GIBERTO DA CORREGGIO Signore di Correggio, Fabbrico, Bazzano, Scurano, Traversetolo, Fosdondo, Campora, San Prospero, San Biagio, San Giovanni, San Martino in Rio, Vico, Campagnola Emilia, Mandrio, Caprile, Saliceto Buzzalino, Guastalla, Gualtieri. Figlio di Guido da Correggio, fratello di Azzo da Correggio, padre di Piero da Correggio, cugino di Cagnolo da Correggio, nipote di Azzo da Correggio, genero di Galeazzo Pio.
1320 ca. – 1373 (luglio)
| Anno, mese | Stato. Comp. ventura | Avversario | Condotta | Area attività | Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
| 1344 | |||||
| Ott. | Milano | Ferrara | Emilia | Lo zio Azzo vende Parma al marchese di Ferrara; si allontana allora dalla città con il padre ed il fratello Azzo e si trasferisce a Guastalla. MIlita al servizio dei viscontei contro gli estensi. | |
| Dic. | Emilia | Si trova a Rivalta e vi tende un’imboscata ad Obizzo d’Este ed a Giberto da Fogliano che hanno lasciato Parma per dirigersi a Modena. Dopo lo scontro viene armato cavaliere da Filippino Gonzaga con Giovanni Manfredi e Giovanni da Lodi. | |||
| 1345 | |||||
| …………….. | Emilia | Affronta gli estensi. | |||
| Ago. nov. | Emilia | Alla morte del padre Guido incontra, con il fratello Azzo, notevoli difficoltà nel controllo delle signorie familiari. A novembre il cugino Cagnolo si impossessa a sue spese di Gualtieri. | |||
| 1346 | |||||
| Nov. | Emilia | Il signore di Milano Luchino Visconti giunge a Parma e lo priva, con il fratello dei castelli e delle rocche controllati da lui controllati (Guastalla e Brescello). In particolare consegna la prima località ai viscontei, anche per una vecchia condanna dell’ imperatore Enrico di Lussemburgo ai danni dei suoi avi. | |||
| 1347 | |||||
| …………….. | Mlano | Trentino e Lombardia | Scorta da Trento in Lombardia l’imperatore Carlo di Boemia. | ||
| Lug. | Veneto | A Belluno è infeudato di Guastalla da Carlo di Boemia L’investitura non ha alcuna efficacia pratica. Anzi, viene perseguitato per tale fatto dai Visconti con il cugino Cagnolo. | |||
| …………….. | Verona | ||||
| 1354 | |||||
| …………….. | Milano | Lega | Emilia | Grazie all’alleanza con il signore di Milano Giovanni Visconti ottiene la cessione di alcuni castelli siti sull’Appennino quali Bazzano, Scurano, Traversetolo e la conferma di Correggio con Fabbrico Fosdondo, Campora, San Prospero, Camara, Mandrio, Mandriolo, Bedollo e Fazzano. | |
| …………….. | Emilia | A Ferrara per la stipula del trattato di pace. | |||
| 1358 | |||||
| Sett. | Emilia | E’ segnalato a Ferrara. Presenzia alla stipula di un nuovo trattato di pace tra Galeazzo Pio e gli estensi. | |||
| 1359 | |||||
| Dic. | Chiesa | Milano | Romagna | Ottiene, con il titolo di conte, il governo della Romagna dal cardinale Egidio Albornoz. Invia un figlio a Bologna con 8 bandiere di cavalli in soccorso del signore della città Giovanni Visconti da Oleggio. | |
| 1362 | Emilia | Il signore di Milano Bernabò Visconti cerca di impadronirsi di Correggio mediante un complotto. Giberto da Correggio riceve in soccorso 15 bandiere di cavalli da Ugolino Gonzaga: fa calare i ponti levatoi ed introduce nel castello 17 bandiere di cavalli viscontei come se la congiura avesse avuto successo. Gli avversari si trovano rinchiusi tra le barre che si trovano davanti alle mura e la porta calata all’improvviso al loro apparire. Segue l’attacco della cavalleria del Gonzaga. I viscontei, stretti tra le barre e la porta, nonché storditi per l’improvviso assalto, si arrendono senza frapporre resistenza. | |||
| 1363 | |||||
