GIOVAN FRANCESCO DA SAN SEVERINO Conte di Caiazzo

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GIOVAN FRANCESCO DA SAN SEVERINO  Conte di Caiazzo, marchese di Valenza.

Signore di Cittadella, Castelnuovo Scrivia, Colorno. Figlio di Roberto; fratello di Galeazzo, Gaspare, Antonio Maria; fratellastro di Giulio, Ottaviano e del Faccendino; padre di Roberto, genero di Giovanni Francesco Gonzaga.

+ 1501 (settembre)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1474
Gen. Lombardia

E’ investito a Pavia dal duca di Milano Galeazzo Maria Sforza del feudo di Castelnuovo Scrivia.

1475
Feb. Firenze 50 lance

Viene assoldato dai fiorentini con i fratelli Galeazzo e Gaspare. Il costo della condotta è valutato dalla repubblica in 5500 ducati.

1479
Sett. Lombardia

Alla fine del conflitto che ha diviso il padre dalla duchessa di Milano Bona di Savoia precede il congiunto nel suo ingresso nella capitale.

1480
Giu. Toscana Campania

Accompagna a Siena il padre Roberto, che vi si deve incontrare con il duca di Calabria Alfonso d’Aragona; dopo qualche giorno lascia la città per recarsi a Napoli a prendervi il possesso di alcuni castelli.

1482
……….. Firenze Fregoso Liguria

Si trova a Sarzanello con i suoi balestrieri a cavallo e 400 cavalli di Costanzo Sforza per controllare i movimenti dei Fregoso. E’ licenziato allorché il padre si ribella a Ludovico Sforza venendo in tal modo in contrasto con la politica della repubblica. I fiorentini si oppongono che vengano compiuti atti ostili nei confronti della moglie restata a Pisa.

Mag. Venezia Ferrara Milano

Viene condotto dai veneziani con il padre.

Giu. Romagna e Veneto

Esce da Ravenna con il fratello Gaspare, si imbarca a Chioggia e si reca a Venezia: alloggia nella città nel palazzo già del duca di Ferrara. Si incontra con il doge Giovanni Mocenigo, parte alla volta di Padova e raggiunge il campo.

Lug. Veneto

Con la conquista di Ficarolo entra nel Polesine con il provveditore Piero Marcello.

Ago. Veneto

Conquista Lendinara e Rovigo nel cui territorio fa molte prede: al riguardo ha una forte divergenza con il capitano delle galee Tommaso Zeno; se ne lamenta aspramente con la Signoria che incarcera lo Zeno per qualche tempo fino all’assoluzione finale di quest’ultimo. Il San Severino è colpito dalla malaria e deve abbandonare il campo.

1483
Giu. Milano Venezia Rossi Lombardia

Il padre Roberto è sostituito nel comando dal duca Renato di Lorena ed è trasferito con i figli nel bresciano. Giovan Francesco tiene una pratica con il fratello Galeazzo allo scopo di disertare nel campo sforzesco. Allorché constata che il padre non ha nessuna intenzione di seguirlo si allontana nottetempo dagli alloggiamenti con 100 cavalli e raggiunge il campo nemico di Fontanella. La moglie, rimasta a Badia Polesine, viene trattenuta prigioniera nella cittadella di Verona per qualche giorno;  più tardi le sarà dato il permesso di raggiungere il marito. Gli sforzeschi gli riconoscono una provvigione di 8000 ducati in tempo di pace e di 12000 in tempo di guerra; gli viene concessa in feudo Pontecurone al posto di Villanova e gli è restituito a Milano il palazzo del padre; gli sono consegnate Corte dei Cavalcabò per 2000 ducati l’anno in acconto sullo stipendio, e la terra di Colorno. Tra le condizioni della sua condotta, che è stipulata a Milano nel Castello Sforzesco, vi è quella di non sottostare agli ordini del capitano generale Costanzo Sforza. Ludovico Sforza, inoltre, si impegna a fare pressioni sul re di Napoli Ferrante d’Aragona affinché gli sia confermata la contea di Caiazzo e sia investito dei beni già posseduti dal padre in Calabria. Come prima azione bellica si trasferisce nelle terre di Guido dei Rossi: l’avversario deve presto abbandonare il parmense.

