GIOVANNI GONZAGA Marchese di Vescovato

0
3225
giovanni-gonzaga
Autore sconosciuto. Collezione Ambras.

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

A –  – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Z

Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

GIOVANNI GONZAGA  Di Mantova. Marchese di Vescovato. Principe del Sacro Romano Impero. Signore di Piadena, Casalmaggiore, Calvatone, Spineda, Casteldidone, Vescovato.

Borgofranco sul Po, Belgioioso, Sermide, Revere. Figlio di Federico Gonzaga, fratello di Francesco Gonzaga, padre di Alessandro Gonzaga e di Sigismondo Gonzaga, cognato di Guidobaldo da Montefeltro e di Giberto Pio, suocero di Piermaria dei Rossi.

1474- 1526

Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

……….LombardiaViene istruito nella prima infanzia con i fratelli Francesco e Sigismondo da Giovan Maria Filelfo e, in un secondo momento, dal veronese maestro Colombino.
1491
 Giu.Emilia

Si reca a Bologna con il fratello Francesco per sposarsi con Laura Bentivoglio, figlia naturale del signore della città Giovanni;  è ospitato nella casa di Carlo degli Ingrati.

1492
Feb.Emilia

A Bologna per il carnevale. Durante il soggiorno Giovanni Bentivoglio organizza una festa basata sul lancio di uova da parte di centoventi giovani contro altri dieci che, armati di lunghe pertiche, cercano di colpire gli antagonisti per difendersi.

Ott.Emilia e LazioTransita per Bologna con 40 cavalli. E’ diretto a Roma pere rendere omaggio al nuovo pontefice Alessandro VI.
1493
Ago.EmiliaAccompagna a Bologna il fratello Francesco.
1494
Ago.NapoliFrancia50 lanceLombardiaMilita agli stipendi del re di Napoli Alfonso d’Aragona. Gode di una provvigione annua di 1000 ducati.
Sett.LombardiaLascia Mantova con i suoi uomini d’arme.
Ott.Emilia e Lombardia

Viene invitato a raggiungere in Romagna l’esercito aragonese. Si muove con 600 cavalli; pervenuto nel ferrarese, viene a conoscenza che che Caterina Sforza, signora di Forlì, si è accordata con i francesi e che, nel contempo, Gaspare da San Severino è pronto a sbarrargli la strada. A causa di tali ostacoli fa  ritorno nel mantovano.

1495
Gen.Veneto

Alla fine del mese ritarda a presentarsi al campo per prendere parte, a Venezia, ad una festa in cui compare vestito alla stradiotta.

Lug. ago.MilanoFrancia40 lanceEmilia e Piemonte

Si trova nel parmense dove ha il comando di 200 balestrieri a cavallo e di undici squadre di uomini d’arme. Partecipa alla battaglia di Fornovo; si sposta, successivamente, in Piemonte all’assedio di Novara. Si trova al campo di Vespolate;  con Annibale Bentivoglio e Giampiero Gonzaga va incontro agli ambasciatori veneziani venuti a consegnare al fratello Francesco il bastone e lo stendardo simboli del capitanato generale della Lega Italica. Penetra nel vercellese con Gaspare da San Severino;  devasta terre e castelli perché la duchessa di Savoia continua a favorire i francesi. A metà agosto rientra a Novara abbandonata dai francesi.

1496
Apr.MilanoFrancia50 lanceLombardia
Mag.Lazio e Campania

Da Roma si dirige verso Napoli. Tocca Padula, si collega con Giovanni Sforza (200 uomini d’arme) ed a Fragneto Monforte con il resto dell’esercito aragonese.

……….CampaniaIl nuovo re di Napoli Ferdinando d’Aragona lo ricompensa con il ducato di Sora tolto a Giovanni della Rovere.
Nov.LombardiaA Milano.
1497
EstateVenetoA Venezia, a causa del licenziamento del fratello Francesco da parte della Serenissima. Non è neppure ricevuto dal Senato.
Nov.LombardiaA fine mese ritorna a Milano per conto del fratello. Si incontra con Ludovico Sforza e Galeazzo da San Severino.  Tratta per una possibile condotta per il marchese di Mantova. Agli incontri prende parte anche Giovan Francesco da San Severino. A fine mese ha un colloquio con Galeotto della Mirandola e Giovan Francesco da San Severino.
1498
Mar.LombardiaRientra a Milano dove vive alla corte del duca di Milano Ludovico Sforza.
Sett.MilanoVenezia100 uomini d’armeVeneto e Romagna

Contatta i veneziani per passare ai loro stipendi; si reca anche a Venezia per tentare di convincere la Serenissima a ridare una condotta al fratello. Nel contempo esercita vane pressioni sul signore di Faenza Astorre Manfredi affinché non dia il passo alle truppe della Serenissima in marcia verso il Casentino. E’ assunto da Ludovico Sforza che gli affida  il comando di 100 uomini d’arme. Gli è richiesto di trasferirsi a sua volta in Toscana in soccorso dei fiorentini:  per mettere in ordine la sua compagnia chiede 30 ducati per ogni uomo d’arme.

