GIOVANNI DELLA ROVERE Di Albisola

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1529
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GIOVANNI DELLA ROVERE  Di Albisola. Prefetto di Roma, duca di Sora e di Arce. Signore di Senigallia, Mondavio, Mondolfo, Monte San Giovanni in Sabina e Roccaguglielma.

Prefetto di Roma. Duca di Arce e di Sora. Nipote del papa Sisto IV e fratello del cardinale Giuliano della Rovere. Padre di Francesco Maria, cognato di Guidobaldo da Montefeltro, suocero di Venanzio da Varano.

1457 – 1501 (novembre)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti.

…………. Apprende l’arte militare agli ordini di Federico da Montefeltro.
1467
Lug. Chiesa Venezia Emilia

Partecipa alla battaglia di Molinella inserito nel quinto squadrone; è salvato dalla cattura dall’intervento di Antonio da Tolentino.

1472 Lombardia Lazio Marche Si parla di un suo eventuale matrimonio con una giovane di casa Sforza. Il progetto non piace al congiunto Girolamo Riario che lo trascina via da Pavia dove si trova al momento per condurlo a Roma.
1474

 

Ago. sett.

 

Chiesa

 

C.di Castello Umbria

A Roma per le cerimonie legate alla nomina a duca di Federico da Montefeltro. Prende parte alla celebrazione in San Pietro;  con il Riario gli mette ai piedi gli speroni d’oro. Il giorno successivo viene formalizzato il suo fidanzamento con Giovanna da Montefeltro figlia di Federico. Di seguito si sposta  a Deruta e da qui si trasferisce all’ assedio di Città di Castello ai danni di Niccolò Vitelli. Con la resa dell’avversario raggiunge Perugia dove è ospitato da Braccio Baglioni.

Ott. Marche

Con l’appoggio del suocero Federico da Montefeltro (quattro compagnie di fanti e due di cavalli) prende possesso di Senigallia e di Mondavio che gli sono concesse in signoria dallo zio, il papa Sisto IV, dietro il censo annuo di 600 ducati. Nomina come nuovi castellani delle due località lo zio  Giovanni Giacomo di Baviera (di Asti) il cui luogotenente diviene Gottifredo da Cesena.

1475
Mag. Marche A Pesaro per le nozze di Costanzo Sforza con Camilla di Marzano d’Aragona.
Giu. Romagna

A Rimini per essere presente al matrimonio di Roberto Malatesta con Elisabetta da Montefeltro. Nell’ occasione prende parte al gioco della battaglia del castello in cui comanda la squadra degli assalitori.

Nov. Lazio

E’ nominato prefetto di Roma alla morte del fratello Leonardo.

1476 Il re di Napoli Ferrante d’Aragona gli permette di inquartare il suo stemma nel suo. E’ nominato  duca di Arce e di Sora.
1478
Ago. Chiesa Firenze Toscana Scorre in Val d’Ambra. Giunge a Montebenichi, dà l’assalto a tale castello e lo espugna. La fortezza viene messa a sacco, è data alle fiamme mentre i difensori sono rinchiusi in carcere.
1479
Giu. 100 cavalli Umbria

Con Matteo da Capua è sconfitto da Roberto Malatesta a Passignano sul Trasimeno.

Autunno Toscana

Strappa Certaldo ai fiorentini.

1480
Apr.

Gli è assicurata daiI veneziani la protezione per Senigallia.

1481 Chiesa Gonfaloniere dello stato della Chiesa
1482
Gen. Lazio

Rientra a Roma con la moglie Giovanna da Montefeltro dopo una lunga assenza: i cortigiani lo accolgono nei pressi della chiesa di Santa Maria del Popolo. In primavera il papa ed il Riario fanno pressioni sui senesi affinchè gli venga concesso il capitanato generale delle loro truppe. La proposta non va in porto.

Lug. Chiesa Napoli Lazio

E’ sostituito nel suo incarico di gonfaloniere dello stato della Chiesa da Roberto Malatesta.

Ago. Lazio

Esce da Roma con due squadre di uomini d’arme ed una di balestrieri a cavallo;  affianca il Malatesta contro gli aragonesi.

