GIOVANNI DA SASSATELLO Detto il Cagnaccio

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GIOVANNI DA SASSATELLO Detto il Cagnaccio. Di Imola. Guelfo. Signore di Coriano, Bellaria, Raggiano.

Figlio di Francesco, fratello di Gentile, suocero di Panfilo Bentivoglio.

1480- 1530 (giugno)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

…………..  

 

 

 

 

 

 

 

Giovane fa      parte di una famosa disfida alla quale partecipano sette cavalli stranieri e sette italiani (o nove secondo le fonti) che disputano sul primato nelle armi della propria nazione. Tutti i compagni di Giovanni da Sassatello cadono uccisi;  rimasto solo,  scavalca tutti gli avversari ancora in vita; da questo momento a Giovanni da Sassatello verrà dato il soprannome di Cagnaccio per avere estratto, sembra, il cuore ad un avversario per morderlo. Milita nelle compagnie di Paolo Vitelli.

1499  

 

 

 

 

 

 

 

………….. Forlì Chiesa  

 

Romagna

Prende parte alla difesa di Imola per conto di Caterina Sforza.

Nov. Chiesa Forlì  

 

Romagna

Si ribella al governatore di Imola Giovanni Corradini; consegna la Porta Spuvilia ad Achille Tiberti ed arma squadre di contadini con le quali si unisce ai pontifici.

1500  

 

 

 

 

 

 

 

…………  

 

 

 

 

 

Romagna

Ad Imola. Il castellano cerca di ucciderlo facendogli sparare contro alcuni tiri di artiglieria.

Ago.  

 

 

 

 

 

Romagna

Da Imola si porta a Cesena; alloggia prima alla Campana e poi all’osteria del Leone. Rimane di guarnigione nella città con 100 fanti.

1502  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Chiesa Urbino  

 

Romagna

A Cesena per la rassegna della sua compagnia.

Ago.  

 

 

 

 

 

Romagna

Ad Imola.

Ott. Chiesa Condottieri 40 lance Romagna

Partecipa alla battaglia di Calmazzo nella quale rimane ferito. Rientra ad Imola e fa spianare la rocca del castello di Panenta.

1503  

 

 

 

 

 

 

 

………… Chiesa Orsini  

 

Romagna

Affianca in Romagna Cesare Borgia contro gli Orsini ed i loro alleati.

Ott. Chiesa Chiesa

Riario

Malatesta Orsini

Chiesa

 

 

Romagna e Lazio

Dopo la morte del papa Alessandro VI difende Rimini dai Malatesta: esce dalla cittadella. E’ costretto dall’azione di Carlo Malatesta e di Melchiorre Ramazzotto a rientrarvi. Si dirige, di seguito,  a Roma per scortare il Borgia da Roma a Forlì. Mentre sta per lasciare il Palazzo di San Clemente i 2000 fanti raccolti in piazza San Pietro incominciano a chiedere le paghe arretrate. Il duca Valentino cerca di convincerli a partire con larghe promesse allorché si sparge la notizia che i partigiani degli Orsini si stanno muovendo loro contro. Giovanni da Sassatello organizza uno squadrone con 300 fanti tedeschi, mentre altri 800 uomini si pongono alla guardia della piazza. Marcia contro Fabio Orsini e Bartolomeo d’Alviano che hanno occupato Porta Torrione;  combatte fino al momento in cui è certo che il Borgia si sia rifugiato prima nel Palazzo Apostolico e poi in Castel Sant’Angelo. Solo allora si mette in salvo  trovando scampo nei palazzi dei cardinali Ascanio Sforza e Raffaello Riario (cardinale di San Giorgio). Rientra in Romagna e si collega con Guido Vaina; cerca di entrare in Imola a nome di Ottaviano Riario;  ne viene respinto dagli abitanti.

Nov. Chiesa Riario  

 

Romagna

Parteggia per il Borgia contro le pretese del cardinale Raffaello Riario su Imola.

Dic.  

 

 

 

 

 

Romagna

E’ contattato dal papa Giulio II e dai veneziani con i quali tratta l’eventualità di una cessione della rocca di Imola; tramite i fiorentini ha pure contatti con Caterina Sforza che dimora a Firenze. L’ex-signora di Forlì  accusa il cardinale  Riario come responsabile dell’uccisione di suo padre Francesco da Sassatello.  Il Sassatello (come Guido Vaina e Melchiorre Ramazzotto) opta per la soluzione ecclesiastica;  fa uscire dal castello con l’astuzia il castellano del Borgia:  viene acclamato liberatore della patria dagli imolesi. Si porta a Roma usufruendo di un salvacondotto fiorentino.

