’altro “Introductio mirabile sopra l’arte del minare qualunque rocca fortissima.”

 CITAZIONI

-“Celebre guerriero.” VERMIGLIOLI

-Un commento per la condotta che gli è stata concessa dai fiorentini nel 1503 “Scrive da Prato..al fratello Francesco che la condotta di Giampaolo Baglioni, Ludovico della Mirandola, Marcantonio Colonna è sin per lui offensiva, sempre che “questi signori” di Firenze non lo “crescano” al loro “paro”. A siffatti “condottieri” non intende sottostare nemmeno “un’hora.” Il “rimaner inferior” a “simil gente”, insiste, va contro “l’honor” suo e della stessa “casa” gonzaghesca…Sono parole che valgono a spiegare l’intera esistenza del Gonzaga e realmente impegnative specie dopo che il suo tentativo di una collocazione veneziana è andato a vuoto.” BENZONI

-“Uomo d’armi al soldo dell’imperatore e dei duchi Sforza di Milano, ma che in più di un’occasione contribuì a reggere e difendere le sorti del marchesato insieme alla cognata Isabella d’Este.” TAMALLIO

Fonte immagine: http://lnx.societapalazzoducalemantova.it/2010/pdf/2010/giugno2010p1.pdf

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