Ott.Veneto

A Venezia, per discutere su una possibile condotta del fratello Francesco;  gli sono consegnati 3000 ducati (di cui 1000 per raccogliere 1000 provvigionati) per muoversi in soccorso di Pisa contro i fiorentini. Alla fine il marchese di Mantova si conduce agli stipendi del duca di Milano Ludovico Sforza. Giovanni Gonzaga  ragguaglia i veneziani di tale fatto  cercando di giustificare in Senato il  comportamento del fratello. Non è creduto; non è neppure ricevuto in Collegio o dal doge;  sfuma anche la sua possibilità di avere una condotta.

1499
Gen.Veneto

A Venezia; alloggia in San Giorgio. Gli è negata la condotta da lui richiesta; ottiene solo, in esenzione di dazio, sei botti di vino friulano che può condurre con sé a Mantova.

Mag.Emilia e Veneto

Ritorna alla carica per avere una condotta dalla Serenissima. Si incontra a Ferrara con il vicedomino veneziano; non viene ricevuto per parlarne nel Consiglio dei Savi.

Sett.Lombardia

A Milano per accogliervi il re di Francia Luigi XII. Rientrato a Mantova, esercita forti pressioni sul fratello Francesco affinché abbandoni Ludovico Sforza al suo destino.

1500
Feb.SforzaFranciaLombardia

Su invito del fratello coadiuva Ludovico Sforza nel suo tentativo di recuperare il ducato di Milano a spese dei francesi. Gli è concesso uno stipendio di 15000 ducati. Entra in Vigevano; esce dalla città con Giovanni Bernardino Caracciolo alla testa di 400 cavalli e si scontra in aperta campagna con il Chastellart, che proviene da Mortara con 50 uomini d’arme. E’ messo in fuga.

Mar.LombardiaA Melegnano, con 70 balestrieri a cavallo.
Apr.Lombardia ed Emilia

Alla notizia della sconfitta e della cattura di Ludovico Sforza a Novara si dà alla fuga. Incalzato dai contadini, si salva a Sant’Angelo Lodigiano; si unisce con altri sforzeschi ed è sconfitto in Val di Tidone con Alessandro Sforza dai veneziani di Carlo Orsini e di Soncino Benzoni. Si rifugia nel castello di Rivalta Trebbia: vi è catturato dai due capitani della Serenissima che lo spediscono prigioniero a Crema ed a Piacenza con altri nobili. In tale località viene salvato dal suocero Giovanni Bentivoglio che invia alcuni uomini per aiutarlo a fuggire. Per gli annalisti veneziani il Gonzaga è liberato con il pagamento a Carlo Orsini di una taglia di 3000 ducati. A Mantova.

Ago.Marche Croazia Bosnia Slovenia Veneto

Raggiunge Pesaro; si imbarca con l’intenzione ufficiale di recarsi a Costantinopoli. Attraversa l’Adriatico con un seguito di quaranta persone; giunge in Istria, territorio controllato dall’imperatore Massimiliano d’Austria. A Quarnaro  uccide tre uomini, tra i quali Giulio da Carpi che fa seppellire a Fiume; si sposta in Bosnia e si incontra con Schander Pascià, prosegue per Ragusa (Dubrovnik) e risale a Capodistria, Fiume e Lubiana. Dalla Slovenia ritorna in Italia;  tocca Pieve di Cadore con soli dodici cavalli.

Sett.Germania

Si unisce con Galeazzo da San Severino e continua il suo viaggio per Augusta per incontrarvi l’imperatore: suo obiettivo è sia quello di spingerlo ad intercedere a favore del fratello nei confronti dei francesi, sia di ottenere il permesso di riscuotere l’eredità della zia Paola Gonzaga moglie del conte di Gorizia.