1504  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Lazio

A Roma; è bene accolto nella città in quanto sembra propenso ad accettare come signore di Imola Galeazzo Riario. Si sparge pure la notizia di un suo tentativo di avvelenamento ad Acquapendente da parte del cardinale Raffaele Riario (che viceversa gli promette in moglie una nipote). Ottiene una provvigione ed una condotta di cavalli leggeri dal pontefice.

Feb. Chiesa Cesena  

 

Romagna

Ritorna in Romagna per radunare con Guido Vaina 50 uomini d’arme e 150 balestrieri a cavallo per assediare la rocca di Cesena ancora controllata dagli uomini del  Borgia.

Mar. Chiesa Forlì  

 

Romagna

Si trova a Cesena con 40 lance, 100 cavalli leggeri ed alcuni fanti; lascia la località con 100 cavalli e si reca a Forlì per convincere il castellano della fortezza ad arrendersi al papa. Di seguito è segnalato ancora ad Imola con Melchiorre Ramazzotto;  vi raccoglie fanti da utilizzare per l’assedio di Forlì. Durante la marcia di trasferimento si incontra con i condottieri della Serenissima Niccolò Orsini e Giacomazzo da Venezia: li mette in allarme con la sua presenza. Raggiunge Brisighella con 40 cavalli per arruolare altri fanti. Con il Ramazzotto, alla testa di 300 cavalli e di 300 fanti,  assedia Ludovico Ordelaffi nella rocca di Forlì; entra con il Vaina in Forlimpopoli;  non riesce ad impadronirsi del castello.

Apr.  

 

 

 

 

 

Romagna

Con 200 cavalli ed alcuni fanti effettua una scorreria nel veneziano, a Massa, dove razzia del bestiame ed ammazza quattro uomini: Niccolò Orsini gli invia un trombetta per conoscere le sue intenzioni. Giunge a Forlì ed entra nella città con il Ramazzotto nonostante l’opposizione di Nanne Morattini fautore degli Ordelaffi. I due condottieri hanno il compito di sorvegliare il Palazzo Pubblico. Respinge una sortita dei fanti di Consalvo di Mirafonte usciti dalla rocca di Ravaldino. Sospetta che Melchiorre Ramazzotto non sia molto leale nei confronti dello stato della Chiesa: seguono violente scaramucce tra gli uomini delle rispettive compagnie alla Porta di San Pietro ed Porta Cotogni. Melchiorre Ramazzotto viene espulso dalla città e ripara a Bertinoro. Sorge una nuova lite nella piazza tra il Sassatello ed i fautori dei Riario; si ritira all’osteria dell’Angelo mentre gli avversari riparano nella rocca. Esce anch’egli da Forlì e si ferma a Bagnolo. Dopo dieci giorni sia il Ramazzotto che Giovanni da Sassatello sono richiamati nel capoluogo dal legato pontificio. Il condottiero raggiunge poi Imola dove entra in discordia con Imola da Imola che,  per fargli fronte, ha raccolto  molti suoi partigiani nelle case del Vaina, in quel momento a Roma al servizio del cardinale di San Giorgio. Il Sassatello punta su Forlimpopoli, cattura Imola da Imola;  agli inizi,  su richiesta di Taddeo della Volpe, sembra propenso a risparmiargli la vita. Lo lascia in effetti libero.  Imola da Imola si allontana dalla città e viene ucciso a colpi di alabarda alla testa dai  sicari del Sassatello.

Mag. giu. Sassatello Vaina  

 

Romagna

Il Vaina si riconcilia con il Sassatello;  stipula con il suo emulo una tregua di due mesi: l’atto prevede il pagamento di una penale di 3000 ducati (metà da destinarsi alla camera fiscale e metà alla parte offesa) a carico di chi l’infranga. A giugno Guido Vaina rompe  l’ accordo entrando in Imola con 150 cavalli e molti fanti; il Sassatello accorre dal  forlivese con 150 cavalli.  Con il Ramazzotto cattura alla Porta d’Asone Giovanni Antonio da Milano capitano dello stesso Vaina. I due condottieri saccheggiano la casa di un mercante ed inviano uomini armati sui campanili delle chiese di San Francesco e di San Cassano. Il governatore della città, per conto di Galeazzo Riario, e Taddeo della Volpe tentano di persuadere i contendenti a desistere dalle loro vendette. Il Vaina assale le case dei Sassatello che si difendono con tre piccoli pezzi di artiglieria; il Sassatello attacca a sua volta gli avversari alle spalle e li obbliga a ripiegare. Vi è una tregua di tre ore; al suo scadere il condottiero si ripresenta alla Porta d’Asone con 51 cavalli e cinque fanti, supera la resistenza del corpo di guardia e si getta sulle case dei Vaina. Nei disordini cittadini sono date alle fiamme almeno quindici abitazioni e sono uccisi 100 partigiani della parte avversa. Tra le vendette che il Sassatello si prende è segnalato il matrimonio forzato tra la figlia di un suo rivale politico con un contadino suo seguace: gli sponsali terminano con il suicidio della donna. Si trasferisce a Forlì e viene coinvolto nelle lotte tra i Morattini ed i Numai: in una scaramuccia gli è uccisa la cavalcatura. Il popolo si ribella e lo scaccia dalla città.