1483
Lug. ago. Milano Napoli Venezia Lazio

A luglio ottiene una condotta da sforzeschi e dagli aragonesi. Ad agosto è segnalato  a Roma.

Ott. Emilia

Appoggia Ercole d’Este in un’azione offensiva contro il bastione di Pontelagoscuro.

1484
Ago. Marche Lazio Giace ammalato. Alla notizia della morte del papa Sisto IV e dell’elezione al  papato di Innocenzo VIII si fa trasportare a Roma.
Ott. Lazio A Roma. Un uomo d’arme di Alfonso d’Aragona è ucciso da alcuni partigiani dei Colonna. Nella rissa conseguente Giovanni della Rovere è ferito nella chiesa di Santa Caterina da un fautore dei Colonna. Nel periodo provvede a fare ultimare i lavori di sistemazione del porto di Roma.
Nov. dic. Chiesa Capitano g.le Lazio Subentra al Riario al comando delle milizie pontificie. A dicembre riceve solennemente in San Pietro il bastone di capitano generale simbolo del comando.
1485
Lug. Chiesa Colonna Lazio

E’ inviato con Jacopo Conti a recuperare le prede fatte dai colonnesi in una scorreria a Galeria a spese degli Orsini.

Ago. Venezia 450 cavalli

E’ condotto con 450 cavalli (di cui 25 balestrieri a cavallo) con dieci paghe l’anno. La ferma è stabilita in due anni più uno di rispetto. Ha la facoltà di restare a Senigallia fino a quando non sarà richiesto il suo operato.

Sett. Lazio

Si trova a Roma, si incontra con Virginio Orsini,   accompagna quest’ultimo sino a Porta Viridaria allorché tale condottiero fa   ritorno a Monterotondo ed a Vicovaro.

Dic. Chiesa Napoli Capitano g.le Lazio

In guerra contro gli aragonesi. E’ ancora nominato capitano generale su pressione del fratello il cardinale Giuliano della Rovere (il futuro papa Giulio II) che gli consegna le insegne del comando nella chiesa di San Pietro. Sconfigge Virginio Orsini che sta portando un attacco a Roma con depredazioni fino a Porta Viminale: i suoi uomini inseguono i nemici e recuperano Capo di Bove con parte del bottino. A fine mese, alla testa di quattordici squadre di cavalli, entra nella Marsica e conquista numerosi castelli nel Cicolano.

1486

 

Feb.

 

Campania Abruzzi

 

Esce da Benevento con Fabrizio Colonna alla testa di 2000 cavalli;  irrompe nella Marsica per togliere Tagliacozzo agli Orsini. Conquista Albe, si impadronisce di sedici castelli nei dintorni del lago del Fucino nelle contee di Celano e di Manero; occupa la rocca di Vicolvo e punta su L’Aquila. Vi raduna 1000 provvigionati e si fa consegnare 1000 ducati dagli abitanti.

…………….. Abruzzi Campania

Si colloca sul ponte di legno di San Clemente presso Tocco da Casauria, attraversa il  Pescara  anticipando in tal modo l’avanzata di Ristagno Cantelmi. Il conte di Popoli viene  respinto senza alcuna fatica da Carlo da Pian di Meleto. Il della Rovere giunge a Castel di Sangro, conquista Guardia Lombardi e Campomarino,  data in sacco ai soldati. Si congiunge con i suoi uomini Pietro di Guevara con 300 cavalli leggeri e 800 fanti. Il della Rovere si trova inferiore di forze rispetto agli avversari; su consiglio di Agostino Fregoso (e parere contrario di Pietro di Guevara, di Jacopo Conti e di Carlo da Pian del Meleto) preferisce rimanere in Campania al fine di sostenere il cognato il principe di Salerno Antonello da San Severino, anziché puntare risolutamente sulla Puglia. Giunge a Benevento ed invia in perlustrazione verso Salerno il Fregoso con 60 cavalli e Carlo da Pian di  Meleto.

1487
Ago. sett. Lazio

 

E’ catturato nel suo palazzo un suo segretario. Costui è messo in carcere. Il della Rovere viene sospettato con il fratello Giuliano di una qualche macchinazione ai danni del papa: è probabile che si tratti di un intrigo ordito ai suoi danni dagli Orsini nemici della Rovere sua famiglia. E’ ricevuto dal papa ed a settembre gli è tolto il comando dell’esercito dello stato della Chiesa.