Sett. Lombardia

Si trova a Mantova con Francesco Secco allorché nella chiesa di San Francesco sono benedette le bandiere dei collegati: nella cerimonia ha il compito di reggere il gonfalone del re di Napoli.

Ott. Lombardia

Prende parte all’assedio di Asola.

Nov. Lombardia

Affianca Gian Giacomo da Trivulzio a Bordolano.

1484
Lug. Lombardia

E’ coinvolto nelle trattative di pace che sfociano nella pace di Bagnolo.

Ago. Lombardia

Gli viene riconfermata dagli aragonesi la contea di Caiazzo.

1485
Feb. Veneto e Romagna

Si trova a Venezia con i fratelli per una giostra organizzata dal padre in piazza San Marco. Muove quindi contro Imola con il fratello Gaspare per togliere la città a Girolamo Riario: Venezia interviene sul padre Roberto per ristabilire la situazione precedente.

Mar. Lombardia

A Milano, per le esequie dell’ ambasciatore veneziano Antonio Vitturi.

Ott. Chiesa Napoli

Milita agli stipendi del papa Innocenzo VIII con il padre ed il fratello Gaspare al fine di combattere gli aragonesi. Pressato da Ludovico Sforza, muta parere e ritorna al suo servizio per contrastare i pontifici.

Dic. Milano Chiesa 100 lance

Gli è dato il comando di 500 cavalli.

1486
Gen. Lombardia Toscana

Parte dalla Lombardia e muove verso Pitigliano dove Niccolò Orsini è bloccato dai pontifici.

Apr. Toscana

Giunge nei pressi di Pitigliano. Con Marsilio Torelli scorre su Montalto di Castro.

Mag. Toscana

Contribuisce alla vittoria di Montorio contro le truppe comandate dal padre.

1487
Gen. Emilia

A Bologna, per le nozze di Annibale Bentivoglio con una figlia di Ercole d’Este.

……….. Milano Genova Liguria
1488
Apr. mag. Milano Chiesa Romagna

All’uccisione di Girolamo Riario a Forlì si collega con Giovanni Bentivoglio, signore di Bologna, e con Rodolfo Gonzaga al fine di prestare soccorso a Caterina Sforza. Si accampa sul Cosina;  costringe i congiurati alla fuga; vi è una feroce repressione al cui termine penetra nella fortezza di Ravaldino. Ai primi di maggio accompagna Caterina Sforza a Forlì.

Ago. Milano Fuoriusciti Liguria

Soccorre il cardinale Paolo Fregoso, assediato nel Castelletto da Obietto Fieschi e da Battista Fregoso. Costruisce una bastia all’ imbocco della Val Polcevera.

Sett. ott. Milano Genova Piemonte e Liguria

Si trova a Novi Ligure; gli sforzeschi mutano politica ed aiutano i fuoriusciti a rientrare in Genova. Agostino Adorno è eletto governatore della città ducale per dieci anni;  il San Severino si predispone all’assedio del Castelletto i cui difensori gli si arrendono  con la firma della pace.

Nov.

I genovesi gli riconoscono un onorario di 1000 lire per il suo contributo nell’ avere riportata la quiete nella città.

Dic. Campania

Accompagna a Napoli Ermes Sforza, che ha l’incarico di concludere le trattative per le nozze per procura tra il fratello Gian Galeazzo ed Isabella d’Aragona, figlia del duca di Calabria Alfonso.

1490
Mar. Piemonte

Tocca Chivasso, Torino e Pinerolo con l’ambasciatore Giovan Andrea Cagnola per porgere alla duchessa Bianca di Savoia le condoglianze per la morte del marito il duca di Savoia Carlo. Ufficiosamente si presta per il rinnovo dell’ alleanza fra Savoia e Sforza.