Lug. Chiesa  

 

 

 

Romagna

Recupera allo stato della Chiesa Bagnacavallo, Solarolo e Conselice.

Ago. Chiesa Riario  

 

Romagna

Toglie Oriolo (Riolo Terme) a Galeazzo Riario e vi cattura con l’astuzia il castellano Guglielmo Tempione; sempre negli stessi giorni accompagna Consalvo di Mirafonte, che ha consegnato la rocca di Forlì ai pontifici, fino ai confini con il veneziano. Ritorna a Forlì, entra anch’egli nella fortezza di Ravaldino e fa in modo che il nuovo castellano, scelto da Giulio II, ne espelli il funzionario che vi è stato inviato dal cardinale di San Giorgio con l’incarico di di favorirne il possesso al nipote Galeazzo Riario. Il Sassatello raggiunge l’obiettivo e fa rientro ad Imola.

Sett. Sassatello Vaina  

 

Romagna

Scorre in alcuni villaggi nei pressi di Imola e vi uccide alcuni capifazione;  costringe altri partigiani a lui avversi a restituire 6000 ducati ottenuti per avere ceduto la rocca cittadina al cardinale Raffaello Riario.   Viene convocato dal pontefice a Roma affinché si riconcili con il Vaina,  nominato capitano dei cavalli leggeri della guardia palatina. Nonostante le pressioni cerca di fare uccidere il rivale ad Ostia da tre suoi sicari.

Nov.  

 

 

 

 

 

Lazio

A Roma per giustificare il suo operato.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lazio

Gli è chiesto da Giulio II di fare ribellare Faenza e la Val di Lamone ai veneziani. E’ armato cavaliere dagli speroni d’oro;  il papa gli dona una collana d’oro del  valore di 200 ducati; gli è concesso anche di potere assumere il cognome  della Rovere da aggiungere al suo. Ad Imola viene organizzato un torneo in suo onore; gli sono donati un podere confiscato ai Tartagni ed alcuni terreni nelle vicinanze di Dozza.

1505  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

50 lance e 70 cavalli leggeri Lazio e Romagna

Lascia Roma con la sua compagnia; si collega in Romagna con Costantino Arianiti, governatore della regione.

Mar.  

 

 

 

 

 

Romagna

Alla guardia di Forlì con 50 uomini d’arme e 50 cavalli leggeri.

Apr.  

 

 

 

 

 

Romagna

A Forlì suscita timore nell’ Arianiti; il papa lo invia subito ad Imola dove è artefice di nuovi tumulti.

Mag. Chiesa Pesaro  

 

Romagna

Fa impiccare ed uccidere in Imola molti nemici della sua fazione. Raduna nel forlivese 300 cavalli leggeri con i quali scacciare da Pesaro Giovanni Sforza: scoperta la congiura che avrebbe dovuto favorirlo, si ferma a Montefiore Conca.

Giu.  

 

 

 

 

 

Romagna e Marche

Con i fuoriusciti di Pesaro sconfigge gli sforzeschi a Castellabate;  occupa i castelli di Novilara, Mombaroccio  e quello di Montelabbate dove fa entrare 50 uomini. Vi è un contrattacco dei nemici nel cui corso è ferito alla bocca da un verrettone che gli procura la perdita di due denti. Respinto con forti perdite, ripiega a Fano dove si fa curare. Giulio II sconfessa con un breve il suo operato.

Lug.  

 

 

 

 

 

Romagna

Transita fuori Cesena con 200 cavalli;  prende alloggio al ponte della Pietra ed a Savignano sul Rubicone. Provoca disordini a Cesena; fa mettere a sacco il castello di Bagnara di Romagna ed impiccare un figlio di Guglielmo Tempione, fautore dei Bentivoglio. Scaturiscono ritorsioni varie con i bolognesi che terminano puntualmente con l’impiccagione di qualcuno. A Forlì favorisce i Numai ai danni dei Morattini.

Ago.  

