GIOVANNI DI RATEN/JOHANN VON RIETEN

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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Condottieri di ventura

1594      GIOVANNI DI RATEN/JOHANN VON RIETEN  (Johann von Rietheim, Annes di Rict, Giovanni di Ranke, Annes di Rieten, Giovanni di Rethem, Giovanni di Rieten, Anisi di Natene, Anse di Vente, Anisi d’Ariete) Di Augusta. Tedesco.

+ 1380 ca.

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1364
Giu. Comp. ventura Siena Toscana Si collega con Anichino di Baumgarten e fa parte della “Compagnia della Stella”. Depreda il senese.
1368
……… Impero Milano

Affianca in Italia  l’imperatore Carlo di Boemia. Lo segue nelle sue lotte contro il signore di Milano Bernabò Visconti.

Giu. Chiesa Perugia Toscana

Agli ordini di Simone da Spoleto con Flach di Risach (200 cavalli) sorprende in un’imboscata, nei pressi di Arezzo, Giovanni Acuto. Il condottiero inglese è fatto   prigioniero con l’ambasciatore perugino Bindo Monaldi.  L’avanguardia della compagnia nemica cade nell’imboscata; intervengono i fanti aretini che colgono gli avversari in disordine. Viene armato cavaliere.

Ago. Perugia Chiesa Umbria

Alla scadenza della ferma è contattato dall’Acuto a Ponte Nuovo;  passa con il Risach agli stipendi dei perugini contro i pontifici. Agevola gli avversari nella loro azione. Si reca ad Assisi con il Risach; è invitato a pranzo da un ministro del papa Urbano V: il pontefice, informato della prossima defezione dei due capitani cerca di catturarli per farli giustiziare. Venuto a conoscenza del pericolo il Raten si dirige subito nel perugino.

1369
……… Lazio

Sempre con il Risach è inviato in soccorso di Simonetto Orsini con 500 cavalli.

Apr. Impero Pisa Toscana

Ritorna al servizio di Carlo di Boemia. Esce da Lucca e giunge a Ripafratta; si muove verso Castel Passarino, sul Monte di Lupocaro, e da qui scende in Val di Serchio di cui depreda il contado; fa prigionieri e razzia numeroso bestiame. Assalita invano Ripafratta rientra a Lucca. Nella città un fratello del Risach uccide un nobile tedesco nella loggia; sorgono disordini ed è dato l’ordine di arrestare il colpevole. Il Raten interviene a  favore di quest’ultimo e si rifugia con il Risach nel Palazzo di San Michele. L’imperatore ordina di attaccarvi i due capitani. I due tedeschi sono costretti ad arrendersi nelle mani di alcuni cittadini perché le loro compagnie sono lontane da Lucca. Non viene punito anche se nella zuffa restano sul terreno quattordici morti e molti feriti.

Giu. Comp. ventura Siena Toscana

Irrompe nel senese con il Risach e Francesco Tedesco: il comune consegna ai venturieri 1500 fiorini affinché si allontanino dal suo territorio.

Ago. Comp. ventura

Milano

Siena

Chiesa

Toscana  e Umbria

Ritorna nel senese con Francesco Tedesco;  con la mediazione del signore di Cortona si fa dare altri 2700 fiorini. Passa agli stipendi dei viscontei contro i pontifici;  devasta il contado di Assisi con l’Acuto.

Sett. Milano Firenze 400 cavalli Toscana e Umbria

Ha il compito di conquistare Castiglion Fiorentino: le opere protettive ed il numero dei difensori lo persuadono a trasferirsi nel territorio di Cortona. Nel perugino.

Nov. Umbria e Toscana

Lascia l’Umbria;  affianca Giovanni Acuto nel pisano. E’ segnalato a Laiatico con 2000 cavalli; da qui si muove in Val d’Era (Terricciola ed Alica); tocca Cascina e depreda tutta la Valdarno fino a San Savino.

Dic. Toscana

Ai primi di dicembre giunge a Ripoli. Riceve una paga e si volge verso San Miniato. I fiorentini sono in tale località; si tratta di 3000 uomini tra cavalli e fanti, nonché di 400 balestrieri capitanati da Giovanni Malatacca. Gli avversari scendono da Castel del Bosco verso Pontedera divisi in tre schiere; hanno scorta di vettovaglie per quattro giorni. Con l’Acuto batte il Malatacca a Cascina; con la vittoria  continua nelle sue depredazioni in tutta la Valdarno. Non riesce tuttavia con  l’Acuto a liberare San Miniato dall’assedio che vi è stato posto dai fiorentini; a fine mese è in grado solamente di introdurvi, con la scorta di 500 cavalli, un convoglio di approvvigionamenti e di armi. Al termine della campagna i venturieri si recano a Pisa a rifornirsi di quanto loro necessario in termini di armi, muli e cavalcature.

1370
Gen. Toscana

Si accampa a Montespertoli e scorre i contadi di Poppiano e Lucignano; si sposta poi   in Val di Pesa, transita per il piano di Settimo e lo infesta fino a Ponte a Greve; attraversa l’Arno e giunge a Rifredi dove sono corsi due palii e sono armati quattro cavalieri. Tocca Peretola, Brozzi e San Donnino; riattraversa l’Arno nel piano di Settimo verso La Lastra e per Galgalandi scende in Val di Pesa a Quaranta.