1491
Gen. Lombardia

A Milano per i tornei indetti per le nozze di Ludovico Sforza con Beatrice d’Este; vi prende parte con i fratelli Gaspare e Galeazzo. Durante le feste indossa un costume di selvaggio scita disegnato da Leonardo da Vinci.

Feb. Emilia

Con il marchese di Tortona Ermes Sforza accompagna a Ferrara Anna Sforza che si deve sposare con Alfonso d’Este.

……….. Francia

In Francia, presso il re Carlo VIII con Carlo Barbiano da Belgioioso, Galeazzo Visconti e Girolamo Tuttavilla  per complimentarsi con il sovrano per le sue nozze con Anna di Bretagna e l’acquisizione di tale regione allo stato francese.

1492
Feb. mag. Francia

Ancora in Francia per una missione diplomatica. Giunto a Parigi a fine marzo vi è accolto con grandi onori. Per conto del duca di Ferrara Ercole d’Este fa pressioni su Carlo VIII affinché Ferrante d’Este possa raggiungere la corte francese. Riparte ai primi di maggio senza aver conseguito in apparenza nessun risultato tangibile.

Ago. sett. Lazio

A Roma, ancora al fianco di Ermes Sforza, per rendere omaggio al nuovo papa Alessandro VI.

Nov. Toscana

A Firenze, con altri 4 ambasciatori: nella città alloggia a spese dei Medici.

1493
……….. Francia

In Francia, con Carlo Barbiano da Belgioioso per incitare il re alla conquista del regno di Napoli.

Nov. Lombardia

E’ segnalato a Milano sempre con Ermes Sforza.

1494
Lug. Milano Napoli Governatore g.le  500 cavalli Lombardia ed Emilia

Ha il comando di 600 lance e di 3000 fanti per combattere gli aragonesi al fianco dei francesi. Subito il re di Napoli gli confisca la contea di Caiazzo. Le insegne del capitanato, stendardo e bastone, gli sono consegnati a fine mese nel punto zodiacale più favorevole secondo i dettami dell’ astrologo di corte Antonio da Rosate. Il San Severino parte immediatamente per il parmense.

Ago. Emilia e Romagna

Alla testa di 40 squadre di cavalli attraversa il modenese per Torre del Vescovo (Cella), Rubiera e Scandiano con l’aiuto logistico degli estensi; lascia l’Enza ed arriva con 1000 fanti e balestrieri, e molti cavalli leggeri nel bolognese ove si accampa sulle rive del Reno; si sposta poi a Cantalupo Selice, a Corticella ed a Villafranca dove è raggiunto da 600 lance.

Sett. Romagna

Si trova a Mordano ed a Bubano allorché è dichiarata ufficialmente la guerra. Con continui spostamenti elude le speranze del nemico di venire a battaglia, in attesa di ricevere i rinforzi che gli devono essere portati dall’ Aubigny; accetta solo piccoli scontri di cavalli leggeri. Si indirizza su Massa, simula un’azione offensiva che interrompe per rientrare al campo della Frascata e nella selva di Lugo, area contigua al Po di Primaro. Superate le difficoltà legate al ritardo delle paghe, si sposta a Sant’Agata dove ha posto  i suoi alloggiamenti Niccolò Orsini. Viene messo in fuga presso Bubano; esce con uno squadrone di balestrieri a cavallo in perlustrazione su Mordano. E’ sfidato senza esito a battaglia da Alfonso d’Aragona e da Bartolomeo d’Alviano; si allontana ancora dal campo per essere una volta di più provocato allo scontro; impedisce anche all’ Auvergne di accettare una sfida di campioni scelti dalle due parti per non dare agli avversari alcuna opportunità di combattimento in campo aperto. Abbandona di notte il campo di Sant’Agata e si riduce al fossato del Zaniolo /Genivolo, nel ferrarese, per la mancanza di vettovaglie.