 

 

 

 

 

Romagna

Ad Imola.

Ott.  

 

 

 

 

 

Romagna

Assale i suoi avversari nel castello di Bastia. I prigionieri sono condotti ad Imola.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lazio

Si deve rifugiare a Roma presso un cugino, il cardinale di Pavia Francesco Alidosi.

1506  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Romagna

A Cesena per una pace generale tra le parti. Rientra ad Imola.

Giu. lug. Morattini Forlì  

 

Romagna

Raduna 800 fanti e 200 cavalli leggeri;  entra nottetempo in Forlì con Brunoro da Forlì per favorirvi la fazione dei Morattini ai danni di quella dei Numai: cinquantotto case sono messe a sacco. Il governatore della città Niccolò Bonafede si rifugia nella rocca da dove chiede soccorsi al duca di Urbino Guidobaldo da Montefeltro. A luglio il Sassatello si pone come paciere tra le parti;  a fine mese esce dalla città su ordine del papa con Brunoro da Forlì, Berto da Oriolo e Nanne Morattini.

Ago. sett. Chiesa Bologna 100 lance Romagna ed Umbria

Da Imola si reca a Corciano, dove si trova Giulio II; fa portare a Cesena sedici carri di vino per il prossimo arrivo del papa. Si congiunge in Romagna con i pontifici per combattere i Bentivoglio.

Ott.  

 

 

 

 

 

Emilia

A Cesena per la rassegna dell’esercito. Assale con i Malvezzi Castel Guelfo di Bologna ove cattura Carlo Bianchi. Nel condurre i prigionieri a Forlì cade in un agguato nel quale perde 60 cavalli. Esce da Imola con Giovanni Gonzaga e si accampa all’alba sotto Castel San Pietro Terme. La località si arrende in breve tempo a seguito della fuga della guarnigione. Durante le operazioni viene a male parole con il commissario pontificio il vescovo di Chiusi Bonafede.

Nov.  

 

 

 

 

 

Emilia

Con la vittoria sui Bentivoglio è segnalato a Bologna alla messa solenne celebratasi in San Petronio con Francesco Gonzaga e Giampaolo Baglioni. Gli è tolto il governo d’Imola dal pontefice; gli è mantenuta viceversa la condotta.

1507  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. feb.  

 

 

 

 

 

Romagna e Lazio

Si riconcilia una volta di più ad Imola con il Vaina a seguito di un deciso intervento del papa e del cardinale di Pavia. A febbraio è costretto a seguire a Roma Giulio II.

Mag. Chiesa Bentivoglio  

 

Emilia e Romagna

Entra alla difesa di Bologna con il  Ramazzotto allorché la città è minacciata da Annibale Bentivoglio e dai fratelli di quest’ultimo che hanno raccolto 10000 uomini. Ha anche il tempo di recarsi a Cervia con 400 cavalli per sorprendervi ed uccidervi in un cortile Mainardo Tiberti ritenuto responsabile di un tentativo  insurrezionale in Cesena.

………….. Fuoriusciti Pesaro  

 

Marche

Coadiuva ancora i fuoriusciti di Pesaro ai danni di Giovanni Sforza: il duca di Urbino Guidobaldo da Montefeltro calma le acque.

1508  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Chiesa Bentivoglio  

 

Emilia

Si trova a Toscanella con 200 cavalli allorché è informato che a Bologna è scoppiata una rivolta a favore dei Bentivoglio  alimentata da Gaspare Scappi.

Ago.  

 

 

 

 

 

Emilia

Esce da Imola,  raggiunge Bologna per contrastare eventuali attacchi dei Bentivoglio.

Sett.  

 

 

 

 

 

Emilia

Con Ludovico Pio ed il Baglioni ha l’incarico di spianare Bagnolo nel bolognese sia perché gli abitanti della località hanno fornito vettovaglie alle milizie dei Bentivoglio, sia perché vi si coniano monete false.

Ott.  

 

 

 

 

 

Emilia

A Bologna alla rassegna della sua compagnia con Francesco Maria della Rovere, il Baglioni e Ludovico della Mirandola.

Nov. dic.  

 

 

 

 

 

Romagna ed Emilia

Ospita ad Imola il cardinale di Pavia Alidosi;  a dicembre lo scorta con 100 cavalli da Bologna ad Imola.

 

 

 

 

 

 

 

 

1509  

 

 

 

 

 

Apr. Chiesa Venezia  

 

Emilia e Romagna

A Castel Bolognese con il Ramazzotto alla testa di 300 cavalli leggeri e di 6000 fanti fra bolognesi, spagnoli e di altre nazionalità. Ottiene a patti Solarolo.

