GIBERTO DA CORREGGIO Signore di Correggio

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Condottieri di ventura

0529      GIBERTO DA CORREGGIO  Signore di Correggio, Guastalla, Gualtieri. Figlio di Guido, fratello di Azzo, padre di Piero, cugino di Cagnolo, genero di Galeazzo Pio.

1320 ca. – 1373 (luglio)

 Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1344  

 

 

 

 

 

 

 

 
Ott. Milano Ferrara  

 

Emilia

Lo zio Azzo vende Parma al marchese di Ferrara; si allontana allora dalla città con il padre ed il fratello Azzo e si trasferisce a Guastalla. MIlita al servizio dei viscontei contro gli estensi.

Dic.  

 

 

 

 

 

Emilia

Si trova a Rivalta e vi tende un’imboscata ad Obizzo d’Este ed a Giberto da Fogliano che hanno lasciato Parma per dirigersi a Modena. Dopo lo scontro viene armato cavaliere da Filippino Gonzaga con Giovanni Manfredi e Giovanni da Lodi.

1345  

 

 

 

 

 

 

 

 
……………..  

 

 

 

 

 

Emilia

Affronta gli estensi.

Nov.  

 

 

 

 

 

Emilia

Il cugino Cagnolo gli toglie Gualtieri.

1346  

 

 

 

 

 

 

 

 
Nov.  

 

 

 

 

 

Emilia

Luchino Visconti si porta a Parma e lo priva, con il fratello, dei castelli e delle rocche da lui controllati. Consegna Guastalla ai viscontei, anche per una vecchia condanna dell’ imperatore Enrico di Lussemburgo ai danni dei suoi avi.

1347  

 

 

 

 

 

 

 

 
…………….. Milano  

 

 

 

Trentino

Si trova a Trento per scortare l’imperatore Carlo di Boemia dalla città in Lombardia.

Lug.  

 

 

 

 

 

Veneto

Viene investito a Belluno di Guastalla dall’ imperatore Carlo di Boemia.

…………….. Correggio Milano  

 

 

 

E’ perseguitato dai Visconti per l’investitura imperiale di Guastalla.

…………….. Verona  

 

 

 

 

 

 
1354 Milano Lega  

 

 

 

 
……………..  

 

 

 

 

 

Emilia

A Ferrara per la stipula del trattato di pace.

1358
Sett. Emilia E’ segnalato a Ferrara. Presenzia alla stipula di un nuovo trattato di pace tra Galeazzo Pio e gli estensi.
1359  

 

 

 

 

 

 

 

 
Dic. Chiesa Milano  

 

Romagna

Ottiene il governo della Romagna dal cardinale Egidio Albornoz. Invia un figlio a Bologna con otto bandiere di cavalli in soccorso di Giovanni Visconti da Oleggio.

1362  

 

 

 

 

 

Emilia

Bernabò Visconti cerca di avere Correggio mediante un complotto. Giberto da  Correggio riceve in soccorso quindici bandiere di cavalli da Ugolino Gonzaga: fa calare i ponti levatoi ed introduce nel castello diciassette bandiere di cavalli viscontei come se la congiura avesse avuto successo. Gli avversari si trovano rinchiusi tra le sbarre;  storditi per l’improvviso assalto, si arrendono  senza frapporre resistenza.

1363  

 

 

 

 

 

 
Apr. Milano Lega  

 

Emilia e Veneto

E’ battuto alla bastia di Solara nel modenese: catturato dai carraresi, è inviato prigioniero a Padova.

1364  

 

 

 

 

 

 

 

 
Primavera  

 

 

 

 

 

Veneto

Viene liberato da Francesco da Carrara solo al termine del conflitto.

1368  

 

 

 

 

 

 

 

 
…………….. Milano Lega  

 

 

 

Il Visconti giunge con tutte le sue truppe a Guastalla; viene distrutto il borgo dai soldati. Le truppe della lega avversa al signore di Milano si volgono contro la bastia che vi sorge nei pressi. I viscontei sono costretti a rientrare in tale centro.

Estate Lega Milano  

 

 

 

Per liberarsi dei viscontei che si sono installati in Guastalla defeziona nel campo avversario con il fratello Azzo.

1369  

 

 

 

 

 

Emilia

Ottiene, con il fratello, che i centri di San Biagio e di Fasano, a pochi chilometri da Correggio, restino loro soggetti anziché essere consegnati ai Roberti. I due fratelli ne mantengono il possesso per diversi mesi con l’appoggio degli estensi e della lega.

1370  

 

 

 

 

 

 

 

Viene compreso nel trattato di pace.

1371  

 

 

 

 

 

 

 

 
…………….. Correggio Milano  

 

Emilia

E’ nuovamente assalito dai viscontei che gli tolgono ogni signoria con il tradimento del nipote Guido.

……………..  

 

 

 

 

 

 

 

I pontifici gli riconoscono una provvigione mensile di 100 fiorini.

1372  

 

 

 

 

 

 

 

 
Dic. Venezia Padova  

 

Veneto

Contrasta le truppe di Francesco da Carrara.

1373  

 

 

 

 

 

 

 

 
Feb.  