1488
Ago. Venezia 400 cavalli e 25 cavalli leggeri

Viene condotto dai veneziani con 400 cavalli e 25 balestrieri a cavallo. Le paghe sono dieci.

1489/1490 Marche Si ferma a Senigallia. A dicembre accompagna Giovanni Sforza ad Urbino: si propone di fargli sposare una donna di casa Colonna.
1491 Marche Dà inizio a Senigallia, con la collaborazione di Baccio Pontelli, alla costruzione, rimasta incompiuta della chiesa e del convento di Santa Maria delle Grazie.
1492
Dic. Venezia

La Serenissima gli rinnova la condotta per due anni di ferma ed uno di beneplacito.

1494
Mag. della Rovere Chiesa Lazio

Difende per qualche giorno la rocca di Ostia dagli attacchi portati da Fabrizio Colonna, da Niccolò Orsini e da Gaspare da San Severino: si arrende con l’assicurazione di non incorrere in alcuna censura ecclesiastica.

Nov. Venezia Marche

Si appropria a Senigallia di 40000 ducati, che sono portati dall’ambasciatore turco Cassim Bey e dal segretario pontificio, il genovese Francesco Bocciardo, al pontefice Alessandro VI per non fare fuggire da Roma il  fratello del sultano di Costantinopoli Gem. Il della Rovere viene subito licenziato  dai veneziani; il pontefice lo scomunica e dichiara che le rivelazioni circa  il  preteso accordo di Alessandro VI con i turchi sono una sua  calunnia. Giovanni della Rovere  passa agli stipendi del re di Francia Carlo VIII. Ha il comando di 200 uomini d’arme e di 100 cavalli leggeri. I veneziani non permettono alle sue compagnie alloggiate nelle loro terre di raggiungerlo.

Dic. Francia Napoli Lazio ed Abruzzi

Contrasta  gli aragonesi. Si porta a Sora con Giovanni Paolo Cantelmi. Inviato negli Abruzzi si accampa presso L’ Aquila con 200 fanti e 100 cavalli; verso la città muove una colonna francese di 2800 cavalli e di 3500 fanti per premere sulle ali dello schieramento aragonese. I nemici  ripiegano verso Napoli. A causa del suo atteggiamento  a favore dei francesi viene scomunicato e privato della carica di prefetto di Roma.

1495
Gen. Lazio ed Abruzzi

E’ perdonato da Alessandro VI su pressione del re di Francia. Con Fabrizio Colonna, Antonello Savelli, Ristagno Cantelmi e Guido Guerra da Bagno sopraffà a Tagliacozzo due  compagnie di fanti ed una di cavalli agli ordini di Bartolomeo d’Alviano; entra in L’Aquila con 150 uomini d’arme e 2000 fanti.

Feb. Abruzzi

Completa la conquista degli Abruzzi: per i suoi meriti è investito degli stati che appartengono al marchese di Pescara Alfonso d’Avalos, come Monte San Giovanni Campano e altre terre tra cui Roccaguglielma

Mar. giu. Campania e Marche

A Napoli; nella città alloggia presso il cognato Antonello da San Severino. Aiuta Graziano di Guerra contro gli aragonesi. Nella tarda primavera si ammala tanto gravemente che è costretto a ritornare a Senigallia. Rimane nella marca d’ Ancona almeno fino a giugno.

Nov. Francia Napoli Campania

Resta a combattere nel regno di Napoli allorché Carlo VIII rientra in Francia. Raggiunge Salerno con 200 cavalli; si sposta quindi ad Ariano Irpino dove si congiunge con Carlo di Sangro e Paolo Orsini.

Dic. Lazio e Campania

Alla testa di 200 lance occupa Montecassino; dal ducato di Sora infesta la Terra di Lavoro.

1496
Gen. Abruzzi Puglia

Si unisce a Lanciano con Virginio Orsini e Graziano di Guerres. Prosegue su Altamura. Lascia la località per prestare soccorso a Taranto assediata da Cesare d’Aragona.

