GIORGIO DI PIETRAPIANA

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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Condottieri di ventura

1470      GIORGIO DI PIETRAPIANA  (Georg von Ebenstein) Altoatesino. Conte.

  • 1530 ca.
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

……..BelgioCombatte nelle Fiandre.
1487
Ago.TrentoVenezia 

 

Trentino

Milita al servizio del vescovo di Trento Ulderico di Frenndsberg. Ha il comando della guarnigione di Trento.  Reparti di fanteria veneziana attraversano a nuoto l’Adige ed occupano un tratto della sponda sinistra. Li comanda Andrea dal Borgo; viene gettato un ponte di zattere sotto il comando di Guido dei Rossi. Nella mattinata attraversano il fiume 3000 fanti e 1200 cavalli con i relativi materiali destinati all’assalto di Castel Pietra. Il contingente risalito da Rovereto prende alle spalle il piccolo campo trincerato  posto alla difesa di Castel Pietra. Roberto da San Severino dispone la prima fase dell’attacco a Castel Pietra; Andrea dal Borgo mette in opera le artiglierie che devono bombardare il castello da nord poco sotto Calliano; un terzo contingente veneziano risale la valle costeggiante l’Adige. Costoro per strada saccheggiano casolari e villaggi. Giunge nel frattempo da Trento Micheletto Segato con 400 fanti reduci da una felice azione nella zona del Durone ai danni di Paride di Lodrone. Da Trento si muovono prima il Segato seguito subito dopo da Friedrich Kappler; il Pietrapiana  si collega con costoro per opporsi a Roberto da San Severino al comando di 300 cavalli, 1100 lanzichenecchi e di 1000 contadini armati. Nella piana di Mottarello avviene il primo contatto che termina con la morte del Segato e di quasi tutti i suoi uomini. Nonostante ciò i veneziani sono costretti a ripiegare all’altezza di Besenello dove convergono il San Severino e Guido dei Rossi con parte della cavalleria. Sopravviene Friedrich  Kappler con i suoi uomini; i veneziani ora arretrano, compresi quelli che stanno lavorando alla postazione delle artiglierie con Andrea dal Borgo. Si forma da parte veneziana una linea difensiva fra Besenello e l’Adige; anche coloro che si sono inerpicati a mezza costa verso Castel Pietra cominciano a scendere in disordine. Giorgio di Pietrapiana li affronta con grande strepito di fanfare e spiegamento di stendardi. La linea veneziana comincia a cedere quando gli uomini del capitano altoatesino scendono anch’essi a precipizio dal versante montano e si uniscono con i lanzichenecchi del Kappler.  I veneziani si lanciano verso il ponte nella speranza di guadagnare la riva opposta. Il San Severino  si muove sul   ponte di barche  cercando di rincuorare i fuggitivi; il ponte viene fatto tagliare da Andrea del Borgo e nel panico generale molti si gettano nell’Adige e annegano. Muore annegato lo stesso Roberto da San Severino il cui cadavere è ripescato qualche giorno dopo in un’ansa dell’Adige. Un contrattacco portato da Guido dei Rossi, che con la sua squadra si è separato dal San Severino per rifugiarsi in un angolo cieco della montagna, piomba sui soldati del Kappler assalendolo alle spalle e  costringendo nel contempo il Pietrapiana a ripiegare a Mottarello dopo avere subito ingenti  perdite.   Il Pietrapiana punta nuovamente su Calliano; nota che gli avversari si sono rifugiati in un ridotto lembo di terra sull’Adige. Li attacca ed intima la resa a Guido dei Rossi. Il condottiero della Serenissima promette che si sarebbe arreso il mattino seguente: durante la notte i veneziani riescono ad attraversare  il fiume su alcune barche.  Il Pietrapiana nel posto trova solo i prigionieri che sono stati rilasciati dagli avversari e le cavalcature abbandonate sulla riva. Nel combattimento i veneziani perdono 1000 uomini compresi (200 prigionieri); circa eguali sono le vittime tra le milizie del duca del Tirolo.

1489 

 

 

 

 

 

Francia

Al servizio dell’imperatore Massimiliano d’Austria. Combatte i francesi;  si segnala alla conquista di Saint-Quentin in Piccardia.

1495
Lug.Milano MilanoFrancia  Svizzeri 

 

Piemonte  Svizzera

Milita agli stipendi di Ludovico Sforza al comando di un contingente di fanti tedeschi. Prende parte alla battaglia di Fornovo. Passa poi all’assedio di Novara e, sempre nel mese, è inviato con Giacomo da Corte alla difesa di Bellinzona quando la città è minacciata  dagli svizzeri. Nell’occasione il duca di Milano gli invia in dono una forma di formaggio lombardo.

Ago. 

 

 

 

 

 

Piemonte Lombardia

Rientra all’assedio di Novara;  conduce un’azione di forza ai borghi che viene respinta. Presenzia pure alla cerimonia in cui sono consegnate a Francesco Gonzaga le insegne di capitano generale della Lega Italica. Seda un inizio di ammutinamento dei fanti tedeschi del Cazandale che pretendono di essere pagati prima del tempo debito: i veneziani gli anticipano parte della somma. Ha quindi l’incarico di assoldare altri 2000 fanti tedeschi;  i veneziani gli donano 300 fiorini del Reno per il suo coraggioso comportamento nella vicenda precedente. A fine mese si ammala ed è trasportato a Vigevano per essere curato.

………. 

 

 

 

 

 

Piemonte

Si incontra con Gian Giacomo da Trivulzio per le prime trattative di pace.

1496
Apr.MilanoFrancia700 fantiPiemonte

Prende parte all’assedio di Novara.

1499
……….ImperoCantoni svizzeri 

 

 

 

Combatte a favore dell’ imperatore Massimiliano d’Austria contro gli svizzeri.

Giu.Trentino

Si trova a Trento.

Lug.MilanoFrancia 

 

Lombardia

Riceve 4000 ducati dal duca di Milano per radunare truppe con le quali fronteggiare i francesi; attraversa la Valtellina; conduce i primi soldati a Bormio.

Ago. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Rimane a Bormio per assumere nuove truppe (900 provvigionati nella Germania meridionale).

Sett. 

 

 

 

1500 fantiLombardia

Raggiunge gli sforzeschi con 1500 fanti.

1508
Feb.ImperoVenezia 

 

Trentino

Si incontra con il podestà di Rovereto Giovanni Francesco Pisani che nega il passo alle truppe imperiali che pretendono di recarsi a Roma attraverso il veneziano.

………. 

 

 

 

 

 

 

 

Al servizio dell’arciduca d’Austria Ferdinando.

1530 

 

 

 

 

 

 

 

Muore. Ritratto in un affresco di palazzo Geremia a Trento nell’atto di lottare con il leone di San Marco davanti ad un solenne consesso di dignitari.

 CITAZIONI

-“Huomo di nobiltà di nascita, e di valor singolare tra quella natione.” LAZARI

-“Homo molto valoroso et de grandissimo credito fra li Alamanni.” Da una cronaca riportata dal VISCONTI

-“Vaillant chevalier.” COMMYNES

-“Homo nobile a casa e illustre per molte pruove fatte alla guerra.” GIOVIO

-“Huomo valoroso, Capitano di fanteria tedesco.” BENEDETTI

-“Avevasi..acquistato gran fama nell’armi.” BARBACOVI

-“Huomo di nobiltà di nascita, e di valor singolare tra quella natione.” LAZARI

-“Officier de mérite.” DE LA PILORGERIE

 

 

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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