Mag.  

 

 

 

 

 

Romagna

Si trasferisce in Val di Lamone;  vi attacca la rocca di Brisighella che cede dopo tre duri assalti. Giampaolo Manfrone si arrende nelle sue mani: gli spagnoli si ribellano a tale fatto per cui vi è qualche scontro tra i suoi uomini ed i fanti spagnoli che si conclude in modo cruento. Entra nel ravennate e si impadronisce di proprietà immobiliari detenute da nobili veneziani. A fine settembre viene infeudato di Bellaria dal papa.

Nov.  

 

 

 

 

 

Emilia

Soccorre gli estensi nel ferrarese.

1510  

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Romagna Non lascia entrare in Imola il cardinale di Pavia. Il papa loda la sua scelta.
Lug. Chiesa Ferrara Francia 100 lance Romagna

Combatte gli estensi agli ordini del della Rovere e del cardinale Alidosi. Invade Massa Lombarda, Sant’Agata sul Santerno, Bagnacavallo, Fusignano e Lugo.

Sett. ott.  

 

 

 

 

 

Emilia

E’ destinato con Rinieri della Sassetta ad attaccare Genova. Base di partenza deve essere Porretta Terme: i fiorentini gli negano però il passo per cui l’azione si trasforma in una scorribanda nel modenese. Si muove sui monti del Frignano con 5000 fanti e 500 cavalli bolognesi; sconfigge gli estensi in Val di Samoggia, ottiene Fanano ed altre terre incitando alla rivolta gli abitanti di oltre Panaro.

Nov.  

 

 

 

 

 

Emilia

A Bologna per un consiglio di guerra con Fabrizio Colonna, rl della Rovere, il Baglioni, Raffaello dei Pazzi, ed i capitani veneziani Antonio Pio e fra Leonardo Prato.

1511  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

 

 

Ha ai suoi ordini 35 lance e 69 cavalli leggeri.

Mag.  

 

 

 

 

 

Emilia

E’ avviato alla conquista di Castel San Pietro Terme, alla cui difesa si trova Ermes Bentivoglio. Con la perdita di Bologna da parte dei pontifici scaccia da Imola i ghibellini.  Si offre di consegnare la città a Gian Giacomo da Trivulzio: la sua proposta è rigettata. Gli vengono invece richiesti dai francesi il passo e vettovaglie.

Lug.  

 

 

 

 

 

 

 

Cade in disgrazia presso i pontifici; difende invano di fronte al nuovo cardinale legato un nipote che, accusato di malversazioni, è condannato alla confisca dei beni. Si collega con il Ramazzotto e minaccia i bolognesi.

Ago.  

 

 

 

 

 

Romagna

Ad una grave malattia del papa viene richiamato da Rimini a Roma.

Sett. Sassatello Rimini  

 

Romagna

Si trova a Bellaria-Igea;  effettua  rappresaglie ai danni del comune di Rimini.

Ott. nov.  

 

 

 

 

 

Romagna ed Emilia

Raccoglie truppe per i pontifici; esce da Imola e scorre a Castel San Pietro Terme.  Viene sospettato di connivenza con gli avversari, specie di avere  permesso ai Bentivoglio, che si sono asserragliati in Bologna, di potere ricevere vettovaglie dall’esterno: le accuse di tradimento sono lanciate da suoi nemici personali quali Guido Vaina ed il Ramazzotto.

Dic.  

 

 

 

 

 

Marche

A Loreto per la rassegna delle sue compagnie. Si porta a Fossombrone con 70 lance e 1000 fanti.

1512  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Emilia

Ha il compito di recuperare il bastione del Zaniolo/ Genivolo caduto in potere degli estensi: il suo intervento si rivela tardivo.

Apr.  

 

 

 

70 lance Romagna

I confederati della Lega Santa abbandonano Imola di fronte all’incalzare dell’ esercito francese di Gastone di Foix; è lasciato alla difesa del contado con 60 lance: nella campagna cerca di prestare soccorso ai difensori di Ravenna assediati dai francesi;  ha numerose scaramucce sul Po al fine di tagliare le linee di rifornimento degli avversari. Partecipa con le sue lance alla battaglia di Ravenna nella quale rimane ferito.

Giu.  

 

 

 

 

 

Romagna

Ai suoi ordini militano 40 lance e 30 cavalli leggeri.

Sett.  

 

 

 

 

 

Emilia e Romagna

Recupera Castel Bolognese. Si ammala tanto gravemente a Ravenna che si pensa prossima la sua morte.

1513  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Romagna

Alla morte di Giulio II entra nella rocca di Imola.

Apr.  

