GIOVANNI DI MALESTROIT/JEAN DE MALESTROIT

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Il massacro di Cesena voulto da Roberto di Ginevra, futuro antipapa Clemente VII, al servizio di Papa Gregorio XI durante la Guerra degli Otto Santi

Last Updated on 2024/03/16

GIOVANNI DI MALESTROIT/JEAN DE MALESTROIT  (Giovanni Malastracca) Bretone. Appartenente ad un ramo cadetto dei signori di Chateaugiron. Deriva il proprio nome dal castello di Maléstroit sito nei pressi di Rennes.

  • 1385 ca.
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attivitàAzioni intraprese ed altri fatti salienti
1371
Gen. feb.AngiòInghilterraFranciaPrende parte alla guerra dei Cent’Anni. Con Silvestro di Budes viene preposto dal duca Luigi d’Angiò alla guardia del castello di Saint-Bazile nel Périgord. Allorché il duca di Lancaster assedia nella stessa regione, Montpont-en-Bresse (Montpaon) i 2 condottieri lasciano la fortezza per prestare soccorso ai difensori della località. Il loro intervento si rivela inutile. Da questo momento il loro nome risulta connesso l’uno all’altro.
1373
Gen. ago.FranciaE’ assunto dal duca di Har con il fratello Hervé. Spinto dal damigello (un nobile non ancora armato cavaliere) di Pierrefort, assale Barrois, saccheggia Bassinty e depreda Gondrecourt. A metà marzo tratta con il duca di Bar. Congedato (agosto),  rientra in Linguadoca per ricongiungersi con le truppe di Luigi d’Angiò.
1374
Giu.AngiòFranciaE’ segnalato a Montpellier nella compagnia di Bertrand du Guesclin con Silvestro di Budes ed altri capitani bretoni.
Ago. nov.MaiorcaAragonaFrancia e SpagnaAd agosto, sempre agli ordini del du Guesclin e con il Budes,  si  pone agli ordini del re Giacomo di Maiorca che rivendica la corona d’Aragona. Lascia Narbonne, entra nel Rossiglione, occupa alcuni centri come Prades, Mont-Carrigou, Villefranche. Si porta poi in Cerdagna (Cerdanya). A novembre occupa Urgel.
1375
Feb. mag.Spagna e FranciaGiacomo di Maiorca muore all’improvviso a Soria a fine febbraio. Mancano i rifornimenti alle truppe, per cui la campagna non ha alcuna prospettiva di successo. L’esercito si scioglie. Giovanni di Maléstroit è incaricato dalla marchesa di Montferrat, sorella del defunto, di riportare le truppe in Francia. Nel maggio è segnalato nel Béarn.
1376
Mag.ChiesaFirenzeCapitano g.leFrancia

Resta inoperoso in Francia a causa della pace conclusa tra francesi ed inglesi nella guerra dei Cent’Anni. Passa allora agli stipendi del cardinale legato  Roberto di Ginevra per combattere i fiorentini nel conflitto degli Otto Santi. Gli sono consegnati 31000 fiorini per provvedere alle paghe delle varie compagnie di bretoni. Altre somme gli sono promesse al suo arrivo nel bolognese. La cosiddetta Compagnia dei Bretoni, di cui viene nominato capitano generale con provvigione di mensile di 1500 fiorini,  consta inizialmente di 6000 cavalli e di 4000 fanti Ai suoi ordini militano anche capitani normanni, borgognoni, inglesi e guasconi. Tra i suoi luogotenenti bretoni si segnalano Soraye, Trémagon. Treffily, Calvaric, Lo Crist, Le Carias, Jacques Le Noir, Taleverne, Chiquet, Kaerouare, Trogorant, La Haye, Thomas, Pansart, Daviz. Giovanni di Maléstroit  lascia Avignone, attraversa il Delfinato, le Alpi al passo di Susa e le terre del conte di Savoia;  giunge in Italia con Silvestro di Budes. Durante la marcia assale Cuneo: alla difesa della località non interviene il Conte Verde Amedeo di Savoia.

Giu.Piemonte Lombardia

Giunge ad Asti; prende la strada di Alessandria e di Tortona per avviarsi verso il bolognese. Non trova alcuna opposizione in Galeazzo Visconti che controlla tali territori. Anzi,  il marchese d’Este interviene in suo aiuto. Durante il tragitto i bretoni assecondano tutta la loro violenza: devastano paesi, vivono a spese della popolazione locale, bruciano, uccidono, violentano.