1502
Ott.BolognaChiesa100 lanceLombardia

Si dichiara partigiano dei veneziani; coadiuva Guidobaldo da Montefeltro contro i pontifici di Cesare Borgia. Passa, infine, al servizio dei Bentivoglio ai danni dei pontifici. Esce da Bologna con 200 uomini d’arme e recupera Castel Bolognese.

Nov.EmiliaA Bologna. Alla guardia della città minacciata dalle truppe di Cesare Borgia.
Dic.LombardiaSi offre una volta di più al servizio dei veneziani.
1503
Feb.BolognaGovernatore g.le
Giu.FirenzePisa50 lanceToscana
1504
Feb.Emilia e ToscanaA Ferrara. E’ diretto in Toscana allo scopo di verificare se viene rinnovata o meno dai fiorentini la sua condotta.
Mag.ChiesaBorgiaToscana e Lazio

Licenziato dai fiorentini, si reca in incognito a Roma per chiedere di essere nominato luogotenente della compagnia di Francesco Maria della Rovere. Milita agli stipendi del papa Giulio II;  gli viene concessa una provvigione di 2000 ducati.

Giu.RomagnaA Cesena. Con 200 cavalli, 2 cannoni e 2 falconetti prelevati dalla rocca si porta a Forlì ed a Forlimpopoli.
Lug.RomagnaA Forlì con il duca di Urbino Guidobaldo da Montefeltro.
Ago.Romagna

A Ravenna. Si offre come ostaggio per permettere ai pontifici di ottenere la rocca di Forlì secondo i patti conclusi con il castellano del Borgia, Consalvo di Mirafonte. Raggiunge  Ravenna ed alloggia presso il camerlengo della Serenissima; con l’arrivo del Mirafonte nella città può rientrare libero a Forlì.

Sett.RomagnaA Forlì, sempre al fianco del Montefeltro.
1505
Feb.LazioA Roma, per trattare le nozze della sorella Eleonora con Francesco Maria della Rovere.
Ago.ChiesaVeneziaGovernatore g.le

Ricopre la carica di governatore generale agli ordini di Guidobaldo da Montefeltro. Alloggia a Cesenatico, effettua scorrerie ai danni dei veneziani e si impadronisce di un carico d’armi proveniente da Rimini. Fugge verso il ponte del fiume Savio; lo trova rotto ed è costretto ad abbandonare il bottino.

Sett.RomagnaIncarcera nella rocca di Cesena alcuni partigiani dei Tiberti.
1506
Feb.RomagnaOrganizza in Cesena una festa per il carnevale.
Mar.EmiliaA Bologna, allorché il fratello Sigismondo riceve le insegne cardinalizie.
Apr.RomagnaPresenzia in Cesena alla pace generale stipulata tra le vaie fazioni cittadine.
Lug.RomagnaRafforza la guarnigione di Cesena con 300 fanti a causa del riacutizzarsi della lotta tra le fazioni.
Sett.ChiesaBologna200 lanceUmbria ed Emilia

Affianca il pontefice Giulio II a Perugia. Prende parte alla guerra  contro i Bentivoglio. Ha il comando di 200 lance facenti parte della compagnia del  Montefeltro.

Ott.Romagna

A Cesena per la rassegna dell’esercito pontificio. Esce da Imola con Giovanni da Sassatello;  si accampa all’alba sotto Castel San Pietro Terme. La località si arrende a seguito del ritiro della guarnigione.

Nov.Emilia

Con la fuga da Bologna dei Bentivoglio entra nella città al seguito del papa. Ottiene il comando della guardia pontificia.

Nov.EmiliaCon la fuga da Bologna dei Bentivoglio entra nella città al seguito del papa. ottiene il comando della guardia pontificia.
1507
Mag.Viene licenziato dal papa Giulio II.
Giu.LombardiaSi reca a Milano con 40 cavalli al fine di rendere omaggio al re di Francia Luigi XII.
1508
Apr.Marche

Alla morte di Guidobaldo da Montefeltro, a metà mese, si precipita ad Urbino con Benedetto Capilupi; è presente alle esequie del duca; sollecita il nupovo duca di Urbino Francesco Maria della Rovere a recarsi a Mantova dove lo aspetta la promessa sposa  la nipote Eleonora Gonzaga.

Ott.Emilia

A Bologna, nella cerimonia in cui in San Petronio sono consegnate al cognato  della Rovere le insegne di capitano generale dello stato della Chiesa.