| Apr. | Milano | Lega | Emilia e Veneto | E’ battuto alla bastia di Solara nel modenese. Catturato dai carraresi, viene condotto prigioniero a Padova. | |
| 1364 | |||||
| Primavera | Veneto | Viene liberato dal signore di Padova Francesco da Carrara solo al termine del conflitto. | |||
| 1368 | |||||
| …………….. | Milano | Lega | Bernabò Visconti giunge con tutte le sue truppe a Guastalla; viene distrutto il borgo dai soldati. Le truppe della lega avversa al signore di Milano si volgono contro la bastia che vi sorge nei pressi. I viscontei sono costretti a rientrare in tale centro. | ||
| Giu. | Lega | Milano | Emilia | Per liberarsi dei viscontei che si sono installati in Guastalla, defeziona nel campo avversario con il fratello Azzo. | |
| 1369 | Emilia | Ottiene, con il fratello, che i centri di San Biagio e di Fazzano, a pochi chilometri da Correggio, restino loro soggetti anziché essere consegnati ai Roberti. I due fratelli ne mantengono il possesso per diversi mesi con l’appoggio degli estensi e della lega. | |||
| 1370 | Emilia | Viene compreso nel trattato di pace. | |||
| 1371 | |||||
| Gen. | Emilia | Il nipote Guido, figlio del fratello Azzo, cede la sua parte di signoria di Correggio a Bernabò Visconti. Il fatto provoca una grave frattura all’interno della famiglia da Correggio. L’alienazione gli frutta la concessione del mero e misto imperio su Correggio, Fabbrico, Campagnola Emilia, Fosdondo, San Prospero, Campora, Camera, Fazzano, San Biagio, San Giovanni, San Martino in Rio, Vico, Mandrio, Caprile, Saliceto Buzzalino, Mandriolo, Bedollo. | |||
| …………….. | da Correggio | Milano | Emilia | E’ nuovamente assalito dai viscontei che gli tolgono ogni signoria residua grazie al tradimento del nipote Guido. Come conseguenza Giberto da Correggio ripara in esilio a Venezia. | |
| Dic. | I pontifici gli riconoscono una provvigione mensile di 100 fiorini. | ||||
| 1372 | |||||
| Dic. | Venezia | Padova | Veneto | Contrasta le truppe del signore di Padova Francesco da Carrara. | |
| 1373 | |||||
| Feb. | Veneto | Ha il comando delle truppe al posto di Francesco Ordelaffi. Compie scorrerie a Santa Margherita di Calcinara (Santa Margherita), Casalserugo, Legnaro, Paluello e Mira facendo numerosi prigionieri e razziando bestiame. | |||
| Apr. | Capitano g.le | Veneto | Assale Camponogara dove 4000 guastatori padovani stanno costruendo un fossato che congiunge la località con Curano, ed una bastia a Lova: il pronto intervento di Giovanni Unghero e di Giovanni da Polisna lo costringono a ripiegare. Tra i veneziani vi sono 52 morti e 40 prigionieri; tra i carraresi 7 morti ed 8 prigionieri. Costoro sono tutti uccisi a Venezia il giorno di Pasqua: 4 ungheri sono annegati al Lido dopo essere stati rinchiusi in alcuni sacchi, altri 4 sono scorticati nella città in piazza San Marco tra le colonne. Giberto da Correggio viene nominato capitano generale, sempre in piazza San Marco, ed è ammesso al Gran Consiglio. | ||
| Mag. | Veneto | Ritorna al campo di Lova con i provveditori Leonardo Dandolo e Pietro della Fontana per proteggere i lavori di fortificazione apprestati dai veneziani nella medesima località. I carraresi e gli ungheri decidono di assalirlo. Stefano Unghero attacca Giberto da Correggio dopo avere diviso il suo esercito in 4 schiere: il capitano ungherese si pone nella prima con 1550 ungheri; la seconda è al comando di Tommaso Unghero con 2000 uomini e lo stendardo del re magiaro; nella terza si colloca Rizzardo di San Bonifacio con 2000 italiani; nella quarta Francesco e Francesco Novello da Carrara, la