Ott. Romagna

Con il fratello Gaspare compie un sopralluogo a San Paolino presso Bagnacavallo: partecipa all’espugnazione del castello di Mordano difeso da 200 fanti. I francesi non accettano la resa a discrezione dei difensori, ne scalano le mura ed uccidono tutti i soldati; il paese è dato alle fiamme con l’eccezione di tre edifici, tra i quali la chiesa di Santa Maria ed il palazzo del vicario.

Nov. Romagna Toscana

Si accorda con Guido Guerra da Bagno per sostenere l’ azione di quest’ultimo in Cesena volta alla cattura di Niccolò Orsini; arriva in ritardo per cui l’azione non ha luogo; ottiene la resa di Bagnara di Romagna e razzia bestiame a Savignano sul Rubicone (quattrocento capi di bestiame e 35 prigionieri di taglia). A fine mese è segnalato con l’Aubigny in Toscana alla testa di 300 cavalli leggeri.

Dic. Toscana Lombardia

Lascia Siena e ritorna in Lombardia. Nel bolognese transita in compagnia  di Annibale Bentivoglio;  viene  ospitato a Modena da Gherardo Rangoni.

1495
Gen. feb. Toscana e Lazio

Ludovico Sforza lo rispedisce al seguito dei francesi con 150 lance, 400 cavalli leggeri ed alcuni fanti; tocca Pistoia che si è appena ribellata ai fiorentini, transita per Siena con 80 cavalli e raggiunge Carlo VIII a Valmontone.

Mar. apr. Campania Toscana Lombardia

I francesi gli restituiscono la contea di Caiazzo che egli si appresta a visitare. Vi lascia la moglie, transita per Siena e ritorna a Milano con i suoi cavalli leggeri a seguito della stipula della Lega Italica in funzione antifrancese.

Mag. Lombardia

Presenzia alla cerimonia in cui Ludovico Sforza è investito ufficialmente del ducato di Milano.

Giu. Milano

 

Francia

 

Capitano g.le

 

Emilia  e Toscana.

Ha il comando delle truppe sforzesche contro i francesi. Convocato a Milano, non si presenta con la dovuta sollecitudine per cui si divulga la notizia di una sua diserzione; è in grado di scagionarsi dimostrando che si trovava nel parmense al momento della chiamata per raccogliervi 2000 cavalli e per sorvegliare le strade che portano a Pontremoli. Si ferma nella città con sette squadre di cavalli in attesa di rinforzi; con l’arrivo degli avversari preferisce ripiegare e collegarsi oltre il Taro con le truppe della lega comandate da Francesco Gonzaga.

Lug. Emilia e Piemonte

Si muove sul Taro al comando di 50 balestrieri a cavallo e di quattordici squadre di uomini d’arme; il re di Francia gli spedisce invano per due volte un trombetta con la richiesta di un colloquio.  Partecipa alla battaglia di Fornovo, dove ha il compito di attraversare il fiume con 2000 fanti (di cui 300 tedeschi ed il resto italiani) e di consistenti reparti di cavalleria leggera per contrastare l’avanguardia nemica condotta da Gian Giacomo da Trivulzio e dal maresciallo di Gié. Con i contingenti sforzeschi attua sull’ala destra un’azione di contenimento relativamente efficace impegnando le prime linee francesi. Gli stradiotti mettono in fuga la cavalleria leggera francese; costoro non perseguono nell’ azione offensiva preferendo darsi al saccheggio. Il San Severino decide di fermarsi nello stesso momento in cui una schiera di 600 fanti si getta sull’artiglieria: essa avanza contro il quadrato svizzero e viene annientata. Le sue truppe si lasciano prendere dallo scoramento e prendono la fuga verso Parma. Tale movimento genera nel maresciallo di Gié il sospetto di una sua manovra tattica per  discostare l’avanguardia delle sue truppe dal resto dell’esercito. Il giorno seguente, con Francesco Gonzaga, si incontra con l’Argenton per discutere la possibilità di una tregua di un giorno: gli avversari approfittano della dilazione per lasciare  di notte il campo di Medesano. Tallona i francesi da vicino per mantenere fedeli agli Sforza i territori attraversati; in tale ottica rafforza la guarnigione di Piacenza. Aggancia sul Trebbia con i suoi cavalli leggeri e 500 fanti tedeschi la retroguardia nemica e la molesta blandamente nella sua ritirata tra Castel San Giovanni, Voghera, Tortona e Nizza Monferrato. Gli alleati veneziani lo sospettano con il fratello Gaspare di vettovagliare di nascosto gli avversari. Passa all’assedio di Novara: cerca di opporsi all’inziativa con Virginio e Niccolò Orsini, perché la città è ben difesa e può essere facilmente soccorsa dall’ esterno: prevale il parere del fratello Galeazzo e quello di Francesco Gonzaga ed hanno inizio le operazioni. Giunge a Vespolate alla ricerca di nuove posizioni in cui alloggiare le truppe e rafforza le difese di Briona.