1509
Lug.Impero Francia FerraraVenezia100 lanceVeneto e Lombardia

Fronteggia i veneziani a Caldiero con 300 cavalli; giunge a Verona dove alloggia nella cittadella. Con la cattura del fratello Francesco ad Isola della Scala ritorna a Mantova e sorveglia la città: per strada cade in un’imboscata nella quale sono catturati tre capitani francesi. Si propone con la sua compagnia di trasferirsi alla guardia di Vicenza: la strada gli è impedita dai contadini filomarcheschi in rivolta.

Ago.200 cavalliVenetoA Piombino Dese, alla rassegna dell’esercito imperiale tenuta da Costantino Arianiti. Prende parte all’assedio di Padova.
Sett.VenetoTenta di impadronirsi di Legnago. Ne mette a sacco il territorio.
Ott.Veneto e Lombardia

A Vicenza. Si muove con Rigo Porro (200 uomini d’arme e 300 cavalli leggeri) in soccorso di Pandolfo Malatesta, assediato in Cittadella. Giunto al guado di Santa Croce Bigolina per attraversare il Brenta il passo gli è sbarrato dai contadini filomarcheschi. Rientra a Vicenza e da qui passa a Mantova.

Nov.VenetoAlla difesa di Verona alla testa di 30 uomini d’arme, 50 cavalli leggeri e 1500 fanti spagnoli. nella città alloggia in San Nazzaro.
Dic.VenetoA Verona. Ha l’incarico di provvedere alla sorveglianza di Porta Vescovo.
1510
Gen.VenetoViene sconfitto a Villanova da fra Leonardo Prato. Abbandona Verona per la mancanza di foraggio per le cavalcature della sua compagnia.
Feb.100 cavalliVenetoRientra a Verona. Ha a sua disposizione soli 100 cavalli tra uomini d’arme e cavalli leggeri.
Mar.VenetoI veneziani gli impediscono di uscire da Verona per rifugiarsi a Mantova.
Apr.VenetoSi offre come intermediario per trattare la pace tra veneziani ed imperiali: i negoziati non hanno seguito.
Mag.venetoEsce da Verona per Porta Vescovo con Federico e Ludovico Gonzaga da Bozzolo: Depreda il territorio circostante.
Giu.VenetoA Montagnana, con Gian Giacomo da Trivulzio ed il duca di Ferrara Alfonso d’Este.
Lug.VenetoAlla conquista di Montagnana. Viene eletto governatore di Lazise.
Lug.Veneto

Partecipa alla conquista di Monselice. Viene eletto governatore di Lazise.

Ago.Veneto ed A. AdigeLascia Verona per raggiungere a Bressanone l’imperatore Massimiliano d’Austria.
Sett.Veneto

Rientra a Verona senza essere stato soddisfatto nelle sue richieste economiche: domanda del denaro al vescovo di Trento. Insoddisfatto delle risposte abbandona la città.

Nov.VenetoA Verona. A sua disposizione vi sono solo 2 uomini d’arme. Impegna alcuni gioielli per potersi mantenere. Esce dalla città e vi rientra alla testa di 50 balestrieri a cavallo.
1511
Gen.ChiesaFranciaEmiliaE’ segnalato a San Felice sul Panaro ed all’assedio di Mirandola al fianco del papa Giulio II.
Feb.ImperoVenezia200 cavalliVenetoViene nominato dagli imperiali governatore di Verona.
Mar.Veneto ed Emilia

Seda in Verona un ammutinamento di soldati. Ritorna a Mantova.  Si reca a Bologna per le trattative di pace tra imperiali e veneziani; agisce in modo che queste falliscano.

Apr.EmiliaAccompagna a Parma l’ambasciatore imperiale. A rendergli omaggio vengono Troilo dei Rossi e Giacomo da Correggio.
Giu.VenetoSostituisce alla guardia di Verona Ludovico Gonzaga da Bozzolo che, durante la sua assenza, lo ha sostituito nel suo incarico.
Ago.Veneto

A Vicenza, con il Connestabile di Borbone (400 cavalli e 300 fanti). L’imperatore gli dimezza la condotta a seguito dell’ andamento dei colloqui con la Serenissima.

Sett.Veneto

Viene impegnato in un servizio di scorta delle artiglierie che sono condotte da Soave a Vicenza (cinque grossi cannoni, due colubrine e quattro falconetti). Ha l’incarico di governatore di Vicenza.