 

 

 

 

 

Romagna

Si propone con Pietro Margano al soldo dei veneziani:  ottiene un cortese rifiuto.

1514  

 

 

 

 

 

 

 

Mar. Guelfi Ghibellini Romagna Alla notizia delle lotte in Forlì tra guelfi e ghibellini invia nella città il fratello Gentile per difendere i Morattini appartenenti alla sua fazione.
1515
Mag. Chiesa Francia 150 cavalli

 

Emilia

E’ preposto alla guardia di Piacenza dilaniata dalle lotte tra le fazioni guelfa e ghibellina. Si trasferisce a Modena con il fratello Gentile. Nella città è alloggiato nelle case di Gherardo Rangoni.

Ago.  

 

 

 

 

 

Emilia

Di stanza a Piacenza.

1516  

 

 

 

 

 

 

 

Mar. Firenze  

 

 

 

 

 

Gli è concessa una condotta dai veneziani: poiché la cosa non ha seguito passa al servizio dei fiorentini.

Giu.  

 

 

 

 

 

Toscana ed Emilia

Alloggia con i suoi uomini nel fiorentino;  da qui è trasferito nel modenese. Si rende benemerito nei confronti dei Medici tanto che il nuovo papa Leone X lo investe del castello di Raggiano.

1517  

 

 

 

 

 

 

 

Gen Chiesa Comp. ventura  

 

Emilia e Romagna

Lascia Modena per recarsi ad Imola a seguito del tentativo di Francesco Maria della Rovere di recuperare il ducato di Urbino.

Feb.  

 

 

 

 

 

Romagna

E’ espulso da Imola ad opera dei Tartagni e dei Broccaroli;  a marzo si discute a Venezia, in sede di Consiglio dei Savi, sull’ opportunità di concedergli una condotta.

Mag. Venezia  

 

60 lance  

 

E’ presa la decisione di dargli una condotta di 100 lance (50 inizialmente) e di riconoscergli una provvigione di 1000 ducati: il costo annuo della sua compagnia (per dieci paghe) viene  valutato, comprendendo la sua provvigione, in 7000 ducati.

Giu.  

 

 

 

 

 

Veneto Emilia e Romagna

A Padova ed a Venezia: nella città lagunare alloggia con il suo seguito di sessanta persone nel palazzo già del duca di Ferrara. Si presenta nel Collegio dei Pregadi, si incontra con il doge Leonardo Loredan e con i membri del Consiglio dei Dieci. Riceve 1500 ducati;  si reca a Ferrara ed a Imola per radunare i suoi uomini.

Sett.  

 

 

 

 

 

Veneto

E’ trasferito a Rovigo. Informa i veneziani sui movimenti del della Rovere che ha lasciato la Romagna per riprendere la via dell’esilio a Mantova.

Dic. Sassatello Rasponi  

 

Romagna

Con i guelfi di Imola cerca di prestare soccorso a quelli di Ravenna che, assaliti dai ghibellini, si sono rifugiati in una torre. I Rasponi incendiano una grande quantità di stoppie e con il fumo costringono i rivali alla resa. Giovanni da appena si rende conto dell’ evoluzione della vicenda si allontana da Ravenna.

1518  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

 

 

Il Consiglio dei Savi gli concede delle agevolazioni fiscali perché ai suoi ordini vi sono più cavalli di quanto siano previsti dalla  condotta.

Mag.  

 

 

 

 

 

Veneto

A Venezia. E’ convocato in Collegio con Mercurio Bua ed altri condottieri: è ospitato in Cà Contarini a San Barnaba. Viene chiamato con Bernardino di Montone e Giampaolo di Manfrone a far parte di una commissione che deve giudicare a Padova su una controversia urbanistica sorta fra la Signoria ed i benedettini di Santa Giustina.

1519  

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Veneto

A Venezia in udienza con il Consiglio dei Dieci.

Mag.  

 

 

 

 

 

 

 

Con la morte del duca di Urbino Lorenzo dei Medici e le sollevazioni antimedicee a Firenze chiede ai veneziani il permesso di ritornare in Romagna.

Nov.  

 

 

 

 

 

Veneto

E’ sempre a Rovigo. E’ lodato in Collegio per il suo comportamento che tende a  punire alcuni suoi soldati colpevoli di atti di brigantaggio.

1520  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Veneto

Lascia il Polesine e raggiunge Venezia: ricorda la promessa che gli è stata fatta di avere otto paghe l’anno anziché dieci come sta avvenendo.

Mar. giu.  

 

 

 

 

 

Veneto

E’ spostato a Verona. Ha il comando di 268 cavalli. A giugno ottiene in feudi da Leone X Raggiano.