….. Comp. ventura Pisa Toscana Segue Giovanni dell’Agnello e l’Acuto contro Pisa per scacciarne dalla signoria Piero Gambacorta.
Mag. Perugia Chiesa Umbria

E’ scomunicato dal papa con il Risach: Urbano V scrive anche ai vescovi di Augusta e di Costanza, dove sono nati i due condottieri perché la sentenza sia pubblicata nelle loro diocesi e le terre da essi possedute siano sottoposte ad interdetto.

Giu. Milano Firenze Emilia e Toscana

Lascia il parmense con l’Acuto ed Andrea di  Rod per contrastare le truppe del cardinale Anglico Grimoard. Entra in Toscana; i fiorentini capitanati da Rodolfo da Varano e da Galeotto Malatesta Ungaro gli inviano il guanto di sfida; si ritira in Val di Serchio tra Pietrasanta a Sarzana e ritorna a Parma.

Ago. Emilia

Rientra nel parmense a seguito di un’altra scorreria; stanzia con i suoi uomini tra Carpi, Parma e Mirandola.

1371
Feb. Comp. ventura Firenze Toscana

Con Federico di Vallelonga e Lucio Lando devasta parte della Toscana;  costringe i fiorentini a versare alla sua compagnia 10000 fiorini.

Mar. Comp. ventura Siena Toscana

Sempre con il Vallelonga e Lucio Lando infesta il senese: sono loro consegnati 8000/ 10000 fiorini dal comune. Gli abitanti catturano ed uccidono 200 soldati della compagnia che confessano di essere stati nella realtà condotti dai fiorentini e di avere ricevuto un grosso (una moneta) per ogni casa incendiata (duemila abitazioni date alle fiamme nel complesso).

Mag. Comp. ventura Pisa Lucca Liguria e Toscana

Viene assoldato con Andrea di Rod per quattro mesi da Giovanni dell’Agnello e da Ludovico dalla Rocca per conquistare Pisa. Si ferma più giorni a Sarzana ed a Massa bloccato da steccati e serragli approntati dai lucchesi a Motrone ed a Pietrasanta; Supera a forza gli ostacoli con l’uccisione e la cattura di molti nemici in Val di Serchio, guada il fiume e si accampa a Pisa tra le chiese di San Michele  degli Scalzi e di San Jacopo ad Orticaia davanti alla Porta del Leone. Dopo inutili colloqui di Giovanni dell’Agnello e di Ludovico dalla Rocca con i rappresentanti della città sale nottetempo sulle mura con scale di legno (forse lanciate dall’interno) e funi alla Porta di San Zeno. Venti uomini riescono a salire allorché sono avvistati dalle sentinelle: quattro vengono scaraventati giù dalle mura, due, il fuoriuscito Marco da Travalda ed un inglese, sono catturati ed impiccati; altri quattro muoiono nella mischia.  Fallito il tentativo attraversa l’Arno e raggiunge Parrana San Giusto e Livorno. Deruba alcune galee angioine ferme nel porto di vino e vettovaglie; sfugge a stento ad un’insidia tesagli da venti marinai a bordo di una galea. Lascia infine la città con l’Acuto ed il  dalla Rocca alla testa di più di 1000 cavalli. Si dirige nella maremma; espugna Montescudaio.

Giu. Comp. ventura Pisa Firenze Lucca. Toscana e Liguria

Sempre con l’Acuto tocca Santa Lucia,  San Regolo,  Lorenzana,  Casciana,  Lari e Crespina; si porta nuovamente in maremma. Assale Guardistallo; punta verso le Caldane di Campiglia Marittima e Piombino. Sono danneggiati i raccolti ed è razziato il bestiame; non riesce ad impadronirsi di alcun castello. A metà mese giunge a Collesalvetti. Alla notizia che truppe fiorentine, pisane, lucchesi, comandate da Rodolfo da Varano hanno raggiunto Empoli per affrontare i venturieri il Raten attraversa l’Arno mentre gli avversari puntano su Laiatico ed entrano in Val di Serchio (Montecchio e Calcinaia). La compagnia decide di ritirarsi prendendo la via di Motrone. E’ inseguito da Rodolfo da Varano sino a Pietrasanta e Sarzana. Punta verso la Lombardia.

1372
Mag. Milano Lega Emilia

Affronta le truppe della lega con l’Acuto e Corrado di Rotestein. Invia agli avversari il guanto di sfida e si dichiara pronto a dare ed a ricevere ostaggi per la scelta del campo di battaglia.

Giu. Emilia

I due eserciti si scontrano a Rubiera: i collegati sono sconfitti e sono catturati Filippo Guazzalotti, Francesco e Guglielmo da Fogliano con 1000 fanti e 700 cavalli.

1373
Lug. Perugia Umbria

Ritorna con il Risach agli stipendi dei perugini.

1377
Sett. Perugia Chiesa Umbria

E’ assoldato dai perugini con 800 lance, 600 arcieri inglesi e 1000 fanti per tre mesi. Contrasta con efficacia la compagnia dei bretoni.

1380

Rientra in Germania;  si trasforma in agente della banca milanese del Maino. Muore verso il 1380.

UNA CITAZIONE

“Used Del Mayno bank of Milan, one of that city’s most important firms.” CAFERRO

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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