Ott.Veneto

A Conegliano con 50 cavalli: partecipa all’ assedio di Treviso. Quando gli imperiali ed i francesi sono costretti a desistere dalle operazioni gli è dato l’incarico di provvedere alla fornitura di pane per le truppe ferme a Nervesa della Battaglia. Ha il compito di scortare con 400 cavalli cento carri di vettovaglie: gli si fanno incontro al ponte del Piave 600 lance, molti cavalli leggeri e fanti. Settanta carri attraversano il ponte finché il manufatto non crolla sotto il peso di parte del convoglio: rimasto sull’altra sponda con 50/ 60 cavalli ed il resto dei carriaggi, sale su un battello ed abbandona i suoi uomini. A Vicenza; 20 cavalli della sua compagnia sono catturati da Renzo Mancini.

Nov.Veneto e GermaniaAbbandona Vicenza per riparare a Verona. lascia nella città come governatrice Isabella da Sesso. Si dirige in Germania per conto del fratello Francesco.
1512
Mag.Veneto

A Verona. Con il cardinale Sedunense Matteo Schinner riceve nella città gli ambasciatori veneziani, pontifici e spagnoli. Sempre nel periodo il fratello Sigismondo gli consegna i feudi di Sermide, di Revere e di Borgofranco sul Po, di cui è stato investito nel 1503 dal precedente vescovo di Mantova Ludovico Gonzaga.

Lug.Trentino e VenetoTransita per Trento e Pergine Valsugana a fianco del cardinale di Gurk Matteo Lang. A Lazise.
Dic.LombardiaA Milano. Entra nella città con il nuovo duca Massimiliano Sforza.
1513
Feb.MilanoVenezia FranciaGovernatore g.leLombardia

Gli è riconosciuto dagli sforzeschi uno stipendio di 1000 ducati l’anno. Nel medesimo mese gli sono concessi i feudi di Calvatone, di Piadena e di Spineda, cui seguirà a marzo quello di Casalmaggiore.

Giu.Piemonte

Affianca il duca di Milano Massimiliano Sforza alla difesa di Novara, assalita da Gian Giacomo da Trivulzio e dal la Trémouille. Gli avversari non hanno il tempo di organizzare un assalto alle mura per l’arrivo in soccorso degli sforzeschi degli svizzeri. Di seguito il Gonzaga prende  parte alla battaglia di Novara.

Ott.50 lance
Dic.LombardiaA Cremona. ne ottiene la fortezza a seguito di alcuni negoziati con il castellano francese.
1514
Apr.Lombardia

Combatte nel cremasco le milizie di Renzo di Ceri. Si scontra con i veneziani presso Lodi e recupera le vettovaglie di cui costoro si sono impadroniti: attaccato a sua volta, è obbligato a ripiegare con la perdita di alcuni uomini. Nel mese gli sono concessi in feudo Casteldidone e Belgioioso, confiscati agli avversari del duca di Milano.

Mag.LombardiaEsce da Lodi, infesta i contadi di Codogno, di San Colombano al Lambro e di Paullo.
1515
Feb.LombardiaGli è donato a Milano il palazzo del vescovo di Lodi, posto tra Porta Tosa ed il fossato. Viene nominato governatore della città.
Mar.Lombardia

A Milano. Mentre passeggia nei pressi del Castello Sforzesco con il duca Massimiliano Sforza per poco non viene ucciso dagli svizzeri di guardia alla fortezza perché non risponde con la giusta parola d’ordine ad una ronda: rimane ferito nella colluttazione.

Mag.LombardiaSorgono tumulti in Milano. Alcuni fanti svizzeri tentano di catturarlo.
Lug.MilanoFrancia VeneziaCapitano g.leLombardia
Ago.EmiliaNel piacentino al comando di 1500 cavalli e di 300 cavalli leggeri.
Sett.Lombardia ed Emilia

Alla difesa di Cremona: la città cade nelle mani dei veneziani. Abbandona Lodi;  si ritira con il duca Massimiliano Sforza a Piacenza allorché il Trivulzio si muove sotto Milano. Partecipa alla battaglia di Melegnano: dopo il primo giorno si sposta a Milano per sostenere i combattenti con vettovaglie e vino. Con la sconfitta viene assediato nel Castello Sforzesco da Pietro Navarro alla testa di 1500 fanti svizzeri e di 500 lombardi. A metà mese iniziano le operazioni di assedio da parte del Connestabile di Borbone e di Pietro Navarro (8000 fanti). A fine mese ottiene un salvacondotto ed apre con il Borbone un primo abbozzo di accordo.