Ago. Piemonte

Si sposta a Trecate con 200 lance e 500 fanti.

……….. Toscana

Muove da Genova con soldati milanesi per coadiuvare i pisani contro i fiorentini.

1496
Feb. Lombardia

A Milano.

Apr. Marche

A Loreto, per soddisfarvi un vuoto. Si reca indi a Bologna.

Sett. Lombardia Liguria

Affianca Ludovico Sforza nei festeggiamenti dati in onore dell’imperatore Massimiliano d’Austria che viene ricevuto a Vigevano;  lascia la località con 70 cavalli per puntare su Tortona e Genova.

Ott. Milano Firenze Toscana

A Pisa al seguito dell’ imperatore in un’azione inutile ai danni dei fiorentini; nella città prende alloggio in un palazzo sull’Arno già dei Medici. In perlustrazione a Ponsacco.

Nov. Toscana

Assedia da terra Livorno dalla parte della Fontana; deve ritirarsi una prima volta allorché un fortunale scompiglia la flotta genovese e veneziana: affondano la galea dei Grimaldi, che ha trasportato Massimiliano d’Austria davanti alla Quadratura dei Pisani, e 2 galee della Serenissima davanti alla punta di San Giacomo. Vi è un consiglio di guerra e si stabilisce di attaccare la città dalla parte di Vicopisano. Gli imperiali decidono di cessare le operazioni;  anche il San Severino lascia la Toscana.

Dic. Lombardia

Si incontra nuovamente con l’imperatore a Como.

1497
Gen. Milano Francia Piemonte

E’ preposto alla difesa di Novi Ligure con 60 uomini d’arme, 200 cavalli leggeri e 500 fanti; si avvicina minaccioso il Trivulzio. Frate da Pavia cede il castello agli avversari. Il San Severino deve in tal modo abbandonare la località: il suo atto viene biasimato dal duca di Milano perché il ritiro, troppo frettoloso, non è stato accompagnato dalle usuali distruzioni di vettovaglie e munizioni ivi depositate. Ripiega prima a Serravalle Scrivia e poi  ad Alessandria. Si dichiara incapace di presidiare  con efficacia tale centro.

Feb. Lombardia e Piemonte

A metà mese si incontra a Milano, nel suo palazzo, con Ludovico Sforza. Ha un lungo colloquio con il duca al cui termine sono dissipati i malumori sorti di recente fra i due. Ricevuti rinforzi dai veneziani, muove contro Novi Ligure dove è respinto un suo attacco. Il conflitto cessa in breve tempo e la città ritorna agli sforzeschi.

Lug. Milano Torelli Emilia

Assedia Guido Torelli in Montechiarugolo.

Ott. Marche

Transita per Faenza e si porta in pellegrinaggio a Loreto.