nobiltà padovana e 500 arcieri ungheri. Giberto da Correggio, alla loro vista, fa calare il ponte levatoio della bastia in cui si trova e ne esce con 3000 cavalli e 1000 balestrieri. Con l’intervento della fanteria padovana, data anche la sproporzione di forze in campo, si perde d’animo e fa suonare la ritirata. I morti sono in gran numero (400 annegati nel fossato), come pure i prigionieri (357). Tra i soli patrizi veneziani si contano, rispettivamente, 60 morti e 33 prigionieri. I soldati catturati sono portati in trionfo a Padova mentre le bandiere di San Marco sono esposte al pubblico. | |||
| Giu. | Veneto | Rinfrancato dall’arrivo di 5000 arcieri turchi inviati dal sultano di Costantinopoli in soccorso dei veneziani, Giberto da Correggio decide di assalire la bastia di Rosinvalle. Sono corrotti alcuni soldati che ne sono alla guardia affinché gli consegnino la fortezza: costoro sono scoperti. 4 sono trovati colpevoli a Padova dopo essere stati sottoposti a tortura: ricondotti al campo sono attanagliati e squartati; le loro membra sono attaccate sugli alberi preda degli animali. Il condottiero promette alle truppe paga doppia, mese compiuto ed un premio straordinario di 60000 ducati in caso di conquista della bastia costruita dai carraresi nel territorio di Piove di Sacco. Esce da Lova e fa costruire la bastia del Buon Conforto o di Medicina. | |||
| Lug. | Veneto | I padovani attaccano i veneziani in 3 schiere (nella prima il voivoda di Transilvania, nella seconda Francesco da Carrara, nella terza i fanti ed i cavalieri cittadini). Giberto da Correggio dispone i suoi armati secondo una tattica difensiva. In prima linea 1000 balestrieri veneziani e gli arcieri turchi; dietro la cavalleria con Francesco Ordelaffi. La strada per un eventuale attacco da parte nemica è obbligata: il colmo di un argine sul quale possono passare solo 4 cavalli alla volta. Stefano Unghero si getta contro i balestrieri e gli arcieri che hanno facilmente la meglio. Gli ungheri sono obbligati ad arretrare, seguiti dai padovani. Molti sono i morti ed ancor più i prigionieri, tra i quali lo stesso voivoda di Transilvania, Rizzardo di San Bonifacio, Bonifacio Lupo ed Antonio Lupo, nonché 14 nobili ungheresi. Per gli storici veneziani il merito della vittoria non è tanto da ascrivere a Giberto da Correggio quanto al provveditore Pietro della Fontana che, a causa della peste che ha colpito il condottiero, in quel giorno ha il comando effettivo delle truppe. Al termine dello scontro Giberto da Correggio è trasportato a Venezia per farsi curare; muore in tale città a metà mese. E’ sostituito nel comando delle truppe da Francesco Ordelaffi. |
CITAZIONI
-“Famoso capitano, uomo nobilissimo e pur crudelissimo nelle vendette.” BALLETTI
-“Capitaneus sapiens erat, et doctus in expeditionibus bellicis, sed jemo et aegritudine confectus modicum facere potuit.” CARESINI
-“Capitano di molto valore, ne’ maneggi della guerra.” P. GIUSTINIAN
-“Huomo savio et intelligente delle cose di guerra.” A. GATARI
-“Vir aeque et armis et prudentia conspicuus.” VERI
-“Il quale adoperatosi lungamente nella militia..finì la vita con molta gloria.” SANSOVINO
-“Hic nobilissimus fuit homo, et maximus hostium ultor, et crudelissimus.” GAZATA
-Con Azzo da Correggio “Che a’ lor tempi gran parte ebbero nelle vicende d’Italia.” TIRABOSCHI
-“Capitano in quei tempi d’altissima fama.” VERDIZZOTTI
-“Valente cavaliere.” LOMBARDI
-“Ha fama di essere stato un uomo nobilissimo, capace e spietato in guerra.” CIUCCIOVINO
Fonte immagine in evidenza: Regione Emilia-Romagna