Ott.Lombardia

Si reca a Pavia con Girolamo Morone;  tratta la resa a patti condizionata all’arrivo di soccorsi ai difensori entro il termine di trenta giorni. Al rientro convince il duca a capitolare nelle mani del cugino, il Connestabile di Borbone. Per tale fatto viene accusato dagli sforzeschi di avere convinto Massimiliano Sforza ad accettarne i termini fornendogli informazioni false; è anche accusato di avere incentivato, con  un’offerta di 6000 scudi il rientro degli  svizzeri nel loro paese. Come risultato Massimiliano Sforza è condotto prigioniero in Francia. Giovanni Gonzaga vede, viceversa, riconfermati dai francesi i beni che gli sono stati  donati dal duca nel milanese; gli sono anche concessi un assegno di 2000 scudi, una pensione annua di altri 2000 scudi ed una condotta di 50 lance.

Nov. dic.Francia50 lanceLombardiaRientra a Milano allo scopo di ossequiarvi il re di Francia Francesco I.
1516
……….dal VermeGuelfiEmiliaCoopera con i dal Verme in Val di Tidone. Fa strage dei partigiani dei guelfi locali.
Dic.Il re di Francia Francesco I pretende che la sua compagnia non sverni in Lombardia, bensì nelle sue terre.
1517
Gen.E’ licenziato dai francesi.
Apr.FranciaComp. venturaRomagna

E’ riassunto ed è inviato con Ugo Pepoli e le lance francesi in soccorso dei pontifici, impegnati in guerra contro Francesco Maria della Rovere teso alla riconquista del ducato di Urbino. A Sant’Arcangelo di Romagna.

1519
Mar.LombardiaAlla morte dl fratello Francesco eredita la corte della Bocca (rendita di 1500/1600 ducati l’anno).
Apr.Lombardia

Fa parte del consiglio di tutela del nipote Federico; presenzia a Mantova ai funerali del fratello. Nello stesso anno acquista dai Gonzaga di Novellara il feudo di Vescovato.

1520
Nov.LombardiaA Milano, in visita al governatore francese del ducato, il Lautrec.
1521
Mar.

Sfugge ad un tentativo di assassinio perpetrato ai suoi danni da un certo Bagatto, ispirato da un Borromeo o, forse, dal marchese di Mantova Federico Gonzaga.

Lug.ChiesaFrancia Venezia50 lanceLombardiaMilita agli ordini del nipote Federico Gonzaga, marchese di Mantova, contro veneziani e francesi.
Ott.LombardiaA Medole con 800 cavalli, di scorta ad un convoglio che trasporta 60000 ducati destinati al pagamento degli svizzeri arruolati dai pontifici.
Dic.EmiliaSul Po, alla difesa di Parma con 200 lance.
1522
……….ChiesaRiminiRomagnaAl servizio del papa Adriano VI allo scopo di espellere i Malatesta da Rimini.
EstateRomagna

E’ chiamato a Ravenna dai Rasponi per prendere possesso del castello cittadino controllato dal ghibellino Giovanni Antonio Artusini: ne fa uscire il castellano e lo fa condurre a Forlimpopoli.

1526

Muore. Dà inizio al ramo dei Gonzaga di Vescovato. E’ autore di due testi introvabili, uno scritto con Manfredo Corezzo e Giovanni Colla intitolato “Libellus de instituendo optimo principi” e l’altro “Introductio mirabile sopra l’arte del minare qualunque rocca fortissima.”

 CITAZIONI

-“Celebre guerriero.” VERMIGLIOLI

-Un commento per la condotta che gli è stata concessa dai fiorentini nel 1503 “Scrive da Prato..al fratello Francesco che la condotta di Giampaolo Baglioni, Ludovico della Mirandola, Marcantonio Colonna è sin per lui offensiva, sempre che “questi signori” di Firenze non lo “crescano” al loro “paro”. A siffatti “condottieri” non intende sottostare nemmeno “un’hora.” Il “rimaner inferior” a “simil gente”, insiste, va contro “l’honor” suo e della stessa “casa” gonzaghesca…Sono parole che valgono a spiegare l’intera esistenza del Gonzaga e realmente impegnative specie dopo che il suo tentativo di una collocazione veneziana è andato a vuoto.” BENZONI

-“Uomo d’armi al soldo dell’imperatore e dei duchi Sforza di Milano, ma che in più di un’occasione contribuì a reggere e difendere le sorti del marchesato insieme alla cognata Isabella d’Este.” TAMALLIO

Fonte immagine: http://lnx.societapalazzoducalemantova.it/2010/pdf/2010/giugno2010p1.pdf

Print Friendly, PDF & Email

Rispondi