 

 

 

 

 

Veneto

Ha il comando delle truppe al posto di Francesco Ordelaffi. Compie scorrerie a Santa Margherita di Calcinara (Santa Margherita), Casalserugo, Legnaro, Paluello e Mira facendo numerosi prigionieri e razziando bestiame.

Apr.  

 

 

 

Capitano g.le Veneto

Assale Camponogara dove 400 guastatori padovani stanno costruendo un fossato che congiunge la località con Curano, ed una bastia a Lova: il pronto intervento di Giovanni Unghero e di Giovanni da Polisna lo costringe a ripiegare. Tra i veneziani vi sono 52 morti e 40 prigionieri; tra i carraresi sette morti ed otto  prigionieri. Costoro sono tutti uccisi a Venezia il giorno di Pasqua: quattro ungheri sono annegati al Lido dopo essere stati rinchiusi in alcuni sacchi, altri quattro sono scorticati nella città in piazza San Marco tra le colonne. Il Correggio viene nominato capitano generale, sempre in piazza San Marco, ed è ammesso al Gran Consiglio.

Mag.  

 

 

 

 

 

Veneto

Ritorna al campo di Lova con i provveditori Leonardo Dandolo e Pietro della Fontana per proteggere i lavori di fortificazione apprestati dai veneziani nella medesima località. I carraresi e gli ungheri decidono di assalirlo. Il voivoda Stefano di Transilvania lo attacca dopo avere diviso il suo esercito in quattro schiere: il capitano ungherese si pone nella prima con 1550 ungheri; la seconda è al comando di Tommaso Unghero con 2000 uomini e lo stendardo del re magiaro; nella terza si colloca Rizzardo di San Bonifacio con 2000 italiani; nella quarta Francesco e Francesco Novello da Carrara, la nobiltà padovana e 500 arcieri ungheri. Il Correggio si muove loro incontro con 3000 cavalli per proteggere il lavoro dei guastatori che, con il sostegno di 1000 balestrieri, stanno costruendo, a loro volta, un grande fossato tra le paludi di Lova e di Curano. E’ obbligato a fare suonare la ritirata quando si vede nell’ impossibilità di resistere. I morti sono in gran numero, come pure i prigionieri (tra i soli patrizi veneziani, rispettivamente, 60 e 33). I prigionieri sono portati in trionfo a Padova e le bandiere di San Marco sono esposte al pubblico.

Giu.  

 

 

 

 

 

Veneto

Il Correggio corrompe alcuni soldati che sono alla guardia della bastia di Rosinvalle perché gli consegnino la fortezza: costoro sono scoperti. Quattro sono trovati colpevoli a Padova dopo essere stati sottoposti a tortura: ricondotti al campo sono attanagliati e squartati; le loro membra sono attaccate sugli alberi preda degli animali. I veneziani conducono 5000 arcieri turchi. Il Correggio promette alle truppe paga doppia,  mese compiuto ed un premio straordinario di 60000 ducati in caso di conquista della bastia costruita dai carraresi nel territorio di Piove di Sacco. Esce da Lova e fa costruire la bastia del Buon Conforto o di Medicina.

Lug.  

 

 

 

 

 

Veneto

I padovani attaccano i veneziani in tre schiere (nella prima il voivoda di Transilvania, nella seconda Francesco da Carrara, nella terza i fanti ed i cavalieri cittadini). Il Correggio divide, invece, l’esercito in due parti: in una i cavalli, nell’altra i fanti con più di 1000 balestrieri e gli arcieri turchi; dietro a tutti è collocata la gente d’arme con bandiere e stendardi. Stefano di Transilvania si getta contro i turchi che lo respingono: gli ungheri sono obbligati ad arretrare, seguiti dai padovani. Molti sono i morti ed ancor più i prigionieri, tra i quali lo stesso voivoda, Rizzardo di San Bonifacio ed Antonio Lupo. Per gli storici veneziani il merito della vittoria non è tanto da ascrivere a Giberto da  Correggio quanto al provveditore Pietro della Fontana che, a causa della peste che ha colpito il condottiero, in quel giorno ha il comando effettivo delle truppe. Al termine dello scontro il Correggio è trasportato a Venezia per farsi curare; muore in tale città a metà mese.

 CITAZIONI

“Famoso capitano, uomo nobilissimo e pur crudelissimo nelle vendette.” BALLETTI

“Capitaneus sapiens erat, et doctus in expeditionibus bellicis, sed jemo et aegritudine confectus modicum facere potuit.” CARESINI

“Capitano di molto valore, ne’ maneggi della guerra.” P. GIUSTINIAN

“Huomo savio et intelligente delle cose di guerra.” A. GATARI

“Vir aeque et armis et prudentia conspicuus.” VERI

“Il quale adoperatosi lungamente nella militia..finì la vita con molta gloria.” SANSOVINO

“Hic nobilissimus fuit homo, et maximus hostium ultor, et crudelissimus.” GAZATA

Con Azzo da Correggio “Che a’ lor tempi gran parte ebbero nelle vicende d’Italia.” TIRABOSCHI

“Capitano in quei tempi d’altissima fama.” VERDIZZOTTI

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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