Feb. Basilicata

Si collega a Matera con Bernardino da San Severino;  allontana gli aragonesi che puntano ad assediare la località. A Venosa.

Mar. Calabria

Punta sulla Calabria con il Montpensier, Antonello e Bernardino da San Severino.

Apr. Lazio

Esce da Cassino con 100 cavalli e 2000 fanti; coglie alla sprovvista a Ceprano Filippo dei  Rossi e svaligia 25 uomini d’arme; si impossessa  pure di parte dei carriaggi. Recupera Monteleone, che gli è stata occupata da Castracane di Castelleone: il rivale è ucciso con diciotto seguaci. Ritorna a Sora, da dove continua a scorrere i territori finitimi.

Ott. Lazio

Viene attaccato in Sora da Prospero Colonna e da Federico d’Aragona.

Dic. Lazio

Subisce nuovi assalti in Sora che il della Rovere riesce a rintuzzare.

1497
Gen. Orsini Chiesa Lazio

Affianca Vitellozzo Vitelli e gli Orsini nella loro azione contro i pontifici. Come risposta Alessandro VI lo destituisce una volta di più dalla carica di prefetto di Roma.

Feb. della Rovere Napoli Campania e Lazio

Le truppe del re Federico d’Aragona e di Consalvo di Cordoba gli tolgono Monte San Giovanni Campano e Roccaguglielma alla cui difesa si trova Andrea Doria. Perde pure il ducato di Arce, acquistato a suo tempo dal della Rovere  da Angilberto del Balzo.

Giu. Lazio e Marche

Con il fratello Giuliano si rappacifica sia con il pontefice che con il re di Napoli: ottiene nuovamente il titolo di prefetto di Roma ed il ducato di Sora; entra in possesso nella circostanza anche di alcuni castelli vicini a Senigallia di proprietà del marchese di Pescara. Rientra a Senigallia con 500 cavalli.

Lug. Urbino Perugia Umbria Contrasta i Baglioni con  Guidobaldo da Montefeltro e Giovanni Sforza.
Nov. San Severino Napoli Campania

Interviene nuovamente nel regno di Napoli a favore del cognato il principe di Salerno.

1498
Mar. Marche

Accoglie a Senigallia il cognato Antonello da San Severino che ha abbandonato la Puglia con 50 uomini d’arme e 200 cavalli leggeri.

Mag. Oddi Perugia Umbria

Presta soccorso al  Montefeltro ai danni dei Baglioni.

1499
Mar. apr. Marche

Si riavvicina ai veneziani;  chiede loro una condotta; la sua richiesta sarà rifiutata il mese successivo.

Ott. Firenze Pisa Capitano g.le Lombardia

A Milano per rendere omaggio al re di Francia Luigi XII. A metà mese su indicazione del sovrano è imposto ai fiorentini, nell’ambito di una lega tra Firenze ed il sovrano transalpino, in qualità di capitano generale delle loro milizie per combattere i pisani. Gli è concessa una condotta di 225 lance e di 50 balestrieri a cavallo in tempo di guerra e di 125 lance e di 50 cavalli leggeri in tempo di pace. Lo stipendio è stabilito, rispettivamente, in 31000 scudi l’anno (con un “piatto” di 2500 scudi) ed in 19000 nella seconda fattispecie (il “piatto” è invece di 4000 scudi).

Nov.

Il papa gli rimette il debito di 40000 ducati che ha verso lo stato della Chiesa (la cifra di cui si è appropriato anni prima);  sono pure convenute le nozze tra il figlio Francesco Maria ed una nipote di Alessandro VI, Angela Borgia.

1500
Feb. Toscana A fine mese si reca a Firenze per essere eletto ufficialmente, dal Consiglio degli Ottanta, capitano generale degli uomini d’arme.
Sett. Emilia

Transita per Rimini; è diretto a Bologna dove si incontra con il fratello cardinale.

Ott. dic. Firenze Pisa 60 lance e 120 cavalli leggeri

E’ ancora condotto dai fiorentini allo scopo di combattere i pisani;  a dicembre gli sono consegnati 8000 ducati con la promessa di riceverne presto altri 8000. Si incontra a Senigallia con Giampaolo Baglioni per il problema dei fuoriusciti perugini che stazionano nei suoi possedimenti.

