GIOVANNANTONIO DI GATTAMELATA

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Condottieri di ventura

0760      GIOVANNANTONIO DI GATTAMELATA  Ultimo nato del Gattamelata (dopo cinque sorelle). Cognato di Tiberto Brandolini;  nipote di Gentile da Leonessa. Signore di  Sanguinetto e di Monte Giove.

1413 ca. – 1456 (aprile)

Anno, mese

 

Stato. Comp. ventura

 

Avversario

 

Condotta

 

Area attività

 

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

………. Veneto Compie i suoi studi con un precettore di nome Giampietro di Luca.
1434

 

Venezia

 

Milano

 

50 lance

 

Milita agli ordini del padre, di Brandolino Brandolini e di Gentile da Leonessa.

1438 Venezia Milano Lombardia E’ segnalato al fianco del padre alla difesa di Brescia.
1442

 

Dic.

 

Ha il comando interinale, con lo zio Gentile da Leonessa, della compagnia del padre a seguito dell’aggravamento del suo stato di salute.

1443

 

Gen.

 

Veneto

 

A Padova, per i funerali del padre.

Sett.

 

Ha con lo zio il  comando della compagnia del padre. La ferma è stabilita in due anni, più uno di rispetto. Questa gli sarà sempre riconfermata fino alla morte.

1445

 

Dic.

 

Venezia

 

Milano

 

Emilia

 

Viene inviato con Taddeo d’Este in soccorso di Bologna, attaccata da Luigi da San Severino. Costringe in breve il capitano visconteo a ritirarsi nei castelli del contado.

1446

 

Mag.

 

Lombardia

 

Lascia il padovano con Gentile da Leonessa e si trasferisce nel bresciano.

Ago.

 

Lombardia

 

Si trova a Manerbio, attraversa l’Oglio e si ferma a Robecco d’Oglio.

Sett.

 

Lombardia

 

A San Giovanni in Croce; partecipa alla battaglia sul Mezzano.

1453

 

Gen.

 

Venezia

 

Milano

 

Lombardia

 

Fronteggia le milizie di Francesco Sforza divenuto duca di Milano. Segue Jacopo Piccinino ai danni di Castiglione delle Stiviere.

Mag.

 

Lombardia

 

Affianca il Piccinino a Seniga.

Lug.

 

Lombardia

 

I suoi arcieri catturano a Monteroni Donato del Conte; il condottiero è fatto liberare dal  Piccinino nonostante le sue rimostranze.

Ago.

 

Lombardia

 

Staziona dapprima attorno a Ghedi; da qui si sposta verso Bagnolo Mella e Leno, località che minacciano di ribellarsi ai veneziani. Prende parte, quindi, ad un attacco contro Castiglione delle Stiviere ove viene colpito alla testa da una palla di schioppetto. Ferito gravemente riesce a cavalcare fino a Lonato dove i chirurghi gli toglieranno la pallottola dal cervello. Colpito da un ictus, perde la parola ed è dato per morto tanto che a Brescia si fanno i preparativi per le sue esequie.

……….

 

Si ristabilisce miracolosamente, riacquista l’uso degli arti e della parola; vivrà ancora tre anni anche se le sue facoltà mentali non saranno più quelle di un tempo. I preparativi fatti dai bresciani per i suoi funerali non vanno però perduti: dopo due o tre mesi, infatti, viene ucciso da un colpo di schioppetto lo zio Gentile da Leonessa ed il solenne funerale ha luogo secondo i programmi predisposti per quello di Giovannantonio. Nel 1455 acquista il castello di Monte Giove, già dello zio Gentile, da Bartolomeo Beccarini.

1456

 

Apr.

 

Veneto

 

Alla notizia che il duca di Modena Borso d’Este si reca a Venezia esce da Sanguinetto per venire anch’egli a rendergli omaggio. Giunge a Padova, gioca a palla con altri giovani e perde del denaro: la fatica sopportata nell’occasione lo porta alla tomba in due giorni. E’ sepolto nella chiesa di Sant’ Antonio a Padova nella stessa cappella di fronte al padre. Padre di una bambina, Caterina Gattesca, frutto di un suo amore con una ragazza veneziana di facili costumi.  Viene ricordato per avere commissionato al Donatello la celebre statua equestre del padre. Busto di Donatello.

 CITAZIONI

“Adolescentulus quidem infelix, qui ut erat animo, ita eloquio, ingenio, et morum facilitate praestantissimus.. Animo praestantissimo adolescentem..Magno animo ac modestia singulari.” PORCELLIO

“Avviato alla carriera delle armi quando era ancora un ragazzo, Gattolin Melata (così era soprannominato da giovane) combattè al fianco del padre e fu molto stimato dal senato della Serenissima. Non si sposò mai, ma ebbe numerose donne e tra queste due concubine, che gli dettero un figlio morto giovaniassimo, e una figlia amatissima..Caterina gattesca.” GAZZARA

Sulla sua tomba compare il seguente epitaffio “Te quoque Ioannes Antoni immitia fata/ Morte licet doleant, eripuere tamen./ Clara tibi facies, nec non vitricia signa:/ In qua acie virtus fulminis instar erat./ Unica spes hominum nam tu iuvenilibus annis/ Consilio fueras, et gravitate senex./ Gattamelata pater decorant pietasque fidesque,/ Ingenium, mores, nomen et eloquium.”

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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