Nov. Lombardia Rientra a Milano. Prende parte ad una seduta del consiglio segreto con Francesco Bernardino Visconti, il fratello Galeazzo, Marchesino Stanga ed altri membri convocato da Ludovico Sforza per decidere in merito alla condotta del  Gonzaga, licenziato negli stessi giorni dai veneziani. A fine mese ha un colloquio con Giovanni Gonzaga e Galeotto della Mirandola.
Dic. Lombardia e Liguria A Milano. Ai primi del mese assiste con Galeotto della Mirandola ed il fratello Galeazzo ad una messa in suffragio per la morte del figlio del re di Spagna Ferdinando il Cattolico. Raggiunge Genova.
1498
Feb. Lombardia Ha un colloquio a Milano con Troiano Papacoda venuto appositamente dalla Francia per incontrarlo. A metà mese con il fratello Galeazzo accoglie nella città Battistino Fregoso, diretto a Ferrara, dove ha posto la sua residenza.
Mar. Lombardia A Milano. Con il fratello Galeazzo, Galeotto della Mirandola ed il bolognese Carlo degli Ingrati accompagna in processione dalla chiesa di Sant’Eustorgio al duomo il cardinale Ippolito d’Este, fratello di Isabella d’Este moglie di Francesco Gonzaga.
Giu. Lombardia Affianca il cardinale d’Este in alcune cerimonie a Milano. 200 cavalli leggeri della sua compagnia e di quella del fratello Galeazzo sono inviati in Toscana in soccorso dei fiorentini contro i veneziani.
Ago. Milano Venezia

Ludovico Sforza finge di licenziarlo e lo invia con 200 lance in soccorso dei fiorentini contro veneziani e pisani.

Sett. Lombardia Emilia e  Romagna

Lascia il pavese ed il milanese con 350 uomini d’arme per entrare nel parmense; si sposta a Colorno, si muove fra l’Enza ed il Taro, si dirige verso il forlivese allo scopo di proteggere Caterina Sforza dalle minacce dei veneziani. Nella sua marcia tocca Ferrara (alloggia all’osteria dell’  Angelo) e si trasferisce nel contado di Argenta, al fossato del Zaniolo/Genivolo.

Ott. Emilia e Romagna

E’ sempre nel ferrarese. Con 100 cavalli e 3 barche cariche di fanti insegue Taliano da Carpi per svaligiare i suoi uomini: il pronto intervento del vicedomino veneziano di Ferrara gli impedisce di conseguire l’obiettivo in quanto il condottiero rivale ha subito il permesso di attraversare il Po. Il San Severino si dirige a Cotignola con 300 lance e 1000 fanti, raggiunge a Modigliana  il fratello Gaspare; non vuole attaccare gli avversari, come vanamente sollecitato dal congiunto, per puntare su Forlì. Gli è sufficiente la sola osservazione dei movimenti dei veneziani; si ferma ad Oriolo (Riolo Terme) ed ostacola le truppe di Guidobaldo da Montefeltro che, dopo avere conquistato il borgo di Marradi, si sono ripromessi di assediarne anche la rocca. Ammalatosi, è condotto a Forlì dove alloggia sulla strada di Fosso Verde.

Nov. Romagna Lombardia

Si reca a Castrocaro Terme, tocca Ferrara e prosegue per Milano: il comando delle truppe passa al fratello Gaspare.

Dic. Lombardia Emilia e Romagna

Ristabilitosi, contatta il Trivulzio ufficialmente per chiederne la figlia in moglie, ufficiosamente per impedire l’alleanza dei francesi con i veneziani. Ritorna a Forlì e da qui raggiunge a Ferrara, dove ha un colloquio con il vicedomino. A Milano.

1499
Feb. Lombardia

Punta sul bresciano allorché Niccolò Orsini lascia Ghedi per trasferirsi in Romagna.

Mag. Lombardia e Liguria

A Milano dove si prepara per alcune giostre; si sposta successivamente a Genova per condurre nel Castelletto due bombarde grosse, sei cortaldi, quattro passavolanti e 50 schioppettieri.