1521  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. lug.  

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ inviato da Teodoro da Trivulzio con 50 lance nel bresciano a seguito della scoperta di una congiura organizzata da Girolamo Morone ai danni dei francesi. Raccoglie, tramite tre capitani, 600 fanti in Romagna per la prossima guerra con gli imperiali. A luglio chiede il commiato ai veneziani perché ne ha ricevuto l’ ordine dal papa. Il Consiglio dei Dieci gli rinnova subito la condotta per un anno; nonostante ciò decide di abbandonare il servizio dei veneziani.

Ago. Milano Venezia Francia 100 lance e 100 cavalli leggeri Veneto ed Emilia

Si allontana da Isola della Scala per unirsi con  le truppe del duca di Milano Francesco Sforza solo con parte della sua compagnia: non lo segue il genero Panfilo Bentivoglio che rimane al soldo della Serenissima con 25 uomini d’arme. Il Sassatello si sposta all’assedio di Parma; è segnalato  al campo sull’Enza con 100 lance e 100 cavalli leggeri.

…………..  

 

 

 

 

 

Lombardia

Opera nel mantovano.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lombardia

A Lodi con 50 uomini d’arme.

1522  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Piemonte

Assedia Alessandria alla cui difesa sono 30 lance e 500 fanti francesi.

Feb.  

 

 

 

 

 

Piemonte

I guelfi di Alessandria escono dalle mura per una scaramuccia: il Sassatello  vince la loro resistenza ed irrompe nella città che viene messa a sacco. Si comporta nell’occasione con estrema crudeltà facendo bastonare e torturare i cittadini che si rifiutano di svelare i nascondigli dove sono celati gioielli e denaro. Con la medesima facilità sono scacciati da Asti i francesi che vi sono entrati su pressione della fazione guelfa.

Mar.  

 

 

 

 

 

Piemonte

E’ sempre ad Alessandria.

Mag. Sassatello Vaina  

 

Romagna

Al fianco di Prospero Colonna. Ritorna presto in Romagna per i disordini provocati ad Imola dal Vaina e dal Ramazzotto; occupa Tossignano e Riolo Terme.

1523  

 

 

 

 

 

 

 

Giu.  

 

 

 

 

 

Romagna

E’ licenziato e scacciato dalla Romagna dal papa Adriano VI e dai ghibellini locali.

Sett. Guelfi Ghibellini  

 

Romagna

Alla morte del pontefice rientra in Romagna con l’aiuto dei francesi. Muove verso Ravenna ed obbliga i Rasponi ad abbandonare la città.

Ott.  

 

 

 

 

 

Romagna

Assale Forlì con Girolamo Morattini;  ne è respinto dai Numai. Espulso anche da Ravenna, si dirige a Tossignano; vi penetra   dopo essersi accordato con una donna che ha lasciato aperta una finestra posta sulle mura;  saccheggia il centro con qualche uccisione fra gli abitanti. Respinge un attacco del  Vaina e compie con i guelfi una scorreria a Cotignola (altri morti tra gli abitanti).

1524  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Romagna
Nov. Francia Impero 50 lance Lombardia

Prende parte all’assedio di Pavia.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si trova con la sua compagnia al ponte della Stella nei pressi di Pavia.

1525  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Romagna

Raccoglie in Romagna numerosi fanti da avviare nel regno di Napoli per la spedizione del duca di Albany.

1526  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Chiesa Firenze Siena  

 

Lazio e Toscana

Esce da Roma per assalire i senesi e riportare il comune nell’orbita fiorentina. Supera l’Arbia e giunge sotto il capoluogo. Inizia il bombardamento a Porta Camollia; è travolto con gli altri condottieri da una sortita dei difensori.

Dic. Firenze Impero  

 

Romagna

Raduna fanti in Val di Lamone per conto dei fiorentini.

1527  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Toscana

Alla difesa di Firenze.

Giu.  

 

 

 

 

 

Romagna

Alla notizia della resa del papa Clemente VII di fronte agli imperiali che assediano Castel Sant’ Angelo entra in Imola con i suoi seguaci e si impossessa della rocca. E’contattato dai veneziani.

Lug. sett.  

 

 

 

 

 

Veneto

Si reca a Venezia nel Consiglio dei Savi; non sono accettate le sue richieste di una condotta di 200 cavalli leggeri e di 1500 fanti con una provvigione annua di 1500 ducati. A settembre restituisce alla Serenissima quattro pezzi di artiglieria lasciati in precedenza ad Imola dal marchese Michelantonio di Saluzzo.

1528  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Romagna

Il papa è liberato dagli imperiali;  il Sassatello consegna ai pontifici la rocca di Imola.