1501
Apr. Marche e Toscana

A Senigallia. I fiorentini lo contattano affinché riporti la pace in Pistoia sconvolta dalle lotte di fazione tra i Cancellieri ed i Panciatichi. I Cancellieri non si oppongono e dedono la città al commissario Niccolò Antinori. Il della Rovere si porta a Firenze perché la repubblica si sente minacciata dalle armi di Cesare Borgia.

Giu. Toscana

Staziona nel pisano.

Ago. Toscana A fine mese abbandona il campo di Cascina. I pisani ne approfittano per attaccare le forze fiorentine  indebolite dalla  partenza della sua compagnia. Gli avversari con 150 cavalli leggeri e pochi fanti hanno la meglio sui fiorentini. Sono catturati 50 cavalli e 50 fanti.
Nov. Marche

Muore agli inizi del mese a Senigallia. Le esequie avvengono nella chiesa di Santa Maria Maddalena; viene sepolto davanti all’altare maggiore nella chiesa di Santa Maria delle Grazie con il saio francescano del beato Giacomo della Marca donatogli dallo zio il papa Sisto IV. Orazione funebre di Ludovico Odasio. Un frate di tale convento, Grazia di Francia, scriverà una ventina d’anni dopo una sua biografia, mettendone in luce la religiosità. Affresco di Melozzo da Forlì (trasportato in un secondo momento su tela ed ora alla Pinacoteca Vaticana) che lo rappresenta al fianco di Sisto IV, con l’umanista Bartolomeo Platina, il fratello Giuliano e Girolamo Riario nell’atto della costituzione della Biblioteca Vaticana.  Epigramma in suo onore di Lippo Brandolini; panegirico di Domizio Calderini in occasione della sua nomina a prefetto di Roma. Affida a Baccio Pontelli la ricostruzione della rocca di Senigallia; si serve anche dell’architetto napoletano Giovanni Battista della Valle e di Francesco di Giorgio Martini, cui affida la costruzione delle rocche di Mondavio e di Mondolfo. Intraprende opere di bonifica intorno a Senigallia, nelle zone Saline e Canizze, e di disboscamento nelle valli del Misa e del Nevola; promuove industrie e commerci, anche con l’istituzione di fiere.

 CITAZIONI

“Giovane valoroso e di grande animo.” PORZIO

“Fu amato oltremodo dai popoli a lui sottoposti.” LITTA

“Soldato valorosissimo e di grande animo.” BALDI

“In occasione della sua nomina a prefetto, Domenico Calderini aveva scritto per lui un panegirico. In esso, conservato manoscritto in un elegante codice vaticano..e in uno della Bibl. capitolare di Verona.., dopo un’ampia esaltazione della carica di prefetto e una serie di elogi tributati ai genitori del della Rovere, allo zio pontefice e al fratello Giuliano, cardinale, l’autore mostra la modestia del nuovo prefetto, “quae est prima adoloscentiae commendatio” e la sua obbedienza al fratello; ricorda anche come titoli di merito la parentela con Federico duca di Urbino e la concessione di Sora da parte di ferdinando d’Aragona. Quest’ultimo sovrano due anni più tardi si dichiarò suo protettore e gli permise di inquartare il suo stemma.” PETRUCCI

“Fu egli Huomo di gran valore, e maneggio.” DE’ MONTI

Epitaffio inscritto sul suo sepolcro “D.O.M./ Ioannes de Ruvere/ Senogalliae vetustissimae civitatis/ Dominus almae urbis praefectus/ Sorae Arcaniq. dux exercituum Sixti/ Quarti Innocentii Octavi summus imperator/ Maximorum pontificum Sixti nepos/ Iulii Secundi frater cum uxore sua/ Ioannia Montefeltria Federici Urbini/ Ducis filia praestantioribus/ Et nobilirioribus faeminis adversis/ Secundisq.; rebus conferenda et/ Praeferenda magnum hoc termplum/ A fundamentis erexit et multis/ Egregie tam bello quam pace actis/ Praecoci abreptus morte/ Anno Domini MCCCCCI/ Aetatis suae quadragesimo quarto/ Hic tumulatur.”

 

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