Lug. Milano Francia Venezia 100 lance Lombardia

Ispeziona le frontiere orientali del ducato. Si ferma a Robecco d’Oglio e fa introdurre i raccolti nelle fortezze; a Soncino, dove assiste alla rassegna di 1200 provvigionati (dei quali ne sono scelti 700); ha pure l’incarico della difesa di Piacenza.

Ago. Lombardia

Giunge in un primo momento ad Abbadia Cerreto. Chiede allo Sforza 200/300 stradiotti in rinforzo e si trasferisce alla guardia di Cremona. Negli stessi giorni lo Sforza nomina capitano generale delle truppe ducali il fratello Galeazzo: la scelta suscita il suo risentimento.  Viene chiamato ad Alessandria in conseguenza dell’avanzata dei francesi in Piemonte. Con Marco da Martinengo raggiunge Pizzighettone con 300 cavalli e 600/700 fanti per sostituirvi il castellano; ritarda il suo passaggio del Po e si accorda con i francesi.

Sett. Francia Milano Lombardia ed Emilia

Tradisce apertamente lo Sforza ed insegue quest’ ultimo tra Como e Bormio allorché il duca decide di fuggire in Germania. Si incontra con il Trivulzio; sereno è il colloquio tra i due capitani.   Il re Luigi XII gli conferisce il titolo di ciambellano e gli concede una condotta di 100 uomini d’arme con una pensione annua di 5000 ducati. Non tutti i francesi sono contenti di tali riconoscimenti. Si offre di consegnare Genova ai francesi; il Trivulzio lo utilizza invece nel parmense per recuperarvi alcune terre pervenute in  possesso di Filippo dei Rossi. Protesta con i veneziani per la proprietà di certi terreni siti nei pressi di San Giovanni in Croce; a fine mese, si trova a Milano per l’ ingresso nella città del sovrano francese.

Ott. Svizzera

Occupa Bellinzona ed ottiene a patti Tirano.

Nov. Francia

Viene nominato marchese di Valenza;  deve seguire il re in Francia. Nello stesso anno si sposa con Barbara Gonzaga, figlia di Giovanni Francesco.

1500
……….. Sforza Francia

Si rappacifica con lo Sforza e lo appoggia inizialmente nella sua azione di recupero del ducato; inascoltato, lo consiglia a cercare la battaglia campale prima che i francesi si rafforzino troppo

Apr. Francia Sforza

Si riavvicina allora ai francesi: costoro premono sui veneziani affinché gli siano restituiti  i  beni che possiede a Corte dei Cavalcabò. La risposta è negativa.

Lug.

Gli vengono confiscati dai veneziani i suoi  beni di Cittadella e di Montorio Veronese.

Sett. Francia

A causa delle sue diatribe con il Trivulzio è relegato in Borgogna.

Nov. Francia

Chiede all’ambasciatore veneziano Francesco Foscari di essere reintegrato nei beni del padre.

1501
Gen. Francia

E’ sempre in Borgogna.

Mar. mag. Francia

Fa richiedere dallo Chaumont ai veneziani  Corte dei Cavalcabò: la risposta è una volta di più negativa. A maggio mette in moto ancora le sua amicizie transalpine per domandare di essere riammesso nel possesso di Cittadella.

Giu. Francia Napoli 100 lance Toscana e Lazio

E’ inviato nel regno di Napoli allo scopo di combattervi gli aragonesi. Attraversa la Lunigiana con Galeazzo Pallavicini ed entra in Roma per la Porta di Santa Maria del Popolo alla testa di 7000/8000 fanti (2000 svizzeri, il resto composto di guasconi, normanni e piccardi), 800 lance, molti cavalli leggeri ed arcieri a cavallo e trentasei pezzi di artiglieria (ventiquattro falconetti e dodici cannoni). Nella città seda una grossa rissa sorta tra i suoi soldati e gli abitanti.