Lug.Emilia

Attraversa il parmense ed il reggiano. Marcia lungo le rive dell’Enza. Un primo scontro con gli avversari avviene al passaggio del Panaro, in cui 67 bretoni sono uccisi o fatti prigionieri. Con Bernardo della Sala e Silvestro di Budes inizia ad assediare in Bologna Rodolfo da Varano e Guido d’Asciano. Occupa uno dopo l’altro i castelli di Crespellano, di Oliveto e di Monteveglio che si arrendono a patti: i capitolati, tuttavia, non sono osservati dai pontifici e tutte le località vengono messe a sacco e date alle fiamme.  Espugna Pizzano; gli abitanti, compresi i bambini, sono ammazzati.

Ago.MarcheOttiene Montegiorgio tramite un trattato con un prete. La popolazione è massacrata.
Sett.Emilia e Toscana

Ritorna ad assediare Bologna. Roberto di Ginevra capisce l’inutilità del proseguo delle operazioni e lo spinge in Toscana. Giovanni di Maléstroit fa resistenza con Silvestro di Budes;  alla fine si fa  corrompere dal denaro dei fiorentini.

Ott. dic.Romagna

A metà ottobre rinnova per sei mesi il suo impegno con i pontifici: le lance ai suoi ordini sono ora 1600; a ciascuna di esse è riconosciuto un soldo di 18 fiorini il mese. Inoltre al Maléstroit, nominato capitano generale della compagnia, è concessa, per il periodo di servizio luglio-settembre, una provvigione mensile di 1500 fiorini. Chiede di portare i suoi uomini nelle stanze invernali; il legato costringe Galeotto Malatesta a farlo entrare in Cesena con i bretoni.  Le vettovaglie scarseggiano; i soldati si lamentano per la mancanza di cibo e di foraggio per le loro cavalcature. Il cardinale Roberto di Ginevra autorizza i bretoni a rivalersi sulla popolazione come ritengano opportuno. Scoppia una rissa tra alcuni soldati ed i macellai della città, Nella lotta 4 di questi ultimi sono uccisi. Nel periodo ha il comando con Silvestro di Budes di 1844 lance.

1377
Feb.Romagna

Ai primi del mese i cesenati si ribellano ed uccidono dai  300 ai 400  bretoni; di costoro,  altri si salvano dalla furia degli abitanti rinchiudendosi nella cittadella, la Murata. Galeotto Malatesta persuade i cittadini ad aprire le porte ai soldati con la promessa di un perdono generale: Roberto di Ginevra non mantiene fede a quanto assicurato dal signore di Rimini ed ordina un massacro collettivo. Ad esso partecipa anche Giovanni Acuto chiamato da Faenza. Da 2500 a 8000 persone, secondo le stime dei vari cronisti,  sono passate a fil di spada. I pozzi di Gattolini e di Belpavone sono riempiti di cadaveri bretoni. Gli abitanti uccisi sono gettati nei pozzi o tumulati in grandi fosse scavate nei piazzali delle chiese e nella piazza centrale.