Giu. lug. Chiesa Rimini  

 

Romagna

Si unisce con Niccolò Guerra da Bagno;  con 2000 uomini conduce una serie di attacchi infruttuosi a Rimini. Perde tempo a depredare il territorio;  con il suo indugiare consente a Sigismondo Malatesta di riorganizzarsi.  La reazione degli avversari infine è vinta grazie all’azione di Pirro Colonna.  Il Sassatello è investito nel riminese di Coriano dal pontefice.

Ago. Firenze  

 

Capitano g.le fanteria  

 

Alla morte di Ugo Pepoli ha il comando dei fanti delle Bande Nere (2000 uomini);  gli è riconosciuta una provvigione annua di 800 ducati.

1529  

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Romagna

Propone ai pontifici di togliere Ravenna ai veneziani.

Giu. lug. Impero Firenze 100 lance e 100 cavalli leggeri Romagna

Accetta il soldo dei fiorentini per combattere gli imperiali: è condotto per due anni con 80 uomini d’arme in bianco (nella realtà 25 cavalli leggeri) ed una provvigione annua di 800 fiorini. Stipula il contratto e riceve in anticipo 1450 fiorini per la sua esecuzione. A luglio accetta invece dagli imperiali una condotta di 100 uomini d’ arme e di 100 cavalli leggeri ed incassa altri 3000 ducati dal papa per assoldare 2000 fanti in Romagna.

Sett.  

 

 

 

 

 

Romagna

Minaccia i veneziani che occupano Cervia; si dirige sul Savio ed a Villafranca con 600 fanti e 60 cavalli per assalire i fiorentini, cui peraltro non ha restituito i denari avuti in anticipo.

Ott.  

 

 

 

 

 

Toscana

Prende parte all’assedio di Firenze alla testa di 3000 soldati bolognesi. Si acquartiera nella villa di Francesco Guicciardini sull’Ema. Depreda il contado.

Dic.  

 

 

 

 

 

Toscana

Contrasta Stefano Colonna a Santa Margherita a Montici. Sempre nel mese respinge una nuova sortita degli avversari tentata da Ivo Biliotti e da Marzio Orsini.

1530  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Emilia e Toscana

A Bologna per l’incoronazione dell’ imperatore Carlo V che avviene in San Petronio. Ritorna all’assedio di Firenze.

Mag.  

 

 

 

 

 

Toscana

Cattura Leonardo Frescobaldi;  per il suo rilascio chiede un riscatto di 1000 fiorini. Getta il prigioniero da una finestra della torre e consegna il cadavere del Frescobaldi a Morticino (Francesco) Antinori giunto a prelevarlo con la somma pattuita.

Giu.  

 

 

 

 

 

Toscana

Nello scontro di San Donato a Polverosa Francesco Antinori, Dante da Castiglione ed altri fiorentini penetrano negli alloggiamenti di Giovanni da Sassatello e lo catturano con il figlio che è scannato dall’Antinori davanti agli occhi del padre: gli sono tagliati testa e piedi ed i due organi sono posti l’una al posto degli altri. Giovanni da Sassatello, rilasciato, corre al suo padiglione ed un’ora dopo è trovato morto con la testa del figlio fra le mani. E’ sepolto ad Imola con il saio francescano. Fa fondere alcune campane per le chiese cittadine e dona alla cattedrale di Imola, riposte in una teca, le ceneri di San Pier Grisologo. Sposa Bianca Agnese Barbiano da Belgioioso e Laura d’Este.

 CITAZIONI

“Bon zefo di homo.” SANUDO

“Pubblico omicida non di un omo solo, ma de dieci, ma de più numero che de cento, tutti innocenti, o crudelmente morti quasi colle mani soe, le qual ancora colano del sangue umano.” GIUSTINIAN

“Quel can che de la quercia a l’ombra possa.” A. CAPERANO

Con Melchiorre Ramazzotto “Fierissimi capitani, fedelissimi al papa.” GOZZADINI

“Illustrò in modo Giovanni la gloria del nome Italiano col suo incomparabil valore, che tra i più celebri Baroni e Condottieri di eserciti viene dagli storici annoverato.” ALBERGHETTI

“Invincibile ed invitto guerriero..Uno de’ più strenui capitani di que’ tempi.” PAPOTTI

“Uomo di grande autorità in Imola, e molto pratico altresì dell’arte della guerra.” BURRUEL

“Illustrò in modo la gloria del nome Italiano col suo incomparabile valore, che tra i più celebri Baroni e Condottieri di eserciti viene dagli Storici annoverato.” L. ANGELI

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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