Lug. Campania

Prende parte all’assedio di Capua; gli è dato il comando dell’avanguardia. Nasce uno scontro in cui la cavalleria francese sorprende un contingente aragonese uscito dalla città. I transalpini bombardano la città; il San Severino e Cesare Borgia, alla testa di 400 uomini d’arme e di molti venturieri, attraversano il Volturno, in località “ai Corsitelli o La Monica” su un ponte di barche sotto il fuoco delle artiglierie nemiche; il San Severino è qui raggiunto da altre 400 lance condotte da Gian Giordano Orsini.  A seguito di un efficace fuoco di artiglieria Fabrizio Colonna tratta la resa a patti; i francesi approfittano della allentata sorveglianza da parte dei difensori, entrano nella città e la mettono a sacco : il bottino è valutato in 300000 ducati; numerosi sono gli eccessi nonostante i suoi tentativi di porre un freno ai soldati ed il suo salvataggio di numerose donne e bambini radunati nelle chiese.

Ago. Campania

Entra in Napoli a seguito della fuga del re Federico d’Aragona ad Ischia. Nella città fa arrestare il mercante  Marco Bragadin sul quale pretende di esercitare una rappresaglia per potersi vendicare dei veneziani. Il mercante è in breve liberato su intervento del re di Francia e del cardinale di Rouen.

Sett. Campania

Muore ai primi del mese  a Napoli nella casa del cognato Giovanni Tommaso Carafa, conte di Maddaloni. Il suo corpo è trasportato a Roma per essere sepolto nella chiesa di Santa Maria del Popolo; per altri è sepolto a Napoli nella chiesa di Santa Chiara. Ricordato nelle sue lettere da Luigi Pulci. Sposa Diana della Ratta e, in seconde nozze, Barbara Gonzaga, figlia di Giovanni Francesco.

CITAZIONI

“Confidato molto al duca, non pareggiando nell’armi la gloria di Ruberto da Sanseverino suo padre, aveva acquistato nome più di capitano cauto che di ardito.” GUICCIARDINI

“Per esser persona molto praticha in lo exercitio militare, et maxime in Itallia, il Re (Luigi XII) ne faceva grande conto dela persona sua, tutavolta in compagnia sempre cum li sui Francexi.” PRIULI

“S’era guadagnata non volgar fama.” AFFO’

“Uno de li conduteri principali de taliani.” DE’ BIANCHI

“Fu..huomo illustre.” SANSOVINO

“Assai più valente del fratello (Galeazzo).” MAGENTA

“Vir bello insignis.” ALBINO

“Maintz bons services avoit faict au roy, et de moult son armée secourne.” J. D’AUTON

“Il quale non pareggiava punto nell’arme la gloria di Ruberto suo padre, e si haveva acquistato nome più tosto di capitano cauto che d’ardito.” ANGELI

Nel regno di Napoli “De l’altra parte el conte de Gayazzy/ In terra de Lavoro fu arrivato/ E non temeva de nessuno impazzo/ In fatti de arme è bene ammaestrato./ Fecesi avanti col suo fiero brazzo,/ Un ponte sopra al fiume hebbe ordinato,/ Presso de Capua verso la montagna/ Per star più sicuro alla campagna.” Da “Guerre orrende d’Italia” in GUERRE IN OTTAVA RIMA

“Sanseverino fu un personaggio di primo piano nel panorama politico dell’Italia del Rinascimento. Il lungo servizio militare, il prestigio raggiunto alla corte sforzesca nell’ultimo quindicennio del secolo e l’opportunistico passaggio al servizio del re di Francia tratteggiano al meglio la figura e la carriera di questo condottiero di ventura.” TUFANO

“Capitano di molto coraggio e di singolare perizia nell’arte militare.” CASALIS

“De la maison si nombreuse et si guerrière des San-Séverino..Il était fort avant dans l’intimité du duc de Milan, mais, moins habile dans le métier que Robert de San-Séverino, son père, il passait pour etre plus prudent que brave..Cajazzo n’a pas laissé la réputation d’un général audacieux et propre aux coups de main.” DE LA PILORGERIE

 

Fonte immagine: wikipedia , autore: massimop

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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