Lug.RomagnaGiovanni di Maléstroit si trova a Montefiore Conca ospite di Galeotto Malatesta; presenzia alle cerimonie che si svolgono in onore del figlio del signore di Rimini Galeotto Novello.
Ago.Romagna Marche Umbria e LazioA metà mese lascia Cesena al comando di 2000 uomini;  si porta alla difesa della rocca di Faenza  assediata da Astorre Manfredi e da Giovanni  Acuto, che ora milita al servizio dei fiorentini. I bretoni sono respinti. Scende allora lungo la costa fino a Cattolica; dopo essersi fermato nelle vicinanze di Rimini  avanza verso Urbino e Città di Castello.  400 lance si accampano a 4 miglia da Gubbio, mentre un’altra parte delle sue truppe conquista la valle del Metauro con Mercatello. Riunitisi i due tronconi, i bretoni marciano su Castiglione del Lago e Perugia. Ricacciato da tali località, scende più a sud per giungere a collegarsi con altre compagnie di connazionali che da un mese stanno devastando le campagne intorno a Spello ed a Bevagna. Intenzione di Giovanni di Maléstroit e dei suoi uomini non è quella di combattere le truppe agli ordini di Silvestro di Budes. Rimasto per diversi mesi in una città senza più risorse come la depredata Cesena, suo desiderio è solo quello di approfittare del conflitto in corso per ottenere una paga e darsi al saccheggio a proprio piacimento. E’ presa di mira Bolsena.  I suoi uomini si accordano con dei frati minori ed alcuni fuoriusciti per essere introdotti in segreto nel cassero e nel vicino convento di San Francesco. Seguono l’assalto alle mura e la conquista della città. Sono incendiate le case. Ai soldati è concesso il saccheggio generalizzato. Sono trucidati 500 abitanti di ogni sesso ed età. Sono fatti numerosi prigionieri utili per riscattare taglie. Il castello è dato alle fiamme.
 Sett. ott.UmbriaGli è ordinato dal cardinale Roberto di Ginevra di congiungersi con Raimondo di Turenna e Silvestro di Budes per un’azione comune in Toscana ai danni dei fiorentini. I tre condottieri, invidiosi l’uno dell’altro, rifiutano di collegarsi insieme preferendo ciascuno di scegliere il proprio obiettivo. Silvestro di Budes e Raimondo di Turenna si dirigono a Todi, mentre egli, che continua a reclamare dal prelato 10000 fiorini che gli sono stati promessi, preferisce irrompere con 4000 uomini nel ducato di Spoleto. Gli vengono contro Giovanni Acuto e Lucio Lando.  Gli è, alfine, consegnata la somma richiesta per cui si riconduce al soldo dei pontifici. Presta il giuramento di fedeltà alla Santa Sede e si muove verso le Marche al fine di sostenervi la causa del signore di Camerino Rodolfo da Varano, in forte difficoltà di fronte agli avversari.
1378
……………LazioDurante il conclave, che si svolge alla morte del papa Gregorio XI, si accampa nei dintorni di Roma; più volte i cardinali francesi pensano di ricorrere ai suoi uomini per resistere alla violenza dei romani che vogliono un papa italiano. I cardinali transalpini, da ultimo, riparano ad Anagni.  Giovanni di Maléstroit abbraccia il partito del nuovo eletto, l’antipapa Clemente VII (il cardinale di Ginevra) contro il papa eletto a Roma (Urbano VI).
Lug.AntipapaChiesaLazioSconfigge i romani al ponte Salario (500 morti tra gli avversari).
1379
Apr.LazioE’ sconfitto una prima volta da Alberico da Barbiano a Carpineto Romano. Con Bernardo della Sala e Luigi di Montjoie è sconfitto in modo definitivo dal  Barbiano a Marino in uno scontro di cavalleria che dura cinque ore.
Ago.Campania e LazioMilita al servizio della regina di Napoli Giovanna d’Angiò. Esce dal beneventano e devasta la campagna romana con Rinaldo Orsini.
1385CampaniaFinisce oscuramente i suoi giorni a Napoli per un male che non perdona; è sepolto in tale città. Secondo alcune fonti sarebbe invece rientrato in Francia e nel 1382 avrebbe combattuto per il re Carlo VI contro i fiamminghi: in tale veste avrebbe affiancato Enguerrand de Coucy nella battaglia di Roosebeke.

CITAZIONI

-“Maledetta creatura.” G. DI M. PEDRINO

-Con Silvestro di Budes “Ils acquirent une sinistre réputation. Le massacre qu’ils organisèrent en répresailles contre la population de Cesena..reste dans les mémoires.” BUTAUD

-“Questi bretoni hanno fama di essere i più feroci venturieri di allora. Certo sono i più spavaldi, come ne fanno fede le parole dette al papa dal Malestroit, il quale, chiesto se i suoi soldati sono capaci di entrare a Firenze, rispose: “Se v’entra il sole, vi entreremo anche noi” ed aggiunge che entro un mese la città sarebbe stata occupata.” BASSETTI

-Con Silvestro di Budes “Rien n’égalait la brutalité et l’outrecuidance des ces aventuriers. Comme le Pape demandait à Jean de Maléstroit, avant son départ, s’il se croyait capable d’entrer à Florence: “Le soleil entre-t-il à Florence, rèpondit superbement le chef de bande? Nous y entrerons donc aussi.” DURRIEU

–Strage di Cesena “Nulla è stato rispettato, né età né sesso. Vecchi, bambini, infermi, uomini, donne, nessuno è stato risparmiato. Le donne incinte furono sventrate: le loro viscere furono strappate e gettate nel fuoco. Inseguite, le fanciulle caddero preda della furiosa lussuria dei soldati. Le porte della città erano chiuse. Gli abitanti credevano di fuggire attraverso le mura: ma furono scagliati nei fossi. Quasi tutti morirono lì. La Porta di Cervia offriva loro una via d’uscita attraverso la quale avrebbero potuto raggiungere la campagna. Il nemico li stava aspettando lì, tutti vi furono massacrati. Altrove, i fuggitivi hanno cercato di bloccare un ponte che dava accesso alla città. Tentativo vano: tutti vi perirono..Nessuno sapeva dove seppellire i morti; furono gettati alla rinfusa nei pozzi che furono poi ricoperti di terra. Molti furono gettati alla rinfusa nei pozzi che furono poi ricoperti di terra. Molti furono bruciati, altri caddero prede di cani e uccelli rapaci. Poi la città fu saccheggiata.” MIROT

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